SIMONI MARCELLO.
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L'EREDIT DELL'ABATE NERO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Roma.
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Per la sua fierezza e per le sue ruberie uomo assai famoso, (...) chiunque per le circustanti parti passava rubar faceva a suoi masnadieri.
Giovanni Boccaccio,  Decameron, giornata 10, novella 2 Che il navilio sia bene concio e bene stagnato, e che sia bene corredato, e bene guarnito di buoni alberi, e di buone antenne, e di buone sartie, e di buone agumine, e di buone vele, e di buone ancore (...). E che sia fornito darmadure, cio di corazze, e di balestra, e di ferramento, e di lance, e di dardi, e di mannare, e di pietre (...), che se fusse in tempo di guerra, ha bisogno di pi armadure per difensione della nave e della mercatanzia.
Francesco Balducci Pegoletti, Pratica della mercatura.
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Questo  un romanzo davventura e la sua trama si basa su personaggi di pura invenzione. Corrisponde per a verit storica che nel 1459, durante un viaggio in Macedonia, il monaco Lionardo da Pistoia sia entrato in possesso di alcuni manoscritti sacri, e che in seguito li abbia consegnati ai due uomini pi controversi vissuti nel tardo Medioevo: il cardinal Bessarione e Cosimo de Medici.
Ancora oggi quelle pagine vengono considerate la pietra miliare dellalchimia e dellesoterismo. Il loro titolo, Corpus hermeticum, deriva da una remota tradizione che le attribuisce a Ermete Trismegisto, ovvero il dio Mercurio conosciuto dai sacerdoti egizi con il nome di Thot e dai cristiani gnostici come Michele arcangelo. Ma se la leggenda  sopravvissuta, non si pu dire altrettanto delle avventure di chi lott per impossessarsi di quella arcana sapienza. O di chi, semplicemente, fu coinvolto nella sua ricerca.
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Prologo.
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Mar Ligure. 15 aprile 1439, notte.
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Ci sono spiriti di mare e spiriti di terra. Cosimo de Medici se lo ripeteva di continuo, tenendosi
saldo alla prua del caicco mentre il porto di Livorno, ormai lontano, si perdeva in unoscurit liquida
dominata dalla torre del Fanale. Bench anni addietro, tra i suoi molteplici uffici, avesse curato i traffici
navali di Firenze, non si riteneva avvezzo a solcare distese dacqua che potevano scatenarsi in tempesta
al minimo capriccio. Il suo talento era il denaro, la sua passione le biblioteche. Quelle, s, erano vastit
su cui sapeva navigare, senza timore di perdersi o di cedere alle lusinghe delle sirene.
Eppure eccolo oscillare tra i flutti, con il freddo a morderlo sotto il mantello e il desiderio di
posare i piedi sullerba di Careggi.
Della galea giunta da Bisanzio non vi era ancora traccia, ma Cosimo la sapeva l, tra le onde, e
scrutava con insistenza nel tentativo di scorgerne il barlume. Nessun cristiano tollerava di restare al
buio per troppo tempo. Pur se si trattava degli scismatici dOriente.
Prima di distinguere la nave percep il gemere della carena, poi vide una fila di lanterne
palpitare nella notte. Lo scafo era di proporzioni enormi, un fuso debano forse da cinquanta remi.
Difficile essere pi precisi con la luna oscurata e lansia per lincontro con un uomo ambiguo,
imprevedibile quanto il mare.
Un uomo salpato dal Corno dOro insieme ai teologi greci diretti al concilio di Ferrara, spostato
a Firenze dopo mesi di complicanze. Al contrario del patriarca e del basileus, sbarcati da giorni, lui, il
folle, aveva preferito restare al largo. E aspettare.
Il caicco super la gomena dellncora e si accost al lato
posteriore della galea. Appena pot sporgersi, Cosimo si aggrapp a una scala a pioli appesa
alla spalla del cassero e prese a issarsi, in un oscillare di legni e cordami bagnati. Era ormai giunto in
cima quando vide una mano spuntare dallalto.
Lafferr per aiutarsi a superare lultimo tratto, trovandosi di fronte a un servo avvolto in un
caftano.
Il mio signore vi attende.
Il Medici annu, muovendo distinto verso il gavone di prua.
Dalla parte opposta, lo avvert il servo, indicando la carrozza di poppa. Senzaltro
aggiungere, lo guid fino alla sala del consiglio, riservata al capitano e a pochi eletti della ciurma. Il
bagliore di un candelabro lambiva una quantit di carte nautiche appese alle pareti, un mosaico di coste
tratteggiate con linchiostro di seppia.
In un angolo in penombra cera una persona avvolta in una cappa da viaggio. No, si ravvide
Cosimo. Non una persona ma due. Un uomo e un bambino, il primo con le mani dellaltro premute sul
capo. Il tempo che il servo prendesse congedo e si avvicin.
Dubitavo che ti saresti lasciato persuadere dal mio messaggio, esord luomo, scoprendo il
volto celato dal cappuccio.
Cosimo prov un fugace disagio. Gli occhi, il naso e persino il sorriso che si trovava a
contemplare erano identici ai propri. Due gocce dacqua, se non fosse stato per le venature color
argento che striavano i capelli corvini del viaggiatore. Segni dovuti non certo allet n alle
tribolazioni, lui lo sapeva bene. Stringendosi nelle spalle, prese il candelabro e lo us per accendere una
lampada a olio appesa al soffitto. Il nostro ultimo incontro, disse, risale a sedici anni fa.
Diciassette, lo corresse laltro. Se ben rammento, a quel tempo ricoprivi la carica di console
del mare. Oggi sei gonfaloniere.
Non sono uso a farmene vanto, minimizz Cosimo, rinfrancato dal diffondersi della luce. La
mia fedelt va
anzitutto agli interessi della famiglia.
Interessi che ormai coincidono in toto con quelli di Firenze.
E allora?, sirrigid. Cessa questinsulso indugiare e spicciati, dimmi quali smanie
tinducono a voler parlare con me a tutti i costi.
A rispondergli fu una risata piena di amarezza. Credevi che mi fossi scordato da dove
provengo? Che le terre dOriente mi avessero assuefatto al loro incanto?
Per carit, Damiano, io non insinuavo.
Lasciami dire, lo interruppe il viaggiatore, irritato dal sentir pronunciare il proprio nome.
Non sono qui per reclamare alcunch, n per osteggiarti. La casata, il banco, la citt Tieniti tutto,
fratello. La mia esistenza si svolge altrove, in terre dove la favella fiorentina suona infida e forestiera.
Accarezz il fanciullo, incoraggiandolo ad avanzare dun passo. Se stanotte ho preteso dincontrarti, 
stato per lui.
Cosimo osserv il bambino per la prima volta. Non doveva avere pi di tre anni, ma le sue iridi
brillavano gi di unintelligenza non comune. Furono per i capelli a colpirlo.
Neri, tagliati corti, erano striati dargento alla guisa della pelliccia di una fiera. Come quelli di
colui che laccompagnava.
Sua madre, la mia unica figlia, spieg Damiano, colto da una fugace commozione,  spirata
lanno scorso.
Mi rincresce, disse il Medici, rendendosi improvvisamente conto di non sapere nulla sul
proprio gemello. Nulla che non fosse uscito dalle storie bisbigliate dai suoi genitori al tempo della
fanciullezza, o dalla voce di qualche messaggero giunto dallOriente. Ora invece eccolo, lEsa
diseredato, a parlare di una figlia salita al cielo e di un nipote ancora infante. Mi rincresce davvero,
ripet. Tuttavia concedimi dintendere bene cosa stia accadendo. Per quale motivo tu, dopo una
lunghissima assenza, ti rivolgi proprio a me?.
Quasi per occultare i pensieri, Damiano si volt verso le carte nautiche. Perch Bisanzio non 
pi un luogo sicuro, sospir.
I turchi sono alle porte e presto il mondo non sar pi lo stesso.
N il mio, n il tuo.
Cosimo colse nella sua voce un sentimento affine allangoscia che, dopo anni di tumulti, aveva
appreso a fiutare distinto. I turchi, i diavoli dOriente davanti ai quali Bisanzio sorgeva come una
barriera dintrighi e di ossessioni che pungolavano limmaginario delle genti dOccidente. Si chiese se
quelle parole fossero state pronunciate con cognizione di causa o con lintento di mascherare insidie
ancor maggiori. Poi torn al bambino. Si pieg sulle ginocchia e fiss i suoi occhi attenti, disegnati
come mandorle. Sa qualcosa delle sue origini?
No, rispose Damiano. E io timploro che resti sempre cos, alloscuro. Fa di lui un artista,
uno studioso o pure un chierico, se vuoi, ma tienilo lontano dai Medici.
Sei fin troppo sibillino, lammon il gonfaloniere di Firenze, rialzandosi in piedi. Rivelami
almeno il nome del padre.
Il viaggiatore continuava a mostrargli le spalle. Mia figlia non me ne ha mai fatto cenno.
Suvvia! Ti scomoderesti per un bastardo?.
Damiano si volt di scatto, trasfigurato dallastio. Anche se fosse, tradiresti il tuo stesso
sangue? Come fecero i nostri genitori con me?.
Cosimo si mantenne impassibile. Non  questo che accadde.
Cosa vuoi saperne di cosa accadde! Non fosti tu a dover sopravvivere lontano dalla famiglia,
n ad affrontare le vastit dei mari e dei deserti.
Uningiustizia di cui non ho colpa.
Il fratello pareva lungi dal voler lasciare perdere. Dun tratto, per, si accorse di aver spaventato
il bambino e allora, non senza sforzo, simpose di moderare i toni. Hai ragione, ammise. Ma se ora
mi negassi laiuto che timploro, diverresti a tua volta colpevole.
Non mi chiedi molto, si ritrasse Cosimo, attraversato da un improvviso fremito di cupidigia.
Conosci bene, per, le regole
dei Medici. Ogni favore ha un prezzo.
Damiano rimase immobile a fissarlo, mentre lira che gli bruciava sotto la pelle si temperava in
fretta, dando forma a un sorriso. So a cosa alludi, fratello. Ne parlammo durante il nostro ultimo
incontro e non ti facesti certo riguardo di celare il tuo interesse. Ebbene, esaudisci la mia richiesta e
giuro che lavrai.
Se davvero mi hai inteso, ribatt il Medici, perch non mi accontenti subito?
Non adesso, sentenzi luomo di Bisanzio, quasi desse avvio a un delicato cerimoniale. Solo
quando mio nipote sar diventato adulto. Allora s, potrai ottenere la Tavola di Smeraldo.
Ma a reclamarla dovr essere lui. E con ritrovata freddezza, spinse il bambino tra le braccia di
Cosimo. Perci prenditene cura, lammon, come se questo fanciullo fosse il tuo pi prezioso
segreto.
Parte prima. Delitto nella cripta
1
Firenze, abbazia di Santa Trnita
21 febbraio 1459
Il monaco guardiano sollev la lanterna e contempl larazzo, un ordito in lana di Fiandra che
dava forma a una scena marina.
Indugi sui ricami, alla ricerca delle creature mostruose seminascoste tra le onde e lo scafo di
una galea in procinto dinabissarsi, poi si lisci la barba, forse chiedendosi cosa ci facesse un simile
paramento nella cripta di unabbazia. Continu a osservarlo, in preda a un trasporto quasi infantile,
finch la voce di un confratello non lo richiam al dovere. Gett allora un ultimo sguardo e spar
nellombra.
Non appena fu tornato il silenzio, larazzo oscill. Due dita spuntarono da dietro il bordo,
afferrarono un lembo di tessuto e lo scostarono con cautela, permettendo al ladro di uscire dal
nascondiglio.
Intrufolarsi nei recessi di Santa Trnita era stato facile, per lui.
Esclusi i soliti rischi del mestiere, si era trattato anzitutto dinfischiarsene della dannazione
eterna promessa a chi depredava i beni dellEcclesia. E di accettare che linferno fosse destinato a tutti,
inclusi i monaci assuefatti allo sfarzo. Ho ragione buon Signore?, medit ghignando. In fin dei conti, al
mondo
si
commettevano
scelleratezze
ben
peggiori
dellalleggerire messeri ed eccellenze delle loro scarselle. A voler poi fare i pignoli, prelevare lo
stercus diaboli da un edificio sacro equivaleva quasi a una missione salvifica. Anzi, provvidenziale.
Continuando a rimuginare sulle sue teologie mordaci, il ladro sfil una fiaccola da un anello di
metallo e prese a esaminare lambiente dal punto in cui era stato interrotto. Vestiva
interamente di nero, la faccia scurita con la pece da calafato e i piedi fasciati di sparto per non
produrre rumore. Sarebbe stato un peccato, si disse, negare una sortita a un luogo sorvegliato da soli
religiosi. Un peccato mortale, visto che il luogo in questione celava una camera in cui i monaci di
Vallombrosa custodivano i loro tesori.
Trovata quella camera, lunico problema sarebbe stato trasportarne il contenuto allesterno.
Ragion per cui il ladro si era assicurato la complicit di un furfante di strada, un nano di nome Caco
appostato davanti a una finestra che separava la cripta dal piano della strada. Le inferriate, in quel
punto, erano abbastanza larghe da potervi far passare fiorini, pietre preziose e forse anche qualche
candeliere.
Meglio spicciarsi, per, dacch lofficio dei vespri non sarebbe durato in eterno e i sotterranei
dellabbazia erano pi estesi di quanto avesse immaginato. Riprese pertanto ad aggirarsi tra le colonne
di marmo fino a scorgere il contorno di un portone borchiato. Sfil uno stiletto e un sottile calamo di
cui si serviva per scassinare i chiavacci, poi si avvicin, ansioso di scoprire cosa proteggesse quel
battente.
Un risuonare di voci lo mise in allerta.
Ripose in fretta la torcia e si rannicchi dietro una Madonna di legno, poco prima che due
persone facessero il loro ingresso.
Non erano monaci, stavolta.
Lo sapete, lo sapete bene!, stava sbraitando il pi basso. Ci sono navi sciagurate, destinate al
naufragio.
E persone ancor pi sciagurate, lo rimbecc laltro, nate apposta per sfiancare la pazienza
altrui. Avanzava a mento alzato, il profilo aquilino sormontato da un cappuccio a foggia. Il fisico alto,
asciutto come una verga, era fasciato da un lucco di panno abbottonato fino al collo.
Sbirciando da dietro la statua, il ladro riconobbe messer Giannotto Bruni, banchiere e mercante
fiorentino. Laltro invece gli era sconosciuto. A giudicare dallaccento e dal turbante
avvolto intorno al capo si trattava di un forestiero.
Non capite?, insisteva questultimo con foga. Sono rovinato!.
Affari vostri.
Affari della vostra compagnia, piuttosto, dal momento che mi ha garantito un risarcimento in
caso di disgrazia.
La risata di Giannotto Bruni echeggi sotto le volte della cripta.
Non state alludendo a una mia compagnia, bens a una filiale associata. Rifatevi su di essa e
lasciatemi in pace.
Luomo col turbante lafferr per un braccio. Siete uscito di senno?, protest. Vorreste che
mimbarcassi per Famagosta?
In questa stagione dellanno?
Ve lho gi detto, affari vostri, esclam il banchiere, liberandosi con uno strattone. Se avessi
saputo che intendevate assillarmi con simili fanfaluche, mai e poi mai avrei accettato dappartarmi con
voi.
Duemila fiorini doro!, lo sferz il forestiero. Risarcitemi almeno di questa somma, che 
nemmeno un terzo del valore di quanto ho perduto.
Messer Bruni rimase in silenzio, gli occhi che saettavano nellombra. Il suo sguardo era cos
acuto che il ladro credette per un attimo dessere stato scorto. Poi lo vide passare oltre e torn a
rimuginare sulla questione dei duemila fiorini. Anzi, oltre seimila a giudicare da quanto sosteneva
luomo col turbante.
Ceran trafficanti di lana e di spezie che si dichiaravano rovinati per aver perduto molto meno.
Pur fossi in vena di sborsare una simile cifra, e non lo sono, dichiar Giannotto Bruni,
puntando verso luscita della cripta,
non mi accontenterei certo di una semplice storiella. Ricevo ogni giorno rapporti da porti e
dogane, e a esser franchi non mi  giunta voce di alcun naufragio.
La Saturnia  affondata!, sbrait laltro, sbarrandogli il passo.
Colata a picco, vi dico.
Il banchiere lo spinton senza riuscire a scostarlo. Andate al
diavolo, messere. Lasciatemi passare.
Il seccatore, pi basso e tarchiato, non si mosse. Al diavolo ci andrete voi, vecchio usuraio.
Come osate?, sinfiamm Bruni. Prov per la seconda volta a farsi strada, ma non riuscendo
nellintento estrasse un pugnale e minacci un affondo. Vi ordino di togliervi dai piedi, o in nome di
Dio.
Anzich intimidirsi, laltro gli afferr il polso. In un crescendo di sdegno, messer Giannotto gli
si gett addosso, facendolo rovinare a terra sotto il suo peso.
Il ladro valut se restare dietro la Madonna o intervenire per dividere i due folli. Ancora poco e
sarebbero accorsi i sorveglianti. Allora s, le cose avrebbero preso una brutta piega.
Meglio sgattaiolare fuori dalla cripta finch era in tempo, nella speranza di non essere
Il grido gli gel lanima.
Vide luomo col turbante rialzarsi di scatto, pulirsi le mani addosso e fuggire a gambe levate.
Giannotto Bruni restava a terra, a contorcersi come se avesse il diavolo in corpo.
A quel punto losservatore si decise a uscire allo scoperto e si precipit sul banchiere, che in un
lampo di stupore trov requie dallagonia. Poi linfelice riprese a gemere, premendo le mani sullelsa
del pugnale che gli era stato conficcato nel ventre.
Signore salvami, implorava. Beata Vergine salvami.
Ma la lama affondava nella carne ben oltre una spanna, nemmeno il miglior cerusico di Firenze
avrebbe saputo porvi rimedio. Messer Bruni pareva esserne consapevole. Digrignava i denti in un misto
di rabbia e orrore, da cui trapelava pure la vergogna. Ucciso in una rissa, sembrava voler dire. In una
rissa, come un cagnaccio del volgo.
Cera per dellaltro nel suo sguardo, e fu quel qualcosa a far indugiare il ladro un attimo di
troppo.
Il tempo sufficiente perch i guardiani del monastero piombassero su di lui.
2
Oltrarno, palazzo Bruni
Notte tra il 21 e il 22 febbraio
Angelo Bruni stava ritto davanti al catafalco, intento a osservare la salma del padre. Anche nella
morte, messer Giannotto serbava laria arcigna che laveva contraddistinto in vita, incutendo rispetto
persino agli avversari pi accaniti. Il naso adunco e le sopracciglia inarcate richiamavano il profilo di
unaquila, mentre il pallore del volto enfatizzava il taglio di una bocca quasi priva di labbra. Angelo
aveva sempre avuto paura di lui e ora, di fronte a quel corpo privo di vita, non riusciva a provare
dispiacere. Al lato opposto del catafalco, sotto le volte che adombravano la cappella privata del
palazzo, la cugina Bianca versava lacrime di dolore.
Dovrei essere io, pens Angelo, a logorarmi in un simile strazio.
Io a versare lacrime amare. Invece era ben altro a fomentare la sua angoscia. Ora che ereditava
la potest sulla famiglia e sulla compagnia dei Bruni, si sentiva schiacciato da un fardello di cui fino al
giorno prima non aveva lontanamente immaginato il peso.
Forse per il fatto di non possedere, come Giannotto, il talento per larte della mercatura. Il suo
scarso interesse verso unattivit fondata su lettere di cambio e divise commerciali laveva convinto fin
da ragazzo di non essere lui il degno successore del padre. Partito pi meritevole sarebbe stato lo zio
Teodoro, se non fosse perito durante un recente viaggio in Francia. E adesso che restava solo, senza
nessuno a elargirgli consigli, Angelo sinterrogava su quali misure adottare per gestire un patrimonio
che, negli ultimi anni, aveva rischiato pi volte la bancarotta.
Baci la fronte algida del genitore e si volt verso la terza persona presente nella cripta. Si
trattava di un monaco di
Vallombrosa, il venerabile Montano da Bagnone. Era stato lui a recare notizia della disgrazia,
bussando al portone del palazzo in testa a un gruppo di confratelli intenti a reggere il cadavere avvolto
in un drappo.
Non vi ho ancora ringraziato, padre, per aver agito con discrezione.
Ho provveduto il pi in fretta possibile, sospir il religioso,
prima che le voci si diffondessero.
Angelo annu. Nonostante lora tarda, aveva saputo che labbazia di Santa Trnita era stata
assediata da una torma di curiosi attratti dalla notizia del delitto. Per la famiglia Bruni sarebbe stata
unonta se il cadavere di messer Giannotto, ancora lordo di sangue, fosse stato esposto allo sguardo del
popolo.
Del resto, la sua anima mi  sempre stata cara, aggiunse padre Montano, increspando la pelle
di un viso che pareva scolpito nel legno. Mi sono sentito in dovere di riportarlo subito qui, affinch
trovasse pace.
Lo credete davvero, padre?, intervenne Bianca, uscendo dallombra con voce rotta. Il bel
volto, rigato di lacrime, si era appena infuocato per lo sdegno. Credete davvero che mio zio abbia
trovato pace?.
Il monaco si fece il segno della croce.  nellabbraccio di Dio, in questo momento.
Il suo assassino  ancora vivo, per.
Domate il risentimento, monna Bianca, lammon con dolcezza padre Montano. Prendete a
esempio messer Angelo, cos contenuto nel suo dolore.
Lei scosse il capo, facendo uscire una ciocca castana dal velo.
Anche mio cugino esige vendetta, profer combattiva. Non  forse vero?.
Angelo sobbalz. A esser franchi, il suo unico desiderio sarebbe stato rintanarsi in biblioteca
per dedicarsi alla lettura. Amava le gesta dei cavalieri e le cronache dei viaggiatori, nei quali spesso
simmedesimava per dimenticarsi della propria goffaggine. Non
certo come Bianca che, pur essendo femmina, aveva ereditato la tempra di Giannotto Bruni.
Chiuse le mani e intrecci le dita grassocce. Io, balbett.
Vergogna!, laccus la cugina. Tuo padre  morto e te ne stai muto come un pesce.
Il responsabile  gi stato arrestato, intervenne padre Montano, per sedare gli animi.  nelle
prigioni delle Stinche, in questo momento.
Il responsabile?, ripet Bianca piena di bile. E chi sarebbe costui?
Un ladro, mi  stato riferito.
Angelo sbarr gli occhi, incredulo. Un ladro?.
Il monaco annu. Il suo nome  Tigrinus. Pare fosse sceso nella cripta di Santa Trnita per
rubare i tesori dellabbazia.
E mio padre cosa centrerebbe?
Si trovava anchegli nella cripta, messere. Probabilmente i due si sono incontrati per caso e
be, il resto lo potete immaginare.
Io non mimmagino un bel niente, torn alla carica Bianca.
Voglio guardarlo in faccia, questo dannato Tigrinus! Guardarlo in faccia mentre gli auguro la
morte pi barbara.
Figliola, calmatevi, prov a farla ragionare padre Montano.
Le Stinche non sono luogo adatto a una signora.
Ma la donna era pi indomabile di una fiera. Vorr dire che non andr sola, sibil. Verr
Angelo con me.
3
Prigioni delle Stinche
Tigrinus appoggi i gomiti sul tavolo di legno, fregando le mani immobilizzate dai legacci. Le
percosse ricevute dai guardiani dellabbazia, e poi dai fanti di quartiere, gli impedivano di tener la
schiena ritta sullo sgabello. Il tragitto da piazza della Signoria alle prigioni era stato unautentica via
crucis. Quel che il ladro non tollerava, per, era lassenza daria. Erano trascorsi un paio danni dalla
sua ultima visita alle carceri, ma riconosceva fin troppo bene lodore di pietra umida che gli offendeva
le narici.
Si volt dimpulso verso una finestrella, sperando in un refolo di vento notturno. Colse soltanto
la tenebra che pervadeva il cortile interno delle Stinche.
Ti piacerebbe volar via da l come un uccellino, eh?, lo schern lomone che gli sedeva
dinanzi.
Era messer Niccol Vitelli, capo delle guardie cittadine. Se ne stava con i calzari di cuoio
appoggiati sul tavolo e una caraffa di vino posata sul ventre. Lo conoscevano tutti, a Firenze, e non
certo per lindole misericordiosa. Era solito far la spola tra le taverne del lungarno e il mercato vecchio,
sempre insieme a un molosso dal manto grigio. Anche in quel momento, il cane gli sonnecchiava al
fianco con lenorme testa posata sulle zampe.
Non erano pochi gli infelici che avevano sentito scricchiolare le loro ossa sotto i denti di quel
mostro, ma Tigrinus, fino ad allora, poteva vantarsi daverla fatta franca. In barba a quella stupida
bestia e soprattutto a Vitelli, che non poteva certo definirsi una volpe.
Era ben altro, tuttavia, a dargli da pensare. Dopo i primi momenti trascorsi a maledire la propria
ingenuit, il ladro si accorse di essere stato trattato in maniera alquanto inconsueta.
Anzich finire in una cella comune si trovava in una stanza adiacente al porticato interno.
Inoltre non aveva scorto alcun soprastante addetto alla sorveglianza. Solo Vitelli, con la sua aria
bovina.
Chi aspettiamo?, chiese dun tratto.
Il capo delle guardie ingoll un sorso di vino, incurante dei rivoli rossi che gli colavano sul
mento. Di cosa tilludi?, grugn.
Sempre che vostra grazia non mi reputi uno spasso, ribatt,
devesserci un buon motivo per cui simpunta a tenermi compagnia nel cuore della notte.
Vitelli si sporse in avanti, pos la caraffa e lo fiss truce. Ti credi furbo, non  vero?.
Il ladro si strinse nelle spalle. Se lo fossi davvero, in questo momento non sarei qui.
Ci starai poco, non crucciarti. Per gli assassini c la forca.
Io non ho ucciso nessuno.
Messer Bruni avrebbe da ridire.
 stato un altro. Lho visto.
Miserabile bugiardo!. In un improvviso slancio di violenza, il birro lo gherm per i capelli e
gli fece sbattere il naso sul tavolo.
Ora confesserai, e lo farai con me! Prima che lui arrivi.
Tigrinus sollev il capo, accecato dal dolore. Lui chi?
Non mi hai sentito?, inve Vitelli, scattando in piedi con i pugni serrati. Ammetti daverlo
ucciso!.
Io non lo conoscevo nemmeno, quel. Il colpo allo zigomo lo strapp dallo sgabello,
facendolo cadere bocconi. Rimase sdraiato, cercando di rilassare i muscoli per assorbire il trauma.
A un paio di spanne da lui, il molosso lo osservava sornione.
In piedi, figlio di puttana!, sibil il birro, mentre girava intorno al tavolo per avvicinarsi.
Voi non non conoscete mia madre.
Nemmeno tu, a quanto si dice.
Quelle parole gli provocarono pi dolore delle mani che
lafferravano per le vesti e lo sbattevano contro una parete. Il cane inizi a ringhiare.
Lo vuoi, Malacoda?, ghign Vitelli, trasfigurato da un sadico godimento. Vuoi assaggiare le
sue carni?.
Tigrinus ebbe appena il tempo di fissare le fauci schiumanti di bava.
Poi la porta si apr, facendo entrare due fanti.
Soffocando una bestemmia, il capo delle guardie lasci andare il prigioniero e plac il molosso
con un ordine secco.
Appena in tempo perch Cosimo de Medici facesse ingresso nella stanza.
Caco se ne stava acquattato allangolo tra la via Ghibellina e il fossato che cingeva la fortezza
quadrilatera delle Stinche. Dopo aver assistito allarresto di Tigrinus, si era accodato al drappello di
birri e cittadini che avevano condotto il ladro alle prigioni, rinunciando in fretta a ogni speranza di farlo
evadere. E adesso che era calata la notte, la sola vista delle carceri, con le loro mura di pietraforte
arrossate dalle fiaccole e prive di finestre affacciate sullesterno, era sufficiente a terrorizzarlo. Del
resto, se uno come lui fosse finito in un luogo del genere sarebbe sopravvissuto a stento.
Tigrinus per gli stava a cuore. Era lunico a non averlo mai deriso per la sua deformit, e in un
paio di occasioni gli aveva pure salvato la vita. Fosse stato almeno possibile procurargli del pane e
qualche denaro per arruffianarsi i guardiani, lavrebbe fatto volentieri. Non di persona, naturalmente.
Conosceva della gente adatta, qualche pia donna disposta a svolgere servigi del genere.
Soppesata bene la questione, fece dunque per cambiare aria quando scorse due sagome munite
di lanterna avvicinarsi allingresso delle prigioni. Un uomo e una donna.
Lora era quantomeno insolita per trattarsi di una visita, valut il nano. A colpirlo, tuttavia, fu
soprattutto la grinta con cui la
donna precedeva laccompagnatore. Questultimo, un tipo impacciato e di aspetto grassoccio,
tentava a ogni passo di trattenerla, ma lei lo respingeva con rabbia, marciando a testa alta verso gli
armigeri di guardia al portale.
Voglio incontrarlo adesso!, protest Bianca, facendo oscillare la lanterna come se intendesse
romperla in testa a uno dei due guardiani.
Madonna, non si pu, ribad il soldato pi vicino, picchiando lasta della lancia a terra.
Dovrete attendere fino a domattina.
Anche se vi pagassi?, insistette lei.
Il commilitone sbuff. Ci credete dei mercenari?.
Lei fiss entrambi come se li volesse incenerire con unocchiata, poi si rivolse al cugino.
Angelo, di qualcosa!.
Bianca, abbi pazienza, squitt lui, con un sorrisetto deformato dal nervosismo. Torneremo
domani, te lo prometto.
Ma si tratta di tuo padre!.
Mio padre era un uomo di misura, avrebbe atteso.
Quanto poco lo conoscevi, lo rimbecc la donna. Era impavido, lui, e non si sarebbe certo
tirato indietro di fronte a due bruti.
Eh no, madonna!, intervenne uno degli armigeri. Cos ci offendete.
Messer Bruni lo rabbon con un cenno di scuse. Mia cugina  stravolta, spieg. Se solo la si
potesse accontentare.
Mi rincresce, rispose il soldato. Il prigioniero di cui chiedete  sotto stretta sorveglianza.
Lordine  di non farlo parlare con anima viva fino allalba.
E da chi proviene questordine?, sbott Bianca, incontenibile.
Fu allora che Angelo not lappressarsi minaccioso di un terzo armigero. Temendo il peggio,
riusc finalmente ad afferrare la cugina per un braccio e a trascinarla via. Domani, le sussurr
allorecchio, cercando di ammansirla. Domani.
4
Cosimo de Medici ordin ai fanti di accompagnare messer Vitelli e il suo cane fuori dalla
stanza, dopodich si slacci il mantello, lo sistem su un bracciolo dello scranno e sedette col suo
corpo lungo e spigoloso davanti al prigioniero. Tigrinus si rialz a fatica, aggrappandosi prima allo
sgabello e poi al bordo del tavolo. Avrebbe dovuto aspettarselo, si disse. Linsolita prassi dellarresto,
la presenza del capo delle guardie, lattesa nel cuore della notte Non erano in molti, a Firenze, i
notabili in grado di forzare le leggi della Repubblica. E ancor meno quelli disposti a conversare faccia a
faccia con un presunto assassino.
Del resto, ci sarebbe stato da discutere su chi, fra lui e il Medici, fosse il pi pericoloso.
Tigrinus era tra i pochi fortunati ad aver sfidato in pi occasioni la sua pazienza senza mai pagarne il
fio.
Omaggi a vossignoria, lo salut, fregandosi il labbro sporco di sangue. A cosa devo questa
graziosa visita?
Cessa di canzonarmi, ribaldo, lammon Cosimo, e dimmi cosa ci facevi in quella cripta.
Affari miei.
Entro breve lo saranno del boia.
Credete sul serio che sia stato io?.
Con un sorrisetto complice, il Medici si sporse in avanti. A fare cosa?
A pugnalare messer Bruni.
Se non tu, chi?
Questa  bella!, ribatt il ladro con un gesto teatrale. Mi credete talmente idiota da
accoppare un cristiano e lasciarmi acciuffare?
Idiota lo sei almeno per met, lo punzecchi Cosimo, dal momento che sei finito in
gattabuia.
 stato per una sorta di di malia, si giustific Tigrinus, rimuginando sulla storia dei
duemila fiorini doro e della nave scomparsa. Era difficile spiegare. Per un attimo rivide la smorfia
agonizzante della vittima e prov lo stesso rapimento che laveva distratto dallaccorrere dei guardiani.
Come se prima di tirar le cuoia, quelluomo avesse voluto.
Gli occhi del Medici si strinsero. Voluto cosa?
Nulla, scosse il capo. Lasciate perdere.
Altro che lasciar perdere, rimbrott Cosimo. Non ti  concesso di fare il misterioso, lo
capisci?.
Il ladro ne era perfettamente consapevole, ma avrebbe riferito le ultime parole di messer
Giannotto soltanto in cambio di un sicuro vantaggio. Sulla qual cosa nutriva seri dubbi, dal momento
che non si fidava del signore di Firenze. Ignorava perch quelluomo lavesse protetto fin dallinfanzia,
affidandolo ora a un tutore ora allaltro, senza mai rivelargli la verit sulle sue origini. Ignorava altres
cosa lavesse spinto a tollerarlo negli ultimi anni, dopo la sua definitiva ribellione a ogni forma di
regola e morale. Se scavava nella memoria, prima della presenza del Medici cerano soltanto lo
sciabordio del mare e un brusio di parlate esotiche, insieme alla sensazione di appartenere a un mondo
lontano. Un mondo remoto, inafferrabile, che fomentava la sua irrequietezza e la sua incapacit di
adattarsi a una vita ordinaria. Se non credete nella mia innocenza, riprese il discorso, perch siete
qui?.
Cosimo contempl la caraffa lasciata sul tavolo da Vitelli. La fece ruotare con un dito, poi la
spost verso un bordo con un moto di stizza. Ostenti fin troppa boria per un condannato alla forca,
mormor frustrato. Credi forse che stanotte avessi voglia di recarmi alle Stinche? Invece eccomi a
contemplare il mio fallimento pi grande, e picchi le nocche sul ripiano. Mi sono adoperato in ogni
modo per te, fin da quando eri bambino, eppure Nemmeno fra Giovanni da Fiesole  riuscito a
raddrizzarti.
Lasciate stare fra Giovanni, ribatt Tigrinus. Lui mi voleva bene.
Io invece sarei tuo nemico?
Voi non lo so cosa siete. Non vi ho mai chiesto nulla.
Risparmiami le tue invettive, per carit, lo zitt il Medici, abbandonandosi allo schienale.
Raccontami piuttosto cos accaduto a Santa Trnita, e fa in modo che la tua scusa sia credibile.
 stato un forestiero, un tizio col turbante.
Dunque nella cripta sareste stati in tre?
S. Io spiavo ben nascosto, mentre gli altri due erano intenti a conversare. Finch non si sono
azzuffati e c scappato il morto.
Cosimo si fece riflessivo. Strano, disse. I guardiani dellabbazia non hanno fatto menzione a
una terza persona.
Tigrinus si strinse nelle spalle. Se la saranno lasciata scappare e provano vergogna
nellammetterlo.
 pur sempre la tua parola contro la loro.
Fosse anche vero, perch dovrei essere io a pagare?
Non atteggiarti a martire, lo mise in guardia. Il solo fatto che tu ti sia calato in quella cripta
vale quanto unammissione di colpa.
Non bastevole a mandarmi al patibolo.
Messer Vitelli non  del tuo stesso avviso. Dovr metter mano alla scarsella per convincerlo a
lasciarti andare.
Ecco, medit il prigioniero. Ecco il vincolo di riconoscenza che gli veniva stretto intorno al
collo. La trappola della magnanimit attraverso cui il Medici aveva reso schiava ogni persona di
Firenze. Se invece, propose, si persuadesse il capo delle guardie a indagare sul vero colpevole?
La fai facile, tu, ghign Cosimo. Conosci Vitelli. Dove lo andrebbe a pescare un vero
colpevole?
Potrei essergli daiuto, insistette Tigrinus. Non lavr visto bene in faccia, quellinfame, ma
rammento la sua voce.
Accusare una persona in base al tono della favella?, lo derise il Medici, scuotendo il capo. Si
alz dallo scranno e raccolse il mantello. Non impicciarti e lascia fare a me, ribad. Per stavolta
dovrai ricambiare il favore.
E di quale favore si tratterebbe?, chiese il ladro, guardingo.
Lo saprai domani notte, allinsegna del Passero, gli rivel Cosimo, dirigendosi verso luscita.
Fino ad allora, le guardie ti terranno in custodia, e picchi contro il battente, affinch tu possa
riflettere sulla tua vita scellerata.
5
Firenze, allesterno della cinta muraria
22 febbraio
Il monaco super le mura cittadine attraverso la porta alla Croce e continu per gli spazi agresti
che si aprivano verso la collina.
Per la pieve di San Salvi occorreva unora di cammino, ma a lui non dispiaceva affatto recarsi
in quella piccola chiesa, subordinata allordine di Vallombrosa, per prelevare le limosine lasciate dai
contadini e dai viandanti durante la prima settimana di Quaresima. Il sole del mattino era tiepido, quasi
primaverile, e laria cos tersa da fargli scordare i cubicoli ombrosi di Santa Trnita. Inoltre aveva molto
su cui riflettere, e se ladagio ambulando solvitur affermava il vero anche solo per met, passeggiare
per laperta campagna gli avrebbe giovato non poco.
Prosegu a capo chino, con la borsa da elemosiniere celata sotto la cocolla, osservando i filari di
vite e le case dei rustici per distrarsi da un segreto tormento. Non era facile, tuttavia, far buon viso a
cattivo gioco. Il rimorso che lo perseguitava dalla notte precedente gli si era radicato dentro, fra lo
stomaco e il petto, e non vi era n prece n ragionamento in grado di lenirlo. Coshai fatto?, continuava
a ripetersi. Di quale colpa ti sei macchiato?
Dun tratto, per, ebbe a vedersela con ben altro tipo di affanno.
Aveva appena imboccato uno stradello diretto a est, quando scorse un figuro ammantato di
grigio staccarsi da un muretto di pietra e andargli incontro.
Chi siete?, si scherm il religioso, temendo dessersi imbattuto in un predone. Poi riconobbe il
turbante grigio che fasciava il capo dellindividuo e si quiet. Ah, sospir, siete voi.
Vi aspettavate forse qualcun altro?, azzard luomo con fare inquisitorio.
Il monaco emise un sospiro. Dopo quanto  successo, mi aspetto di tutto.
Non sar certo io a contraddirvi, padre, gli rispose. Ed  appunto questa la ragione che mi
porta al vostro cospetto.
Il religioso scosse il capo. Reputo daver gi fatto abbastanza per voi.
Fino a ieri non eravate cos schizzinoso.
Ieri sono stato vostro complice,  vero. Ma se avessi immaginato le conseguenze.
Ormai siete coinvolto, tagli corto luomo, battendogli lindice sul petto. Non potete tirarvi
indietro come se nulla fosse.
Il monaco lo squadr con rabbia. Una rabbia priva di coraggio, rivolta pi che altro a se stesso e
alle proprie sventure. Ebbene, grugn, si pu sapere di cosa si tratta stavolta?.
Lindividuo sollev le mani. Di nascondermi finch le acque non si saranno calmate.
Perch mai? Non vi ha notato nessuno, mi pare.
Il ladro s. Lui mi ha visto.
Intendete il tizio che hanno acciuffato? Oh, be,  gi carne morta.
E se prima di andarsene al diavolo si confidasse con qualcuno?
Pur se accadesse, ridacchi nervosamente il monaco, chi si curerebbe degli sproloqui di un
condannato? Date retta a me, messere. Inutile crucciarsi. Nessuno vi ha visto uscire dalla cripta.
In effetti un altro testimone ci sarebbe, aggiunse luomo, facendosi sempre pi cupo.
Non temerete sul serio che io vi possa tradire!, sobbalz il religioso.
No davvero, mio buon padre, ghign laltro, iniziando a camminargli intorno. Anche
perch, se foste cos stolto, finireste nei guai quanto me. Anzi di pi, precis. Per non si
sa mai e finch non risolveremo la questione della nave sar meglio, come dire che ci si
guardi lun laltro le spalle. Mi avete inteso?.
Vintendo un accidente, fu sul punto di esclamare il monaco.
Sentiva le membra cos rigide da non poter muovere un passo, eppure rodeva dalla voglia di
balzare addosso a quellinfame e spaccargli la testa contro una pietra. Ah, quale sublime liberazione!
Avrebbe dannato la propria anima, s, ma per un attimo si sarebbe almeno sentito libero.
Deglut per contrastare un sapore amaro che gli riempiva la gola, meditando su uneventuale
scappatoia da quella spiacevole situazione. Nel bel mezzo della campagna, tuttavia, non gli sovvenne
alcuna soluzione.
Perch anche lui era colpevole. Proprio come luomo che gli stava di fronte.
6
Prigioni delle Stinche
Bianca era intimorita, ma per nulla al mondo lavrebbe dichiarato a voce alta. Nel corso della
notte si era rigirata tra le coltri, incapace di prendere sonno per limpazienza di accedere alle carceri e
trovarsi faccia a faccia con lassassino del suo adorato zio. Adesso per, che camminava a passo svelto
per un ambulacro nero come una grotta, desiderava tornare al pi presto allaria aperta.
Smetti di tremare, simpose. Giannotto Bruni le aveva insegnato a dissimulare le emozioni in
qualsiasi frangente per non dare un vantaggio agli avversari. Perch di avversari ce nerano sempre,
soleva ripeterle. Sempre, anche nei momenti in cui ci si credeva al sicuro. La donna ricordava con
dolcezza ogni sua parola, in special modo quelle pronunciate durante i viaggi daffari a Pisa e Livorno.
Lo zio aveva preso labitudine di portarla con s fin da bambina, per passeggiare con lei lungo le
banchine portuali, mano nella mano, mentre controllava i manifesti di carico, le navi alla fonda e gli
spacci dei marinai intenti a vendere stranezze raccattate chiss dove. Era stato in una di quelle
occasioni che Bianca si era innamorata di un cimelio stranissimo, una maschera femminile ricavata da
un uovo di struzzo. Il venditore, un vogatore berbero rintanato sotto una tenda, aveva giurato che
loggetto proveniva dalla bottega di uno stregone di Algeri. Messer Bruni si era concesso una risatina
incredula, ma pur di accontentare la nipote aveva sborsato una cifra assurda.
Bianca la conservava ancora, quella maschera. La custodiva nella sua camera privata, dentro un
cassetto in cui usava riporre i gioielli. E adesso lavrebbe usata volentieri per nascondersi, pur di
sentirsi protetta.
Rivolse unocchiata al cugino che le camminava a fianco, ma il profilo paffuto di Angelo non le
fu di alcun conforto. Dei due era sempre stata lei la pi coraggiosa. Da quando suo padre Teodoro
laveva affidata al cognato, dedicandosi anima e corpo ai viaggi mercantili per sfuggire al dolore
desser rimasto vedovo, Bianca si era abituata ad affrontare da sola ogni difficolt e a imporre su
chiunque il proprio volere.
Quanto manca?, chiese al guardiano che le camminava davanti.
Il soldato si volt di scatto, squadrandola quasi lascivo, poi prosegu muto lungo il corridoio. La
fiaccola che teneva in pugno, lunica fonte di luce, strappava dalloscurit una fila di porte sprangate da
cui uscivano sospiri e lamenti. Era per il senso di disperazione a turbare Bianca. Una disperazione
palpabile al pari di unesalazione caliginosa, come se gli stati danimo dei reclusi appestassero laria e
contagiassero i visitatori.
Quando comprese dessere giunta a destinazione, fu quasi un sollievo. Vide il guardiano fissare
la torcia al bordo di un battente e armeggiare con una chiave, infine colse il suo grottesco invito.
Lassassino di Giannotto Bruni attendeva oltre lingresso.
Notata lesitazione di Angelo, Bianca inspir a fondo ed entr per prima.
7
Dentro la cella cera un uomo vestito di nero, il volto chiazzato di scuro come se fosse appena
uscito da un camino. Stravaccato in un angolo, se ne stava con la nuca appoggiata alla parete e il
profilo contratto in una smorfia sardonica. Al bagliore della fiaccola, Bianca not le ciocche color
argento, assai singolari, che gli striavano i capelli.
Emb?, fece Tigrinus, osservandola di sbieco. Fanno entrare anche le suore, adesso?
Non sono una suora, sbott lei, che per far visita alle Stinche aveva scelto di indossare un
abito senza scollatura e un mazzocchio abbastanza largo da nascondere la sua lunga chioma.
Chiedo venia, madonna, motteggi il ladro, degnandola di uno sguardo pi attento. Quasi di
gradimento. Ora che me lo fate notare.
Tacete!, lo sferz Bianca in un crescendo di sdegno. Non son qui per il vostro sollazzo, ma
per guardarvi in faccia e augurarvi la morte pi truce! Voi, e si batt il petto per rintuzzare
unondata di commozione. Voi avete ucciso mio zio, una persona buona, onoratissima, che non
meritava certo di perire nel buio di una cripta, lontano dalla propria famiglia! Per quale beffa del
diavolo non siete gi a torcervi le budella allinferno?
Guardia, per carit!, esclam Tigrinus, levando gli occhi al cielo. Chi  questinvasata?
Bianca de Brancacci, nipote di messer Giannotto Bruni, torn alla carica la donna. Dun
tratto si scopriva trafelata, come se abbandonarsi alle emozioni le avesse prosciugato le forze. In cerca
di sostegno, afferr il cugino per un braccio e lo trascin dentro la cella. Luomo che mi accompagna
 Angelo Bruni,
figlio di colui che avete assassinato, seguit.  giunto anchegli, al pari mio, per ottenere
giustizia e spiegazioni.
Immobile nel proprio cantuccio, il ladro scrut entrambi con unocchiata indifferente. Rispetto
il vostro dolore e la vostra rabbia, mormor. Permettetemi per di dirvi che non sono io lassassino
di messer Giannotto.
Vi prendete gioco di noi?, laccus Bianca.
Affatto. Il mio unico errore  stato di scendere nella cripta un attimo prima che si consumasse
il delitto, e.
E mio zio si sarebbe pugnalato da solo?
Lautore del misfatto  fuggito, lasciando me a prender la sua colpa.
La donna scosse il capo, gi pronta a formulare nuovi insulti, quando il cugino le si pose
davanti.
Il senno deve difettarvi, e non poco, disse Angelo al prigioniero, se credete di cavarvela con
simili fandonie. Si era espresso con tono enfatico, nello sforzo di apparire autoritario.
Tigrinus si strinse nelle spalle. Come vi pare, messere.
Come osate?
Dio mi  testimone, sono stato franco, si difese il ladro, dopodich rivolse a Bianca uno
sguardo cos intenso da farla indietreggiare. Voi invece, mia signora?, prosegu. Siete pi bramosa
di dar sfogo alla vostra ira o di acciuffare il vero colpevole?.
La donna scost il cugino con uno strattone e avanz dun passo. Not allora, per la prima
volta, che il viso del recluso recava segni di percosse. Fu attraversata da un fremito di piacere.
Il colpevole, sentenzi,  gi davanti a me.
Tigrinus continuava a fissarla intensamente, tradendo il desiderio di aggiungere qualcosa. Poi
sospir deluso. Guardia, stai dormendo?, chiam di nuovo. Ti decidi a portar via questi due?
Non andremo da nessuna parte, insistette Bianca, finch non vi avremo sentito ammettere
che siete un assassino.
In sostanza mi chiedete di mentire, ribatt il ladro, anzich porre domande sul come e sul
perch messer Giannotto abbia trovato la morte nei sotterranei di Santa Trnita.
Angelo fece per intervenire ma la cugina lo trattenne.
Nonostante avesse lo stomaco pieno di rabbia, non riusciva a capire per quale motivo il
prigioniero si desse tanta pena di apparire innocente. Non era forse gi condannato a morte?
Intrecci le braccia al petto, guardinga. Ebbene?
Ebbene, riprese Tigrinus con fare misterioso,  stato ammazzato per una questione di
duemila fiorini doro. Anzi, seimila.
Messer Angelo torse la bocca per lincredulit. Mio padre non si sarebbe mai arrischiato a
girare per Firenze con una tale somma. Non senza scorta, per lo meno.
Non si tratta di denari di vostro padre, precis il ladro, ma dellaltro. Del tizio che lha
pugnalato, intendo. Per farla breve, quello sconosciuto accusava vostro padre daverlo imbrogliato.
Bianca emise un risolino nervoso. Ora infangate pure la memoria di mio zio, dandogli del
fraudolento?.
Tigrinus si scherm con un gesto di sufficienza.  la pura verit.
Chiacchiere, si oppose Angelo. Una sporca calunnia.
Verificate voi stesso, lo sfid il ladro, dacch, a giudicare da quanto ho udito, il debito a cui
alludo fu contratto a Famagosta.
Famagosta?, sobbalz messer Bruni.
Ah, celi il recluso, dunque vi suona familiare.
Smettetela!, lo sferz Bianca. Con quellaria tronfia apparite ancor pi odioso.
Sar pure odioso, replic Tigrinus, ma di sicuro non un omicida.
Suvvia, vuotate il sacco, continu Angelo, in preda allesasperazione. Cosaltro sosterreste
di sapere?
Cugino!, lammon la donna. Vuoi davvero dare ascolto a questo brigante?.
Messer Bruni fece un gesto vago. Be, ha tirato in ballo una nostra casa affiliata, si giustific.
Quella di.
Taci, gli ordin lei. Non ti accorgi che sta recitando? O vuoi fornire altri appigli alla sua
lingua biforcuta?.
Il ladro prese a ghignare. Messer Angelo, lo canzon, vi lasciate zittire cos da una
femmina?.
Al limite della sopportazione, Bianca scatt in avanti e lo schiaffeggi con tutta la violenza di
cui era capace. Non riderete pi, infame!, grid. Non riderete pi quando vi trascineranno al
patibolo!.
Per tutta risposta, Tigrinus continu a sghignazzare e a fissarla con i suoi occhi di gatto. Lei
fece per colpirlo ancora, ma si sent afferrare per i fianchi e trascinare fuori dalla stanza. Si dibatt con
furia tra le braccia del cugino finch, nuovamente libera, non si trov faccia a faccia con il guardiano.
Quando verr giustiziato?, chiese piena di veleno. Ditemi quando, dannazione!.
Il soldato si limit, con fare omertoso, a richiudere il battente della cella.
8
Oltrarno, palazzo Bruni
Due ore dopo, Angelo sedeva nello studio appartenuto fino al giorno prima a suo padre. Tornato
stanco e arrabbiato dalla visita alle Stinche, si sforzava di fugare un disagio provocato non tanto
dallincontro con Tigrinus quanto dallatteggiamento di Bianca, che si ostinava a imperversare per casa
con aria molesta.
Eccolo, lerede dei Bruni, arroccato dietro uno scrittoio dai bordi smussati, fra scaffali e oggetti
che evocavano lo spettro di un uomo arcigno, maldisposto a elargire il bench minimo sorriso. Erano
pochi i ricordi legati a quella stanza, tutti spiacevoli e segnati da cocenti umiliazioni.
Non che il lutto lavesse liberato dallamarezza. Ora che spettava a lui badare agli interessi di
famiglia, si angustiava al pensiero di gestire banchi, compagnie e filiali estese tra Maiorca e Bisanzio
attraverso una rete di agenti di cui sapeva poco o nulla. Gli bastava osservare le scartoffie fitte di
calcoli, relazioni e inventari affastellate ai margini dello scrittoio per avvertire una fitta allo stomaco.
Eppure non avrebbe potuto peggiorare di molto la situazione finanziaria dei Bruni. Ci aveva gi
pensato Giannotto, il pater familias sempre pronto ad avvilirlo per i suoi scarsi talenti, ma altrettanto
cieco da investire nel commercio navale oltre i limiti consentiti dalle proprie sostanze.
Ben misera consolazione, tuttavia, accusare un genitore morto.
Con un improvviso slancio dorgoglio, Angelo si avvicin alle file di tomi sistemate lungo le
pareti. Se intendeva smentire il padre e ripristinare la floridezza perduta, doveva diventare un uomo
nuovo. Pi audace, avveduto e soprattutto disposto ad apprendere quanto fino ad allora aveva reputato
una materia
insulsa.
Estrasse una pila di libri mastri dalla costa di pelle brunita e apr il primo, trovandosi di fronte a
una sfilza di appunti su movimenti di merci e di denaro tra Firenze e gli empori del Mediterraneo.
Messer Giannotto aveva annotato con scrittura minuta e spigolosa, al lume di candela, ogni dettaglio
riguardante lattivit di famiglia. Fino al giorno prima della sua dipartita.
Angelo pos i volumi sullo scrittoio, la fronte corrugata, e persever nella lettura. In principio si
sent sperso dinanzi a una trafila di numeri e sigle. Poi, vincendo listintivo rigetto, ricostru le rotte di
navi salpate da Pisa con plichi di lettere di cambio e tornate a destinazione con le stive cariche di
zucchero, cotone e allume. In altre pagine, invece, erano segnalati spostamenti di panni di lana e di altri
prodotti dellartigianato fiorentino trasportati per mare, monti e deserti fino alle citt dOltralpe e
dOriente.
Cercando di immaginare le imprese che su quellelenco venivano descritte soltanto con numeri
e unit di peso, si ritrov senza neppure accorgersene a fantasticare su vele di galee intente a navigare
di conserva, poi su carovane di viaggiatori sferzati dal vento sabbioso. Infine, quasi ridestandosi da un
sogno, torn al plico di libri mastri con il ricordo di quel che andava cercando.
Non tutto il profitto derivava dal commercio. Gli elenchi stilati dal padre alludevano anche a
beni pi o meno pregiati che, pur non appartenendo alla compagnia Bruni, venivano assicurati da
questultima o dalle sue filiali per tutelare i proprietari da eventuali incidenti di trasporto. In quel modo,
Giannotto era riuscito a mantenere un banco in una delle vie pi frequentate del quartiere di Santa
Croce, mentre schiere di uomini di fiducia gestivano in terre lontanissime i suoi affari. Venezia,
Maiorca e Marsiglia rappresentavano i punti nevralgici di una vasta rete di scambi.
Una rete in cui rientrava anche Famagosta.
Da quando Tigrinus aveva nominato quella citt, Angelo non
aveva smesso di chiedersi cosa centrasse uno dei maggiori insediamenti portuali di Cipro con
la morte del padre, e il pensiero lo tormentava. Base di marinai genovesi da oltre un secolo, Famagosta
offriva grasse opportunit di guadagno anche ai fiorentini. Tra cui i Bruni, che da circa un ventennio vi
avevano impiantato una filiale non lontano dai bastioni affacciati sul mare.
Prese quindi a sfogliare i libri mastri nella speranza di trovare traccia dei misteriosi duemila
fiorini doro  o erano seimila? 
menzionati dal ladro. Un debito, secondo quellarrogante.
Messer Bruni, invece, reputava che la cifra si riferisse ad altro.
Pur essendo inesperto nella pratica della mercatura, intuiva che si trattasse di una richiesta di
risarcimento su una merce assicurata e mai giunta a destinazione. Una merce alquanto preziosa, a
giudicare dalla somma di cui si parlava.
La ricerca non si prospettava affatto semplice. Gli appunti di Giannotto sugli incassi allestero
erano assai vaghi, quasi criptici, al punto da indurre il figlio a sospettare che gran parte di quelle entrate
venisse occultata dietro un elaborato gioco di partita doppia.
Mentre la luce del sole disegnava un lento arco sopra Firenze, Angelo esaur la lettura dei libri
mastri e prese a spulciare tra gli scaffali dello studio, fino a reperire, ormai stremato, un cartulario che
raccoglieva il carteggio ricevuto dallagente dei Bruni in stanza a Famagosta, tal Balduccio Landini.
Quel nome non gli era nuovo. Doveva trattarsi di un amico del padre, o pi facilmente di un suo
compagno daffari. Impaziente di soddisfare la propria curiosit, Angelo pass al vaglio le lettere
inviate da quelluomo negli ultimi mesi, finch non ne individu una assai singolare.
Era ancora intrisa dellodore di salsedine.
Sotto lo stemma commerciale dei Bruni, seguivano in un bellinchiostro ocra alcune notizie
riguardanti un bene indefinito diretto a Firenze e imbarcato a Famagosta al chiudersi dellanno
precedente. Messer Balduccio si era curato di assicurarlo di persona, senza la mediazione di
alcun notaio, su richiesta di un interessato che nella lettera restava anonimo.
Oltre a ci, Angelo trov a dir poco sospetto il fatto che non venisse specificata in alcun modo
la natura del bene assicurato.
Le uniche informazioni al riguardo recitavano: 7 decine di saggi, 45.000 bisanti bianchi coperti
per 200 fiorini doro.
Rimugin a lungo su quellindicazione, maledicendo la propria ignoranza in fatto di unit di
misura e di cambi di valuta. Forse era vero, medit con rabbia. Era vero quanto asseriva il padre sulla
sua incapacit di comprendere i numeri! Daltro canto, Angelo intuiva che la chiave dellenigma era
proprio l, davanti ai suoi occhi. Doveva solo trovare il modo di decifrare quel rompicapo e avrebbe
scoperto il motivo della sua morte.
Ma non era certo quello a pungolare la sua brama di sapere.
Era piuttosto unintuizione.
La sensazione di essersi imbattuto in una storia ancor pi avvincente di quelle su cui era solito
fantasticare.
La storia di una nave salpata da Famagosta e scomparsa nel nulla. Con la stiva zeppa di
ricchezze.
Diede unultima scorsa alla lettera di messer Balduccio e si incammin verso il corridoio che
collegava lo studio allarea conviviale del palazzo.
Bianca!, chiam a gran voce. Vieni, ti prego. Ho bisogno del tuo consiglio.
9
Appena uscito di prigione, Tigrinus si ferm sotto langolo dombra che oscurava la facciata
delle Stinche e guard intorno a s. Al di l del fossato, in un dedalo di vicoli angusti, lo aspettava
lappuntamento con Cosimo de Medici. Lui per non aveva alcuna fretta. Il pensiero di recarsi alla
taverna del Passero per prendere ordini dal suo benefattore lo metteva a disagio. Il colloquio si sarebbe
svolto senzaltro alla presenza di un armigero, magari uno sgherro di messer Vitelli, ma questo non era
nulla se paragonato allincognita di quanto ci fosse in serbo per lui. Avanz dun passo con le mani
aggrappate alla cintura, incerto su quale direzione prendere finch non scorse un volto familiare presso
la chiesa dei santi Simone e Giuda. Abbozz un cenno di saluto e si avvicin.
Caco sedeva dentro una nicchia scavata nel muro, con le gambette penzoloni e un sorriso
lascivo rivolto a due popolane intente a passare. Appena vide il compagno si scosse e scese con un
balzo sul piano del selciato.
Come hai fatto a uscire?, chiese stupito.
Tigrinus si strinse nelle spalle. Ho avuto fortuna.
Fortuna un corno, ribatt il nano con una punta di sospetto.
A esser franchi, ero qui in attesa che ti menassero in ceppi per la via dei Malcontenti.
Spiacente daverti deluso.
Non fare il somaro. Stavo in pena.
Il ladro non lascoltava gi pi. Osservando il lato opposto della strada, aveva colto lo sguardo
di un tizio ammantato di verde un attimo prima che sparisse dietro un angolo. Via di qui, mormor,
imboccando un androne diretto alla via dei lavatoi.
Cosa tangustia?, indag Caco, trotterellandogli al seguito.
Meglio se non timpicci.
Non ti fidi pi di me?
Se mi servir manforte, sarai il primo a saperlo.
Oh, gi ti serve!, ridacchi il piccolo uomo. O non hai visto lo spione con il mantello?.
Tigrinus si arrest di colpo. Dunque lhai notato anche tu.
Fa la posta alle Stinche da stamane, rivel Caco con un filo di voce, e guarda caso, si 
dileguato proprio quando sei comparso.
Era solo?
Come la morte.
Il ladro resistette alla tentazione di guardarsi alle spalle e prosegu lungo la via, una strada in cui
risiedevano molte attivit legate allArte della Lana, fra botteghe di tintori e mercanti di stoffe. In una
zona cos frequentata era difficile imbattersi in agguati. Eppure, nella luce grigia del vespro, Tigrinus
non si sentiva affatto sicuro. Si avvicin a uno dei tanti lavatoi di cui si servivano donne e artigiani per
lavare i panni e sciacqu il viso, liberandosi del nero della pece e dellodore della prigione.
Senti, amico mio, riprese con maggior risolutezza, hai rischiato gi abbastanza con laffare
di Santa Trnita. Questa  una faccenda diversa, capisci?
Girala come ti pare, protest il nano, ma non abbandoner un compare che mi ha salvato la
vita in pi di unoccasione.
Lultima volta, motteggi Tigrinus, concedendosi un sorriso,
non rischiavi di annegare in una botte di vino?.
Caco borbott qualcosa, ma laltro non ci fece caso.
Battendogli una mano sulla spalla, sincammin per le strade sempre pi buie di Firenze.
Ripensava a Cosimo de Medici, alla morte di Giannotto Bruni e alla strana donna che laveva
aggredito come una furia. Ed era proprio lei a occupare gran parte dei suoi pensieri. Perch ora che il
ladro si trovava fuori di prigione, si accorgeva di un dettaglio su cui fino ad allora non aveva avuto
tempo di riflettere.
Quella Bianca era la donna pi bella su cui avesse mai posato lo sguardo.
10
Bianca guard la lettera, poi Angelo e ancora la lettera. Sei sicuro, disse, che sui libri mastri
di zio Giannotto non si faccia menzione a quanto ci scrive messer Balduccio?
Sono sicuro, conferm lui.
Si trovavano nello studio del palazzo, con gli scaffali di legno ad avvolgerli come un abbraccio.
Lallungarsi delle ombre aveva reso necessario accendere dei lumi, primo fra tutti una grande lanterna a
olio che il vecchio Bruni aveva recuperato dalla prora di un brigantino turco e appeso al soffitto. I suoi
raggi purpurei si posavano fluidi su ogni cosa.
Sicuro, lo canzon la cugina, come del fatto che questa missiva sia collegata alla morte di
tuo padre?
Be, tent di giustificarsi Angelo, il ladro ha parlato di.
Di Famagosta, s, sospir lei, sedendosi su uno scranno a iccasse. Nonostante il volto provato
dallangoscia, i capelli sciolti e lo scollo dellabito le conferivano unaria quasi voluttuosa. E
presumo, continu, che al pari di mezza Firenze quel Tigrinus sappia della nostra rete di affari estesi
non solo fino a Cipro, ma anche a Maiorca e a Tunisi. Davvero non pensi che abbia tirato a
indovinare?
E la lettera di messer Balduccio?, obiett il cugino, contrariato. La lettera che ti ho appena
mostrato?
Ce ne sono a bizzeffe di lettere del genere, nellarchivio di tuo padre.
Questa per  giunta poco prima che lui venisse pugnalato.
Bianca medit un istante, poi scosse il capo. Insisti finch vuoi, io non mi fido di quel ladro.
Non ti chiedo di fidarti di lui, precis, ma di aiutarmi a verificare se ci siamo imbattuti in
qualcosa che  pi di una
coincidenza. Ti pare cos assurdo?
Dovrebbero essere altre le tue priorit, lo ammon lei, fissandolo dun tratto con aria severa.
La tua presenza  reclamata al quartiere di Santa Croce. Il banco, gli affari, i soci di famiglia Sono
doveri che vanno onorati, lo capisci?
Ci andr, te lo prometto. Ma prima.
La promessa di un bambino.
Angelo finse di non aver udito e le strinse una mano. Aiutami, ti supplico.
Bianca fece per rimproverarlo, poi fiss quel volto paffuto, somigliante a un cherubino, ed
emise un sospiro. Seppur riluttante, lesse ad alta voce il contenuto della lettera di messer Balduccio: 7
decine di saggi, 45.000 bisanti bianchi coperti per 200 fiorini doro. Rilesse ancora, con maggior
attenzione, e acu lo sguardo. Notevole.
Dunque avevo ragione?, esult il cugino.
Aspetta a dirlo, lo rimbecc lei, pentita dessersi lasciata sfuggire il commento. Ignoro a
quale genere di merce si faccia riferimento. I saggi sono ununit di peso usata in Oriente per
commerciare in pietre preziose e spezie, e la quantit qui indicata equivarrebbe, secondo le convenzioni
di Cipro, a, premette un palmo sulla fronte ed esegu un rapido calcolo, a poco pi di undici once,
s. Allincirca il peso di un cesto di noci. Attese che il cugino annuisse e prosegu. Lelemento
interessante consiste nella somma versata alla nostra filiale per assicurare la merce, ovvero duecento
fiorini doro. Una piccola fortuna, in sostanza. Del resto i sette saggi della merce misteriosa
sembrerebbero valerla tutta, dal momento che  se quanto riportato da messer Balduccio corrisponde al
vero  il loro valore sui banchi di Famagosta equivale a quarantacinquemila bisanti bianchi.
Bisanti bianchi?, arross Angelo. Finora ho sentito parlare soltanto di bisanti saracinati.
Bianca butt gli occhi al cielo. A Famagosta vigono due tipi di
moneta grossa, i bisanti bianchi e i bisanti saracinati, spieg.
I bisanti bianchi vengono usati per commerciare in metallo e pietre preziose. Valgono un sesto
di fiorino, quindi la somma a cui
fa
riferimento
la
nostra
lettera
equivale
a
settemilacinquecento fiorini. Ti rendi conto?  una cifra enorme.
Pur non essendo un virtuoso dellabaco, Angelo laveva gi intuito. Un autentico tesoro, si era
detto. Dun tratto per si trovava alle prese con ben altre riflessioni. Non era la prima volta che sua
cugina affrontava simili ragionamenti, ma adesso, con cocente umiliazione, lui si rendeva conto che
avrebbe dovuto essere lei a guidare la famiglia Bruni.
Inoltre Angelo si sentiva a dir poco affascinato. Bench Bianca fosse stata sempre definita
graziosa, lui laveva vista crescere accanto a s come una sorella, nella quasi totale indifferenza.
Adesso invece, improvvisamente costretto a dipendere dalla sua intelligenza, coglieva in lei una
bellezza sovrana. Quasi ammaliante.
Indugi con lo sguardo sulla linea del collo che scendeva fino al seno, poi alz il mento con
improvvisa risolutezza. Settemila fiorini. Anzi, settemilacinquecento, declam. Se solo scoprissimo
dov finito quel carico.
Lei lo fiss stranita. Si pu sapere cosa vai farneticando?
Ancora ti sfugge?, replic lui. Quel carico giace nella stiva di una nave scomparsa, mai
giunta a destinazione! Per quale altro motivo lassassino di mio padre avrebbe preteso la restituzione
della somma di cui parla Tigrinus?
Ancora quel ladro! Hai forse smarrito il senno?
Sono lucidissimo, te lo giuro. E ho piena cognizione di quanto affermo. La lettera di messer
Balduccio allude al tesoro di una nave perduta.
Ammesso che tu abbia ragione, gli concesse Bianca con estrema cautela, quali intenzioni
avresti?.
Angelo sedette al posto del padre e fiss la lanterna turca,
ammorbidendo i tratti del volto con unespressione sognante.
Forse ancora non ti  chiaro, disse, che siamo i soli ad aver notizia della scomparsa di quella
nave. Se riuscissimo a trovarla, potremmo impossessarci delle sue ricchezze.
La donna era basita. Si aggrapp a un bracciolo, tradendo listinto di volersene andare, poi
domin la foga e prese un lungo respiro. Adorato cugino, pronunci nello sforzo di apparire
condiscendente, hai ragione nellaffermare che una simile somma farebbe comodo ai Bruni. Ti esorto
per a comportarti da uomo assennato. Non sei figlio di un avventuriero ma di un banchiere, perci
smetti di vaneggiare su navi, tesori e quantaltro. Smettila, ti supplico, prima che la realt ti venga a
noia e il mondo ti si presenti come un labirinto inestricabile. Ora sei tu il pater familias, capisci? Tu, la
persona chiamata a guidare il nostro casato.
Lungi da me il voler fare la parte dellingenuo, brontol lui, piccato. Far fronte alle mie
responsabilit, non dubitare. Le onorer a una a una, com giusto che sia. Per ora ti chiedo di
guardarmi in faccia e di negare, se puoi, che una simile opportunit non ci sia stata offerta dalla
provvidenza.
Basta!, sinfiamm Bianca. Con queste parole manchi di rispetto a tuo padre. Come puoi
credere che tutto si possa risolvere con una caccia al tesoro? E in virt di quali certezze, di grazia? Sette
decine di saggi! Ti  bastato leggere quelle parole per restarne incantato. Rifletti, per lamor di Dio. Ti
rendi conto che non sappiamo neppure di cosa si tratti?
Me ne rendo conto, s, rispose a tono Angelo, in un crescendo di risolutezza che gli dava
laspetto di un folle. Ed  per questo motivo che oggi stesso scriver a messer Balduccio Landini, che
ancora risiede a Famagosta, per ricevere maggiori informazioni al riguardo.
11
Tigrinus si separ da Caco presso il canto degli Aranci e prosegu verso nord, prima per la via
dei Fossi e poi inoltrandosi in un garbuglio di androni al confine della zona del Cafaggio. La notte
dispiegava ormai il suo ampio mantello, ma il ladro, che vedeva nel buio un naturale alleato, raggiunse
con facilit via di Pinti e si trov a camminare tra conventi e monasteri.
Era, quello, lunico luogo di Firenze in cui potesse dirsi a casa.
Lunico in cui la sua indole ribelle si placava, lasciando spazio a uneco di ricordi risalenti al
periodo della giovinezza trascorsa con padre Giovanni da Fiesole, il frate pittore che a pochi anni dalla
morte veniva osannato come beato.
Oltrepassato un arco di mattoni, si ferm davanti a una chiesa dallaspetto cadente e buss a un
portone dotato di una singolare rota girevole, di forma cilindrica, in cui venivano abbandonati gli
infanti. Gli apr una donna minuta, avvolta in una tonaca.
Suor Assunta, la salut con riverenza. Vedo che vi siete ripresa.
La monaca soffoc un colpo di tosse e lo invit a entrare.
Spicciati, mormor, prima che cambi idea e ti lasci dormire alladdiaccio.
Avanzando al barlume di una candela, suor Assunta attravers la navata divorata dallombra e
imbocc un ingresso situato in una cappella laterale. Prima di seguirla, Tigrinus contempl con
amarezza il soffitto di travi vetuste e una fila di panche smussate dallusura. Ritrov la monaca
allesterno, sotto un portico che si sviluppava intorno a un giardino sfiorato dalla luce lunare.
Non cerco asilo per la notte, esord, spiando lespressione contrariata della religiosa.
Avrai affari altrove, rimbrott lei. La durezza dellespressione
si stemperava negli occhi umidi, pieni di dispiacere. Rimase un attimo in silenzio, poi aggiunse:
Ho saputo di Santa Trnita.
Io non centro nulla.
Quindi non ti sei intrufolato nella cripta?
Non  come immaginate, si difese lui, mal celando una fitta di rimorso. E poi, cosa vi parlo
a fare? Sapete benissimo che lo faccio per voi Per voi e per i trovatelli a cui offrite protezione.
La monaca si appoggi a una colonna, sbuffando contrariata.
Lo spedale di Santa Faustina non abbisogna delle tue ruberie.
Neppure la vostra salute?. Tigrinus le sfior una spalla. Se la scorsa settimana non avessi
pagato un medicus.
Lei si scost con malgarbo.  la fede nel Signore a preservarmi.
Se cos fosse, sareste la persona pi sana del mondo.
Continua pure a giustificarti. La voce di suor Assunta si arroch, manifestando i segni di una
malattia che le opprimeva il respiro. La via del brigante ti ha sedotto ormai, e anche se tilludi di agire
per il bene.
Non  vero, io.
Taci!, sibil. Ti conosco da quando sei un ragazzo, lhai scordato? Gi allora ti divertivi a
rubare i lapislazzuli dei miniaturisti. E cosa dire delle scarselle piene di denari che sotterravi in questo
stesso giardino?.
Quasi fosse trascorso solo un giorno, il ladro rivide il mattino in cui fra Giovanni laveva
portato a Santa Faustina per affidarlo a quella monaca. Appena se lera trovato di fronte, lei gli aveva
accarezzato i capelli striati di bianco, esprimendo una divertita curiosit. E Tigrinus, che per la
maggiore aveva conosciuto piet e compassione, ne era rimasto immediatamente conquistato. Fino ad
allora aveva vissuto presso il convento domenicano di San Marco, sotto lala tutelare del frate pittore.
Dun tratto, per, fra
Giovanni era stato convocato a Roma e, nellattesa che Cosimo de Medici trovasse un nuovo
precettore, aveva deciso di lasciare
il giovane alla reverenda Assunta, avvezza a occuparsi degli orfani.
La permanenza allo spedale di Santa Faustina era durata solo poche settimane. Ma in seguito,
ogni volta che il ragazzo commetteva un misfatto o fuggiva dal maestro di turno, correva a rifugiarsi l.
In cerca di complicit o di protezione. Pur consapevole che la monaca dalle forme minute assecondasse
la sua condotta nella speranza di raddrizzarlo.
Mi reputate dunque una cattiva persona?, ironizz, nel tentativo di porre fine allalterco.
Suor Assunta era troppo amareggiata per lasciarsi blandire.
Dopo anni trascorsi a porre rimedio alla malvagit altrui, confess, non mi reputo cos
ingenua da credere che un uomo possa essere del tutto buono o cattivo. Langelo e il diavolo albergano
dentro ognuno di noi, e si contendono le nostre anime in un continuo gioco di specchi. Ma tu, mio
caro Tu non sfidi le regole del mondo per cupidigia o debolezza danimo. Tu lo fai per rabbia! Una
rabbia che tilludi di nascondere, ma che io riconobbi fin dal nostro primo incontro.
Tigrinus si adombr. Non potete capire, e voltatosi di spalle, prese a camminare sotto la
loggia.
Capisco benissimo, invece, lo insegu la monaca, circonfusa da un flebile barlume. O credi
forse che mi prenda cura degli orfani per rendere lode al Signore? Io stessa sono orfana, so cosa
significhi esser figli di nessuno!.
E per questo dovrei lasciarmi ammaestrare come un cavallo?, protest lui. Obbedire a
chiunque ostenti potere e ricchezza?
Tu sei pi di questo, lo ammon suor Assunta, sforzando la voce. Il Signore ti dispens cos
tante doti che se solo lo volessi. Si pieg in avanti, scossa da un improvviso accesso di tosse.
Tigrinus si volt immediatamente e la sostenne, nellattesa che la crisi si placasse. I colpi
tuttavia si fecero sempre pi violenti, costringendo la monaca ad abbandonarsi tra le sue braccia.
Suor Assunta, suor Assunta, mormorava lui, sentendosi colpevole daver scatenato quella
reazione. Il corpicino della donna sembrava contrarsi dentro la tonaca e diventare sempre pi esile,
come se il male lo svuotasse dallinterno.
Infine la crisi cess, lasciando tra le mani del ladro un fagotto ansante, sfibrato dal dolore.
Allora lui la sollev senza sforzo e la riport allinterno, facendosi strada tra gli ambulacri dello
spedale, nel silenzio di bambini e consorelle sprofondati nel sonno. Poteva orientarsi a occhi chiusi in
quel piccolo labirinto e in breve, senza che nessuno lo notasse, pot depositare suor Assunta sul suo
giaciglio.
A quel punto la monaca riprese coscienza e, pur esausta, sollev un dito come se volesse
aggiungere una parola.
Lui per scosse il capo e le accarezz il viso. Riposate, sussurr con premura. Continuerete
ad ammonirmi domattina.
Poi si volt in fretta, per nascondere le lacrime.
Raggiunse una porta celata nelle segrete di Santa Faustina e lapr con una chiave che portava
appesa al collo.
Oltre il battente cera un cubicolo abbastanza largo da contenere un giaciglio e un baule fasciato
di metallo. Tigrinus vi si chin sopra e lapr, estraendo un viluppo di abiti e qualche rotolo di
pergamena finch non port alla luce loggetto che riposava sul fondo.
Una cinquedea dallimpugnatura di ottone.
La sguain dal fodero per saggiare il filo della lama a V, detta
a lingua di bue, e lassicur alla cintura.
Poi si avvolse in un mantello e usc di nuovo nel buio della notte.
Pronto a incontrare Cosimo de Medici.
12
La taverna del Passero non sorgeva lontano dallo spedale. La sua insegna oscillava pigramente
in fondo a un vicolo angusto, quasi un budello che si diramava dalla via di San Gallo per perdersi in un
dedalo di catapecchie che prendevano vita solo di notte. Raggiungerla significava accomiatarsi dai lumi
di case e botteghe, dopo aver ben interrogato la coscienza per essere sicuro di non aver conti in sospeso
con qualcuna delle anime sciagurate che usavano vagare per Firenze nelle ore buie.
Tigrinus aveva sempre subto il fascino di quel mondo chiuso, governato da leggi pi ferine che
umane. Con la sua minaccia di violenza celata dietro ogni angolo, la notte risvegliava in lui un istinto
randagio, il senso di appartenenza del lupo per la selva.
Ragion per cui era quasi grato a messer Cosimo per avergli dato appuntamento in un luogo di
malaffare, anzich nel palazzo della via Larga o nel chiostro di San Marco.
Varcato lingresso, scrut con finta indifferenza ogni sagoma china sui tavoli. Aveva di fronte
una decina di avventori, la maggior parte dei quali seduti a breve distanza dal camino, intenti a bere o a
intrattenersi con donne. La sua prima cura fu verificare che non vi fosse alcuno somigliante al tizio col
mantello verde intravisto presso le Stinche, poi and alla ricerca del Medici.
Non era cos strano che un uomo di potere scegliesse un simile tugurio per tenere conciliaboli.
Erano in molti ad apprezzare il sapore proibito del vino e delle femmine dei bassifondi, per non parlare
di chi si recava in quei luoghi per soddisfare perversioni inconfessabili alla luce del sole.
Messer Cosimo tuttavia non apparteneva a quel genere di persone. Se di tanto in tanto si
avventurava per le vie scure di
Firenze  travestito da frate o da ramingo  era per spiare le voci del volgo e cogliere i moti di
malcontento o di giubilo che attraversavano la citt. Se poi si voleva prestar ascolto agli osservatori pi
accorti, o fantasiosi, il signore di Firenze non disdegnava la compagnia di chiromanti, alchimisti e
bagatti, cui spesso si rivolgeva per scopi misteriosi.
Tigrinus si rintan nella penombra e prese posto. Probabilmente il Medici doveva ancora
palesarsi, ma a insospettirlo era lassenza di sgherri che avessero laria di suoi fedeli. Nessun uomo di
potere era cos avventato da visitare un luogo del genere senza mandare avanti delle guardie del corpo
camuffate ad arte, e il ladro aveva abbastanza esperienza da saperle riconoscere al primo sguardo.
Attese quindi in silenzio, a rimuginare. Il dispiacere per lalterco con suor Assunta era sempre
presente, ma non era nulla rispetto al cruccio di saper la monaca sfiancata da un male che sincarogniva
ogni giorno di pi. Tigrinus era disposto a tutto pur di salvarla. Quattro anni addietro aveva gi perso
fra
Giovanni da Fiesole, lunico precettore verso cui avesse provato dei sentimenti quasi filiali, e
ora non intendeva rinunciare allultimo affetto che gli rimaneva.
Rivolse un cenno alloste per farsi portare una foglietta di vino, poi, sempre prestando
attenzione ai movimenti del locale, si ritrov a pensare ad altro. Lomicidio di messer Bruni e il caso
della nave scomparsa non avevano smesso di incuriosirlo. Un carico dimmenso valore era finito chiss
dove e nessuno intendeva reclamarlo, eccetto luomo col turbante.
Il ladro iniziava a sospettare della presenza di un complice, ovvero di una persona che avesse
aiutato lassassino a svignarsela, non visto, da Santa Trnita. E se cera un complice, riflett, doveva per
forza esserci anche un interesse comune. Un inganno o un ricatto concepito ai danni del banchiere
ucciso.
Richiamare alla memoria messer Bruni lo port inevitabilmente a ripensare al bel volto della
nipote. Raramente aveva conosciuto
donne di una simile audacia, e mandando gi un sorso di vino si chiese se ci gli fosse bastato
per incapricciarsi di lei.
Prima di potersi dare una risposta, vide altri lineamenti, sempre femminili, sovrapporsi al
ricordo.
Era un viso ovale, ancora giovane, incorniciato da lunghi capelli biondi trattenuti da un cercine.
Un ritratto assai grazioso, se non fosse stato per la striscia di cuoio nero che le copriva locchio sinistro.
Tigrinus conosceva il suo nome, Bilia, e le mille storie che circolavano su quella benda. Secondo la pi
veritiera, la pupilla le era stata cavata quandera ancora bambina, a mo di castigo, per essersi venduta a
un galeotto appena sbarcato in un porticciolo presso Livorno.
Madonna, la salut con gentilezza, non cerco compagnia.
Bilia sorrise. A giudicare dalla vostra espressione, si direbbe il contrario.
Vi sarete ingannata, tagli corto il ladro. Andate quindi, dacch attendo una persona.
Attendete me, ribatt la meretrice, sedendogli di fronte.
Lui batt un pugno sul tavolo. Vi ripeto che.
Mi manda messer Cosimo, lo zitt lei.
E cosa ne sapete voi, di messer Cosimo?
Abbastanza da chiedervi di abbassare la voce.
Tigrinus rimase a fissare quellocchio solitario che si apriva come uno squarcio nella
semioscurit. Difficile scoprire cosa rendesse Bilia, nella sua imperfezione, cos provocante. La
seduzione tuttavia era larma meno fatale di quella donna, che aveva fama di essere spia e
alloccorrenza pure assassina. Non a caso, il ladro aveva gi insinuato una mano sotto il mantello, per
ritrovare il contatto rassicurante della cinquedea. Intendete che sua signoria non verr?
Vi manda a dire di averne abbastanza della vostra insolenza, rispose lei. E a tal ragione, mi
incarica di trattare in sua vece la questione che vi riguarda.
Ignoravo foste al servizio del Medici, comment lui, con
diffidenza.
Resta forse qualcuno, a Firenze, che non lo sia?
Sar pur vero, ammicc il ladro, ma meno che non siate in possesso di una lettera in cui
Cosimo vi autorizza a rappresentarlo, dovrete lasciarmi in pace.
Una lettera a testimonianza di questo incontro?, lo derise Bilia, spostando una ciocca bionda
dal viso. Vi basti sapere, a mo di garanzia, che lalternativa alla vostra condiscendenza  la galera.
Messer Vitelli freme dalla voglia di arrestarvi, e attende solo il benestare di sua signoria.
Limmagino, quel bischero, sbuff Tigrinus. Fu tentato di prendere un altro sorso di vino, ma
al pensiero di perdere lucidit allontan la caraffa con un gesto schifato. La donna aveva accennato al
capo delle guardie e allarresto, quindi era davvero al corrente della vicenda. La domanda, a quel punto,
era perch il Medici avesse scelto lei come intermediatrice.
Ebbene, posso procedere?, lo incalz Bilia.
Lui titub ancora, irritato dalla prospettiva di cedere con facilit.
Vi ascolter, se  ci che desiderate, fin per dire. Ma se accetter o meno, lo saprete
soltanto alla fine.
Sta bene, ribatt lei con unalzata di spalle, poi pos i gomiti sul tavolo e si sporse in avanti.
Sappiate, bisbigli, che tra circa un mese passer per le terre tosche un monaco di ritorno dalla
Macedonia. Il suo nome  Lionardo da Pistoia e muove verso la rocca di Frascati, in compagnia di una
scorta del cardinal Bessarione. Sar mia cura informarvi dellitinerario che seguir una volta sceso
lAppennino. Quanto a voi, dovrete rapirlo e consegnarlo a messer Cosimo.
Perch io?, si stup Tigrinus, che non aveva mai rapito una persona in vita propria. Sua
signoria manca forse di armigeri?
Evidentemente, ipotizz la donna, non vuole rischiare che i suoi uomini vengano
riconosciuti da quelli di Bessarione.
Ci sar da combattere, aggiunse lui, sempre pi contrariato,
e io non sono un masnadiere.
Bilia gli rivolse un sorrisetto lusinghiero. Tuttavia  nota a molti la vostra astuzia.
Si tratterebbe di organizzare un agguato, assoldare gente del mestiere, continu il ladro con
scarsa convinzione.
Per tutta risposta, lei fece cadere un sacchetto di pelle sul tavolo.
Il denaro non rappresenta certo un problema.
Tigrinus apr il piccolo involucro, e scorgendo il luccichio delloro ebbe la prova concreta del
coinvolgimento di Cosimo.
Un monaco, ripet perplesso.
Bilia annu.
E se allultimo cambiassi idea?, aggiunse lui, facendo sparire il sacchetto fra le pieghe del
mantello. Se decidessi di fuggire?
Fuggire dove?, ribatt la donna, alzandosi in piedi con grazia felina. Il mondo non  poi cos
vasto, messere.
13
Abbazia di Santa Trnita
29 febbraio
Bianca era raccolta in preghiera davanti allaltare maggiore, le mani chiuse intorno a un rosario.
I suoi occhi color ghiaccio si levavano di tanto in tanto verso la Maest di Cimabue per incontrare
quelli della Vergine in trono, poi tornavano ad abbassarsi. Aveva tentato, Dio sapeva quanto, ma non
riusciva a fugare dalla mente le parole di Tigrinus. Bench in parte fosse colpa di Angelo, con le sue
fantasticherie sul tesoro salpato da Cipro, la donna si rifiutava per principio di accettare che la morte di
messer Giannotto fosse dovuta a una banale disgrazia. Di uomini stroncati da un pugnale ce nerano
ogni giorno, ma le persone influenti come suo zio non cadevano mai alla guisa dei poveri diavoli. Ci
doveva essere una ragione, un movente in grado di giustificare il delitto.
Non era soltanto la versione del ladro a instillarle dei dubbi.
Frequentando da anni la chiesa di Santa Trnita, sapeva che la cripta era interdetta ai visitatori,
quindi lo zio doveva aver chiesto il permesso a qualcuno per accedervi. E quel qualcuno, molto
probabilmente un monaco, avrebbe forse potuto spiegarle cosavesse spinto messer Giannotto a recarsi
fin laggi.
La cosa migliore sarebbe stata rivolgersi allabate. Bianca per non aveva confidenza con lui e,
trovandosi nella condizione di dover esporre unipotesi basata su mere congetture, preferiva confidarsi
con un componente del cenobio che le fosse familiare.
E soprattutto, consapevole di non avere a che fare con una muliercola ignorante.
Rimase quindi in ginocchio, ruminando una sequela di Ave Maria finch non vide un monaco
sbucare dalla sacrestia.
Padre, lo chiam con un sussurro.  possibile conferire con il venerabile Montano?.
Il religioso, che si accingeva a svolgere il delicato compito di deporre la pisside con le ostie nel
tabernacolo, si volt con aria di rimprovero. Poi riconobbe la devota che gli aveva rivolto la parola e si
quiet. Se avete pazienza, rispose serafico, lo andr a chiamare.
Bianca lo ringrazi, ma non appena si ritrov sola fu attanagliata da una strana agitazione.
Come se dun tratto, in seguito alla decisione di rivelare a terzi i propri sospetti, avesse varcato un
limite da cui era impossibile far ritorno. Ormai non poteva tirarsi indietro, si disse. Stava per ammettere
che la morte di Giannotto Bruni era legata a circostanze alquanto ambigue, e soprattutto ancora da
chiarire. Si impose dunque di calmarsi, per poter organizzare un discorso lucido, che non la facesse
passare per sciocca agli occhi del suo confessore.
Quando per il monaco si rifece vivo, le disse che padre Montano era al momento indisposto e
non sarebbe riuscito a incontrarla.
Lei accolse la notizia come un sogno che si sgretolava. Poi ripose il rosario in una tasca
dellabito e, prendendo congedo con un saluto garbato, inizi a pensare alla mossa successiva.
Ormai il vaso di Pandora era stato aperto.
E quel giorno, Bianca non sarebbe tornata a casa senza aver ottenuto almeno una risposta.
14
Le Stinche emersero nella loro imponenza oltre una fila di edifici bassi, al centro di uno spiazzo
quadrangolare definito insula. Bianca super il fossato difensivo e si arrest davanti allingresso,
contemplando lammonimento scolpito sopra larchitrave

OPORTET
MISERERI,
occorre
esser
misericordiosi  nellattesa che le guardie si degnassero di rivolgerle la parola. Unattesa assai
breve, a onor del vero, poich la donna, che mal tollerava di essere ignorata, avanz con audacia
annunciando di voler conferire con un prigioniero.
Poco dopo camminava per gli ambienti interni della prigione sotto la scorta di un armigero.
Limpazienza di scoprire la verit la rendeva priva della soggezione provata la volta precedente.
Adesso, al contrario, era quasi ansiosa dincontrare Tigrinus. Il ricordo del suo sorriso sfrontato
la pungolava al pari di una sfida.
Era ora di affrontarlo con freddezza, si diceva. E fargli capire chi comandava.
Allimprovviso, tuttavia, si rese conto che larmigero la stava conducendo in unala di cui non
serbava memoria. Prima di poter esprimere il proprio disappunto, si ritrov sulla soglia di un ambiente
illuminato da candele, a met tra lo studio e la taverna.
La parete alla sua destra era percorsa da scaffali stipati di carte darchivio, quella a sinistra da
una fila di botti di vino. Al centro, dietro un tavolo di legno, sedeva un omone dalla barba bruna,
vestito con abiti marziali.
Bianca fece per avvicinarsi, ma scorse lenorme cane acquattato ai piedi del tavolo e rimase a
un passo dalluscio.
Buono, Malacoda, grugn luomo, rivolto alla bestia che aveva preso a ringhiare. Poi sollev
lo sguardo e invit la donna a sedergli di fronte.
Lei esit, incapace di staccare gli occhi dal molosso. Ma quando ud la risata dellarmigero che
aveva alle spalle, prefer lalternativa di farsi sbranare a quella di essere schernita.
Sono qui per parlare con un recluso, annunci mentre prendeva posto. Un tal Tigrinus,
arrestato per lomicidio di messer Giannotto Bruni.
Niccol Vitelli la scrut di sottecchi. E cosa vi spingerebbe a parlare con lui?
Sono la nipote della vittima.
Questo non risponde alla mia domanda.
Bianca abbozz un gesto vago. Ho motivo di credere che quelluomo abbia taciuto dei
particolari riguardanti il delitto.
Quali particolari?, insistette il capo delle guardie.
La donna osserv per un attimo il suo volto brutale, poi ribatt con asprezza: Se li conoscessi,
non sarei qui a reclamare spiegazioni.
Vitelli non se ne ebbe. Inarc invece la schiena, quasi per stiracchiarsi, e dopo essersi passato
una mano sulla faccia torn a fissare Bianca con le pupille bovine. Madonna, siete vaga, disse, e la
vaghezza mi urta assai.
Mi rincresce, minimizz lei. Daltro canto, se foste cos cortese da accontentarmi.
La nipote del banchiere Bruni, la ignor lui, aprendo un registro che giaceva sul tavolo. Fece
scivolare lindice sulle pagine di cartapecora e lo batt su un punto preciso. Qui c scritto che siete
gi venuta la settimana scorsa, in compagnia del figlio del defunto. Sempre per la stessa ragione.
 vero, ammise Bianca, irritata da quellatteggiamento sospettoso. E allora?
Allora devesser proprio una questione importante, se vi siete presa la briga di tornare.
Meno male che lavete capito, sbuff sdegnosa. Ma dal momento che non sono io ad aver
commesso reati, e non son qui a pretendere limpossibile, vi sarei grata se vi degnaste di
esaudirmi.
Vitelli richiuse il registro con un piccolo tonfo. No, sentenzi.
Non potete incontrare Tigrinus.
Bianca impieg un attimo per interpretare i possibili significati di quella risposta. Intendete
che  gi stato giustiziato?
Al contrario,  stato liberato.
La donna permase nel suo stato dincredulit, letteralmente incapace di comprendere, poi ripet
dentro di s le parole che aveva appena udito e, con unimprovvisa esplosione di rabbia, batt i pugni
sul tavolo.  impossibile! Scandaloso!, sibil.
Chi avrebbe preso questassurda decisione?.
Luomo si ritrasse per la sorpresa. Non sono tenuto a darvi spiegazioni.
Oh, me le darete invece!, inve lei, tramutandosi in una vera furia. Non mi riterr soddisfatta
finch non spiegherete per quale motivo lassassino di mio zio sia uscito di galera.
State quieta, dannazione!, esclam Vitelli, sporgendosi in avanti.
Bianca scatt in piedi per non lasciarsi afferrare. Attento a voi!, grid. Tenete a freno le
vostre mani e il vostro cane bavoso!.
Per un attimo il capo delle guardie sembr sul punto di balzarle addosso, poi fren gli istinti e,
abbandonandosi allo schienale, si produsse in una risata piena di nervosismo. Sbraitate finch vi pare,
allora! Strillate pure, madonna, ma otterrete soltanto di sfiancare la mia pazienza. E allora ve lassicuro,
ve ne pentirete.
Serbate le vostre minacce per i miserabili, lo sfid. Non vi libererete di me tanto
facilmente.
Be, se proprio desiderate restare, ghign lui, squadrandola con unespressione sordida,
potreste tentare di dissuadermi con argomenti pi allettanti.
Bianca raggel. Non avrebbe mai immaginato che un tutore della legge potesse spingersi a
proferire allusioni cos ributtanti.
Dun tratto si sent in trappola, chiusa in un cubo di pietra e
ombre, fra uomini del cui senso dellonore iniziava a dubitare.
Ripieg verso luscita, fremente di rabbia e di vergogna. Il molosso aveva ripreso a ringhiare,
ma lei percepiva soltanto il desiderio scellerato di Vitelli. Al pensiero di sentirselo addosso il suo
stomaco si contorse. Non finir in questo modo, promise a denti stretti, arretrando ancora. Mi
rivolger al podest, al gonfaloniere di giustizia. A Cosimo de Medici in persona, se necessario!.
Messer Vitelli attese che la donna fosse uscita, dopodich si rivolse allarmigero rimasto a lato
delluscio. Accompagnala fuori, gli ordin, per poi aggiungere con un sussurro: E falla tenere
docchio.
15
Palazzo Bruni
Angelo camminava avanti e indietro sotto la loggia del palazzo, a pochi passi dal giardino, per
darsi un po di contegno. Non laiutava la guarnacca di velluto nero, che gli stringeva laddome e dietro
le spalle, facendolo sentire un insaccato. Al contrario, il suo ospite appariva perfettamente a suo agio in
un lucco rosso che oscillava con eleganza fino alle caviglie. Era messer Teofilo Capponi, illustre
membro dellArte del Cambio. Non pi giovane, emanava ancora un alone di vigore, accentuato dalla
carnagione olivastra e dai riccioli del colore del ferro. Al solo guardarlo, lerede dei Bruni bruciava
dinvidia. Aveva sempre detestato gli uomini di bellaspetto, capaci di ostentare sicurezza in qualsiasi
situazione. E detestava se stesso quando ne restava affascinato.
Vostro padre non commerciava in aringhe,  vero, declamava messer Teofilo, dimenando le
dita affusolate per laria.
Prediligeva lallume, lindaco e il verzino, al pari di molte altre sostanze tintorie provenienti
dal Levante. Ma siamo franchi, oggi i tempi sono cambiati! Chi vuole fare profitto non si limita pi a
rifornire le botteghe dei lanaioli.
Avrete pur ragione, messere, ribatt Angelo, che nellultima settimana si era consumato gli
occhi sui quaderni contabili di Giannotto. Ma il commercio non  lunica vocazione della famiglia
Bruni. Oltre al banco a Santa Croce, il grosso del nostro ricavato deriva dalle compagnie
dassicurazione impiantate in Paesi lontani.
S, s, comment laltro senza alcun entusiasmo. Cipro, il Mar Nero e via dicendo. Ho
sentito parlare delle vostre compagnie e case affiliate. Ce n una pure a Marsiglia, se non
minganno.
Annu. Fino a poco tempo fa era gestita da mio zio Teodoro.
Teodoro de Brancacci, s. Aveva talento, quelluomo.
Davvero un peccato la sua prematura dipartita.
Messer Teofilo si era espresso con una velata malizia che fece sentire Angelo ancora pi
indifeso. Magari, si disse il giovane Bruni, avesse potuto beneficiare del consiglio dello zio in quel
momento. Daltro canto, cerc di controbattere.
Daltro canto, gli fece eco lospite, ansioso di arrivare al punto, siete insediati anche a
Maiorca.
Siete ben informato, vedo. Si tratta di una compagnia dedita alle assicurazioni di trasporto
navale. Di preciso, una casa affiliata che si occupa di carichi destinati alla Barbaria e alla Catalogna.
Luomo torse la bocca con disgusto.  sprecata, sentenzi.
Sprecata, signore mio.
Se state per tornare alla carica con le aringhe, lo mise in guardia Angelo.
Lasciate stare le aringhe e pensate pi in grande, esclam Teofilo Capponi. Dun tratto aveva
assunto un tono confidenziale, quasi paterno. Percorse un tratto del loggiato, osservando le belle
lampade in ceramica appese sotto gli archi, e raggiunse un tavolo su cui era stata sistemata una ciotola
di noci.
Lisola di Maiorca, disse con enfasi, rappresenta il principale punto di smistamento delle
merci provenienti dai mari del Nord.
E non si tratta solo di aringhe, mio caro messere, ma di legname, pece, pellicce, per non parlare
degli schiavi, dellambra e dellavorio dellelefante-balena. Vi parlo di galee da quasi mille botti1
luna, capite? Inserendovi in questo genere di affari, potreste arricchirvi ben oltre quello che sognava
vostro padre.
Messer Bruni non pot nascondere la meraviglia. Ad affascinarlo fu soprattutto lidea di navi
provenienti da luoghi cos lontani e misteriosi, dominati dai ghiacci e da uomini descritti come bestie.
Mio padre non mi ha lasciato delle navi
mercantili, sospir, ma delle compagnie affiliate a un banco.
Buon Dio, ridacchi Teofilo, mentre schiacciava due noci nel pugno, il vostro genitore vi
avr pur insegnato cos il commercio di commissione! Lui stesso si serviva di galee veneziane,
genovesi e biscagline per far circolare i suoi traffici.
Angelo ne era ben consapevole. Proprio il giorno prima aveva saputo di seicento pezze di
sciamito acquistate a Cipro dagli intermediari del padre. Sbarcate a Venezia, sarebbero state trasportate
su navi fluviali fino a Bologna e poi a dorso di mulo fino a Talamone, per essere rivendute entro
lestate ai mercati di Barcellona. Era altres consapevole che Giannotto usava mettersi in affari soltanto
con gente di cui si fidava, e che conosceva da anni. So di cosa parlate, ribatt con orgoglio, non
sono un ingenuo.
Non lo siete di certo, lo assecond messer Teofilo. Ma se mi consentite desser franco,
peccate a mio avviso di audacia. Di spirito davventura, per meglio dire.
Al contrario, ve lassicuro! Non sapete quanto io stesso desideri, prima o poi, salire su una di
quelle navi per esplorare il mondo. La mia attuale condizione, per, mimpone di non assumere rischi.
Si parlerebbe di rischi se non ci fosse garanzia di guadagno, e se mi avete ascoltato con
attenzione.
Forse tra un anno o due, tergivers Angelo, sforzandosi di trattenere lentusiasmo. Quando
potr disporre di maggior denaro.
Quasi gli fosse stata predetta una catastrofe, luomo accenn un vigoroso diniego. Tra un anno
o due il vostro banco sar stato prosciugato da quello dei Medici, com gi accaduto a molti, e in un
crescendo di urgenza gli strinse una mano sulla spalla.
Non avete fiutato la minaccia? Dovete cogliere loccasione, adesso che potete.
Messer Bruni si sent gelare il sangue. Non bastava lincubo del fallimento a perseguitarlo da
giorni! Ora ecco quellindividuo,
affabile e sicuro di s, a dar sostanza alle sue pi terribili paure.
Non ho denaro, mormor con rammarico, ve lho gi detto.
Per avete delle propriet, gli venne in soccorso laltro. Mi risulta che vostro padre vi abbia
lasciato un latifondo nel contado di Pisa e addirittura un vitigno in Val dElsa.
Angelo annu. Si trattava di beni appartenenti alla sua famiglia da tre generazioni, e a cui gi il
padre attribuiva un valore pi affettivo che economico. Negli ultimi anni il vino e lolio ricavati da quei
terreni bastavano appena al fabbisogno dei rustici impiegati per coltivarli. Considerarli oggetto di una
trattativa gli diede limpressione di commettere un sacrilegio. Significa che, squitt, li
accettereste come sicurt?
Non io, naturalmente, si affrett a precisare laltro. Conosco per delle persone facoltose,
amici fidatissimi, che li prenderebbero volentieri in pegno.
In cambio di denaro?
S, messere. A patto che lo impegniate secondo le loro direttive.
Bruni lo scrut contrariato. Non sarei dunque libero di spendere come meglio credo?.
Teofilo Capponi gli rivolse un sorriso mellifluo. Signore mio, la gente di cui mi faccio
portavoce  assai attenta ai propri affari.
Se presta ingenti somme di fiorini, si aspetta di vederli fruttare.
Lo dico anche nel vostro interesse, sapete? Riflettete con attenzione. Cosa succederebbe se
sciupaste il denaro in un investimento sbagliato, e non foste pi in grado di restituirlo?
Pur con rammarico, i vostri benefattori diverrebbero proprietari delle terre che avete offerto
come sicurt. Ma se, da giovane giudizioso quale siete, seguirete i loro consigli.
Luomo si zitt, accorgendosi dun tratto che Angelo non lo stava pi ascoltando. La sua
attenzione infatti si era spostata verso una giovane donna appena comparsa sotto la loggia.
Pareva trafelata, con un baluginare di collera negli occhi.
Bianca, esclam messer Bruni con stupore, cosa ci fai qui?
Te lo dir, non temere, rispose la cugina, squadrando con diffidenza lindividuo dal lucco
rosso. Te lo dir appena ti sarai liberato di costui.
1La botte, allepoca, era lunit di misura usata per definire la portata di una nave. Cento botti
equivalgono a settanta tonnellate.
16
Bianca slacci il mantello, lo gett su una seggiola di vimini e, con un mulinare di gonne, si
volt per serrare luscio attraverso cui messer Capponi si era appena eclissato.
Chi era quelluomo?, la sua voce era un soffio di braci.
Un esponente dellArte del Cambio.
Prima che Angelo potesse aggiungere altro, la donna gli si pose di fronte. M parso di sentirlo
farneticare di sicurt da offrire in pegno, disse inquisitoria. Mi stai nascondendo qualcosa?
Figurati!, si difese il cugino.  stato lui a pretendere dincontrarmi.
In casa tua, lontano da testimoni, continu ad ammonirlo Bianca. Tuo padre non
glielavrebbe mai permesso.
Io non sono mio padre.
Fossi in te non ne andrei cos fiero.
A quelle parole, Angelo sollev la mano di scatto e minacci di colpirla. Lo difendi!, si
limit a esclamare, gi pentito del gesto. Lo difendi ancora, bench sia stato proprio lui a sperperare la
fortuna dei Bruni! Lui, con la sua folle mania dimpegnare pi denaro di quanto ne disponesse!.
Sei uno stolto, lo schern Bianca, quasi delusa che avesse trattenuto la mano. Si lasci cadere
sulla seggiola di vimini e lo contempl in un misto di ferocia e compassione. Non fu la malagestione
delle finanze a rovinare Giannotto, bens laumento del catasto voluto da Cosimo de Medici, spieg.
Se tu avessi mostrato un briciolo dinteresse per lattivit di famiglia, sapresti che negli ultimi anni i
gravami fiscali sono cresciuti allinverosimile. E sapresti pure che ci accade per una precisa strategia
politica, ovvero per mettere in ginocchio i casati pi potenti di Firenze, affinch nessuno possa
eguagliare in
ricchezza i Medici.
Lui rimase a fissarla interdetto, con il broncio di un bambino. Lo sdegno, per, non era svanito,
e ci volle un attimo prima che lasciasse spazio alla curiosit. Non  di questo che sei venuta a
parlarmi.
No, in effetti, rispose lei. Sono appena stata alle Stinche, e.
Angelo sbarr gli occhi. Ti sei recata in quel luogo da sola?
Perch?, gli rinfacci. Se mi fosse accaduto qualcosa in tua presenza, saresti stato in grado
di proteggermi?.
Lui ammutol per la seconda volta.
Bianca laveva ferito di proposito, spinta dallimpulso di scagliarsi contro una figura maschile
in risposta alloltraggio di Vitelli. Un oltraggio a cui non aveva potuto opporsi, e che ancora le
bruciava. Attese di scorgere sul volto del cugino i segni della vergogna, poi aggiunse: Lassassino di
tuo padre  stato liberato.
Ne sei certa?
Ho parlato con il capo delle guardie. Un incontro sgradevole, dal quale non ho ottenuto
spiegazioni. Ragion per cui, stavo gi per rivolgermi a unautorit superiore quando ci ho ripensato, e
ho deciso di tornare a casa.
Per quale motivo?, le chiese Bruni, sempre pi incredulo.
La donna si concesse una pausa per raccogliere i pensieri.
Mastro Vitelli non pu aver deciso da solo di liberare quel brigante, disse infine. Deve aver
per forza ricevuto degli ordini dallalto.
Io non ti capisco. Alludi a un complotto?
Non ci sono prove, naturalmente, ma supponi per un attimo che abbia ragione. Se mi fossi
precipitata al palazzo della Signoria o dal podest, avrei rischiato di attirare delle pericolose
attenzioni.
A quel punto Angelo proruppe in una risata nervosa. E sarei io quello incline alle
fantasticherie? Stai esagerando, cugina. C
senzaltro una spiegazione logica, un motivo pi che valido, e se mi lasci riflettere un
attimo.
Si tratta di tuo padre, dannazione!, sibil lei. Si alz in piedi con la dita strette alla gonna.
Non ti offende lidea che il suo carnefice vaghi indisturbato per Firenze?.
Messer Bruni le si avvicin per calmarla, ma bast unocchiata obliqua della donna perch
indietreggiasse di scatto, come se si fosse scottato. Quindi, sospir, cosa vorresti da me?
Forse, rispose lei, sarebbe meglio far finta di nulla, e affidarsi a un masnadiere.
Di cosa stai parlando?, sobbalz Angelo.
Di assoldare un sicario. Dun tratto Bianca assunse unaria serena, come se si fosse tolta un
peso dal cuore. Si mise a scrutare oltre le colonne della loggia, lampio giardino dai colori smorti, e
prosegu con maggior trasporto: Un sicario che sappia stanare quel dannato Tigrinus e fargli sputare la
verit. Affinch si possa finalmente ottenere giustizia.
17
Quartiere di Santa Croce
3 marzo
Luomo incappucciato entr nella bottega dello speziale, scroll il mantello fradicio di pioggia e
gett un sacchetto sul banco.
Me lavevate raccomandato come rimedio per la tosse, sentenzi, e invece non  servito a
nulla.
Eppure, messere, obiett il padrone del locale, a giudicare dalla vostra voce.
Non si tratta della mia voce, ma di una donna avanti negli anni.
Patisce da mesi senza trovare sollievo, ma  cos cocciuta che mi costringe a propinarle i
medicamenti di nascosto.
Lo speziale esamin il contenuto del sacchetto e abbozz una smorfia incerta. Forse, disse,
gioverebbe un infuso di mirto, o magari dellerba di san Giovanni.
Luomo bofonchi tra s, poi appoggi i palmi bagnati sul banco. Non avreste dei preparati di
altro genere? Qualcosa di pi efficace, intendo.
Se alludete al vino di lavanda.
Lasciate stare la lavanda, la nigella e pure la corteccia di salice.
Se mi sono rivolto a voi  perch godete della fama di miglior erborista di Firenze.
Sono lusingato, messere, ma a questo punto io non saprei.
Ah, esclam luomo, battendosi la fronte, se solo mi rammentassi quel nome! Non parlo a
vanvera, sapete? Si tratta di una sorta di pillola giallastra, simile a un minuscolo uovo. Ho sentito dire
che ha effetti miracolosi su ogni genere dinfermit.
Basta cos, ho inteso, ribatt lo speziale con tono conciliante.
Voi alludete alla panacea.
Proprio quella, s, esult. Sareste in grado di procurarmela?
Ma messere vi rendete conto? Non pretendete certo una cosa semplice! Tanto per
cominciare la panacea  costosissima, e poi la ricetta  conosciuta soltanto da pochi eletti.
E voi la conoscete?.
Il mercante esit un istante, lasciando intendere lenormit del servigio che gli veniva richiesto.
Esegu un paio di conti a voce bassa, dimenando con teatralit le dita dalle unghie curatissime.
Solo al giusto prezzo, mormor infine.
Per tutta risposta lindividuo incappucciato scost un lembo del mantello, lasciando intravedere
una scarsella gonfia di monete e limpugnatura di una cinquedea assicurata alla cintura. In tal caso,
aggiunse, vi resta solo da dirmi quanto dovr pazientare per questa benedetta panacea.
Uscito dalla bottega dello speziale, Tigrinus sincammin a testa china sotto la pioggia,
confondendosi nel viavai di persone fra i tendoni del mercato. Dallaltro lato della strada, la sontuosa
Loggia del Grano offriva riparo a una schiera di passanti avvolti in mantelli, capperoni e fluenti vesti di
damasco. Il ladro rivolse sussurrando una supplica alla Madonna delle Grazie, la cui adoratissima
immagine
campeggiava
fra
i
tabernacoli
delledificio, ignor un povero diavolo messo alla gogna allimbocco di via dei Neri e segu il
corso di un antico muraglione costruito a ridosso del torrente Scheraggio.
Bench il cuore gli chiedesse di raggiungere lo spedale di Santa Faustina, per verificare le
condizioni di suor Assunta, lui si diresse verso il Lungarno. Gli squarci di azzurro che si aprivano
lentamente nel cielo lavrebbero presto obbligato a camminare sotto la luce del sole, e per allora
sarebbe stato saggio trovarsi presso uno dei suoi nascondigli. Tigrinus  che prediligeva derubare i
ricchi palazzi di campagna e non cercare grane in citt
 ne aveva diversi, in quella zona. Doveva solo scegliere tra una stamberga sul ponte di
Rubaconte, la locanda di un oste amico o una piccola barca priva di vela e di timone, attraccata da
tempo
immemore lungo le rive del fiume. Il ladro aveva sempre amato adagiarsi sotto il suo ponte e
aspettare la notte, lasciandosi cullare dalle acque mentre si abbandonava alla reminiscenza di esotici
miraggi dinfanzia.
Era gi a pochi passi dal luogo dattracco quando una sagoma tozza, delle proporzioni di un
bambino, sfrecci fuori da un androne per corrergli appresso.
Caco!, esclam lui, riconoscendo il compare.
Il nano gli si appoggi a una gamba, trafelato. Ti cerco da ore, ansim. Dove ti eri
cacciato?
Qualcuno tinsegue?, indag Tigrinus, guardandosi intorno.
Nessuna insidia per quel che mi riguarda, rispose Caco, dopo aver preso un bel respiro. Ma
se non ti spicci, avrai ogni birro di Firenze alle calcagna.
E perch mai?, sbott il ladro.
Oh, non ne ho proprio idea, amico mio. Ma me lha promesso una puttana senza un occhio. Mi
si  avvicinata affermando di essere alla tua ricerca, e ha detto che rischi larresto immediato
se non ti presenti oggi stesso, entro limbrunire, alla taverna del Passero.
18
Bilia stava accoccolata su una pelle dorso, davanti al camino, intenta a interrogare i tarocchi.
Aveva sostituito la striscia di cuoio con una benda cremisi e il cercine con una rete dorata che
tratteneva i capelli. Indossava una gamurra di velluto scuro, stretta sul torace da un gioco di stringhe
che mettevano in risalto il seno. I piedi nudi, da schiava.
Tigrinus si ferm sulluscio della stanza, una camera da letto dai toni purpurei. Era davvero
necessario proferir minacce?
Sono usa a servirmene soltanto a mo di sprone, rispose lei, senza smettere di contemplare le
carte, qualora le altre astuzie si rivelino inefficaci.
Quali altre astuzie?.
La donna trad una smorfia delusa. Di solito non ho bisogno di allarmare un uomo per farlo
tornare da me.
Lui si appoggi allo stipite, indifferente allinvito. Aveva ancora davanti agli occhi la faccia
impaurita di Caco. Cosimo de
Medici, invece, rispose a tono, quale genere di sprone usa per pungolarvi?.
Bilia sollev lo sguardo con aria ostile. Parliamo del vostro impegno, piuttosto.
Lionardo da Pistoia, il monaco girovago, disse il ladro, avanzando verso un letto a
baldacchino. Scost un drappo e si sedette.
Lei raccolse i tarocchi in un mazzo e sollev il busto, assumendo la posa di una sirena su uno
scoglio. Alle spalle, il crepitare rossastro del fuoco. Secondo informazioni affidabili, inizi, padre
Lionardo si  portato da Venezia a Fano e si appresterebbe a scavalcare lAppennino. Lo far passando
per Urbino, attraverso le mulattiere di Bocca Trabaria, per poi
scendere verso Perugia.
Come fate a esserne certa?
Messer Cosimo lo fa spiare da mesi, conosce i suoi piani nel dettaglio. Se ha atteso prima di
mettervi al corrente,  stato soltanto per sincerarsi che allultimo momento non si operassero variazioni
ditinerario.
Tigrinus conosceva bene laccortezza di Cosimo de Medici, e non pot evitare di chiedersi da
quanto tempo il suo ambiguo tutore preparasse a quellimpresa. La destinazione  Frascati, se ben
rammento.
Bilia annu. La rocca del cardinal Bessarione.
Quindi, raggiunta Perugia, il nostro viaggiatore dovr proseguire verso Roma.
S.
Sempre pi lontano da Firenze, mormor contrariato.
Nonostante vivere in citt fosse un rischio per un ladro, lui non aveva mai saputo darsi alla
macchia come un fuorilegge. Fin dallinfanzia aveva sentito di appartenere a quel labirinto di quartieri,
al suo brulicare di destini, di segreti, di violenza, e il pensiero di separarsene per ordine di qualcun
altro, anche per un breve periodo, lo infastidiva. Senza contare che avrebbe dovuto smettere di vigilare
sullo spedale di Santa Faustina e su suor Assunta. Pos gli avambracci sulle ginocchia, assorto. Con
quanti uomini viaggia il nostro amico?
Cinque armigeri e un pugno di monaci.
Si sposteranno lenti, probabilmente su un carro coperto.
La meretrice lo fiss con approvazione. A quanto pare state gi meditando sul da farsi.
Non siate melliflua, si adombr Tigrinus. Conoscendo il Medici, avrete gi una strategia da
propormi.
 cos, infatti, conferm Bilia. A parere di sua signoria, il miglior punto in cui colpire
sarebbe tra Perugia e Orvieto. L le strade sono circondate da selve e torrenti, senza contare la quantit
di alture e spelonche dove potersi nascondere. Una volta
entrata in quella zona, la compagnia di padre Lionardo dovr senzaltro far tappa a Marsciano,
un piccolo insediamento fortificato in cui avrete occasione di identificare la preda.
Dopodich, dovrete solo attendere che il monaco si rimetta in viaggio per i boschi e farete
scattare la trappola.
Tigrinus fece cenno daver compreso. Non conosceva quelle terre, perci sarebbe stato
necessario perlustrarle, prenderci confidenza e assicurarsi la complicit di una guida pratica del luogo.
Agire con largo anticipo, in sostanza. Resta da stabilire i tempi, aggiunse pertanto.
Prima di valicare il passo, disse la donna, padre Lionardo attender lo sciogliersi delle
nevi.
Dunque un mese, valut, forse due.
Lei spi la sua espressione crucciata. Qualche titubanza?.
Il ladro si strinse nelle spalle. Aveva unobiezione, s, e laveva trattenuta fino ad allora per
permettere alla sua coscienza di abituarsi a unidea alquanto sgradevole. Si dovr uccidere,
mormor.
A vostra discrezione, comment Bilia, atona. Le uniche raccomandazioni di messer Cosimo
riguardano lincolumit di Lionardo da Pistoia. Non dovr essergli torto nemmeno un capello. E
soprattutto, dovrete assicurarvi che non venga separato da alcun suo effetto personale.
Siate pi precisa, si fece attento Tigrinus. Nel tafferuglio potrebbe capitare di tutto. Cosa
dovrebbe recare, di tanto prezioso, quel monaco girovago?.
Bilia dispose i tarocchi a ventaglio sulla pelle dorso e ne pesc uno, tenendolo coperto. Nulla
che possa interessare a un predone, rispose. Si tratta di un libro. Un libro recuperato a caro prezzo
dalle terre dOriente. Dovrete consegnarlo insieme al suo padrone a Cosimo de Medici in persona.
Fuori Firenze, presso la villa di Careggi.
Il ladro si alz in piedi con un cenno di assenso. Avrete mie notizie, si limit a dire.
Lei lo trattenne con un gesto e, a mo di congedo, gli mostr larcano che aveva estratto dal
mazzo.
Il diavolo.
19
Angelo aveva atteso il buio. Non per esigenze proprie, ma perch luomo di cui aveva chiesto
informazioni usava manifestarsi solo dopo il crepuscolo. Per incontrarlo era stato costretto a
raggiungere a cavallo una stamberga fuori le mura, un luogo conosciuto come osteria e riparo per
pellegrini. Non appena varc lingresso, tuttavia, si rese conto che lautentica vocazione delledificio
era accogliere la feccia delle campagne.
Uno spettacolo di avvinazzati, bruti e meretrici dai sorrisi grifagni gli si prospett davanti con
una tale violenza da fargli ringraziare la scarsa illuminazione. Il sentimento predominante di messer
Bruni era per la paura. In trentanni di vita rispettabile non aveva mai messo piede in un locale del
genere e, pur sforzandosi di ostentare sicurezza, trov difficile anche solo avanzare verso linterno.
Procedere ritto equivaleva a offrire un bersaglio, ma ancor peggio, intu, sarebbe stato chinare il
capo con aria remissiva. In un certo qual modo provava la medesima inadeguatezza di quando si era
trovato faccia a faccia con Teofilo Capponi, anche se al momento non soffriva per la sua scarsa
arguzia, bens per la goffaggine che gli impediva di passare inosservato. E certo, gli avrebbe fatto
anche comodo indossare abiti meno costosi.
Cerc di assumere il cipiglio del padre e, avvolto nel proprio mantello, ignor le sghignazzate
sommesse che avvertiva tuttintorno. Maledetta Bianca, pensava nel frattempo. Maledetta lei e
laudacia con cui laveva convinto a cacciarsi in quel guaio.
Per la briga di vendicare lo zio, non si era fatta scrupolo di esporre il proprio cugino a rischi
altrettanto mortali.
Dopo un paio di spinte e di occhiate importune, raggiunse finalmente loste e chiese di messer
Faleno.
Luomo si limit a guardarlo di sbieco, dopodich indic una scala diretta al piano superiore.
Prendendo quella direzione, Angelo lo vide farsi il segno della croce.
Salire quella scala gli diede limpressione di camminare sulla spina dorsale di una carcassa
abnorme fissata alla parete.
Raggiunse infine un ballatoio coperto da travi marce, da cui pendevano dei tendaggi che
avevano la pretesa di simulare unalcova.
Angelo si lasci guidare da un risuonare di mugolii e di acqua smossa, finch non si trov al
cospetto di due persone, un uomo e una donna, a mollo in una botte. Lei gli stava a cavalcioni facendo
ondeggiare la chioma nera, ma messer Bruni non pot fare a meno di puntare lo sguardo su di lui. Era
colossale. La testa era grande quasi quanto quella di un bue e le braccia simili a tronchi dalbero.
Appena si accorse del visitatore, luomo afferr la compagna per le spalle e la sollev come un
fuscello, cacciandola fuori dalla botte.
Messer Faleno?, chiese Angelo, intimidito.
Il gigante attese che la donna si coprisse con un panno, poi le fece segno di non allontanarsi
troppo e rispose con un cenno affermativo. Siete voi quello che intendeva parlarmi?
Sono io, s, disse Bruni.
E cosa vorreste?
Sto cercando una persona e.
Per ucciderla o solo per trovarla?
Be, ancora non saprei.
In ogni caso bisogner prima trovarla, rispose Faleno, quasi rivolgendosi a se stesso. Si pass
una mano bagnata sulla faccia di bove, emettendo una sorta di risucchio.
Si chiama Tigrinus, continu Angelo, sempre pi impressionato.  un ladro.
Non lo conosco.
Credo viva nei dintorni di Firenze.  stato arrestato due
settimane fa, per aver pugnalato un banchiere.
Luomo lo fiss in tralice. Be, profer con una punta dirritazione, se i birri lhanno gi
acciuffato.
 stato liberato.
A quelle parole, Faleno abbozz una smorfia interessata che rese ancor pi bizzarri i suoi
lineamenti. Ogni cosa era spropositata, in lui. Le labbra erano grosse come salsicce e le pupille avevano
le dimensioni di due mele mature.
Raccontatemi per bene questa storia, disse, sollevandosi in piedi.
Allora Angelo pot rendersi conto che la parte pi formidabile di quel corpo imponente
consisteva nelladdome. Prominente oltre misura ma sodo al pari di una pelle di tamburo, era coperto
per intero di tatuaggi bluastri. Per la maggior parte immagini sacre.
Vi metter al corrente di ogni dettaglio, trov la forza di ribattere.
20
Unora dopo, Angelo usciva dallosteria di buon umore. Esser venuto a patti con un tagliagole
della risma di Faleno lo faceva sentire impavido, al punto che invece di allontanarsi in fretta, indugi
sulluscio per ricambiare gli sguardi di una giovane meretrice. Per un attimo fu addirittura tentato di
accogliere linvito, poi si ramment della sua inesperienza in fatto di donne e decise di non sfidare
troppo la sorte. Quella doveva restare nei suoi ricordi come una notte di coraggio, un passo in avanti
nel suo progetto di diventare un uomo nuovo.
Rintuzzando il languore al basso ventre, si diresse quindi verso il baio che aveva lasciato legato
a un palo, presso il recinto dellosteria. Fu allora che ebbe la sorpresa.
Il cavallo non cera pi.
Messer Bruni si guard intorno, adirato non tanto per la consapevolezza di essere stato derubato
quanto per il pensiero di dover tornare a casa a piedi. Rientrare nellosteria per chiedere spiegazioni era
fuori discussione. I ceffi che avevano preso il suo baio erano stati senzaltro aiutati dagli avventori, e
forse in quel momento sedevano proprio tra quelle facce da forca, intenti a ridere alle sue spalle. Tanto
valeva far buon viso a cattiva sorte e andarsene alla svelta.
Non appena si fu allontanato di qualche passo, tuttavia, Angelo si rese conto che la luce
proveniente dal locale si affievoliva, lasciando spazio a un buio sempre pi intenso. Di conseguenza si
sforz di acuire la vista, cercando di scorgere il palpitare dei fal in cima alle mura cittadine. Parevano
minuscole stelle in un oceano di oscurit, ma scorgerle gli fu sufficiente per sentirsi rinfrancato.
Riprese il cammino, meditando su quale scusa inventare per
riferire a Bianca di aver perso il suo cavallo migliore. Non le avrebbe mai detto la verit,
permettendole di schernirlo per lennesima volta. Era stanco di sentirsi rimproverare, stanco di passare
per lingenuo. Tanto pi che un simile inconveniente sarebbe potuto capitare a chiunque, anche a un
uomo accorto come messer Capponi, se si fosse avventurato in una simile tana di lupi.
Immerso in quei pensieri, Angelo quasi non si accorse del rumore che cresceva alle sue spalle.
Zoccoli al trotto accompagnati da un tintinnio di paramenti. Quando infine cap di non essere solo, si
volt con un sobbalzo, trovandosi di fronte a una scena cos grottesca da strappargli una risata.
Un nano in groppa a un cavallo, il suo cavallo. Se ne stava beatamente aggrappato allarcione,
dondolando le gambe troppo corte per arrivare alle staffe. Sarebbe sicuramente rovinato a terra se un
secondo individuo, un figuro alto e magro come la morte, non lo avesse preceduto a piedi guidando la
bestia per il morso.
Bel mantello, messere, profer il nano con baldanza.
Quello  il mio baio, protest Bruni, incattivito.
 vostro, dite?. Il diavoletto scambi unocchiata con il compare. E allora perch ci sto in
groppa io?
 grasso,  grasso!, grufol laltro, come se fosse in preda ai crampi della fame.
Rendetemi il cavallo, alz la voce Angelo, e non avvertir i birri di quartiere.
Il nano rise. Qui non ci troviamo in alcun quartiere, signore mio. Siamo in campagna, e voi
avete un bel mantello.
E una bella borsa, scommetto, aggiunse il compare.
Messer Bruni indietreggi, diviso tra una rabbia cocente e una disperata voglia di mettersi a
piangere. Perch a lui?, si chiese.
Non aveva gi subto abbastanza? Dun tratto si avvide daver pestato qualcosa di solido e, in
uno slancio di audacia, si chin di scatto e raccolse un ramo secco.
Caco, cosa fa?, si allarm luomo magro.
Fermo, aspetta!, lo trattenne il nano. Io quello lho gi visto, e battendo i calcagni sui
fianchi del baio, si avvicin per osservare.
Cogliendo loccasione al volo, Angelo sollev il ramo con ambo le mani e fece per colpire il
piccoletto. Ma si mosse con eccessiva lentezza, e prima ancora di sferrare la randellata si trov addosso
il secondo infame. Sent un dolore lancinante esplodergli sotto il costato, poi rovin a terra sotto una
gragnola di percosse.
Fino ad allora, non aveva mai provato dolore e umiliazione insieme. Ma a sconvolgerlo del tutto
fu la vocina malefica del nano, che si dondolava in sella al destriero come unoscena marionetta.
Togligli tutto, togligli tutto!, gridava Caco al suo compare, mentre loscurit si stringeva
intorno a loro.
Parte seconda. Il monaco fuggiasco
21
Selve meridionali di Marsciano
23 aprile, alba
Tigrinus sedeva nel cuore di una spelonca, accanto a un fuoco che ardeva dalla notte. Dopo aver
preso confidenza con il territorio e predisposto ogni dettaglio per il rapimento, aveva deciso di non
allontanarsi pi dal rifugio. Da circa due settimane usciva solo per rifornirsi di acqua e cibo, senza
sconfinare dal fitto della macchia per evitare dimbattersi in drappelli di sentinelle. Quando era stato il
momento di lasciare Firenze, n Bilia n messer Cosimo si erano curati dinformarlo che Marsciano
rappresentava s un punto di transito per mercanti e viaggiatori, ma anche il limite di guardia dei
possedimenti di Perugia. Fortunatamente i dintorni erano provvisti di monasteri, di granai e soprattutto
di selvaggina sufficiente a sfamare la combriccola messa insieme dal ladro. Si trattava di sei masnadieri
e altrettanti furfanti di strada, meno letali ma in grado di passare inosservati in ogni dove. Tigrinus si
serviva di loro per raccogliere informazioni sul movimento di viaggiatori giunti dallAppennino.
Non restava quindi che aspettare, nella speranza di tornare in citt e trovare suor Assunta in
salute. Poco prima di andarsene era riuscito a somministrarle la panacea, facendogliela buttare gi con
un sorso di vino e una preghiera.
Ma lattesa era scandita anche da altro genere dincertezze. Il ladro nutriva troppi dubbi sulle
motivazioni che avevano spinto Cosimo a servirsi di lui per rapire Lionardo da Pistoia. La scusa che gli
armigeri utilizzati nellagguato potessero essere riconosciuti da quelli del cardinal Bessarione era assai
debole.
Per gente avvezza a versar sangue, sarebbe bastato eliminare
lintera scorta del monaco per cancellare ogni traccia del mandante.
No, ripet a se stesso Tigrinus, la faccenda non quadrava.
Doveva esserci dellaltro, un dettaglio importante che gli era stato volutamente taciuto.
Assorto in quei ragionamenti, continu ad amalgamare un miscuglio di zolfo, carbone e salnitro
allinterno di un mortaio.
Ripeteva loperazione da un paio dore, versando la polvere che via via ricavava in sacchetti di
tela legati stretti e sistemati a ragionevole distanza dal fuoco. La ricetta proveniva da un codice in
pergamena appoggiato a una parete della grotta, il Liber ignium di Marco Greco. Tigrinus laveva
rubato anni addietro dal convento di San Marco, ai tempi in cui Giovanni da Fiesole gli consentiva di
entrare nella biblioteca dei domenicani. E
nonostante si trattasse di un libro di grande valore, non si era mai sognato di venderlo. A
dispetto della sua indole ribelle era stato cresciuto nellamore della sapienza scritta, a cui neppure da
adulto aveva rinunciato. Inoltre era sempre stato affascinato dalle attivit che riguardavano la
trasformazione della materia, si trattasse di preparare sia le tempere, sia sostanze pi complicate e
misteriose. Ricevere unistruzione presso la bottega di un frate pittore era stato determinante. Gli aveva
permesso di coltivare un ingegno che, col tempo, si era rivelato utile a ordire i pi fantasiosi inganni.
Non sempre, tuttavia, quel genere di portenti risultava efficace.
La vita del fuorilegge comportava innumerevoli imprevisti e spesso, pi dellintelligenza,
valeva listinto. Perci il ladro aveva gi messo in conto che, pur approntando ogni sorta di trucco, se
intendeva rapire padre Lionardo avrebbe dovuto agire con la forza, e forse anche uccidere.
Controll che la polvere nel mortaio fosse diventata abbastanza fina e si prepar a versarla
nellennesimo sacco vuoto, quando unombra si allung di fronte a lui, sulla parete di pietra.
A Tigrinus bast quella sagoma per riconoscere lintruso. Un
ragazzino pelle e ossa, con la testa infilata in un cappuccio cos lungo che pendeva fino a met
della schiena. Lo invit ad avvicinarsi
Sono giunti, bisbigli.
Sei sicuro?, chiese il ladro.
Non minganno, messere, sono loro, ripet il furfantello, stizzoso. Un carro coperto e tre
armigeri a cavallo, proprio come avevate detto.
Sono entrati a Marsciano?
Hanno preferito star fuori dalle mura. Alloggiano in una locanda al limitare della campagna.
Allora spicciati, avvisa gli altri e torna subito l, ordin Tigrinus, in preda alleccitazione. Poi
gli fece cenno di aspettare, riemp lultimo sacco di polvere nera e glielo porse, insieme ad altri tre che
aveva gi pronti. Sai come agire.
Il ragazzino li ripose in una bisaccia logora. Dove volete che li nasconda?
Appendili sotto il carro, vicino alle ruote, rispose il ladro con un sorriso volpino. E bada che
nessuno se ne accorga.
22
Firenze, basilica di Santa Croce
La loggia si sviluppava a ridosso della basilica, un ventre dombra affacciato su archi di luce.
Camminando a passo lento sotto di essa, Angelo fremeva al minimo schiamazzo proveniente dalla
strada. Non si era pi ripreso dallaggressione subta il mese precedente, e bench ringraziasse il Cielo
di esserne uscito vivo, solo con qualche livido e un dente rotto, continuava a incedere ingobbito come
se fosse afflitto da una tremenda sofferenza. La figura del nano lo tormentava ogni notte, negli incubi.
Il pi delle volte gli appariva in sella al baio, intento a sghignazzare e a coprirlo dinsulti, oppure sotto
forma di diavoletto, in groppa alle bestie pi assurde. Messer Bruni aveva cercato di opporsi al
turbamento, ma non era riuscito a vincere il senso di panico che lo perseguitava in ogni momento della
giornata. Aveva preso labitudine di uscire di casa unicamente nelle ore centrali della giornata, mai da
solo e senza spingersi oltre le mura cittadine. I luoghi affollati lo mettevano a disagio, soprattutto se
frequentati dal basso volgo e da gente incline a far baccano. Rifuggiva le locande come la peste.
Teofilo Capponi, che gli passeggiava accanto, dovette cogliere la sua inquietudine e gli strinse
un braccio per confortarlo.
Avanzavano al seguito di due persone, uomini daffari legati allArte del Cambio. I loro abiti
pomposi, sormontati da eleganti cappucci a foggia, stonavano con un andirivieni di pinzochere in saio
francescano.
Dovete considerare, stava dicendo uno di quelli, che non siamo propensi a dispensare il
nostro favore a chicchessia. A tal riguardo, dite grazie allamico che vi cammina al fianco.
Me ne rendo conto, ribatt Angelo, e tuttavia.
Le regole dellaccordo sono semplici, lo ignor laltro. Voi ci riconoscerete la propriet e le
rendite dei terreni in vostro possesso fino alla restituzione del prestito che vi concediamo.
Quattromila fiorini doro, per lesattezza, da impegnare nel mercato marittimo come gi
concordato.
Messer Bruni si liber della presa di Capponi e allung la falcata verso i due uomini daffari.
Ma se io desiderassi sfruttare quel denaro in altro modo?.
Prima di rispondergli, i compari si contemplarono con aria sorniona. Se foste un mercante di
navigata esperienza se ne potrebbe discutere, rispose uno di loro, ma per il vostro bene, e considerate
le difficili condizioni del vostro banco, sar bene che seguiate le nostre disposizioni.
Di cosa avete paura?, rincar la dose messer Teofilo. Queste persone vi invitano a diventare
loro socio in affari. Quale migliore garanzia?.
Angelo era assai ingolosito, in effetti. Scorgeva in quella proposta lunica via di scampo dalla
bancarotta, anche se mal tollerava lidea di prendere direttive da gente estranea alla propria famiglia.
Immagin come avrebbe reagito Bianca a una simile imposizione, augurandosi che ne restasse
alloscuro il pi a lungo possibile. Mio padre, temporeggi, non era propenso a spartire i propri
guadagni.
Vostro padre era una testa dura, si stizz uno dei due ricchi signori. Pi di una volta ci
presentammo al suo cospetto e lui ci prese sempre a pesci in faccia. Sommate anche questa umiliazione
alla nostra offerta.
Mentre venivano pronunciate quelle parole, i quattro uomini uscirono dalla loggia per
proseguire sotto il barbaglio del sole.
Ancora pochi passi e si trovarono a fiancheggiare la facciata di Santa Croce, con la sua mole di
pietraforte e il maestoso rosone che vigilava su Firenze come un occhio gemmato.
Le campane chiamavano i fedeli alla messa domenicale, e dun tratto Angelo si vide costretto a
muoversi tra una folla sempre
pi fitta, in uno sciamare di voci che gli davano la vertigine. Di primo acchito fece per
aggrapparsi a messer Capponi, poi trattenne la mano e trov la forza di avanzare a suon di spallate.
Andassero tutti al diavolo, si disse. Voleva tornare a casa il prima possibile e rinchiudersi nel
suo studio, da solo, tra libri che parlavano di battaglie e cavalieri erranti. Dunque, perch indugiare?
Sbrigata la faccenda, sarebbe stato libero. E va bene, proclam quasi dimpeto, facendo voltare i suoi
compari.
Accetto!.
23
Angelo rincas con il sole ancora alto, dopo essersi fatto accompagnare da Teofilo Capponi fin
oltre le botteghe del Ponte Vecchio con la scusa di discutere alcuni dettagli dellaccordo. Si sent al
sicuro soltanto quando fu davanti al portone del palazzo, ad accarezzare il desiderio di quiete assoluta.
Varcato lingresso, tuttavia, rest a margine del vestibolo, al cospetto di una scena tanto imprevista
quanto sgradita.
Bianca stava conversando con un uomo imponente, avvolto in una cappa di tessuto sdrucito da
cui spuntavano limpugnatura di una daga e dei calzari sporchi di fango. Lo faceva con fermezza, senza
tradire alcun segno di timore o di esitazione. Faleno, di contro, ostentava una deferenza ben lontana
dallatteggiamento brutale mostrato alla locanda. Come se cogliesse nella donna unautorit superiore,
a cui fosse naturale piegarsi.
Messer Bruni rimase a guardare finch la cugina non si accorse di lui, dopodich la invit con
un gesto a congedare in fretta luomo. Osserv il gigantesco Faleno prodursi in un rispettoso inchino,
poi si scans per lasciargli libero il passaggio verso luscita.
Sei fuori di senno?, sbott appena furono soli. Accogli quello sgherro nella nostra dimora?
Placa la foga, si  fermato solo un attimo, rispose Bianca andandogli incontro. Giusto il
tempo di scusarsi per linsuccesso della sua ricerca.
Angelo sbuff. Non lha ancora trovato, dunque!.
Sostiene daver cercato in ogni dove, ma Tigrinus sembra svanito nel nulla. Forse ha fiutato la
minaccia e si  allontanato da Firenze.
O forse mi sono rivolto a un incapace, un miserabile buono
solo a fornicare in una fetida baracca!.
La donna lo fiss attonita.
Fu allora che lui si accorse daver ecceduto nella rabbia. Fece per scusarsi, ma prefer ritirarsi
senza giustificazioni che avrebbero tradito la sua vergogna. Se aveva reagito in quel modo, non era
stato per laudacia di Bianca e nemmeno per linsuccesso di Faleno, bens per sfogare la frustrazione
che ogni giorno di pi gli cresceva dentro. Una frustrazione generata dal dover vivere in uno stato di
costante paura e insicurezza.
Sfil il mantello con malgarbo e lo gett sul pavimento, dirigendosi a lunghe falcate verso lo
studio. Limpero della sua solitudine.
Non aveva fatto in tempo ad allontanarsi da palazzo Bruni, che Faleno si accorse di avere
qualcuno alle calcagna. Prosegu come se nulla fosse per gli edifici della via Romana e imbocc alla
prima occasione una svolta diretta alla periferia dellOltrarno.
Nel frattempo diede una rapida occhiata a un tizio alto, dal portamento sicuro, che camminava a
dieci passi da lui. Forse un soldato, si disse.
Faleno non se ne fece un cruccio. Persever a dirigersi verso sud-ovest, tra case sempre pi
fatiscenti e rivoli melmosi, finch non individu un moccioso intento a chiedere lelemosina.
Fingendosi toccato da piet, gli si inginocchi di fronte.
Vedi luomo dietro di me?, sussurr, elargendo al bimbo un soldo dargento. Attendi che
passi oltre e stagli dietro come unombra. Domani torner qui, con altre monete. E vorr sapere tutto di
lui.
Entrato nello studio, Angelo stava gi puntando verso la libreria quando trov ad attenderlo un
piatto di peltro con sopra una missiva. Spezz il sigillo commerciale dei Bruni e srotol un messaggio
dalla grafia assai ornata, che, pur riportando la lingua dei latini, serbava leleganza esotica, quasi
languida, degli alfabeti orientali. Proveniva da Famagosta.
Gli bast uno sguardo per capire che si trattava della risposta riguardo il carico della nave
scomparsa. Non proveniva per da Balduccio Landini, bens da un suo socio di nome Nikolaos.
Per prima cosa lo scrivente si scusava dintromettersi in una questione che non lo riguardava,
ma si trovava costretto a far di necessit virt, essendo messer Balduccio irreperibile da molte
settimane. Seguitava poi illustrando landamento della filiale, lagnandosi della spilorceria dei mercanti
ciprioti e del contrarsi degli affari a causa della concorrenza genovese. Tra le righe, lasciava intendere
che Balduccio se ne fosse andato prima che limpresa colasse a picco.
Dopo quellavvilente premessa, Nikolaos giungeva a soddisfare la curiosit di messer Bruni,
con la precisazione che le informazioni in suo possesso derivavano unicamente dai quaderni lasciati da
Balduccio. Era tra quelle pagine, infatti, che aveva intuito a cosa facessero riferimento le misteriose
sette decine di saggi assicurate al chiudersi dellanno precedente con il versamento di duecento fiorini
doro.
Il corrispettivo di uno scrigno di perle.
Perle giunte dal Malabar.
Ormai dimentico della reazione brusca avuta con Bianca, Angelo rilesse pi e pi volte lelenco
steso sulla lettera con un crescente senso di meraviglia:
perle smaltate, per una quantit di 100 carati perle dai 38 ai 14 carati, per una quantit di 500
carati perle da 8 carati, per una quantit di 700 carati perle da 4 carati, per una quantit di 380 carati Il
peso
totale,
chiariva
Nikolaos,
equivaleva
a
milleseicentottanta carati di Cipro, ovvero undici once e mezza.
Lo stesso valore ponderale ottenuto da Bianca il mese scorso, grazie a un rapido computo.
Ma a quel punto Bruni non prestava pi attenzione ai numeri.
Colto da unincontenibile brama di evasione, si precipit agli scaffali ed estrasse una copia del
Geographia di Tolomeo, a suo
giudizio pi preciso di molti portolani in circolazione a quei tempi. Si trattava di unedizione di
lusso, tradotta in latino dallumanista Emanuele Crisolora e corredata da ventisette mappe illustrate.
La mente di Angelo pot velocemente librarsi sul mar Rosso e su quello Arabico fino a sfiorare
le coste dellIndia, a sud del sinus gangeticus. Erano tratteggiate in rosso porpora, con un ventaglio di
foci azzurre dai nomi impronunciabili. Per raggiungerle sarebbe stato necessario attendere la fine
dellinverno e imbarcarsi presso lantica citt di Muscat per lisola di Socotra, attraversando acque che
Marco Polo, nel Milione, definiva regno di ferocissimi pirati. Cos narravano pure le leggende di
Simbad e le storie dei mercanti approdati in India per acquistare rame, avorio delefante, zendali, legno
di sandalo e spezie.
Quel che si raccontava sulle perle del Malabar, per, andava ben oltre la fascinazione. Tra le pi
preziose e ricercate al mondo, provenivano da un golfo infestato da pesci mostruosi che insidiavano la
vita di chiunque osasse immergersi nellacqua. Se si riusciva a portarle in superficie, era solo grazie a
certi negromanti capaci di ammansire le creature marine con le loro arti diaboliche.
Il pensiero delle perle e del loro valore fece tornare Angelo coi piedi per terra. Lerede dei
Bruni avvertiva dun tratto lurgenza di valutare concretamente cosa significasse quella lettera giunta
da Famagosta. E che cosa avesse a che fare sia con la morte del padre, sia con le parole di Tigrinus.
Era consapevole, daltra parte, che si trattasse di un gioco troppo sottile per il suo intelletto
facile alle suggestioni.
Gli serviva laiuto di una mente pi lucida, pi obiettiva.
E anche pi coraggiosa.
24
Bianca entr nello studio con cautela. Dopo la notte dellaggressione stentava a riconoscere
Angelo, aspettandosi di continuo delle reazioni inconsulte. Del resto, nemmeno immaginava cosavesse
passato. Lei stessa fremeva al ricordo del portone che sbatteva e delle grida dei servi che la strappavano
dal sonno, reclamandola al piano sottostante. Poi laffanno, la discesa per le scale, nel buio, e il
comparire di due uomini intenti a posare un corpo tremante sotto larco dingresso. Lavevano trovato
ai margini della cinta muraria, completamente nudo, che si trascinava come un moribondo. Con orrore,
lei si era resa conto daver mandato un agnello al massacro.
Cerano voluti giorni perch Angelo riprendesse luso della parola e si decidesse a spiegare,
anche se in modo confuso, dessere stato assalito dai briganti. Da allora non aveva pi affrontato
largomento,
chiudendosi
in
una
silenziosa
inquietudine. Mentre Bianca, dal canto suo, sentiva crescere dentro di s un rimorso difficile da
confessare.
Trovandolo apparentemente quieto, gli rivolse un gesto premuroso come se lalterco di poco
prima fosse stato dimenticato. Aveva notato che bastava un nonnulla per aizzarlo, perci si era abituata
a dissimulare.
Mi hai fatta chiamare?, esord con il tono di chi si rivolge a un bambino.
Angelo stava seduto allo scrittoio, immerso nella lettura di un volume illustrato con grandi
mappe. Ho bisogno di te, rispose, porgendole un foglio di carta bambagina.
Di cosa si tratta?, chiese lei, esaminandolo. Unaltra lettera?.
Il cugino annu. Appena giunta da Famagosta. La sua voce
aveva il tono della ripicca. Rammenti che intendevo approfondire la questione?
Quella delle sette decine di saggi, s. Anche se credevo che ormai.
Leggi, ti prego.
Bianca lo assecond, consultando il testo in un crescendo di stupore. Dunque si tratta di
perle, concluse.
Perle del Malabar, ti rendi conto?, sottoline lui, con enfasi.
Undici once e mezza!.
Lei scosse il capo. Milleseicento carati di Cipro, se pesati a Firenze, darebbero unoncia in
meno.
Angelo sollev le mani con noncuranza. Rappresenterebbe comunque un valore ingente.
Immenso, a onor del vero, gli concesse la donna, senza alcun bisogno di mascherare il
proprio interesse. Aveva sempre amato le gemme, al punto che saper mercanteggiare in turchesi, zaffiri
e margarit  come chiamavano le perle gli antichi  era stata la prima materia dinsegnamento dello
zio. Intuendo quindi dove volesse arrivare il cugino, continu: Nella missiva che mi facesti leggere il
mese scorso, se ben ricordo, messer Balduccio alludeva
a
quarantacinquemila
bisanti
bianchi,
cio
settemilacinquecento fiorini. Ma solo se ci si limita alle convenzioni di Famagosta. A Firenze,
invece, quelle perle raggiungerebbero quasi il triplo del valore, ovvero una somma compresa tra i
diciassettemila e i ventiduemila fiorini.
Angelo ne rimase assai impressionato. Pur con la riduzione di peso a cui hai accennato?
S, se consideri che le perle smaltate e quelle superiori ai trenta carati raggiungono prezzi
altissimi. E secondo lelenco riportato nella lettera, in questo scrigno ne sarebbe presente una cospicua
quantit.
Per tutta risposta, lui si alz battendo i palmi sulle pagine del volume. Immagina se la nostra
famiglia disponesse di una simile fortuna!.
Potresti risollevare il banco senza sforzo, disse lei, con una nota di disincanto. Ma a quanto
mi risulta, stiamo parlando del carico di una nave scomparsa.
E anche della causa per cui mio padre  stato ucciso, aggiunse Angelo, gravoso.
Bianca cerc di decifrare la sua espressione. Dun tratto la fronte si era aggrottata, accentuando
lombra delle occhiaie.
Quindi, indag circospetta, continui a prestare fede alla versione di Tigrinus.
Perch non dovrei?, ribatt lui. Lhai ammesso tu stessa, si tratta di una cifra
impressionante. Chiunque, se ne fosse stato privato, avrebbe tentato di rifarsi con la compagnia presso
cui laveva assicurata.
Suo malgrado, la cugina nutriva gli stessi sospetti. Troppi elementi discordavano nel delitto di
Santa Trnita, a partire dal fatto che suo zio fosse sceso da solo nella cripta, dovera stato ucciso. La
cosa non aveva alcun senso. La donna per non aveva smesso di detestare con tutte le sue forze lo
sfrontato Tigrinus, e bramava ardentemente ritrovarselo davanti per fargli sputare la verit sotto le
percosse di Faleno. Torn a scrutare Angelo, cerando dindovinare quali immagini prendessero forma
davanti alle sue pupille assorte. Saresti in ogni caso costretto a dar la caccia alle chimere, lo avvert,
restituendogli la missiva di Nikolaos. Stando a questa lettera, la galea che custodiva a bordo lo scrigno
di perle era diretta a Venezia, dove il carico sarebbe stato scaricato e trasportato via terra fino a Firenze.
Peccato che la galea in questione non sia mai giunta allapprodo.
Questa  solo una supposizione, la contraddisse Bruni, quasi aggressivo.
Cosa intendi dire?
Non abbiamo prove che quella galea sia andata perduta. E se invece il contenuto della sua
stiva fosse stato correttamente scaricato a Venezia, ma smarrito durante il viaggio via terra?
In quale modo?
Forse, ipotizz lui, per colpa dei predoni.
E se invece i colpevoli fossero i pirati?, obiett Bianca. Sai bene che le fuste ottomane si
spingono dal Bosforo fin quasi ad Aquileia.  assai pi plausibile che sia andata cos.
Angelo per non lascoltava pi. Aveva preso a camminare avanti e indietro per lo studio,
scompigliandosi con le dita grassocce i riccioli da cherubino. Ah!, esclam dun tratto.
Se solo avessi uno straccio di prova su cui indagare!.
Lei a quel punto non pot pi trattenersi. Anche se fosse?, lo pungol con asprezza. Ti
metteresti in viaggio per recuperare quelle perle?
Incaricherei qualcuno, le rispose con prontezza. Un viaggiatore esperto, come Marco Polo.
Se un veneziano trovasse un simile tesoro, rise la donna, non tornerebbe certo indietro per
consegnartelo.
Ti fai beffe di me?, avvamp il cugino.
No davvero, lo rabbon lei, osservando le mani di Angelo che si serravano a pugno. Gir
intorno allo scrittoio, prendendo le dovute distanze. Davanti a lei cera un taglierino affilato di cui
avrebbe
potuto
servirsi
nel
caso
il
cugino
avesse
improvvisamente dato di matto. Poi per not un oggetto allapparenza assai pi utile. Anzi,
e impugn la missiva giunta da Famagosta, sono rimasta talmente persuasa dai tuoi argomenti che
forse ho trovato una pista su cui varrebbe la pena indagare.
Ovvero?, sobbalz lui.
Le labbra della donna si arricciarono in un sorriso enigmatico.
La lettera ricevuta da questo Nikolaos. Non te ne rendi conto?
Gi di per s rappresenta un dettaglio importante.
25
Selve di Marsciano
Appostato dietro il tronco di un albero, Tigrinus osservava il sentiero che correva sotto le fronde
del bosco, spingendo lo sguardo tra colline, roveti e infinite sfumature di verde.
Indossava un corsaletto di cuoio e una cappa color vinaccia tenuta aperta sui fianchi, in modo
da lasciar libera limpugnatura della daga e una faretra da cintura. Nascosti nei dintorni cerano anche i
suoi masnadieri, alcuni tra i cespugli e altri  i pi abili con larco  appollaiati sui rami.
Aspettava da prima dellalba e ormai iniziava a chiedersi se il carro con padre Lionardo sarebbe
passato per quel punto dopo limbrunire. La qual cosa avrebbe rappresentato un problema, dipendendo
la riuscita del piano soprattutto dai tiratori. Tigrinus per era fiducioso. Non reputava il monaco
girovago tanto incauto da avventurarsi per la macchia nelle ore buie, bench scortato da uomini di
spada. E considerato che, sullitinerario per Orvieto, la foresteria successiva distava circa mezza
giornata di viaggio, non poteva mancare molto.
Cerc conferma mandando un segnale a un giovane di vedetta su unalta quercia. Il compare
tuttavia rispose scuotendo il capo, per poi rimettersi a scrutare verso nord.
Il ladro sbuff. Dopo pi di due settimane tra selve e spelonche non vedeva lora di tornare ai
suoi vicoli ombrosi, nella speranza che Cosimo de Medici non pretendesse altro da lui.
Allimprovviso si ud un fischio, poi altri due provenienti da alberi diversi. Era giunto il
momento, pens Tigrinus. Afferr larco appoggiato al tronco e tese lorecchio finch non percep un
lontano rollare.
Il carro spunt dalla sommit di un declivio, tra una cornice di
foglie indorate dal sole. Era interamente coperto, un carapace di legno trainato da una coppia di
giumente. Lo precedevano tre armigeri a cavallo muniti di scudo e mantello. Se il resoconto di Bilia
fosse stato veritiero, presto ne sarebbero spuntati altri due dalle retrovie. Tigrinus avvert un brivido di
eccitazione lungo la schiena. Non aveva mai affrontato dei soldati in armatura, e per la prima volta da
quando aveva accettato di rapire padre Lionardo, consider leventualit di poterne anche non uscire
vivo.
Guard intorno a s per sincerarsi che i masnadieri si preparassero allattacco, quindi sfil una
freccia dalla faretra, ne intinse la punta in un vaso di pece e lavvicin a una lanterna cieca. Gli uomini
al suo comando fecero altrettanto, riservandosi di accendere il fuoco soltanto allultimo, tutti insieme,
per evitare che il bagliore rivelasse la loro presenza ai viaggiatori.
Nel frattempo il carro si avvicinava con un pigro ballonzolare. Il ladro si sporse quel tanto da
poter verificare se il furfantello inviato in perlustrazione avesse sistemato i sacchi di polvere come
ordinato, ovvero allaltezza delle ruote. Un attimo di esitazione e li individu, o almeno cos credette.
Erano stati incastrati sotto gli angoli del telaio, accanto agli assi, mimetizzati tra blocchi di fango e
sporcizia. Soltanto chi fosse stato consapevole della loro presenza avrebbe potuto accorgersene.
Adesso restava da augurarsi che la polvere nera funzionasse.
Tigrinus fug ogni incertezza e lanci il segnale prestabilito, accendendo la punta della sua
freccia. Non ebbe bisogno di verificare che gli altri facessero altrettanto. Un batter di ciglio e un guizzo
di saette incendiarie piovve dagli alberi, andando a trafiggere la base del carro.
Si lev un nitrito, poi il grido dallarme di un cavaliere.
Infine le fiamme avvolsero i sacchi di polvere, alimentando uno sfrigolare che divamp in un
violentissimo bagliore scarlatto. Le ruote si trasformarono in girandole di fuoco, fiori infernali che una
deflagrazione improvvisa divelse dai perni, facendo
incrinare la vettura di sghimbescio.
La reazione istintiva dei cavalieri fu di ammansire le giumente, lasciando ai masnadieri il tempo
di balzare allo scoperto e circondarli.
Non tutti per si lasciarono cogliere impreparati. Larmigero in testa alla spedizione, un colosso
con larmatura a piastre, inforc una balestra dallarco di ferro e scagli un dardo contro uno degli
assalitori.
Tigrinus lanci un grido. Nella sua mente limboscata avrebbe dovuto concludersi senza
vittime. Ora tuttavia era impossibile evitare lo scontro. Prima che potesse decidere come agire, due
masnadieri nascosti tra i rami iniziarono a prendere di mira gli uomini di Bessarione, gi intenti a
scagliarsi contro i bersagli visibili.
Gettandosi a testa bassa in mezzo alla mischia, il ladro raggiunse il carro avvolto in una cortina
di fumo e conficc la daga nella fessura dello sportello per forzarne lapertura. Non fece in tempo a
udire lo schianto del legno che il battente si apr, vomitando allesterno un frate armato di spada.
Tigrinus evit un fendente e colp daffondo, accorgendosi con stupore di non aver trafitto la carne. Nel
punto in cui aveva lacerato il saio sintravedeva una maglia di ferro.
Falsi frati!, allert i compagni, difendendosi da un nuovo assalto. Ruzzol di lato per evitare
il corpo a corpo e, rialzandosi di scatto, sbatt il pomolo della daga sulla nuca del nemico.
Nel frattempo altri due frati erano usciti dalla vettura, armati di spade e brocchieri. Il ladro li
attir verso gli alberi per esporli alle frecce dei suoi arcieri, dopodich eluse un attacco del cavaliere
con la balestra nascondendosi dietro il fumo.
La mischia si spostava velocemente verso la macchia. I cavalieri, smontati di sella, si erano
radunati in gruppo per opporsi ai masnadieri che ripiegavano in fretta verso i cespugli.
Tigrinus ne approfitt per tornare al carro, sbirci allinterno e vide un vecchio rannicchiato in
un angolo, tremante come una
foglia. Indossava la tonaca nera dei monaci benedettini e teneva stretto al petto un grosso codice
rilegato in pelle.
Eccolo, pens il ladro, mentre lafferrava per un braccio.
Lasciatemi, lasciatemi!, si oppose il religioso.
Ma Tigrinus laveva gi trascinato allesterno. Gli fece scivolare la lingua di bue sotto il mento
per indurlo al silenzio, dopodich lo costrinse a salire in groppa al primo cavallo che trov nelle
vicinanze. Prima di salire a sua volta.
E senza pi curarsi dello scontro, batt i calcagni nelle staffe e fugg a briglia sciolta.
26
Bianca non silludeva certo di poter trovare la nave perduta, n tantomeno le perle del Malabar.
Sperava per che assecondando Angelo lavrebbe aiutato a liberarsi sia dei suoi turbamenti, sia, col
tempo, della fissazione per il tesoro. Approfittando delloccasione, contava inoltre di scoprire la verit
sul conto di Tigrinus e sulla morte di Giannotto. Non era cos paziente da attendere che Faleno
acciuffasse il ladro, soprattutto ora che disponeva finalmente di un ottimo pretesto per far luce sulla
vicenda.
La lettera di Nikolaos.
Leggerla aveva suscitato in lei un sospetto.
Ma per saperne di pi avrebbe dovuto consultare padre Montano.
Dopo laggressione subta dal cugino, Bianca aveva interrotto i suoi rapporti con il confessore.
Il solo pensiero di dichiararsi responsabile di quella disavventura la riempiva di vergogna.
Figurarsi ammetterlo davanti a un uomo di Dio.
Adesso per non vedeva altra scelta. Dopo lora del desinare aveva quindi rotto gli indugi e si
era recata in compagnia di una fantesca allabbazia di Santa Trnita.
Il soffitto della navata maggiore laccolse con le sue geometrie ariose, unarmonia di volte e
ogive che resero ancor pi gravoso, per effetto di contrasto, lo stato danimo di Bianca. Lei trov
comunque la forza di avanzare e, ordinato alla fantesca di attenderla allingresso, prosegu verso il
pulpito per chiedere di padre Montano.
Il religioso la raggiunse quasi subito. Sembrava ancor pi magro di quanto la donna
rammentasse, una figura dalle spalle ossute e il volto dasceta insensibile ai patimenti terreni. Le iridi
tradivano daltronde un rovello segreto verso cui Bianca aveva sempre provato attrazione. Era
stato proprio quello a indurla fin dalla giovane et a scegliere il monaco come suo confessore.
Padre Montano per era stato anche amico di messer Giannotto Bruni. Ed era quel particolare,
al momento, a interessarla pi di ogni altra cosa.
Lui la salut con un piglio di rimprovero.  da molto che non venite a trovarmi.
Sono trascorsi circa due mesi, ammise lei. Ma dopo quel che  successo ad Angelo.
Ho saputo. Quale terribile sventura.
Bianca evit di scendere nei particolari. Il nostro ultimo colloquio risale a.
Alla morte di messer Giannotto, complet il monaco, lapidario.
Vi cercai la settimana successiva, ma non mi fu concesso dincontrarvi.
Padre Montano emise un sospiro. Fui costretto a letto da una tediosa infermit, e fece strada
verso una fila di inginocchiatoi.
Ma ora dite, madonna, siete qui per ricevere il sacramento della confessione?.
Lei esit a seguirlo. In verit avrei alcune domande da rivolgervi.
Il monaco la fiss stranito. Vi ascolto.
La donna rimase immobile a contemplare quel volto legnoso.
Un volto quasi piacevole, se non fosse stato scavato da decenni di sacrificio. Cera stato un
tempo in cui lei aveva creduto di esserne addirittura innamorata, finch non si era resa conto di
desiderare non luomo, bens il suo carattere inflessibile. Not dun tratto che padre Montano aveva
appoggiato una mano su una panca e accolse linvito, sedendosi. Per molti anni, inizi,
siete stato confidente del mio caro zio e in pi di unoccasione gli raccomandaste delle persone
in grado di aiutarlo nei suoi uffici. Lui me ne parlava spesso, sapete?, e ogni volta non
mancava di ringraziare la Provvidenza per avergli donato un consigliere tanto saggio ed
egualmente discreto.
Il monaco reag al complimento con un gesto riluttante. Vostro zio aveva bisogno di gente
avvezza al mondo della mercatura, capace di viaggiare e di far di conto. Fui lieto di mettere al suo
servizio le mie esperienze.
Una volta, seguit lei, mi disse che portaste a termine il vostro noviziato vicino al mare,
presso la citt di Livorno.
Lui annu. Consacrai la mia vita a Dio entrando nellOrdine dei gesuati, presso il santuario di
Montenero. Fu proprio l che conobbi una moltitudine di monaci erranti, navigatori e mercanti dogni
sorta. La vita da frate mi avvicinava inevitabilmente al popolo, al fermento dei porti e delle strade. Col
tempo per mi resi conto che quellaffascinate babele metteva a dura prova il mio spirito
contemplativo, dunque presi la decisione di ritirarmi nella quiete del claustro, abbracciando la regola
dei monaci di Vallombrosa. Ora per ditemi cosa suscita in voi un simile interessamento?.
Prima di rispondere, Bianca mise in ordine i pensieri. Non poteva certo essere vaga come aveva
fatto con il cugino, ma neppure esporre le proprie supposizioni senza seguire un filo logico. Il ricordo
 assai confuso, confess, ma sono persuasa di non ingannarmi. Sbaglio, o tra le persone che
raccomandaste a mio zio vi fu pure un tal Balduccio Landini?.
La curiosit del religioso divenne quasi palpabile. Rammentate bene, figliola. E mi
compiaccio. Ignoravo che messer Giannotto si confidasse a tal punto con voi.
Lavrebbe fatto con Angelo, se soltanto si fosse degnato dascoltarlo.
A esser franchi credo sia stato per un altro motivo: la vostra dolcezza, madonna. Era un
balsamo per lindole collerica di vostro zio.
Di dolcezza, in me, ce n assai poca, si scherm lei.
Eppure io la colgo.
Parlavamo di messer Balduccio, insistette.
Lo sguardo di padre Montano si fece penetrante. Si pu sapere perch vi interessa tanto
quelluomo?
Gestisce una filiale dei Bruni presso Famagosta. O almeno la gestiva fino a qualche mese fa.
Di recente Angelo si  rivolto a lui per ottenere dei chiarimenti su una certa questione, ma al suo a
posto gli ha risposto un socio di nome Nikolaos.
In altre parole, argu il monaco, dubitate dellaffidabilit di messer Balduccio.
Bianca annu. Il fatto che non abbia risposto di persona ad Angelo mi ha insospettita, s. Cos
ho pensato di chiedere allunica persona che lo conosce: voi.
Il religioso rivolse i palmi verso lalto, a sottintendere di non avere granch da raccontare. Era
impossibile decifrare la sua espressione. Prima di lavorare per vostro zio, esord,
Balduccio era un frate trinitario, ovvero una di quelle anime pie che si adoperano anima e
corpo per il riscatto dei cristiani catturati dai turchi. Pirati turchi, nello specifico. Faceva base a
Livorno insieme a un pugno di confratelli e spesso chiedeva aiuto ai gesuati per ottenere cibo e
ospitalit. Avrete capito, pertanto, che quando lo conobbi risiedevo ancora a Montenero.
Mi parve da subito un uomo capace, assai ardito e innamorato del mare. Ed ecco perch molti
anni dopo, giuntami notizia che aveva lasciato la compagnia dei trinitari, lo raccomandai a Giannotto
Bruni. Il loro incontro avvenne grazie alla mia mediazione.
La donna non era ancora soddisfatta. Come riuscivate a mantenere i rapporti con lui dopo tanto
tempo? Ormai non eravate pi un gesuato, n risiedevate a Livorno.
Ancor prima di lasciare i trinitari, messer Balduccio si era trasferito a Firenze. Aveva trovato
asilo presso gli agostiniani di Santo Spirito.
Ah, mormor lei.
Padre Montano la scrut in tralice. Mi sembrate delusa.
Bianca si alz dalla panca. Speravo di scoprire di pi.
Riguardo a cosa?.
Lei fu tentata dandarsene. Lidea daver preso un abbaglio non lamareggiava quanto far la
parte dellingenua. Possibile, tuttavia, che si fosse ingannata a tal punto? Ripens al motivo che laveva
portata fin l, a un concatenarsi di eventi troppo assurdi perch potesse trattarsi di coincidenze, e, a
costo di contraddire il monaco, rispose: Sospetto che quelluomo possa aver ingannato mio zio.
Avete delle prove?, chiese Montano senza scomporsi.
Bianca gli si mise di fronte a braccia conserte. Sul chiudersi dellanno scorso Balduccio
Landini assicur un carico destinato a Firenze senza informare Giannotto sul suo contenuto. Come vi
anticipavo pocanzi, Angelo ha dovuto scrivergli di suo pugno per ottenere spiegazioni, scoprendo cos
che si trattava di perle.
Ancora oggi, per, ci sfugge il nome del proprietario che le ha assicurate.
Il monaco apparve perplesso. Ormai, obiett, a quale pro scavare nel passato? Il povero
Giannotto  morto.
Per lappunto, ribatt lei.
Non starete per caso insinuando.
La sua morte  stata alquanto strana, dovete ammetterlo.
Una disgrazia, madonna.
Sar pur vero, continu Bianca, ritrovando la sua tempra.
Daltro canto continuo a chiedermi perch egli sia sceso da solo nella cripta di Santa Trnita.
Non sarebbe stato pi logico se fosse stato in compagnia di qualcuno?
Era insieme al suo assassino, in effetti.
Un uomo vestito di nero, con la faccia imbrattata di pece
figurarsi! Il ladro doveva trovarsi laggi ben prima di mio zio, magari per rubare.
Tutto ci cosa centrerebbe con messer Balduccio?.
Bianca decise di non fare riferimento alla testimonianza di Tigrinus. E se mio zio si fosse
recato nella cripta per discutere
con colui che aveva assicurato il carico di perle tramite i servizi di Balduccio? Ho ragione di
credere, infatti, che quelle perle non siano mai giunte a destinazione.
Una ricostruzione alquanto azzardata.
Angelo non  della vostra stessa opinione.
Padre Montano si concesse un sorrisetto. Conosciamo entrambi lindole sognatrice di vostro
cugino.
Lei trattenne un moto di collera. Come aveva temuto, era bastato esporre i suoi ragionamenti a
voce alta per vederli squagliare come neve al sole. Eppure non si era inventata tutto, sapeva di essere
nel giusto. C unultima questione, aggiunse.
Ovvero?, la invit il monaco.
Per accedere alle cripte di Santa Trnita serve il permesso dei monaci, dico bene?
Corrisponde al vero, s. Le cripte contengono degli oggetti preziosi, tra cui delle sacre reliquie
che vanno custodite gelosamente.
Quindi mio zio deve aver per forza chiesto licenza a uno dei vostri confratelli per scendere fin
laggi.
Si sar rivolto al monaco di guardia, suppongo.
Bianca sorrise vittoriosa. Dunque quel monaco potrebbe confermare se Giannotto era solo
oppure no, siete daccordo?
Dovrei prima scoprire di chi si tratta, rispose padre Montano.
Lincarico di sorvegliare le cripte non  assegnato sempre alla stessa persona.
Mi state dicendo che posso contare sul vostro aiuto?, volle sincerarsi la donna.
Il religioso si guard intorno, quasi temesse di essere spiato, e abbozz un cenno affermativo.
Tornate fra un paio di giorni e avr una risposta, promise. Ma non illudetevi.
Non  nella mia natura, comment Bianca, piena di gratitudine. Prese congedo e fece per
allontanarsi.
Aspettate,
la
trattenne
Montano.
Non
desiderate
confessarvi?.
Lei scosse il capo. Con rammarico, preferisco rimandare.
Perch?, indag lui, contrariato. Qualcosa vi trattiene dal farlo?.
La donna si volt per nascondere il rossore. Ve ne parler al nostro prossimo incontro, disse
con un bisbiglio. Avete la mia parola.
27
Il monaco sedeva accanto al fuoco con il libro stretto in grembo, circondato dal buio della selva.
Tigrinus gli stava di fronte con il volto nascosto sotto il cappuccio, attento a cogliere ogni rumore
intorno a s. Non aveva idea di dove si trovasse. Durante la fuga aveva solo cercato di allontanarsi il
pi in fretta possibile dal luogo dello scontro, nella speranza di far perdere le proprie tracce, e ora
temeva dessere braccato dagli uomini di Bessarione. Non serviva unimmaginazione fervida per
figurarsi quegli armigeri sbucare tra gli arbusti con le spade sguainate, ma non sarebbe andata meglio
se al loro posto fossero sbucati i masnadieri. Il ladro li aveva traditi, usandoli come diversivo per
dileguarsi. Nel caso li avesse incontrati di nuovo, sarebbe incorso nella loro vendetta.
A dispetto della paura mostrata nel frangente in cui era stato rapito, Lionardo da Pistoia pareva
indifferente alla situazione. Se ne stava rannicchiato davanti alle fiamme senza mostrare alcun segno di
ostilit. Una barba grigia e fluente gli saliva fino alle guance, enfatizzando il taglio di due occhi pi
astuti che saggi.
Tigrinus continu a fissarli finch non ne fu innervosito. Allora raccolse un rametto da terra e
indic il volume. Cosa c scritto l dentro?
Nulla, rispose il monaco.
Tenetevi pure i vostri segreti, sbuff il ladro. Non  a me che interessano.
Ma a Cosimo de Medici s, ribatt padre Lionardo con tono mordace. Non  forse da sua
signoria che avete lordine di portarmi?.
Tigrinus cerc di nascondere la sorpresa. Tutti in quel gioco sembravano saperne pi di lui. Us
il rametto per tracciare dei
piccoli solchi sulla terra. Se usciremo vivi da questi boschi, rispose laconico.
Il vecchio ridacchi con sprezzo. Dopo essermi imbattuto nelle linci e nei lupi dei Balcani non
temo pi nulla.
Non  alle fiere che alludo.
Cos dicendo, il ladro torn a scrutarlo. Quelluomo doveva essere di carattere fiero, oltre che
accorto. Se non fosse stato per la tonaca monacale, sarebbe potuto passare per un veterano del mare o
un ramingo giunto da lontano. Uno di quegli spiriti inquieti che parevano usciti dalle leggende degli
argonauti.
La risata di padre Lionardo si prolung, assumendo un tono quasi burlesco. Siete diverso da
come mi aspettavo, disse dun tratto.
Cosa intendete?
Che i mercenari, di norma, non sono curiosi.
Io invece lo sarei?.
Il monaco sollev il libro. Fate di tutto per non fissarlo, e ci vi tradisce.
Tigrinus riprese a tracciare solchi nel terreno. Non sono un mercenario.
E allora chi siete?, insistette il vecchio. Tenete quel ramoscello come se fosse un calamo.
Scommetto che sapete leggere e scrivere.
Chi sono io non vi deve importare.
Sta bene, messere. Per sembrate abbastanza acuto da far conversazione. Pertanto lasciatevelo
dire: state commettendo un errore.
Lerrore  stato illudermi che sareste rimasto in silenzio. Il ladro gett il pezzo di legno nel
fuoco e accarezz limpugnatura della cinquedea. Ma posso sempre rimediare, legandovi a un tronco
con la bocca imbavagliata.
Non consegnatemi al Medici, sibil il monaco. La Tavola di Smeraldo  troppo preziosa per
finire nelle sue mani.
Finalmente la sua voce tradiva una punta di disperazione, e
anche di rabbia.
Quale smeraldo?, lo provoc Tigrinus. Io vedo soltanto una legatura di cuoio.
Padre Lionardo alz il mento inorgoglito. Dietro il nome della gemma si cela un segreto
impronunciabile.
Si tratta forse di un simbolo?
Simbolo, ripet con enfasi il monaco. Ecco una parola che a un semplice armigero non
verrebbe mai in mente.
Il ladro ne aveva abbastanza di sentirsi studiato, doveva far tacere quel vecchio a tutti i costi. Si
alz di scatto e, abbassando il cappuccio, si guard intorno per cercare una corda per legarlo e un pezzo
di stoffa da usare come bavaglio.
Bont divina, non  possibile!, strepit a quel punto Lionardo da Pistoia.
Cosa vi piglia?, sobbalz il rapitore.
Il prigioniero gli si avvicin con la bocca spalancata, tutto tremante, quasi avesse appena
assistito a un miracolo. Non  possibile, continuava. Non  possibile.
Si pu sapere cosa andate blaterando?
Non  possibile.
Al limite della pazienza, Tigrinus lafferr per le spalle e lo scosse con tanta violenza da fargli
cadere il libro. Insomma, esclam, ditemi cosa diavolo succede!.
Le striature dei vostri capelli, rispose allora il monaco.
Sono Oh, Signore mio, sono le stesse! Sono identiche alle sue!.
Il ladro non credeva alle proprie orecchie. Fio ad allora non aveva mai incontrato nessuno che
gli somigliasse lontanamente, al punto di esser giunto a considerare i solchi bianchi tra le sue ciocche
corvine un segno non solo di unicit, ma anche di una maledizione legata forse al suo passato. Si
allontan dal vecchio con gli occhi sbarrati. Di chi state parlando?
Lui Lui, balbett Lionardo da Pistoia, colto da un improvviso senso di riverenza.
Labate nero!.
Tigrinus ripet tra s quel nome misterioso, chiedendosi se in qualche modo gli risultasse
familiare. Nulla, tuttavia, affior dalle nebbie dei suoi ricordi per giungergli in soccorso. Si prepar
dunque a interrogare il vecchio, quando la sua attenzione ricadde sul libro che, finito a terra, si era
aperto a met e offriva alla luce del fuoco i suoi segreti.
Il ladro lo osserv solo un istante.
E ci che vide lo fece trasalire.
28
Piazza Santo Spirito
Aspettate, aspettate!, vociava la fantesca, rincorrendo la padrona con le gonne sollevate.
Dieci passi pi avanti, Bianca attraversava la piazza tra nugoli di passanti, senza curarsi di dar
spettacolo. Tuttintorno, bancarelle, botteghe e schiere di edifici delimitavano lenorme spazio
rettangolare, dominato in direzione dellArno dallantico convento di Santo Spirito. La donna prosegu
finch non giunse davanti al portale, per poi osservare la fabbrica di un nuovo tempio che veniva eretto
proprio accanto al vecchio. Era abituata a quella vista da quando aveva dodici anni, allepoca in cui era
stata deposta la prima colonna. Bench i seguaci del Brunelleschi asserissero di voler realizzare un
progetto ispirato alle forme dei Santi Apostoli, ancora non si scorgeva il perimetro delle mura.
Dun tratto avvert alle spalle la voce trafelata della fantesca.
Era tardi, le stava dicendo. Sarebbero dovute rincasare al pi presto o messer Angelo si sarebbe
preoccupato.
Per tutta risposta, la donna le ordin di aspettare l dovera e varc la soglia del convento.
Linterno di Santo Spirito era molto diverso dallabbazia dei monaci vallombrosani. Cupo e
dalle forme severe, era rischiarato da fiammelle che parevano violare un fremito di devozione
ancestrale. Senza quasi accorgersene, Bianca si sent regredire ai tempi in cui quella chiesa era dedicata
a Ognissanti. Tempi in cui Firenze stava appena uscendo dalla crisalide delle sue mura di cinta.
Chiedo venia, disse al primo frate agostiniano in cui simbatt. Sono in cerca dinformazioni
su un uomo che trov
asilo in questa chiesa molti anni or sono.
Sar difficile, ribatt il religioso, alzando le sopracciglia.
Qui sono in molti i pellegrini di passaggio.
Non si tratta di un comune pellegrino, precis Bianca, ma di un frate trinitario giunto da
Livorno.
Be, allora  un altro discorso, disse lagostiniano, gi pi accondiscendente. Sempre che
disponiate del nome,  ovvio.
Certo che dispongo del nome, rispose la donna, fiduciosa.
Messer Balduccio Landini.
29
Tigrinus raccolse il libro da terra e lo sfogli con le dita tremanti, avvicinandosi al fuoco per
fugare lincredulit. Le pagine erano completamente bianche. Le pass al vaglio a una a una, cercando
la minima traccia dinchiostro, che fosse parola o illustrazione, ma in breve dovette arrendersi
allevidenza. Quel volume era di cartapecora vergine, mai toccata dalla punta di un calamo.
In uno slancio di frustrazione, lo gett ai piedi del monaco.
Cosa significa?.
Lionardo da Pistoia era tornato impassibile, al limite del sarcastico. Pensavate sul serio che
labate nero mi inviasse in queste terre con la copia autentica?
Ancora quellabate! Chi mai sarebbe?
Il custode della Tavola di Smeraldo, si limit a rispondergli.
Per saperne di pi dovrete trovarlo e interrogarlo di persona.
Mimporta un fico secco di quelluomo.
Invece dovrebbe, dal momento che i vostri capelli.
S, s, i miei capelli, mormor il ladro, alzando gli occhi verso il cielo stellato. Proprio lui,
avvezzo a farsi beffe di chicchessia, si sentiva defraudato al pari dellultimo degli sciocchi. A bruciargli
tuttavia era la facilit con cui si era illuso dellesistenza di un individuo che fosse a conoscenza delle
sue origini.
Forse intuendo i suoi pensieri, il monaco scosse il capo. Giuro sulla croce, esclam, mentre
stringeva il rosario che portava appeso al collo. Giuro, ogni parola uscita dalla mia bocca  veritiera.
Tigrinus, sempre aggrappato al proprio scetticismo, indic il volume. Allora perch
questimbroglio?
Perch labate nero sapeva che Cosimo avrebbe tentato dimpossessarsi del libro. Conosce la
sua brama, e si  servito della complicit del cardinal Bessarione per aizzarla. Se un giorno dovesse mai
decidersi a concedergli la Tavola di Smeraldo, lo far soltanto a determinate condizioni.
Oh, la vedete semplice, motteggi il ladro. Vi siete almeno preso la briga di immaginare
cosa ne sarebbe di noi, se ci presentassimo al signore di Firenze con un libro dalle pagine vuote?.
Il vecchio torn a sedersi accanto al fuoco. Noi siamo protetti.
 evidente che non conoscete bene sua signoria.
Tuttaltro, lo contraddisse padre Lionardo. Lo conosco molto meglio di quanto voi
conosciate voi stesso. O forse non vi siete ancora chiesto perch messer Cosimo abbia scelto proprio
voi per rapirmi?. Dietro il rosseggiare delle fiamme, le sue palpebre si strinsero fino a trasformarsi in
due fessure nere.
Suvvia, rivelatemi il vostro nome.
Non ne ho memoria, si adombr il brigante.
Com possibile?, insistette il monaco.
Il ladro strinse i pugni. Parlare delle proprie origini gli faceva male, al punto che nemmeno
allamata suor Assunta era permesso rivolgergli certe domande. Confessare di provenire dal nulla, di
essere stato abbandonato dai genitori, lo riportava alle notti infelici della sua infanzia. Il tono
enigmatico di padre Lionardo sembrava per andare oltre la curiosit, quasi scaturisse dallincanto di
chi insegue una leggenda. E neppure lassassino pi feroce, se ne avesse riconosciuto la schiettezza,
avrebbe potuto ignorare una simile forma di fascinazione. Non conservo ricordi del mio passato, n
tantomeno dei miei natali, ammise, pur mantenendosi scontroso. Quandero ragazzo mi fu dato un
nome, ovviamente, per io non lo sentii mai parte di me e lo rinnegai. Per chiunque desideri
appellarmi, mi chiamo dunque Tigrinus.
Per via delle vostre ciocche bianche, annu il vecchio,
indicandogli il capo. Dun tratto appariva sereno, in preda alla meraviglia. Tutto coincide,
rivel. Siete colui di cui mi parl labate nero.
Tigrinus ghign incredulo. Ah, ci mancava una profezia.
Ascoltatemi!, simpose padre Lionardo. Un uomo di circa ventitr anni, con i capelli neri
striati di bianco e un passato oscuro. Un uomo cresciuto come un orfano in terra forestiera.
Labate mi predisse con chiarezza che, se fosse stato ancora in vita, il Medici avrebbe mandato
proprio lui.
E quelluomo dovrei essere io?, chiese il ladro, nello sforzo di non lasciarsi coinvolgere.
S, voi, rispose il vecchio, solenne. Lunico in diritto di reclamare la Tavola di Smeraldo.
30
Quando Bianca rincas, Angelo si trovava nella sala grande del palazzo, seduto a un desco
accanto al focolare. Stava divorando quel che restava di un arrosto di pernice, con lespressione
abbrutita di chi ristagna troppo a lungo nei cattivi pensieri.
Non hai udito le campane del vespro?, grugn, senza degnarla di uno sguardo.
Le ho udite, cugino.
Allora forse dovrei far battere la tua fantesca.
Non  colpa sua se ho tardato.
Lui persever a star chino sul piatto, le guance pasciute in continuo movimento. Masticava con
rabbia, quasi a voler macinare il malanimo sotto i denti. Stavo in pena, aggiunse.
Smetti di esserlo, lo ammon lei, avanzando con alterigia.
Smetti, ti dico, e concentrati su argomenti assai pi degni.
Aizzato da quelle parole, messer Bruni sollev finalmente le palpebre. Hai scoperto
qualcosa?.
Bianca gli mostr un foglio. Leggi.
Di cosa si tratta?
Una lettera. Lho avuta pocanzi dal priore degli agostiniani di Santo Spirito, dopo avergli
riferito quanto ho appreso sul conto di messer Balduccio dalla bocca di padre Montano da Bagnone.
Angelo rimase spaesato. Cosa centra il tuo confessore?
Padre Montano conosce Balduccio da molto tempo prima di tuo padre, spieg lei. Di questo
ero gi al corrente, dacch fu proprio lo zio Giannotto a raccontarmelo. Fino a oggi, per, ignoravo che
il nostro agente di Famagosta, prima di mettersi in affari con la famiglia Bruni, fosse un frate trinitario.
E che dopo essersi lasciato alle spalle quellordine di missionari avesse risieduto a Firenze, presso il
convento degli agostiniani. Non
appena lho scoperto, mi sono recata presso quello stesso convento con lintenzione di
approfondire la faccenda Ma mai avrei immaginato che bastasse nominare Balduccio per suscitare
un vespaio.
Il cugino prese un acquamanile dal centro del tavolo e se ne serv per sciacquare le dita lorde di
sugo, quindi le asciug sulle vesti e prese la lettera. Da dove proviene?, sinform, nel tentativo di
raccapezzarsi.
Come puoi constatare, rispose Bianca con un sorrisetto allusivo, fu scritta sette anni or sono
dal ministro generale dellOrdine dei trinitari e inviata a Firenze, allattenzione del priore di Santo
Spirito.
Dal ministro generale dei trinitari?, ripet sbalordito il cugino.
La donna annu. Suvvia, leggi, disse sibillina. O non tincuriosisce sapere di cosa parla?.
Angelo non pot che obbedire.
Venerabile padre,
giuntami notizia che il vostro convento offre asilo a un frate appartenuto all Ordo Sanct
Trinitatis, e accertatomi dellidentit di detto frate, ho ritenuto mio precipuo dovere mettervi in guardia
su di lui. Luomo che risponde al nome di Balduccio Landini da Volterra non lasci lOrdine dei
trinitari per difetto di vocazione, ma dopo aver compiuto crimini nequissimi di cui troppo tardi, e con
grande amarezza, fui messo al corrente.
Come vi sar noto, lOrdine a cui appartengo, e che modestissimamente dirigo con laiuto di
Dio, opera in mare per riscattare i captivi  cristiani finiti per sventura sotto il giogo del turco infedele. I
frati della Santa Trinit impegnano a tal fine la terza parte delle loro sostanze, derivate dalle donazioni
dei cuori pi generosi e finanche, in certi casi, dallintervento del santo padre. Non  insolito tuttavia,
qualora dovesse mancare il denaro, ottenere la liberazione dei prigionieri cristiani in cambio di schiavi
pagani, la qual cosa interessava sommamente allo scellerato Balduccio. Egli invero, facendo la spola
tra Livorno e Maiorca, traffic a lungo nel negozio di vite umane destinate alla Barberia, non per
riscattare i suoi fratelli in Cristo, bens per ricavarne un profitto personale.
In virt di tali parole, e persuaso del misericordioso intento a cui credeste
di ottemperare accogliendo Balduccio Landini nel vostro convento, vinduco a consegnare
senza indugio quellimpostore alle autorit dellEcclesia, poich egli  fuggiasco e si nasconde da mesi
per sottrarsi al giusto castigo che lo attende.
In nomine Patris et Filii et Spiritus sancti.
Pater Iohannes Tibaudus, ost. 
Angelo sollev lo sguardo, trasfigurato dallinquietudine. E
mio padre si sarebbe messo in affari con un uomo del genere?
Evidentemente era alloscuro del suo passato, suppose Bianca. Come padre Montano, del
resto.
Ne sei davvero sicura?.
La donna si rivolse al fuoco. Considerare leventualit che il suo confessore, un uomo santo e
inflessibile, avesse preso le difese di un individuo cos spregevole la faceva sentire in colpa. Ma a ben
vedere, cosa ne poteva sapere lei di eventi accaduti ai tempi in cui era ancora una bambina? Spesso le
persone compivano le azioni pi assurde per motivi misteriosi ma retti, e ci valeva soprattutto se si
trattava di monaci che operavano nel nome di Dio e che non si curavano di macchiare la loro
reputazione pur di compiere il bene. Daltro canto, Bianca disponeva delle certezze acquisite presso il
convento degli agostiniani. Il priore di Santo Spirito mi ha rivelato che il giorno stesso in cui fu
recapitata la lettera del ministro generale, messer Balduccio fugg. A suo avviso fu aiutato da un
complice, probabilmente un religioso, di cui non fu mai scoperto il nome.
Padre Montano?
Non ci sono prove, precis lei. Scrut il rosseggiare dei tizzoni, quasi potesse trovare una
risposta ai suoi quesiti. Forse padre Montano credette di agire a fin di bene, propose. Forse vedeva
in Balduccio un perseguitato, la vittima di uningiustizia, e lo raccomand allo zio Giannotto affinch
iniziasse una nuova vita a Cipro, lontano dai pericoli.
Giunti a questo punto, sbuff Angelo, il coinvolgimento di Montano da Bagnone
minteressa assai poco. Balduccio Landini
 una persona depravata e incline allimbroglio, tanto basta a diffidare del suo operato.
Ti riferisci allaffare delle perle?
Alla luce di quanto affermi, s, sono propenso a sospettare che quel tesoro non sia sparito in un
naufragio, o in seguito a un attacco dei pirati, ma a causa di un inganno ordito da quellinfame.
La cugina annu seriosa. Non  questo, tuttavia, il lato pi importante della vicenda. E
nemmeno la ragione per cui mi son presa la briga di scavare tanto a fondo.
Cosa mi sarebbe sfuggito?, chiese Angelo, alzandosi dal desco.
Bianca attese di averlo al fianco, poi si volt verso di lui. Il suo viso era rigato di lacrime. 
semplice, mormor. Hai trascurato leventualit che messer Balduccio sia implicato nella morte di
tuo padre.
31
Quartiere di Santa Croce
26 aprile
Il bordello del chiasso di Malacucina sincuneava in un dedalo di logge, botteghe e tabernacoli
estesi tra il battistero di San Giovanni e il mercato vecchio. Tigrinus lo raggiunse muovendo da via dei
Rigattieri e svoltando a nord dopo la torre dei Caponsacchi. Vagare per quelle strade gli era mancato,
cos come gli effluvi di farina, marciume e spezie orientali che continuavano ad aleggiare nellaria
dopo il tramonto. Fiutarli, quasi fossero tracce di una preda dai mille volti, risvegli in lui listinto
smarrito nei boschi di Marsciano.
Lionardo da Pistoia laveva a dir poco istupidito con i suoi vaneggiamenti sulla Tavola di
Smeraldo e sullabate nero, al punto che il ladro non sapeva capacitarsi daver conservato abbastanza
lucidit da riuscire a raggiungere Firenze senza farsi catturare. Lasciato il prigioniero in una spelonca al
limitare del contado, si era addentrato nella cerchia delle mura, alla ricerca dellunica persona in grado
di aiutarlo.
Certo, medit, avrebbe preferito un luogo dincontro pi appartato, ma non appena scorse le
lanterne sopra lingresso del postribolo avvert un fremere di eccitazione. Caco aveva scelto una delle
case di piacere pi accoglienti della citt.
Si tratt quindi di superare la prima guardia, il sorriso sghembo di un ruffiano alla porta, e
Tigrinus ud un risuonare di risate femminili che lo guidarono fino a unanticamera pervasa da profumi.
In altre occasioni sarebbe stato sopraffatto dal richiamo della lussuria. Adesso per aveva altro per la
testa, e la vista di meretrici discinte non gli provoc che un lieve languore, accompagnato da un insolito
senso di colpa.
Non era certo uomo da esami di coscienza, lui. A dispetto delleducazione impartitagli da
ragazzo, aveva sempre assecondato gli appetiti, nella convinzione che vivere tra peccatori fosse pi
stimolante che trascorrere leternit tra martiri, eunuchi e cori angelici.
Eppure quel pungolo non lo lasciava in pace, intensificandosi ogniqualvolta il ladro rispondeva
a un cenno dintesa o a un saluto lezioso. Era per via di monna Bianca, si disse piccato.
Inutile negarlo. Dal momento in cui se lera trovata di fronte non bramava altre che lei, e per
ironia della sorte il ricordo del suo carattere bizzoso la rendeva ancor pi desiderabile.
Per scacciare quellassillo accarezz il viso di una bionda dal seno dipinto, promettendole che
sarebbe presto tornato da lei. Poi and alla ricerca del nano.
Il bordello disponeva di diverse camere distribuite sui due piani di un edificio assai dignitoso,
propriet della famiglia Brunelleschi. I barbieri e i sarti non erano infatti gli unici, a Firenze, a
rimpinguare le loro saccocce grazie alle puttane.
Chiunque fosse abbastanza accorto da sbirciare oltre le apparenze, sapeva bene che i capi delle
corporazioni dei lenoni e i maggiori affittuari di postriboli erano i ricchi messeri che sedevano in prima
fila alle messe domenicali. Cosimo de
Medici compreso.
Uno scambio di parole con la tenutaria fu sufficiente perch Tigrinus trovasse la via per una
stanza decorata con drappi rossi, dominata da un letto dallalto schienale. In mezzo a un arcipelago di
cuscini e coltri spiegazzate, Caco se ne stava con la faccia sprofondata tra i seni di una donna dalle
forme giunoniche. Questa sospirava accarezzandogli i capelli, forse nel tentativo di farlo addormentare.
Il ladro si appoggi allo stipite dellingresso, le braccia conserte, in attesa che il compare lo
notasse.
Eccoti!, esclam il nano, dopo aver sollevato la testa per riprendere fiato. Iniziavo a temere
che non saresti giunto.
Nel frattempo ti sei fatto onore, motteggi Tigrinus.
Caco balz gi dal giaciglio e si avvolse in una coperta, assumendo laspetto di un senatore
dellantica Roma. Hai ancora la puttana orba alle calcagna?, chiese mentre spiava la sua espressione.
Il tuo messaggio non diceva molto.
Il ladro si limit a inarcare le sopracciglia. Mi serve un nascondiglio, disse, fugando
unocchiata speranzosa della Giunone di Firenze. Aspett che la donna uscisse dalla stanza, quindi
riprese: Un nascondiglio per una persona.
Tu ne hai a iosa, di rifugi, obiett il nano. A cosa ti servo io?
Ah, fai il difficile, lo rimbecc Tigrinus. Sei ancora offeso perch non ti ho coinvolto nella
mia ultima impresa?
Col fischio!, ghign Caco, tutto fiero. Mentre tu non ceri mi sono arricchito, non vedi? Ho
venduto un cavallo!.
Mi racconterai poi, lassecond. Dopo avermi aiutato a sbrigare la faccenda.
Faccenda di cui non so nulla. Sempre sospettoso, il piccolo uomo gli diede le spalle e orin in
un pitale. Perch dovrei aiutarti a nascondere qualcuno?.
Il ladro ignor la provocazione. Caco era permaloso, lunica via per riconquistarlo sarebbe stata
ladulazione. A dargli la caccia  una persona che mi conosce fin troppo bene, spieg, e che per
prima cosa setaccer tutti i luoghi in cui sono uso trovar riparo. Quella persona per non conosce te, n
le tue astuzie e le tue amicizie. Ecco perch il tuo contributo sarebbe oltremodo prezioso.
Ammesso che mi senta dindole caritatevole, continu il nano, sistemandosi la grottesca toga,
io cosa ci guadagno?
Son domande da fare a un amico?, sinnervos Tigrinus.
Frequentare i bordelli di lusso ti ha reso avido.
Non sono avido, si lagn laltro, ma semplicemente stufo di essere povero.
Be, non lo sarai per molto, lo consol Tigrinus, battendogli
una mano sulla spalla. Ho per le mani un lavoretto promettente.
Caco fremette per lentusiasmo. A quando?.
Il ladro abbozz un gesto vago, non troppo fiero daver mentito allamico. Inizi ad aggirarsi
per la stanza, simulando laria cupa di certi sciagurati che a volte vedeva camminare per strada.
Prima, mormor, dovr trovare rifugio alla persona di cui ti accennavo.
Potevi dirmelo subito che ti era dimpedimento!, esclam il compare con un sorriso dintesa.
Via, non crucciarti. Ce lho io il posto adatto per il tuo amico.
Oh, ma non si tratta di un amico, specific Tigrinus, ritrovando la sua espressione astuta. 
un prigioniero. Un vecchio monaco giunto dallOriente.
Albeggiava quando Tigrinus usc dal bordello di Malacucina.
Aveva i lombi e la mente talmente infiacchiti che n lassillo di padre Lionardo, n il desiderio
per Bianca potevano dissipare un ottundimento ormai prossimo al dormiveglia.
Perci non degn della minima attenzione luomo appostato davanti allingresso, intento a
conversare con il ruffiano. La sua mole era cos imponente da costringerlo a star ritto contro una parete
per non ostruire a mo di barricata il passaggio del vicolo.
Al di l delle apparenze, era lo sguardo a denotarne la pericolosit.
Uno sguardo che si pos rapace su Tigrinus non appena colse le bizzarre striature dei suoi
capelli.
32
Abbazia di Santa Trnita
Bianca attese che i monaci terminassero il canto delle laudi, poi fu la volta della messa. La foga
di parlare con padre Montano era tale da non averle consentito di aspettare il tardo mattino,
spingendola a uscire alle prime luci. Del resto, non cera stato verso di dormire. Gli ultimi giorni erano
trascorsi con lentezza inesorabile, popolati da una torma di dubbi e di ripensamenti. Ai sospetti su
messer Balduccio, lex trinitario imbroglione, si aggiungevano ora quelli sul reverendo amico dello zio
Giannotto. Pur avendolo difeso al cospetto di Angelo, la donna non riusciva a capacitarsi che quel
monaco le avesse tenuto nascosta una parte della verit.
Ora tuttavia doveva solo attendere la fine della funzione e avrebbe saputo.
Rimase inginocchiata su una panca della fila pi avanzata, contemplando ora la Maest, ora le
sagome dei monaci seduti dietro allaltare, finch non si accorse che era tornato il silenzio.
Quindi si avvicin, in modo che il suo confessore potesse notarla.
Madonna, la chiam una voce.
Colta da un sentimento di familiarit, Bianca osserv una figura incappucciata di nero staccarsi
dalle altre e puntare verso di lei con incedere nobile. Le bast quella visione per pentirsi daver dubitato
di un uomo del genere. Padre Montano, lincarnazione del devoto perfetto. Uno spirito cos puro da
aver ricusato la carica abbaziale pur di sfuggire alle tentazioni della superbia.
Gli rivolse un inchino, seguendolo con lo sguardo mentre varcava il confine che separava lo
spazio del coro, riservato ai monaci, da quello della navata destinato ai fedeli.
Avete laria stanca, disse lui non appena le fu di fronte.
Linquietudine mi consuma, padre.
Per via della questione di cui mi accennaste?
S, rispose lei. Avete scoperto qualcosa?.
Padre Montano scosse il capo. Ho interrogato i miei confratelli riguardo il giorno del delitto,
spieg, ma fra di loro nessuno rammenta daver concesso a vostro zio il permesso di accedere alla
cripta.
Com possibile?, esclam Bianca.
Ritengo che la verit sia unaltra, sospir il monaco, visibilmente imbarazzato, ovvero che
messer Giannotto abbia raggiunto il luogo in cui fu ucciso approfittando di una momentanea
distrazione del monaco di guardia. E che detto monaco, chiunque egli sia, non voglia confessare la
propria negligenza per vilt o per senso di colpa.
Il volto della donna sinfiamm di un rosso purpureo. In pratica, vorreste darmi a intendere
che non c modo di risalire al confratello messo di guardia alla cripta il ventun febbraio? Che non
esistono elenchi o registri delle mansioni giornaliere affidate ai componenti del cenobio?
Mettete in discussione la mia sincerit?, sindign il vallombrosano.
Vi sto semplicemente ponendo delle domande, lo inquis Bianca, ormai dimentica del
rimorso per aver sospettato di lui.
Esistono o no dei registri?.
Padre Montano la scrut con compatimento. Gli incarichi settimanali vengono annotati col
gesso su una lavagna esposta in refettorio, e di volta in volta cancellati per far spazio ai nuovi.
Comunque sia, continu lei, lungi dal volersi piegare, mi pare assurdo che nessuno,
nellabbazia, conservi memoria di chi abbia sorvegliato laccesso alle cripte in un giorno tanto
funesto.
Vi prego di abbassare la voce, la invit il monaco, accennando a un paio di fedeli raccolti in
preghiera in fondo alla
navata.
Perch mai?, sbott Bianca. Provate vergogna per quanto affermo?.
Il monaco lafferr per un braccio e la condusse in una cappelletta appartata. Madonna de
Brancacci, lapostrof acidamente, stento a riconoscervi.
Io pure, reverendo padre, gli rinfacci lei, fremente di sdegno.
Vi reputavo una persona retta, un immacolato Invece, dun tratto, ho idea che facciate di
tutto per tenermi alloscuro di certi accadimenti.
In nome di Dio, non capisco a cosa stiate alludendo!.
A Balduccio Landini, per dirne una. Perch non mi avete parlato del suo passato?
Era un frate dell Ordo Sanct Trinitatis, comment lui con unespressione disorientata.
Avete gi dimenticato quel che vi raccontai?.
Bianca lo squadr con diffidenza. Non ho dimenticato n quel che mi raccontaste, n
tantomeno ci che ometteste. Messer Balduccio era un trinitario, s, ma fu espulso dallOrdine perch,
invece di riscattare schiavi, guadagnava monete sulla loro vita.
Siete certa di quanto affermate?
Chiedete allabate di Santo Spirito.
Significa che avete indagato?
Perch sono femmina avrei dovuto starmene in silenzio?
Ma io non ne so nulla!, si giustific padre Montano, sullorlo dellesasperazione. Aiutai
Balduccio perch lo ritenevo uno spirito onesto. E poi, e poi volete spiegarmi una buona volta cosa
centra tutto questo con la morte di vostro zio?
Il carico di perle mai giunto a destinazione, lintervento di Balduccio nella trattativa, la sua
successiva irreperibilit, elenc Bianca, senza curarsi di chiarire i dettagli. Non so ancora come sia
stato possibile, ma ci deve aver provocato delle conseguenze che si sono abbattute su Giannotto come
un colpo di falce.
Madonna, delirate, si scost il monaco, quasi fosse al cospetto di unappestata. Non solo
avete coltivato una morbosa diffidenza verso il vostro confessore, ma addirittura vi rifugiate in
vaneggiamenti che nulla hanno a che spartire con il reale svolgersi degli eventi. La morte di vostro zio
 stata una disgrazia, lo volete capire? Dovete accettarlo, arrendervi allevidenza.
Lei alz il mento, battagliera. Lo far quando avr capito perch messer Giannotto fu
strappato alla sua famiglia.
A che pro?
Mi stupite, padre. Non lo reputate doveroso nei confronti di un uomo che vi fu amico?
Reputo doveroso pregare per lui, rispose il monaco, affinch trovi la pace nellabbraccio di
Dio.
E la giustizia terrena? Non  egualmente importante?
Suvvia, siate sincera, la provoc. Voi non cercate giustizia.
Bianca, assai delusa, abbozz un saluto di commiato. Qualsiasi cosa io cerchi, non dubitate,
sibil, quando lavr trovata ne avrete notizia!.
Sincammin verso luscita con un diavolo per capello, i pugni stretti e il volto rosso per la
rabbia. Aveva riposto ogni speranza in padre Montano, e adesso era costretta ad andarsene affranta,
incapace di meditare sulla prossima mossa. Per un qualche oscuro motivo il monaco vallombrosano si
rifiutava di aiutarla, e lei era ormai certa che le nascondesse qualcosa. Durante il discorso aveva colto
la sua inquietudine, insieme a una punta dimbarazzo.
Procedette a testa bassa verso il nartece, talmente sconvolta da dimenticarsi persino di farsi il
segno della croce.
Prima di varcare il portale, tuttavia, si sent chiamare da un bisbiglio.
Si volt di scatto, notando unimponente figura ammantata nella semioscurit.
Di primo acchito percep una minaccia, poi riconobbe il volto di Faleno.
Madonna, una parola, mormor lo sgherro.
Cosa ci fate qui?, gli chiese Bianca, avvicinandosi con circospezione.
Vi avrei raggiunta alla vostra dimora, ma mi sono accorto che siete sorvegliata.
Da chi?
Un birro di Niccol Vitelli, rispose Faleno. Laltro giorno, quando sono uscito dal vostro
palazzo, mi ha seguito per un po.
La donna non pot nascondere lo sbigottimento. Ne siete sicuro?.
Lomone annu. Se vi ho cercata,  per un altro motivo.
Lei riflett per un attimo sullo sgradevole incontro avuto alle Stinche con il capo delle guardie,
infine fece cenno al masnadiere di continuare.
Ebbene, prosegu Faleno, con una punta di soddisfazione,
Tigrinus  tornato a Firenze.
Non molto lontano, occultato dietro la colonna di una navatella, un uomo con il capo avvolto in
un turbante grigio spiava la conversazione tra Bianca e il masnadiere.
33
Luomo col turbante attese che Bianca e Faleno uscissero dallabbazia. Sempre restando
nellombra, attravers la navata in direzione dellaltare, dove padre Montano si era trattenuto per
pregare in ginocchio.
Al risuonare dei passi, il monaco si volt. Cosa ci fate qui?, sobbalz con la fronte increspata.
 una domanda da rivolgere a un fedele?, lo schern luomo, minaccioso.
Il religioso scatt in piedi, guardandosi intorno per assicurarsi che non vi fossero testimoni.
Lunica presenza, sopra di lui, era la Madonna della Maest. La pieve in cui vi avevo trovato
rifugio, inizi, nello sforzo di raccapezzarsi.
Mi pareva dimpazzire, l dentro, lo interruppe laltro. E per giunta, uscire allo scoperto 
stato provvidenziale.
Cosa insinuate?.
Luomo indic la zona del nartece. Chi  la donna appena uscita? Quella che vi ha rivolto tante
domande, intendo.
Padre Montano sirrigid. Non vi riguarda, messere.
Io credo il contrario. Si tratta per caso di una parente di messer Bruni?
Vi basti sapere che  sotto la mia protezione.
Lindividuo rise. Siate concreto, voi non potete proteggere nessuno.
Forse avete ragione, gli concesse il religioso. Ma posso sempre rovinare voi.
La risata dello sconosciuto scem in un grottesco uggiolio.
Avreste davvero il fegato di rimetterci di persona?.
Il monaco alz lo sguardo verso il soffitto, quasi volesse immolarsi a Dio. Nel mio caso,
disse, si tratterebbe di espiare
una colpa.
Il sacrificio non purificher la vostra anima, lo avvert luomo.
Mi contenterei di placare la coscienza.
Prima che potesse aggiungere altro, padre Montano si accorse di un gruppo di confratelli
comparsi in fondo allabside, e abbass il capo fingendo di non aver nulla a che fare con colui che lo
stava minacciando.
Luomo col turbante fece altrettanto, ma conserv il piglio aggressivo dellanimale in allerta.
Se siete di questo avviso, mormor arretrando, preparatevi al peggio.
Poi fece il segno della croce e si allontan.
34
Careggi, Villa Medici
Messer Cosimo sedeva sotto la loggia principesca del piano superiore, lo sguardo perso oltre le
colonne, nel verdeggiare della valle fiorentina estesa al di l dei giardini, dei vitigni e degli horti del
palazzo. Davanti a lui, assisi a un desco di quercia, due giovani uomini conversavano tra loro. Il primo,
in abito da scrivano, era lumanista Marsilio Ficino, promotore della filosofia platonica a Firenze.
Laltro, un efebo elegante dal naso adunco, rispondeva al nome di Galeazzo Maria Sforza,
ambasciatore e primogenito del duca di Milano.
Cosimo aveva reclamato la loro presenza per non sottrarsi ai doveri dellospitalit, ma se ne era
subito pentito. Leloquenza di Marsilio poteva risultare fin troppo stucchevole se non si era nella
disposizione adatta per ascoltarla. Lo Sforza, invece, ostentava unaria malinconica, preso comera da
incombenze che gli imponevano di lasciare Firenze per seguire il pontefice al concilio di Mantova.
Al Medici sarebbe servito ben altro per sedare il malanimo.
Qualche ora prima, una delle sue spie laveva informato del ritorno di Tigrinus in citt, ma non
era stata in grado di riferirgli nulla riguardo Lionardo da Pistoia, n tantomeno sulla Tavola di
Smeraldo. In sostanza, sua signoria poteva fare affidamento soltanto su voci giunte da lontano. La
notizia del carro andato in fiamme
e
dei
briganti
massacrati
presso
Marsciano
confermavano che lagguato aveva avuto luogo.
Ma nemmeno una parola sul monaco giunto dallOriente.
Augurandosi che padre Lionardo ne fosse uscito indenne, continu a simulare indifferenza
nellattesa di ricevere notizie.
Rivolse un fuggevole segno di plauso a Ficino, intento a
magnificare la filosofia come fondamento imprescindibile della religione, e senza quasi
accorgersene scivol nei ricordi.
I colori del paesaggio mutarono a poco a poco, stemperandosi nei riflessi argentei del mare. Poi
fu la volta del vento, che si riemp del cigolare del legno e dellodore di sartiame roso dal sale.
Infine comparve il volto di Damiano.
Cosimo cerc di allontanare quella visione, ma era tardi. La voce del fratello, la profondit delle
sue iridi la resero una presenza quasi palpabile. Una sagoma grigia ritta sul ponte di una galea.
Aveva laspetto di un negromante, con le palpebre abbassate sotto il cappuccio da viaggiatore.
Quel che spaventava il Medici, per, era ben altro. Si trattava di un senso dineluttabilit che
promanava dalla figura di Damiano stesso, minacciando di travolgere ogni cosa alla stregua di una
maledizione innominabile.
Lunica speranza era il bambino. O meglio, ci che il bambino gli avrebbe consentito di
ottenere.
Il bambino sfuggito al suo controllo da molti anni.
Lirrompere di un armigero lo strapp da quella sorta di visione.
Ebbene?, esclam sua signoria, dimentico di ogni ritegno nei confronti degli ospiti.
Un messaggio, disse il soldato. Un messaggio per bocca del ladro Tigrinus.
35
Sotterranei di Firenze
Lionardo da Pistoia camminava in tondo sotto un arco di tufo, trascinando la catena che gli
fissava una caviglia alla parete. Il tintinnio risuonava nellombra, perdendosi in cunicoli pi neri
dellinferno.
Avvicinandosi con una torcia in una mano e la daga nellaltra, Tigrinus quasi non si accorse del
nano acquattato in un angolo, intento a far da guardia al monaco. C mancato poco che mi smarrissi,
confess a mo di saluto.
Quindi lammetti, esult Caco, sono stato bravo.
Fin troppo, e rinfoder la lama. Si trovava nelle Burella, le antiche segrete di Firenze
collegate alle vestigia di un teatro romano sepolto nel cuore della citt. Ritenute insalubri ed
eccessivamente tetre per ospitare dei prigionieri, erano state abbandonate da oltre un secolo e adesso
offrivano rifugio a fuggiaschi, assassini e anime vagabonde.
Il ladro diresse la fiamma verso padre Lionardo, che dimpulso si protesse il viso. Ha fatto il
difficile?, sinform.
Nemmeno un fiato, rispose il compare.
Ha del fegato, lammetto, ribatt, scrutando sempre il vecchio. Peccato sia un pazzo.
A me non sembra.
Tigrinus abbozz una smorfia beffarda. Adesso va, che devo parlare con lui, e indic il
cunicolo da cui era venuto, lasciando intendere daver premura. Bada per, non allontanarti troppo.
Caco, che in cambio del suo aiuto credeva forse dessersi guadagnato il diritto di ficcanasare,
mise il broncio. Una seconda richiesta del ladro, formulata in tono pi perentorio, lo convinse a
rompere gli indugi.
Non appena rimase solo con il monaco, Tigrinus controll la solidit della catena e il contenuto
di una brocca sistemata accanto alla parete. Vi han dato da mangiare?, chiese con inaspettata
gentilezza.
Quanti riguardi, ironizz padre Lionardo.
Il ladro espresse con un sospiro il proprio rammarico. Non ho potuto agire altrimenti, si
giustific. Se messer Cosimo vi trovasse, mi sarebbe impossibile strappargli un accordo.
Perci la faccenda vinteressa, indag il religioso.
Tigrinus sistem la torcia nella cavit di una parete e si sedette su un cumulo di pietre. Se ho
colto il senso delle vostre parole, spieg, sussisterebbe un legame fra labate nero, il Medici e la mia
persona. E questo legame si fonderebbe su un libro chiamato Tavola di Smeraldo. Ebbene, mio buon
padre, io non sono in grado di stabilire se quanto asserite sia vero, frutto dinvenzione o di un delirio, e
a esser franchi neppure mimporta. Ci che minduce a ordire questo intrigo  soltanto il desiderio di
non esser trascinato alle Stinche per la seconda volta.
Il monaco lasci trapelare una punta di delusione. Usandomi come ostaggio?
Voi solo non bastate. Sua signoria si aspetta anche il libro.
Una promessa difficile da mantenere.
Non mi avevate detto che potrei facilmente ottenerlo?
Oh s,  la pura verit, conferm il vecchio. Sempre che siate disposto ad affrontare un
lungo viaggio.
Un viaggio. Tigrinus non poteva esserne certo, ma nella penombra della segreta credette di
scorgere il profilarsi di un sorriso. Intrecci le braccia al petto, sempre pi incuriosito da quellenigma.
Lungo quanto?
Dovreste spingervi allestremo limite della Morea, fino alla penisola del monte Athos, gli
rispose con enfasi. L si nasconde labate nero.
Il ladro aveva sempre sognato di andare per mare, ma non possedeva nozioni di navi e di
naviganti. Inoltre non riusciva a
immaginare la distanza che separava le terre tosche dalle plaghe di cui gli era appena stata fatta
menzione. La Morea, medit, sforzandosi di figurarsela nella mente. Sapeva soltanto che le sue coste si
estendevano a Oriente, prima del Corno dOro, su acque un tempo solcate da Ulisse e poi dai crociati
diretti a Gerusalemme. Ancor pi sfuggente, per, era limmagine dellabate nero. Parlatemi di lui,
fin per dire.
Posso raccontarvi gran poco, ribad Lionardo da Pistoia.
Avete detto che mi assomiglia, ramment il ladro, per indurlo a proseguire.
I capelli, s. E anche qualcosa nello sguardo.
Vi ha parlato di me?
Mi ha semplicemente informato sul vostro aspetto e sulla vostra et.
Nullaltro?.
Il monaco scosse il capo. Penso ci sia abbastanza su cui riflettere.
Me ne infischio di ci che pensate, replic il ladro. Non posso prendere il mare affidandomi
a delle chiacchiere.
Questo perch vi manca la fede.
Negli uomini e in Dio, in effetti.
Labate nero avrebbe risposto allo stesso modo, osserv padre Lionardo.
Ma non  un uomo di chiesa?, chiese Tigrinus, assai perplesso.
Nessuno lo sa con certezza, chiar il vecchio. Vive rinserrato nel monastero pi inaccessibile
del monte Athos, circondato da una schiera di fedeli. Secondo certe voci, in passato fu consigliere del
basileus ed esiliato da Costantinopoli perch scoperto a praticare la magia. A detta di altri fugg di sua
spontanea volont, prima che i turchi prendessero dassedio la capitale dOriente.
Pi cercava di raccapezzarsi, pi il ladro non riusciva a comprendere con chi avesse a che fare.
Voi sostenete daverlo
incontrato, disse dopo un breve silenzio. Quale idea vi siete fatto?.
Rannicchiatosi sotto larco, il monaco prese a massaggiare la caviglia costretta alla catena. Un
uomo del genere non lascia spazio alle congetture. Impenetrabile come una sfinge. E molto, molto
astuto.
Mi ceder la Tavola di Smeraldo?, seguit Tigrinus.
Far molto di pi, gli assicur. Vi riveler chi siete.
Il ladro si alz, opponendosi a un improvviso senso di inadeguatezza. Oh, se solo avesse potuto
beneficiare del consiglio di Giovanni da Fiesole! Invece era costretto ad affidarsi a un vecchio
sconosciuto. Si avvicin alla torcia, ancora titubante, ma prima di sfilarla si ferm. Io non sono pratico
di viaggi in mare, confess, n tantomeno di penisole.
Vi spiegher io come fare, promise il monaco.
E una volta giunto al monte Athos?
Vi far da guida, non temete.
No, si oppose il ladro. Voi attenderete qui.
Avete idea di quanto tempo ci vorr?, protest padre Lionardo, scattando in piedi pieno di
sdegno. Dovrei attendere in questa cloaca fino ad allora?
Chieder a Caco di trovarvi un rifugio pi confortevole, tent di placarlo.
Portatemi con voi, vi dico!.
Per darvi lopportunit di farmi cadere in qualche trabocchetto?.
Il prigioniero lo fiss incredulo. Ancora non vi fidate.
Forse lo far al mio ritorno dal monte Athos. Impadronitosi della fiaccola, Tigrinus gli
rivolse un gesto di commiato. Nel frattempo chieder al mio compare di procurarvi da scrivere,
affinch possiate disegnare una mappa della penisola.
Ancora tremante per lindignazione, il monaco lo guard allontanarsi. Ora andrete a
patteggiare con Cosimo de Medici, suppongo.
Lo far molto presto, gli rispose, mentre sincamminava verso luscita.
Allora state in guardia, aggiunse il vecchio, e tenete a mente unultima cosa.
Quasi avesse percepito una minaccia, Tigrinus si volt con la mano pronta sullelsa della daga.
Ovvero?.
La risata di padre Lionardo risuon come una melodia sibillina.
Che labate nero  originario di Firenze.
36
Careggi
Seduta in sella sotto il sole del mezzogiorno, Bilia attendeva davanti alla villa osservando le
merlature, gli archi e le mensole di pietra che sporgevano da sopra la facciata con un pittoresco gioco di
chiaroscuri. Non era minimamente turbata dalla presenza dei due armigeri che lavevano scortata fin l
dalla via Larga. Anzi, pareva bearsi dello spettacolo come se da un giorno allaltro una simile
magnificenza sarebbe potuta diventare sua.
Dun tratto si rivolse al lato opposto, per ammirare i giardini organizzati in un alternarsi di siepi
e di alberi da frutto dietro cui spuntava il tralcio di qualche vite. Il suo unico occhio brillava al pari di
una pietra di giada, rapito dallincanto e dal desiderio, ma subito si strinse in uno squarcio di cattiveria
al risuonare della voce di Cosimo.
Quando si volt, stava gi sorridendo.
Sua signoria era fermo sotto un ingresso ad arco, trasfigurato dallo sdegno. Come vi siete
permessi?, rimproverava i soldati.
Come avete osato condurre costei fino alla soglia della mia dimora?.
Bilia si avvicin con un colpetto di redini. Non datevi pena, messere, cinguett. Nessuno mi
conosce da queste parti.
Esistono dunque bordelli in cui non sei stata?, inve il Medici, afferrando con violenza il
morso del cavallo.
Non vi  noto?, ribatt lei, allusiva. Frequento solo quelli graditi a vostra signoria.
Lui lasci la presa e, ancor pi scontroso, fece segno agli armigeri di allontanarsi. Sei sempre
stata sfrontata, disse appena rimasero soli. La osserv in controluce, indicando la benda che le
fasciava lorbita vuota. Possibile tu non abbia
ancora imparato nulla?.
Le labbra di Bilia si arricciarono, enfatizzando le vestigia di unantica ferocia. Ho imparato a
servirvi con lunica pupilla che usaste la cortesia di lasciarmi attaccata al cranio, rispose, ma come vi
 ben noto, anche la puttana pi squallida non tollera desser definita tale sotto la luce del sole.
Taci, maledetta, le ordin Cosimo.
Non desiderate quindi conoscere il messaggio di Tigrinus?, lo stuzzic.
Non erano questi i patti, protest lui, battendo il palmo sul tronco di un olivo. Avrebbe
dovuto raggiungermi qui, senza alcuna complicazione.
E tuttavia quelluomo  accorto, messere. Anzich rivelarsi e dichiarare le sue condizioni di
persona, ha incaricato un fanciullo di fargli da messaggero. Un fanciullo che non aveva la minima idea
di dove potesse nascondersi il suo mandante.
Il Medici la fiss incredulo. Quali condizioni?
Poche parole, specific Bilia, quasi divertita. Tigrinus vi ceder la Tavola di Smeraldo se lo
incontrerete domani notte, da solo, nel convento di San Marco.
37
Tigrinus si fece accompagnare da Caco fino a unuscita dalle Burella di cui ignorava
lesistenza, e dun tratto vide la catacomba sfociare in un dedalo di viuzze miserabili, invase dai miasmi
degli scoli dei tintori. Sopra di lui, una teoria di tetti sfondati e viluppi di rampicanti soffocavano le
finestre di case addossate.
Torna a far da guardia, raccomand al compare con un frettoloso cenno di commiato.
E il furto di cui parlavi?, lo trattenne il nano.
Dovrai pazientare.
Fai troppo il misterioso, amico mio.
Il tanto che basta per tenerti al sicuro.
Prosegu dunque verso ovest, allungando la falcata lungo una via assai battuta del quartiere di
Santa Croce. Davanti ai suoi occhi scivolarono insegne di pergamenai, conciatori e fabbricatori di
balestre, finch non giunse in uno spiazzo dominato dalla facciata di SantApollinare e dal retro di
palazzo Medici.
A quel punto si arrest, meditando su cosa gli suscitasse tanta premura. Fino alla notte
successiva non avrebbe dovuto curarsi di nulla, perci reput sciocco incedere a passo svelto come se
fosse braccato. Il dado era tratto, messer Cosimo sapeva. Si trattava soltanto di aspettare.
Eppure il ladro non riusc a placarsi. Il monte Athos e labate nero occupavano costantemente i
suoi pensieri, al pari di una febbre che non accennava a diminuire. E dopo aver dichiarato
dinfischiarsene fin quasi a ingannare se stesso, iniziava ad avvertire la spossatezza di chi persevera
troppo a lungo nella menzogna.
La questione gli importava eccome, in verit. Lidea che un individuo arroccato in una penisola
della Morea affermasse di conoscerlo gli faceva girar la testa. E ancor pi lemozione che di l a poco
avrebbe dovuto prendere il mare per incontrarlo.
Daltro canto, non poteva concedersi il lusso di abbandonarsi alle suggestioni. Se non fosse
riuscito a mantenere il sangue freddo davanti al Medici, il mare lavrebbe solcato soltanto da morto, per
raggiungere il purgatorio.
Inoltre aveva unaltra ragione per dirsi inquieto. Suor Assunta.
Tigrinus non la vedeva da mesi ed era ansioso di scoprire se la miracolosa panacea lavesse
finalmente guarita. Fece dunque per svoltare verso nord, in modo da raggiungere lo spedale di Santa
Faustina, quando scorse tra i passanti Niccol Vitelli con il suo grosso cane.
Sei un allocco, riflett arretrando. Le Stinche erano vicine e di certo Cosimo aveva allertato
ogni birro di Firenze. Pur a malincuore, si vide costretto a prendere la direzione opposta.
Meglio raggiungere uno dei suoi nascondigli lungo le rive dellArno, nellattesa che limbrunire
gli consentisse di muoversi con maggior scioltezza.
Con la testa affondata nel cappuccio, cammin guardingo tra la moltitudine di popolo diretta al
fiume quando, nei pressi del Ponte Vecchio, si ferm. A pochi passi da lui stava avanzando una
giovane donna avvolta in una giornea di velluto da cui spuntavano delle eleganti maniche a sbuffo.
Tigrinus sinfil in un crocchio per non farsi notare e continu a osservarla. Alta, con i capelli raccolti
in semplici nastri di seta, incedeva in compagnia di un losco figuro.
Bianca era ancor pi bella di quanto il ladro rammentasse, ma come al solito lo colp per via
della sua fierezza. Era ben lungi dallincarnare quel genere di femmina interessata solo a far mostra di
s e a sospirare al minimo sforzo. Lei, al contrario, ostentava un portamento marziale, come se
intendesse affrontare
lintera folla che si frapponeva al suo passaggio.
A renderla ancor pi interessante era colui che le faceva da scorta. Imponente e nerboruto,
pareva uno di quegli sgherri sempre in cerca dingaggi per spaccar la testa di qualcuno.
Tigrinus li guard imboccare il ponte in direzione dellOltrarno, e dopo un istante li segu.
Parevano intenti a confabulare di questioni gravissime e altrettanto segrete, a giudicare dal modo con
cui lei si copriva la bocca per non lasciar trapelare nulla. Lui invece si voltava sovente, lanciando
occhiate sospettose tra la gente che vagava tra le botteghe dei mercanti, sotto i loggioni merlati costruiti
ai lati del ponte.
Giunti sulla riva opposta, i due si scambiarono un cenno di saluto e procedettero in direzioni
opposte.
Bianca prese la via per il Rubaconte, il ladro dietro di lei.
Faleno, voltatosi con discrezione, tenne gli occhi puntati su entrambi.
38
Bianca segu il percorso pi breve per palazzo Bruni, superando senza indugio un paio di
strettoie frequentate da monelli e cani randagi. Affrontare quei piccoli rischi le piaceva, cos come
uscire di casa da sola e  ora lo sapeva  incontrare gente pericolosa. Camminare con Faleno le aveva
dato limpressione di tenere al capestro una fiera pronta ad attaccare al suo comando.
Laspetto brutale e persino lodore del masnadiere non avevano che rafforzato
quelleccitazione, simile per certi versi alla libido.
Ora per la donna era lieta di proseguire per conto proprio.
Strada facendo recuper la sua freddezza e medit su quanto scoperto, cercando di rintuzzare
lenorme delusione provata a causa di padre Montano. Ancor pi manifesta della menzogna, era stata la
ritrosia con cui il monaco aveva glissato sulla questione di messer Balduccio. Per non parlare del suo
presunto coinvolgimento nella morte di Giannotto.
Se Bianca avesse condiviso i propri sospetti con una persona estranea alla vicenda, sarebbe
certo passata per pazza. Era persuasa, infatti, che la reticenza del religioso riguardo i turni di custodia
della cripta nascesse dallintento di proteggere un confratello. E ci, oltre a ferirla, la metteva di fronte
a un vicolo cieco.
Lunica speranza di afferrare la verit risiedeva ormai in Tigrinus, il ladro.
Giunta al palazzo, rallent di colpo e ascolt uneco di passi uscita dalla bocca di un androne. Si
volt per controllare, poi si diede della sciocca. Le emozioni di quel giorno iniziavano a giocarle strani
scherzi. Meglio rincasare e concedersi un bagno corroborante.
Ma non fece in tempo a varcare lingresso che ud alcune voci
maschili provenire dal retro delledificio. Mossa da curiosit, super la loggia affacciata sul
giardino e scopr Angelo intento a conversare con due uomini dagli abiti sfarzosi.
Il pi alto aveva un volto familiare. Piacente, con la carnagione olivastra e i ricci grigi, era il
membro dellArte del Cambio gi intravisto due mesi prima. Laltro, un individuo pallido e pingue
allinverosimile, si atteggiava con spocchia esibendo la pappagorgia con il mento alzato.
Cugino,
chiedo
venia,
disse
la
donna,
incurante
dinterromperli. Ignoravo avessi degli ospiti.
Si tratta di affari, spieg Angelo, arrossendo alla sua vista.
Lei gli and incontro trascurando di salutare i due sconosciuti.
Gli affari si conducono al banco, lammon.
Ritirati nelle tue stanze, tagli corto lui. Ti spiegher poi.
Mi scacci alla stregua di una serva?
Non capisci, tu.
Bianca gli diede le spalle e, con fare civettuolo, parve finalmente accorgersi dei due compari.
Forse lorsignori son troppo riservati per parlare alla presenza di una femmina?
Al contrario, intervenne messer Capponi, con untuosa cortesia.
Lei sostenne il suo sguardo. Del resto, di quale intralcio potrei mai esservi?, continu. Non
ci reputate tutte sciocche, vanesie e povere dintelletto?
Per carit, obiett il pingue lumacone.
Ebbene, seguit la donna, di cosa si discorreva?
A onor del vero avevamo appena concluso, intervenne Angelo. Eravamo test al momento
dei congedi.
Teofilo Capponi si avvicin a Bianca con le movenze di un pavone intento a corteggiare la
compagna. In verit ci sarebbe ancora molto da discutere.
Unaltra volta, gli si affianc Bruni. Magari al banco.
Messer Angelo ha ragione, intervenne laltro, scrutando con diffidenza la nuova arrivata.
C ancora tempo prima della
spedizione.
Messer Capponi annu senza smettere di guardare la donna.
Allora a presto, sussurr, lasciando spazio a un mare di sottintesi. Poi si esib in un elegante
inchino e prese congedo con il compagno.
I due cugini sincamminarono tra le siepi di alloro, sotto la luce calda che inondava il giardino.
Tuttintorno, numerosi alberi da frutto erano stati piantati quando Giannotto non era ancora nato, cos
come le mura di cinta erette a guardia di quello spazio.
Eccetto il piano basso del palazzo, ricavato da edifici assai pi antichi, ogni altra cosa visibile
risaliva ai primi Bruni giunti a Firenze circa un secolo prima, dopo la grande pestilenza.
Bianca aveva appreso dal padre e poi dallo zio la storia di quella famiglia, serbando
ammirazione per quellumile casata scesa dallAppennino e arricchitasi nella citt pi spietata
dOccidente.
Di certo, quella gente era dotata di un ingegno cresciuto di generazione in generazione, per poi
svanire, al pari di un miraggio, nel suo ultimo erede. Non son qui per mettere bocca nei tuoi affari,
chiar, pur esprimendosi con biasimo, ma per informarti dei recentissimi sviluppi.
Il tuo confessore ti ha rivelato qualcosa?, chiese Angelo, ancora ostile per esser stato umiliato
davanti ai suoi soci.
Lei scosse il capo. Montano da Bagnone  un bugiardo, sentenzi.  grazie ad altri che
faremo progressi.
Chi?
Faleno.
Il cugino sbianc. Il masnadiere?
S, rispose lei. Mi ha raggiunta a Santa Trnita per mettermi al corrente di uninteressante
novit.
Quellanimale!, grugn lui. Credevo avesse inteso di doverti star lontano.
 stato pi discreto del tuo amico, se proprio lo vuoi sapere.
Come osi? Messer Capponi  uno stimato uomo daffari.
Lei rise con sprezzo. C mancato poco che il tuo uomo daffari mi controllasse persino i
denti, quasi volesse comprare una cavalla.
Ti ha ammirata, le concesse Angelo con un tono che non le piacque per nulla. E allora?
Allora?, avvamp Bianca. Sapeva bene di essere giunta allet per maritarsi, ma la scomparsa
dei suoi genitori e la complicit dello zio Giannotto lavevano fino a quel momento esentata
dallobbligo di sposare un qualche insipido spasimante.
E bench lidea di restare zitella la spaventasse, non si sarebbe mai piegata a dividere il talamo
con un individuo viscido come Teofilo Capponi.
Accarezz la corteccia di un sicomoro, tendendo lorecchio al cinguettare proveniente dalla sua
chioma. Tutto ci che desiderava era invecchiare al pari di quellalbero. Serena, forte, e rispettata nella
propria dimora.
Allora, ripet con enfasi, quasi si preparasse alla battaglia,
non hai idea di chi sia tornato a Firenze.
39
Tigrinus attese la notte e penetr nel palazzo dei Bruni.
Ancora non si capacitava daver assecondato quel desiderio, e pur conscio di commettere una
fesseria si era addentrato scavalcando la cinta muraria del giardino. Nelle ore precedenti, dopo aver
seguito monna Bianca, si era aggirato intorno alledificio con lintento di individuare il miglior punto
daccesso, poi aveva preso il largo per confondere un individuo che pareva stargli alle calcagna. Forse
si trattava dello sgherro visto in compagnia della donna sul Ponte Vecchio, bench il ladro lavesse
scorto solo di sfuggita.
Ora tuttavia era sicuro di non essere pi spiato. Avanzando tra le siepi, raggiunse il loggiato e
da l sintrufol in un usciolo destinato alla servit. Accedere in quel genere di ambienti era un gioco,
per lui, se paragonato ai grandi monasteri e alle sorvegliatissime ville di campagna. Tigrinus per non
sottovalutava il sonno leggero dei famigli, sempre pronti ad accorrere a ogni capriccio dei padroni.
Super unanticamera, un breve corridoio e i piani bassi, imboccando una scala che partiva dal
vestibolo. Nel corso degli anni aveva imparato a muoversi nel buio, senza lausilio di lanterne o di
candele. Il trucco era far caso al poco che affiorava dallombra e intuire il resto in base allesperienza.
Le abitazioni gentilizie erano tutte uguali, negli arredi e persino negli odori.
Bastava disporre di sufficiente senso pratico per cogliere la distribuzione degli spazi, degli
accessi e degli angoli ciechi, stando bene attenti ai rumori intorno a s.
Avanzando con la leggerezza di un gatto, si orient fino alle camere da letto. Tralasci quella
padronale e ne raggiunse una pi appartata. Era lunica con uno scranno sistemato a fianco
dellingresso, probabilmente la postazione della fantesca.
Prima ancora di scostare il battente, percep un tenue profumo di rose.
Linterno era invaso dal chiarore lunare che filtrava da una finestra ad arco, accanto alla quale si
stagliava un leggio. Il ladro avanz verso la sagoma di un letto a baldacchino e, con passo guardingo, si
avvicin a colei che stava dormendo.
Bianca sorrideva come una bambina. Aveva le mani posate sul capezzale, i palmi rivolti verso
lalto e unaureola di capelli pi neri della notte. Le labbra erano piene, un poco arricciate.
Tigrinus le ammir come se fosse al cospetto di un frutto proibito.
Lasciala in pace, si disse, riflettendo su quanto poco fosse decoroso ci che stava facendo. Un
uomo dabbene non si sarebbe mai azzardato ad avvicinarsi a una donna con linganno, n a
contemplarla mentre era sprofondata nel sonno. Un uomo di tal fatta lavrebbe corteggiata alla luce del
sole, con il permesso della famiglia e seguendo le regole della cortesia.
Ma il desiderio non si curava certo delle regole, medit il ladro, quasi per giustificarsi agli occhi
del Signore.
E poi, cosa poteva mai essere un bacio?
Un unico bacio pi leggero di una piuma.
Un omaggio di cui lei non si sarebbe neppure accorta.
Si chin quindi su Bianca.
Fu allora che not la maschera.
Giaceva tra le coltri, sopra il cuore. Pi sottile di una lama, circonfusa da riflessi perlacei.
La raccolse distinto, girandola tra le dita con attenzione. Non aveva mai visto un oggetto del
genere, cos leggero al tatto, ben lavorato, e al pensiero di non poterlo ammirare alla luce del giorno lo
avvolse in un canovaccio e lo fece sparire nella bisaccia che portava a tracolla.
Quasi se ne fosse accorta, la donna emise un mugolio.
Temendo che potesse svegliarsi, Tigrinus si ecliss.
Percorse a ritroso il cammino che laveva portato agli ambienti pi intimi del palazzo e, scese le
scale, si ritrov nel vestibolo.
La quiete della notte imperava. Le mura della casa, con il loro silente abbraccio, parevano
supplicarlo di trattenersi ancora un momento.
Tigrinus, che non era di indole scortese, decise di cogliere linvito, giusto il tempo di perlustrare
il piano inferiore. Del resto si trovava nella dimora di un banchiere. A meno che lo spettro di Giannotto
Bruni non fosse uscito dal sepolcro per sollevare obiezioni, cera speranza di far bottino.
Portati i suoi omaggi a un paio di stanze conviviali, il ladro giunse in uno studio arredato con
scansie di libri e un tavolo colmo di scartoffie. A quel punto fu costretto ad accendere una bugia,
dopodich frug fino ad aprire un cassetto contenente qualche fiorino.
Raggiunse infine lo scrittoio, ben conscio del materiale di cancelleria utilizzato dagli uomini
daffari. Una volta, ramment, era uscito dalla casa di un notaio con mezza dozzina di timbri dargento
e un tagliacarte dottone gemmato. Ma si sarebbe accontentato di un semplice anello con sigillo, o
magari di uno stilo davorio. Giusto per consolarsi di non aver baciato Bianca.
Tutto quel che riusc a trovare, per, fu un imponente volume aperto su unillustrazione
geografica. LAsia, a giudicare da quanto riportato da una postilla latina scritta in calce.
Affascinato dalla maestria del decoratore, Tigrinus ripens allinfanzia trascorsa sotto lala
tutelare di fra Giovanni da Fiesole, poi si chiese se fra quelle pagine ci fossero anche immagini
dedicate alla Morea e al monte Athos. Scartabellando, gli cadde locchio su un fascio di lettere.
Perle.
La parola balen come un guizzo tra le ombre.
In un crescendo dinteresse, il ladro si chin su quegli incartamenti e scorse la lista di quel che
sembrava linventario di un piccolo, preziosissimo tesoro. Perle smaltate, perle di trentotto
carati, perle di ogni misura Sollev distinto la bugia per accertarsi di non essere stato cos
allocco da non notare la presenza di qualche scrigno, poi torn a leggere.
Concluse dunque la prima missiva e, sempre pi curioso, se ne trov tra le mani una seconda
scritta da un ignoto ministro generale dell Ordo Trinitatis.
E finalmente, inizi a comprendere in quale sorta dintrigo si fosse imbattuto.
40
Uscito dalla dimora dei Bruni, Tigrinus non aveva alcuna voglia di mettersi a dormire. Prefer
girovagare per la citt, mantenendosi a debita distanza dal mercato vecchio e dal bordello di
Malacucina per evitare dimbattersi negli ufficiali della notte o in qualche oscuro inseguitore. Si diresse
verso via di Pinti, dove rimase appostato sotto la lanterna di un ospitale per pellegrini fino al sorgere
dellalba.
Per ingannare lattesa, approfitt del lume per esaminare la maschera rubata a Bianca.
Sembrava ricavata dallavorio, bench desse limpressione di essere ancor pi fragile e preziosa. Ma
forse, riflett il ladro, averla sottratta a una donna tanto bella lo induceva a ingigantirne il valore.
Un canto di monache lo distolse dai pensieri, rammentandogli il motivo per cui si trovava in
quel luogo. Ripose la maschera nella bisaccia, si port verso il lato opposto della strada e buss al
battente dello spedale di Santa Faustina. Gli apr una consorella dal volto ancora giovane.
Devo parlare con suor Assunta, le disse, senza perder tempo in salamelecchi.
La donna esit un istante, poi lo riconobbe. Seguitemi, mormor, con un tono che non
lasciava presagire nulla di buono.
Suor Assunta era distesa nel letto, fra pareti grigie su cui compariva solo un crocifisso di legno.
La sua pelle pareva essere rimasta impregnata della stessa opacit della stanza. Il volto era smunto,
esausto.
Appena vide Tigrinus, tent di mettersi seduta contro lo schienale. Figlio mio, bisbigli.
Lui le si avvicin per aiutarla. Non lo chiamava in quel modo da quandera ragazzo, e ci, pi
ancora del suo aspetto, lo atterr.
Sono stanca, continu la monaca, lasciandosi sistemare come una bambina.
Starete meglio, le assicur lui con fare premuroso.
La risatina di suor Assunta fu spezzata da un colpo di tosse.
Vuoi forse propinarmi altri intrugli?.
Tigrinus si asciug una lacrima. Anche se servisse tutto loro del mondo.
No, ti supplico, si agit lei. Non rendermi complice di questa colpa.
Di quale colpa parlate?, sindign il ladro. Se Dio fosse giusto e i potenti uomini retti, non si
sarebbe costretti a rubare per aver quello che ci spetta!.
La monaca si premette il petto con una mano per contrastare i morsi del male che la divorava.
Cera ancora forza in lei, nonostante tutto. E saresti tu a decidere ci che ti spetta?, chiese con una
nota di rimprovero.
 la ragione a suggerirmelo. Ogni essere umano, per diritto di nascita, dovrebbe partecipare in
egual misura alle ricchezze del mondo.
Lascia che siano i filosofi a speculare sulla ragione e sul diritto, lo ammon suor Assunta. Tu
agisci per la rabbia dessere stato abbandonato, di non sapere chi sei.
Anche se fosse?
Lira conduce allinferno.
Sono un ladro, ribatt Tigrinus. Andr comunque allinferno.
Non  detto, si oppose la malata. San Disma, il buon ladrone che ottenne il perdono di
Ges, e dovette interrompersi per dominare laffanno.
Son lieto per san Disma, intervenne lui, tornando a esprimersi con dolcezza. Ma a me preme
soltanto che vi rialziate da questo letto.
Sto morendo, figlio mio, non te ne accorgi?, riprese suor Assunta. Lunico mio cruccio 
saperti su una strada oscura.
Quelle parole lo ferirono pi del senso dimpotenza che gli lacerava il cuore. Voi non
morirete, non cos, esclam Tigrinus, arretrando con i pugni stretti. Ve lo prometto.
E fugg via nellalba che diventava giorno.
41
Il primo impulso fu quello di portare i suoi omaggi allo speziale che laveva imbrogliato.
Appena uscito dallo spedale di Santa Faustina, Tigrinus non riusciva a pensare ad altro che irrompere
nella bottega di quel gaglioffo e spaccargli la testa a suon di pugni. Presto tuttavia cambi idea. Far
nero un mercante di Firenze rientrava nel genere di errori che un uccel di bosco doveva a tutti i costi
evitare di commettere. Inoltre non avrebbe giovato a suor Assunta. Occorreva invece cercare una
soluzione alternativa, ovvero un sapiente in grado di curare il male che affliggeva la monaca.
Per quanto il ladro detestasse ammetterlo, vedeva ununica soluzione: rivolgersi a messer
Cosimo, o meglio al suo medico personale, tal Diotifeci dAgnolo. Fin dallinfanzia, Tigrinus ne aveva
sentito parlare come di un esempio dintelletto e di sapienza. Approfittando dellinteresse di sua
signoria per la Tavola di Smeraldo, sarebbe forse riuscito a guadagnarsene i servigi.
Al momento, per, doveva occuparsi daltro. Mentre puntava a uno dei suoi rifugi pi sicuri, al
limitare della zona del Cafaggio, si rese conto di avere qualcuno alle spalle. Pens in principio al
colossale accompagnatore di Bianca, ma voltandosi riconobbe i corsaletti e le brache rosse di due fanti
di quartiere. Da come incedevano con le alabarde tese in avanti, lavevano riconosciuto o quantomeno
erano mossi da un ragionevole sospetto.
Il ladro si comport come se nulla fosse, per poi imboccare di corsa la prima svolta. E allora le
grida degli armigeri gli confermarono quel che sospettava. Era ricercato, forse proprio per ordine del
Medici. Lui allung il passo, imbocc un vicolo cos angusto da sfiorare le pareti con i gomiti e, giunto
a met,
balz verso lalto appigliandosi con mani e piedi. Un paio di spinte ben calibrate e pot
aggrapparsi al davanzale di una finestra, quindi alle travature esterne di un tetto.
Da l prosegu su una distesa di tegole scaldate dal sole, lontano dal pericolo.
Sentendosi per un attimo pi leggero di una nuvola.
42
Convento di San Marco in Cafaggio
28 aprile, notte
Tigrinus attravers il corpo a navata unica della chiesa, avanzando a mani giunte fra decine di
nicchie invase dalloscurit. Indossava una cappa nera da domenicano, ma non era certo di ispirare
sufficiente venerabilit da ingannare eventuali osservatori. Del resto, il travestimento doveva servire
soltanto il tempo di raggiungere lala del convento destinata agli alloggi, poi sarebbe stata la volta di
ricorrere ad altro genere di astuzie.
Non era stato necessario riferire a messer Cosimo dove attenderlo. Sua signoria era talmente
legata a quel luogo da aver fatto riservare per s una cella affrescata in cui ritirarsi ogniqualvolta avesse
bisogno di isolarsi dalla vita pubblica. Il ladro laveva visitata da ragazzo in compagnia di fra
Giovanni da Fiesole, e ricordava bene come raggiungerla.
Si ricordava anche della pala esposta sullaltare maggiore, tra un fatuo corteo di ceri.
Rappresentava un Madonna dalle proporzioni perfette, assisa al cospetto di due santi in ginocchio.
Se chiudeva le palpebre, scorgeva ancora il pennello di fra
Giovanni intento a stendere strati di colore con tocchi delicati. E
udiva pure quel suo canticchiare assorto con cui era solito accompagnare i momenti della
pittura.
I santi in adorazione non erano figure qualunque. Cosma e Damiano, i fratelli guaritori legati al
culto familiare dei Medici.
Il volto del primo, lunico a rivolgere lo sguardo al di fuori della pala, riproduceva i lineamenti
impassibili del signore di Firenze.
Quasi alludesse a un impenetrabile segreto.
Il ladro fiss per un attimo quelle pupille dipinte a tempera, poi
si apprest ad attraversare la zona del dormitorio. Ripercorrendo luoghi cari della sua infanzia.
Cosimo de Medici stava ritto davanti a un leggio, immerso nella consultazione di un codice
miniato. Unimmagine lunga, quasi segaligna, fasciata in un lucco scuro. Vedendo entrare luomo
avvolto nella cappa, si limit a inarcare un sopracciglio.
Tigrinus abbass il cappuccio e si guard intorno. Il cubicolo era poco pi ampio di una cella
monacale, pur non ispirandosi agli stessi ideali di umilt. Un affresco delladorazione dei magi,
larredo opulento e una nutrita collezione di libri riflettevano al contrario la doppiezza del Medici,
costantemente celata dietro una teatrale ostentazione di temperanza.
Verific che non vi fossero terzi, poi serr luscio con una mandata di catenaccio. Siete stato
voi a sguinzagliarmi contro i birri cittadini?.
Luomo chiuse il codice con un moto di stizza. Se avessi rispettato i patti non ce ne sarebbe
stato bisogno.
Sono sorte delle complicanze, ribatt il ladro. E comunque avete ricevuto il messaggio.
Poteva trattarsi di un tranello. Hai idea di quanta gente mi voglia morto?
Datela a bere a qualcun altro. Se davvero temevate un agguato, dubito vi sareste mai esposto.
Con una smorfia enigmatica, il Medici pos le mani sul leggio provocando un leggero scatto
meccanico. Se osservi con attenzione questo mobile, disse, noterai che  dotato di un ordigno assai
ingegnoso.
Il ladro si avvicin con cautela, accorgendosi per la prima volta che il piano di lettura era quasi
per nulla inclinato e di spessore maggiore rispetto a quelli in uso nei chiostri. Inoltre presentava al
centro un foro circolare da cui fuoriusciva una punta metallica rivolta verso lingresso. Un dardo o una
freccia, a giudicare dal poco che si scorgeva. La sintesi perfetta della vostra
personalit, comment senza stupore. E anche di quel che mi  capitato nelle selve di
Marsciano.
A
proposito
di
Marsciano,
puntualizz
Cosimo,
manifestando dun tratto la sua impazienza. E allontanatosi dal leggio, gli si mise di fronte.
Hai trovato o no il monaco?
Oh, s. Il monaco lho trovato.
E il libro?
So dove si trova.
Il Medici lo prese per il bavero. Significa che Lionardo da Pistoia non laveva con s?.
Tigrinus gli afferr il polso fino a strappargli un grugnito di dolore, dopodich gli diede le
spalle, fingendosi interessato agli oggetti che arredavano la cella. Padre Lionardo, spieg per
umiliarlo,  unesca inviata fin qui appositamente per saggiare il vostro interesse.
Un inganno del cardinal Bessarione, medit Cosimo. A quale scopo?.
Il ladro prese una caraffa sistemata su uno scrittoio e si riemp una coppa con del vino. Dubito
sia Bessarione a muovere i fili dellintrigo.
Allora chi?.
Prima di rispondere, sorseggi il nettare rosso rubino. Colui che possiede la Tavola di
Smeraldo.
Tanto bast perch il Medici sinfuriasse. Quella serpe!, sbott, rivolgendo le lunghe dita
verso lalto.
Dunque lo conoscete, motteggi Tigrinus.
Cosimo gli piant gli occhi addosso. Cosaltro ti ha rivelato padre Lionardo?
Se ve lo dicessi, il mio ruolo perderebbe dimportanza.
Tilludi di poter giocare con me?, continu il signore di Firenze. Linganno di cui credi
daver scoperto ogni cosa fu concepito ancor prima della tua nascita.
Il ladro pos la coppa con fare minaccioso, ripensando a quanto gli era stato rivelato da padre
Lionardo sullabate nero. Luomo
misterioso dai capelli striati di bianco, come i suoi Per la prima volta nella sua vita sentiva
dessere vicino alla verit sulle proprie origini e non avrebbe ceduto di fronte a una semplice sfuriata.
E quale legame avrei io con questo inganno?
Oh. Laltro ritrov la sua sardonica impassibilit. Quindi ti  stato instillato il dubbio.
Ora che vi siete scoperto, insistette, non potete pi tacere.
Non scordare di trovarti al cospetto di un mercante. In cambio cosa mi offriresti?
La Tavola di Smeraldo. La trover per voi.
Cosimo de Medici rise. Per quella ti  gi stata concessa la libert, rammenti? E al momento
sei ancora a mani vuote.
Vorreste incolpare me dessere stato gabbato?, ribatt Tigrinus. Se le vostre spie fossero
state pi accorte, avreste scoperto in anticipo che Lionardo da Pistoia viaggiava per Frascati senza
alcun libro. Io la mia parte lho fatta, ho rischiato la pelle, e ora son qui a proporvi un nuovo accordo.
In cambio di un nuovo pagamento.
Vi pare forse iniquo?
Al contrario, lassecond il Medici. Sappi per che ti conceder uno e un solo favore, quindi
stai attento a cosa chiedere.
Il ladro fece dunque per interrogarlo sulle proprie origini, ma prima di proferir verbo si morse la
lingua. Un solo favore, ripet a se stesso. Certo, avrebbe potuto ricorrere alla cinquedea per ottenere
ben pi di quello, per in tal caso avrebbe compromesso ci che gli stava davvero a cuore. C una
persona a cui tengo molto, mormor abbassando lo sguardo, una monaca bisognosa di cure.
Mi hai forse preso per un cerusico?, lo canzon laltro.
Il vostro medico gode di ottima fama.
Cosimo fece cenno daver compreso. Messer Diotifeci dAgnolo, il padre di Marsilio Ficino.
Se egli potesse recar visita a quella donna.
Dubito daver inteso. Significa forse che rinunceresti a ogni altro genere di compenso?.
Tigrinus annu.
Dopo una fugace sorpresa, Cosimo torn a nascondersi dietro la sua maschera ermetica. Posso
esaudire la tua richiesta, rivel, avvicinandosi a uno scranno sistemato in un angolo della cella.
Per ti esorto a riflettere se  davvero quel che pi desideri.
Il ladro lo guard sedersi e allungare la mano verso un liuto dal manico corto appoggiato a terra.
Non desidero altro, assicur,
che inviate il vostro medico allo spedale di Santa Faustina con lincarico di salvare la vita della
badessa.
Sar fatto. Cosimo prese in grembo lo strumento musicale e ne pizzic le corde, producendo
una melodia di sapore orientale.
Ma in cambio voglio Lionardo da Pistoia.
 escluso. Quel monaco resta sotto la mia protezione.
Teme forse che voglia fargli del male?
Non si fida di voi.
Al punto da preferire la compagnia di un ladro?
Lui mi ritiene assai pi di questo.
Il Medici proruppe in una risata nervosa. Labate nero gioca con te attraverso di lui, non te ne
accorgi?.
Tigrinus ignor la provocazione.  la prima volta che pronunciate quel nome, gli fece notare.
Ed  una di troppo. Cosimo parve ancora sul punto di perdere le staffe. Fu solo grazie al liuto,
e alla malia delle sue corde, che riusc a conservare la calma. Quello scellerato si nasconde da qualche
parte in Morea, bench nessuno sappia esattamente dove. Lo fa per sfuggire ai turchi e a chiunque altro
voglia la sua testa, capisci? Eppure non cessa di tediarmi con i suoi maledetti tranelli.
Il ladro scorse nella sua espressione unombra malsana, forse assassina, e non pot trattenere la
curiosit: Si pu sapere cosa rappresenta per voi quelluomo?
Ti sar concesso un solo favore, rammenti?, gli fece presente
il Medici.
E sia, dovette arrendersi, ma non avrete padre Lionardo fino al mio ritorno.
Il signore di Firenze si fece silenzioso, continuando a pizzicare le corde di nervo in un
crescendo di trasporto. Era quasi aberrante sentir produrre tanta bellezza dalle dita di un banchiere,
eppure la melodia si faceva sempre pi armoniosa, finch non prese lo slancio e lintonazione di una
frottola popolaresca.
Quando Cosimo sollev di nuovo le palpebre, pareva quasi divertito. In ogni caso, disse, ti
servir una nave.
Appena
avr
maggiori
informazioni,
cerc
di
temporeggiare Tigrinus.
Luomo scosse il capo. Prenderai il mare fra tre giorni, a Livorno. Per allora una mia galea
mercantile avr levato lncora per raggiungere la Morea, e tu sarai sopra il suo ponte. Pos il liuto, si
alz dal seggio e slacci la scarsella che gli pendeva dalla cintura, controllandone il contenuto. Ecco i
denari per limbarco, disse, lanciandogliela a mo di congedo. Per limbarco e per altre spese che
possan rivelarsi necessarie.
43
Tigrinus usc dal convento di San Marco pi indispettito che soddisfatto. Aveva stretto un patto
con il Medici, s, e anche ottenuto che Diotifeci dAgnolo curasse suor Assunta, per mal tollerava
lidea di imbarcarsi nel giro di tre giorni. Non che la prospettiva di raggiungere la Morea lo
spaventasse. Daltro canto avrebbe preferito prendersela comoda per abituarsi allidea, e soprattutto per
organizzare il viaggio secondo criteri propri e non altrui. Ora invece gli restava appena il tempo di
ritirare da padre Lionardo la mappa del monte Athos, poi un fugace saluto allo spedale di Santa
Faustina e via, a rubare un cavallo per dirigersi verso Livorno.
Si era allontanato di qualche passo dalla facciata della chiesa, e gi stava per sparire in una delle
tante strettoie che serpeggiavano sotto larazzo stellato della notte, quando simbatt in unimponente
sagoma intabarrata in un mantello.
Il ladro si arrest di colpo. Indossava ancora labito da domenicano, ma sotto di esso poteva
contare sul corsaletto di cuoio e soprattutto sulla lingua di bue infilata nella cintura.
Scopr il viso con fare sfrontato. Scansatevi, ordin, con messer Cosimo ho concluso.
Io non servo messer Cosimo, ribatt lindividuo, facendosi avanti.
Tigrinus riconobbe lorso visto in compagnia con Bianca. Di cosa vimpicciate?, esclam.
Una persona intende parlarvi.
A un incontro galante con la vostra padrona non rinuncio, rise con asprezza. Ma sia lei a
venirmi a cercare.
Faleno scost il mantello per scoprire una corta spada. Non forzatemi la mano, messere.
Il ladro persever nel suo atteggiamento beffardo. Un uomo, anche se bello grosso, non basta a
fermarmi.
Ho i miei dubbi, ribatt il masnadiere. E tuttavia, nel caso mingannassi.
Tigrinus si volt di scatto e not un secondo sgherro uscito dallombra. Prima ancora di
verificare se fosse armato, sfil la cappa e gliela gett in faccia, dopodich svicol di lato per
raggiungere un punto qualsiasi ove poter far perdere le tracce.
Faleno per gli si par di fronte, costringendolo a sguainare la cinquedea.
Si trovavano ai margini della piazzola antistante il convento, tra una fila di alberi e un loggiato
rischiarato da una fila di fiaccole.
Il ladro men un fendente e tent di sgusciare via oltre le colonne, ma trov il masnadiere a
sbarrargli ancora il passo.
Schiv un affondo e un colpo trasversale che sibil nellaria come il verso di un animale, poi
pass allattacco con velocissime stoccate che stridettero al contatto con la lama del nemico. Non era
facile aprirsi una breccia nelle difese dellenergumeno, e ben presto il problema si raddoppi col
sopraggiungere del secondo compare. Impugnava un randello, il vigliacco, e restava in attesa degli
assalti di Faleno per attaccare il ladro alle spalle.
Tigrinus si destreggi alla belle meglio finch non si accorse di essersi liberato sul fianco
destro. Abbass larma e caracoll distinto verso una strettoia, nella speranza di dileguarsi come gi
fatto quel mattino con i fanti di quartiere. Daltro canto, sapeva di non rischiare la vita. Lomone col
mantello intendeva soltanto condurlo da Bianca, e a ragion veduta sarebbe forse stato meglio
assecondarlo anzich far tanto lo smargiasso. Per la missione di Cosimo non ammetteva contrattempi.
Giunse di volata a un muretto abbastanza basso da poter essere scavalcato, mise la cinquedea tra
i denti e salt aggrappandosi alla sommit. Ma prima che potesse issarsi, una mano grossa quanto un
maglio gli si strinse intorno alla caviglia e lo stratton.
Il ladro stramazz supino, ferito al labbro dalla sua stessa lama.
Bastardi!, esclam sbavando sangue.
Si volt rabbioso nella polvere, scalciando a pi non posso.
Finch il randello non cal, brutale, sulla sua tempia.
Parte terza. Lalbero e il cappio
44
Prima di risvegliarsi ud un fragore di sogni che sinfrangevano su scogli invisibili, nella risacca
delle tenebre. Poi il languore di una fiamma, una serpe dorata a cui Tigrinus si aggrapp per non
naufragare Infine si scosse. Sedeva su uno scranno di legno, con le mani legate dietro la schiena. Il
dolore alla tempia destra gli impediva di aprire bene gli occhi, ma non di raccogliere i pensieri. Cosimo
de Medici, padre Lionardo e il monte Athos presero a tormentarlo come uno sciame di api.
Si trovava in una stanza buia, un deposito di botti che si scorgevano a malapena a ridosso delle
pareti. Il lume proveniva da una candela stretta fra le dita di un individuo dalle proporzioni enormi, il
masnadiere dellagguato. Il ladro gli rivolse un burlesco cenno di saluto e rizz il collo per guardare
oltre di lui, verso due sagome in attesa. Un uomo e una donna.
I familiari di Giannotto Bruni, suppongo, esord, opponendosi al torpore che gli impastava la
bocca. Si accorse di dover modulare il respiro a causa di una corda stretta intorno alla vita.
La donna manifest lintenzione di avanzare, ma colui che le stava accanto la ferm. Il ladro
riconobbe messer Angelo. Lo guard uscire dallombra, notando che rispetto alla volta precedente
incedeva appoggiandosi a un bastone dal manico di metallo. Altrettanto impacciato, anche se meno
svagato e quasi curvo, pareva invecchiato di ventanni.
Indietro Faleno, ordin Bruni, ostentando unaudacia grottesca. Costui  immobilizzato, non
pu farci alcun male.
E neppure intendo farvene, sottoline Tigrinus.
Il masnadiere arretr nel vibrare della fiamma, e al suo posto si stagli Angelo. Diceste cos
anche a mio padre?, chiese al prigioniero.
Vi ricordavo pi indulgente nei miei confronti, gli rispose, memore daver ammaliato
quelluomo parlando del delitto di Santa Trnita. Era bastato menzionare i fiorini, in effetti, e a
giudicare dalle missive trovate sulla sua scrivania sarebbe stato facile portarlo ancora dalla sua parte.
Mi reputate sul serio responsabile dellassassinio di vostro padre?
Se cos fosse sareste gi morto stecchito, lo avvert Bianca, mettendosi al fianco del cugino.
Madonna, i miei ossequi, la salut Tigrinus. Mi mancava il vostro tocco delicato.
Lei alz il mento, facendo sparire il bel volto dietro un palpitare di chiaroscuri. In tal caso,
stanotte ne farete provvista.
Non si era espressa in modo ostile, e ci apr una breccia di speranza nel ladro. Daltro canto, il
fascino di quella femmina era capace di mitigare il senso del pericolo. Anzi, istigava Tigrinus
addirittura a provocarla per mettere in scena un audace corteggiamento. Se non per vendetta, le
chiese, per quale motivo mi trovo al vostro cospetto?.
La donna continu a celarsi nella semioscurit. Per far chiarezza sullaccaduto,  ovvio.
C poco da chiarire, la stuzzic lui, con laria di chi vuol sottintendere il contrario.
Lassassino di vostro zio voleva indietro le perle, ecco tutto.
Come fate a, sobbalz lei.
Le perle, o quantomeno la somma corrispettiva a una minima parte del loro valore. Pur
trovandosi immobilizzato e senza alcuna possibilit di fuga, Tigrinus ebbe conferma che affrontando
quel discorso avrebbe ottenuto un sicuro vantaggio.
Gli eredi della famiglia Bruni gli si erano infatti subito avvicinati, pi impazienti di soddisfare
la loro curiosit che lui di tornare libero. Di recente, spieg con maggior scioltezza, mi sono
introdotto nel vostro palazzo e ho avuto occasione di consultare alcune lettere sulla scrivania dello
stud.
La frase fu troncata da uno schiaffo di Bianca. Il ladro fece per
riprendere, ma lei lo colp una seconda volta. Scellerato!, gli grid in faccia. Pertanto sareste
stato voi a derubarci la notte scorsa!.
Uninnocua sortita, minimizz lui, senza pararsi dietro alcuna ipocrisia. A suo parere,
prelevar sostanze da una dimora altrui non rappresentava nulla di peccaminoso. Specie se a rimetterci
erano i ricchi, in grado di rimpinguare il maltolto nel tempo di un amen. Ma le percosse della donna lo
fecero pentire di essersi espresso con tanta schiettezza.
Infame!, continuava Bianca, minacciando di schiaffeggiarlo ancora. Rendete subito i gioielli
e la mia maschera, o giuraddio.
Quale maschera?, la interruppe Angelo, interdetto.
Signore mio, lo canzon Tigrinus, possibile che dobbiate sempre far la parte del grullo?.
Neanche avesse ricevuto uningiuria, messer Bruni brand il bastone e colp la spalla del
prigioniero con tutta la violenza di cui era capace. Osi insultarmi?, url, preparandosi a sferrargli
unaltra randellata sulla testa.
Faleno si mosse per trattenerlo, ma fu Bianca a raggiungerlo per prima. Incurante di attirare su
di s la reazione brutale del cugino, gli pose una mano sui polsi e laltra sulla fronte, quasi volesse
rasserenare un fanciullo. Calmati, ti prego, lo implor, tenendo a freno la sua stessa agitazione.
Nessuno  qui per nuocerti, n tantomeno per dileggiarti.
Ma lui, lui. Angelo fremeva con le narici dilatate di un bue trascinato al macello. Ha
osato.
Non intendevo certo recare offesa a chicchessia, lassecond Tigrinus, che fino ad allora
aveva ignorato di essere in balia di un pazzo. Si convinse dunque a sviare la sua rabbia servendosi
dellargomento pi allettante di cui disponeva. E se a vossignorie sta sempre a cuore, aggiunse,
sarebbe duopo fare il punto sulla questione delle perle.
Come previsto, Bruni si ricompose. Daccordo, marrano,
grugn. Sciogli la lingua e di quel che sai.
Non ho granch da confessare, in verit, rispose. Si tratterebbe, in sintesi, di confrontare le
mie supposizioni con le vostre.
E cosa villudereste di spartire con le mie congetture?
Che a impossessarsi delle perle sia stato lex trinitario fraudolento, quel tal Balduccio di cui si
fa menzione nelle lettere custodite nel vostro studio.
Non ci sono prove, sospir Bianca. La sua prontezza nel ribattere sugger che anche lei aveva
soppesato quellipotesi, ma a differenza del cugino non lasciava trapelare alcun interesse per il tesoro.
Il ladro dedusse che, per lei, quella caccia alluomo rappresentasse esclusivamente lopportunit di
vendicare lo zio.
Le sue parole successive gliene diedero conferma: Tuttavia, per quanto ne sappiamo,
Balduccio Landini fu lultimo a vedere quelle perle.
Tigrinus annu. Le vide, ne calcol il valore e forse elarg consigli al loro proprietario sulla
nave a cui affidarle.
Ma come avrebbe potuto rubarle al legittimo proprietario, obiett Angelo, se questultimo
simbarc con le perle stesse?
Non  detto, gli fece notare il prigioniero.
Costui ha ragione, incalz Bianca, rivolta al cugino. Le perle potrebbero essere state
acquistate tramite un mediatore, un agente o magari un mercante insediato a Famagosta per conto di
qualcuno che forse non si  mai spostato da Firenze.
Tigrinus scosse il capo. Lassassino di Giannotto Bruni non  di Firenze. La sua voce, i suoi
modi sono quelli di un forestiero appena giunto in citt. Prima ancora di concludere la frase, percep
lo scetticismo dei suoi aguzzini e non se la sent di biasimarli. Firenze era una realt molteplice che
attirava a s, giorno dopo giorno, genti di ogni tipo. Oltre a chi le apparteneva fin dalla nascita e ai
villani di sangue tosco, non era inusuale incrociare per le sue vie persone sbarcate dai porti, schiavi
liberati, mori in abiti esotici e visitatori giunti dal nord. Ma per
chi come lui era avvezzo a studiare ogni singolo passante, e a intuire se oltre alla scarsella
nascondesse anche un pugnale, era facile cogliere certe sfumature. Ragion per cui, era certo di non
ingannarsi.
Angelo tuttavia aveva urgenza di far luce su ben altri argomenti.
Sareste dunque persuaso al di l di ogni dubbio, lo interrog,
che il proprietario delle perle e lassassino di mio padre siano la stessa persona?
Chi altri si sarebbe preso il disturbo di piantargli un pugnale nella pancia?.
Messer Bruni si accarezz il mento, assai perplesso.
Manifestava unostilit che andava ben oltre la diffidenza, a lasciar intendere di covare ancora
fuoco sotto la cenere. Pi vi ascolto, pi scorgo in voi lintenzione di manipolarci, disse.
Soprattutto considerato che fino a oggi Balduccio Landini non aveva mai imbrogliato mio
padre.
Ne avete assoluta certezza?, si oppose il ladro.
Ecco un altro tentativo di confonderci!, sbott Angelo, levando il bastone.
Cugino mio, tent di placarlo Bianca, sei adirato e ne hai ben donde, ma se rifletti un
istante.
Lui la squadr con sdegno. Non dirmi che sei daccordo con questo gaglioffo!.
Il primo a prestargli fede sei stato tu, gli fece presente lei.
Nelle prigioni e poi davanti al libro di Tolomeo, ti sei forse scordato? E sei sempre stato tu a
coinvolgermi, a suggestionarmi fino indurmi a valutare la pi improbabile delle ipotesi. Intendi forse
rimangiarti la parola?
Un conto  supporre che la morte di mio padre sia collegata a un tesoro scomparso, spieg
Angelo. Un altro, se me lo concedi,  fidarsi ciecamente delle fanfaluche di un brigante.
Daltro canto, aggiunse Bianca, sarai daccordo che lambiguit
ostentata
da
padre
Montano
riguardo
il
coinvolgimento di messer Balduccio  quantomeno sospetta.
In questo momento non mimporta un bel niente di padre Montano, sbott messer Bruni,
rivolgendo uno sguardo stralunato al prigioniero.
Non parlate con me, si scherm Tigrinus. Io questo padre Montano nemmeno lo conosco.
Voi, furfante, toglietevi quellaria tronfia dalla faccia, lapostrof Bianca. Gli gir intorno e,
afferrandogli i capelli, sussurr: Potrete pure aver ragione su ogni cosa, ma nulla esclude che voi siate
un complice dellassassino.
Per tutta risposta, il ladro indirizz un cenno dintesa al taciturno Faleno. A quanto pare, qui
sono il solo a ragionare come si deve, e si agit nel tentativo di mettersi pi comodo.
Che ne dici, amico mio? Allentare di mezza spanna queste corde sarebbe chiedere troppo?.
Nel frattempo messer Bruni aveva ritrovato la calma. Se Balduccio Landini ci avesse davvero
ingannati, rimuginava ad alta voce, basterebbe trovare lui per mettere le mani sulle perle.
E risalire allassassino di tuo padre, chios Bianca.
Ventimila fiorini doro, vagheggi lui.
E la giusta vendetta, gli fece eco la donna.
Nel caso fosse andata come sospettiamo, subentr Tigrinus,
il nostro Balduccio avr seguito via mare lo scrigno di perle, probabilmente sulla stessa nave.
Angelo fece cenno daver compreso. Cos si spiegherebbe lirreperibilit di quellinfame a
Famagosta.
E una volta sbarcato a Venezia, prosegu il ladro.
Avrebbe prelevato le perle dalla stiva, con il pretesto di consegnarle al legittimo proprietario,
concluse Bianca. In quanto agente di compagnia era in buona fede, nessuno glielavrebbe impedito.
Il goffo Bruni prese a camminare avanti e indietro per lambiente, accompagnato dal tedioso
picchiettio del bastone. Il ragionamento fila, ammise. Fila al punto che varrebbe la pena
controllare.
Varrebbe la pena se si conoscesse il nome della nave, lo deluse la cugina. Allora s, si
potrebbero consultare i manifesti di carico archiviati presso il porto di Venezia, e apprendere non solo
se le perle sono state davvero scaricate, ma anche lidentit di colui che le ha portate via. Senza quel
nome, per, limpresa  impossibile. Hai idea di quante navi salpate dallOriente approdino ogni mese
in quella citt marinara?.
Con le membra ormai intorpidite e i polsi doloranti, Tigrinus osserv gli eredi di messer
Giannotto fissarsi con sconforto.
Finch, con fare noncurante, ruppe il silenzio. Be, ammise,
se  solo questo limpedimento, sappiate che io conosco il nome della nave.
Sciagurato, e lo dici soltanto adesso?, sbott Angelo. Avresti potuto confessarlo alle
Stinche, o magari prima di metterti a blaterare su messer Balduccio!.
Per lasciare che costui finisse il lavoro?, ribatt il ladro, alludendo a Faleno. Forse lorsignori
non hanno ancora soppesato le possibili conclusioni di questa chiacchierata, ma io s. State agendo al di
fuori della legge e per giunta per trovare un tesoro che farebbe gola a molti. Evit di precisare che fra
quei molti rientrava pure lui stesso, soprattutto ora che sapeva come cercare, e prosegu: Perci, a
meno che non si addivenga a un accordo, risparmiarmi la vita sarebbe a dir poco da ingenui.
Madonna, quel bischero ha ragione, intervenne il masnadiere, che fino ad allora se nera stato
muto, indifferente persino alla candela che gli sgocciolava fra le dita. Senza contare le spie di
Vitelli.
Tigrinus sbarr gli occhi. Le spie di Vitelli?
Per quelle, gli spieg Bianca, suppongo si debba ringraziare voi. Sembra che il capo delle
guardie abbia deciso di farmi pedinare da quando gli ho rivolto delle domande sulla vostra
scarcerazione.
Avete rischiato pi di quanto immaginiate, madonna.
E non ci fornirete spiegazioni in merito, suppongo.
In tutta franchezza, la mise in guardia il prigioniero,
dovreste preoccuparvi di ununica cosa. Se Niccol Vitelli scoprisse che avete cercato di
nuocermi, dovreste vedervela con uno degli uomini pi potenti di Firenze. Per il vostro bene, vi
consiglio dunque di lasciarmi subito andare.
Voi non andrete da nessuna parte, sentenzi la donna, che al sentir parlare di nemici occulti
aveva accentuato i suoi modi aggressivi. Si tratta di vendicare il mio adorato zio, capite? Mi auguro
quindi che non abbiate mentito o stravolto il resoconto dei fatti, poich sarete obbligato ad andare a
fondo nella faccenda.
Tigrinus si dimen con rabbia. Lunico modo di uscirne sarebbe stato confessare il nome della
nave udito nella cripta di Santa Trnita  la Saturnia  ma cos facendo avrebbe dovuto dire addio a
ogni speranza di sopravvivere. Mantenere il segreto, daltro canto, lo vincolava a una situazione che gli
avrebbe impedito di portare a termine la missione del monte Athos, col rischio di fomentare lira di
Cosimo de Medici. Intendete costringermi?, esclam. E servendovi di quale stratagemma, di
grazia?
Uno stratagemma semplicissimo, messere, rispose Bianca.
In virt della nostra sfiducia reciproca, vi costringeremo a raggiungere Venezia per indagare di
persona.
Lui ghign con asprezza. Fuggir alla prima occasione.
Lei scosse il capo. Non partirete libero, bens in catene, sotto la scorta di Faleno. Il nostro
uomo controller ogni vostra mossa e ci terr informati su ogni progresso. Se vi ribellerete o fallirete
nella ricerca, pagherete con la vita.
Tigrinus fece per ribattere, ma Angelo lo zitt puntandogli il bastone alla gola.
Come vedi, ladruncolo, soggiunse Bruni con un sorriso sadico, collaborare  nel tuo
interesse.
45
Poche ore dopo, Tigrinus stava scendendo nelle Burella in compagnia di Faleno. Il masnadiere
era gi entrato nel ruolo di cane da guardia e lo precedeva tenendolo per una cavezza legata al collo.
Dal canto suo, il ladro si contentava di poter almeno incontrare, prima di lasciare Firenze, la persona
nascosta in quellavello senza essere tenuto a spiegare chi fosse. Nel chiedere un simile favore non
aveva sperato che Bianca glielo concedesse  fra i due cugini, era lei a decidere  e vedendola invece
acconsentire gli era parso di cogliere una fugace complicit. Non era stata la prima volta, del resto.
Tigrinus aveva gi notato che la donna, di tanto in tanto, lo fissava incuriosita, quasi compiaciuta. E il
fatto che gli avesse risparmiato la vita, pur vincolandolo a quellassurda impresa, gli faceva sorgere il
sospetto daver suscitato in lei un qualche interesse.
Tilludi, si disse incespicando per lennesima volta. Faleno avanzava con passo spedito, senza
dargli il tempo di schivare le buche e le macerie disseminate nel labirinto di gallerie. Il ladro stratton
la corda, ottenendo soltanto di mettergli maggior premura. Quanto ti paga la tua padrona?
Non  la mia padrona, grugn lomone.
Ancora una volta, percep in lui un misto di adulazione e rispetto che travalicava il senso
donore pressoch nullo dei mercenari. Si chiese se non fosse attrazione, o semplicemente un bisogno
maturato dopo anni di turpitudini di dimostrare fedelt a una persona coraggiosa. Per esegui i suoi
ordini, lo provoc.
Il masnadiere finse di non aver udito e si guard intorno con insofferenza. Si pu sapere chi
cerchi qua sotto?
Non ti riguarda, gli rispose il ladro. In cambio della sua maschera, monna Bianca mi ha
concesso di mantenere la
segretezza.
Pu averti anche concesso la luna, ma se credi che ti lascer solo.
Una risatina echeggi sotto le arcate color pece e, allimprovviso, un diavoletto ricciuto spunt
balzellando davanti a loro.
Tanta strada per questo aborto?, borbott Faleno.
Il nano, piccato, sguain uno stiletto pi corto di un ago.
Attento a te, ammasso di ciccia!.
Frena limpeto, mio salvatore, ironizz Tigrinus, e portami dal santuomo.
Il compare lo scrut basito. Viene anche il tuo accompagnatore?
Come puoi ben vedere, il ladro gli mostr la cavezza, siamo un corpo e unanima sola.
Son quasi geloso.
Spicciati, il nostro Golia non  un tipo paziente.
Non fu impresa semplice far intendere a Caco cosa stesse accadendo, e ancor pi dargli unidea
della gravit della situazione. Mentre guidava i due visitatori nei sotterranei di Firenze, il nano
continuava ad accusare Tigrinus daver trovato un altro compare per sostituirlo. Ancor peggio reag
quando si avvide che il gigante poteva intrattenersi con il ladro al cospetto di Lionardo da Pistoia.
Bella carogna, sei!, loffese a quel punto.
Possibile tu non capisca?, replic lamico, gravoso. Ora sta alla larga, va, prima che il mio
compare  come ti ostini ad apostrofarlo  si decida ad aprirti un sorriso sul collo.
Caco sput a terra e scrut Faleno come se volesse sfidarlo a una singolar tenzone, poi arretr
bofonchiando nellombra di un cunicolo. Tigrinus attese di non udire pi lo strascicare dei suoi passi e,
sforzandosi dignorare lopprimente presenza del custode, rivolse un saluto al monaco.
Prima di ricambiare, padre Lionardo osserv il masnadiere e la cavezza che terminava intorno
al collo del ladro. Hai parlato con il nostro comune amico?, chiese, mantenendosi volutamente
oscuro.
Tigrinus annu. Si  detto disposto ad aspettare, pur di ottenere ci che gli interessa. Voi, nel
frattempo, resterete protetto.
Ma a quanto pare, obiett il monaco alludendo a Faleno,
sono sorti degli impedimenti.
Nulla dinsormontabile, sdrammatizz con unalzata di spalle.
Appena sbrigato limpiccio, agir come previsto.
Sa di unattesa molto lunga.
Non datevi pena. Il mio compare vi trover un alloggio pi confortevole, ve lho promesso.
Il vostro compare  pazzo, protest padre Lionardo, guardandosi intorno con un piglio di
esasperazione. Trascorre il tempo a parlare da solo e dar la caccia ai topi. Credo addirittura me ne
abbia servito qualcuno per pasto, facendolo passare per un piccione.
Il ladro si finse meravigliato. Ne siete sicuro? Eppure vi trovo in salute, quasi florido.
Faleno sbuff sommessamente. Insomma, si arriva al dunque?. In piedi con le braccia
conserte, stava cos immobile da aver fatto dimenticare i due interlocutori della sua presenza.
Il monaco lo plac con un cenno della mano e porse a Tigrinus un rotolo di pergamena. La
mappa della penisola, si limit a spiegare. Affinch troviate la strada.
Il ladro infil linvolto nella cintura e, a mo di congedo, gli diede un terzo delle monete elargite
da Cosimo de Medici per il viaggio. Affinch non mangiate pi topi, spieg. Ma mi raccomando,
datele a Caco un po per volta. Altrimenti quella scimmietta lussuriosa le dissiperebbe tutte in
baldracche e vi lascerebbe morire di fame.
46
Palazzo Bruni
2 maggio
Bianca sedeva al piccolo leggio della sua stanza, di fronte a una finestra affacciata sullArno. La
luce del mattino le disegnava intorno ai capelli unaura dorata, enfatizzando le sopracciglia inarcate per
lo sforzo della lettura. Non era un testo ameno quello fra le sue mani. Fin da giovane aveva mostrato
interesse per i manuali dabaco e per le pratiche di mercatura, grazie alle quali, insieme allo zio, era
riuscita a scoprire la vastit del mondo senza mai salire sul ponte di una nave. E ora eccola a
scartabellare un codice dal titolo ampolloso  Quello che si paga di diritto nellisola di Cipro di
mercatanzia  nel tentativo di comprendere quale stratagemma avesse adoperato Balduccio Landini per
imbarcare a Famagosta un carico di perle altrui e ritirarle a Venezia come merce propria.
Certo, si trattava di unipotesi. Con tutta la sua loquela, Tigrinus non aveva potuto dimostrare al
di l di ogni dubbio che lagente della compagnia filiale fosse lartefice di un simile imbroglio.
Per giunta, il ladro si era guardato dallo spiegare cosa lavesse indotto a intrufolarsi nella casa
dei Bruni e a impicciarsi della faccenda, a dispetto del rischio di restarne coinvolto pi di quanto gi
non fosse.
Un comportamento strano per un individuo del genere, pens Bianca, bench non avesse
esperienza in materia. Intravedeva in Tigrinus una forma distorta di gentilezza capace di irritarla e di
affascinarla al tempo stesso. A colpirla, per, era il senso di libert al limite delleversione che
trapelava da ogni suo gesto, quasi si trattasse di una necessit di combattere contro ogni cosa.
La donna sentiva di doversi interrogare pi a fondo su di lui, ma
al momento prefer veleggiare al largo da quella sensazione per assaporarne gli ineffabili
confini.
Si stacc dal leggio e guard allesterno. Il fiume dai riflessi dacciaio era percorso da sciami
dimbarcazioni che, quasi per incanto, si raggruppavano lungo le sponde senza permettere ad alberature
e velami dimpigliarsi tra loro, provocando grotteschi incidenti. Se inspirava a fondo, le pareva di
cogliere gli odori delle spezie riposte nelle stive, il lezzo asprigno del pesce essiccato e dei calafataggi a
cui si aggiungeva una nota malinconica di salmastro.
Quel richiamo era potente, una tenaglia stretta allo stomaco capace di farle rimpiangere la sua
vigliaccheria, o meglio la pigrizia che laveva assuefatta dalla nascita ad accettare gli agi della vita
domestica insieme alla condizione di femmina.
Una femmina ormai zitella, si corresse con un sorriso amaro.
Torn a seguire le manovre delle navi, sperando in una distrazione capace di placare un
improvviso senso di tristezza.
Finch non comprese che era proprio quello spettacolo a infondergliela. Le ricordava lo zio
Giannotto, mentre passeggiava torvo lungo le banchine con le mani giunte dietro la schiena. Vieni
bambina mia, era solito dirle con fare complice.
Vieni a vedere cosa ci ha portato il mare.
Si sporse sul davanzale per contenere una fitta allo stomaco, poi fu la volta di domare la rabbia.
La madre spirata nel darle la vita, il padre morto in Francia e ora quellinsopportabile ingiuria
Un rumore alle spalle la costrinse a voltarsi col il volto bagnato di lacrime.
La fantesca, sulla porta, arretr sconcertata. Madonna, squitt,
vi prego di perdonarmi.
Cosa ti abbisogna?, chiese Bianca con asprezza.
La serva parve faticare a trovare le parole. Chiedono di voi, rispose infine.  messer
Vitelli.
47
Il capo delle guardie stava ritto in controluce, sul portale dingresso. Le braccia conserte e le
gambe leggermente divaricate gli conferivano un aspetto che doveva indurre molti facinorosi
allimmediata sottomissione. Bianca tuttavia ebbe occhi solo per il molosso acquattato al suo fianco.
Appena lo vide rallent il passo, accorgendosi troppo tardi di averne suscitato in quel modo linteresse.
Niccol Vitelli ghign. Buono, Malacoda.
La donna ebbe limpressione che quelle parole fossero state pronunciate per ottenere lesatto
contrario, dacch il cane si alz sulle zampe e prese a ringhiare. Con un fugace sollievo, lei not la
parte terminale del guinzaglio stretta in una mano del padrone.
Qual buon vento, messere?, chiese per dissimulare la paura.
Soltanto allora si rese conto che era presente anche Angelo.
Al contrario di lei, il cugino sembrava a suo agio. Appoggiato al bastone con ambo le mani, se
ne stava con il peso del corpo proiettato in avanti alla stregua di un grosso pappagallo sul trespolo. Si
limit a rivolgerle un saluto laconico.
Eventi inquietanti, rispose Vitelli.
La donna tent di decifrare la sua espressione compiaciuta.
Riguardanti la nostra famiglia?.
Il birro scosse il capo. Padre Montano da Bagnone.
Cosa gli  successo?
Messer Bruni mi ha appena riferito che era vostro confessore, prolung lattesa lui.
S, gli conferm. E allora?
Allora lhanno trovato morto stamane. Il capo delle guardie varc lingresso col suo cane,
quasi volesse prendere possesso della dimora. Poco fuori Firenze, specific, lungo la strada
diretta alla pieve di San Salvi. Sono stato informato che vi si recava di tanto in tanto, a titolo di
elemosiniere.
Bianca arretr con la mano sul petto. Lasceta e il bugiardo, il santo e linfame In un instante
rivisse una dozzina di ricordi legati a quel monaco, insieme al rimorso di averlo ritenuto responsabile
della morte dello zio senza averne la prova concreta. Si liber della presa di Angelo, intervenuto per
darle conforto, e avanz incredula verso linfausto messaggero. Si  trattato di una disgrazia?.
Vitelli abbozz un gesto vago. Qualcuno lha impiccato a un albero.
Non capisco, mormor lei, cercando di riprendere il controllo delle emozioni. Si sentiva
esposta, invischiata in una situazione al limite del grottesco. Continu a rivolgersi al birro, senza pi
curarsi della presenza del molosso. Per quale motivo ce ne recate notizia proprio voi?.
Lui la fiss sempre pi soddisfatto. Mi  giunta voce che lavete incontrato di recente, presso il
convento di Santa Trnita.
Le vostre spie, suppongo, sibil Bianca, rendendosi finalmente conto di quel che stava
accadendo.
Il birro mal cel lo stupore. Non c bisogno di spie per sapere cosa accade dentro una chiesa.
E cosaltro sapreste?, lincalz lei.
Che avete litigato con il monaco.
Vi  stato riferito male, ment con prontezza. Ricorsi a padre Montano perch ero affranta
dal dispiacere per mio zio, e lui mi consol.
Il volto di Vitelli divenne inespressivo. Anche laltro uomo in vostra compagnia era l per
consolarvi?
Quale uomo?
Quello bello grosso che vi ha accompagnata fuori dal convento. Un tizio poco raccomandabile,
se mi  concesso esprimere unopinione. Si fa chiamare Faleno e gode della nomea di assassino e di
protettore di baldracche. Per quale delle
due ragioni era interessato a voi?
Come osate?, grid la donna inviperita, mostrando le unghie per aggredirlo.
Il capo delle guardie si par la faccia con la mano sinistra, mentre con la destra tratteneva
Malacoda. Quando abbass le difese e si accorse che Bianca era rimasta immobile, non riusc a
trattenere una punta di delusione. La mia era una domanda, rimarc.
Abbiamo assunto Faleno per nostra sicurezza personale, rispose lei, sprezzante, dopo che
mio cugino  stato aggredito dai briganti.
Mi  giunta notizia, annu Vitelli. Si guard intorno. Ora dov?
Da qualche giorno non  pi al nostro servizio, intervenne Angelo, scambiando unocchiata
complice con la cugina.
Il birro annu di nuovo, lasciando spazio a un silenzio carico di diffidenza.
Bianca, ancora turbata dalla terribile notizia, non riusc pi a trattenersi: Se credete che abbia
assoldato Faleno per far del male a padre Montano.
 una confessione?, ne approfitt subito Vitelli.
Oltre che rozzo siete anche ottuso, esclam lei.
Non abbastanza da non sospettare lesistenza di un nesso tra la morte di vostro zio e quella del
vostro confessore, replic il birro, sempre impassibile. Reputatemi pure lento di comprendonio, se vi
aggrada, per io serbo perfetta memoria del giorno in cui veniste da me a reclamare giustizia e pure
della vostra collera. Una collera che, a guardarvi bene, non si  sopita di molto. Ebbene, cosa
mimpedisce di supporre che voi, accecata dalla brama di vendetta, abbiate commesso reati
sconsiderati, se non delittuosi, o semplicemente messo in moto un concatenarsi di eventi che si sono
abbattuti come un maglio sul povero padre Montano?.
Bianca rimase immobile. Scrut per un attimo il cugino, che
pareva deluso di non essere stato preso in considerazione neppure come ipotetica minaccia, e
con grande sorpresa degli astanti sorrise. Ebbene, messere, esclam, volete capire sul serio se e in
quale misura sono coinvolta nella vicenda?.
Vitelli si gratt il mento ispido. Be, farfugli. Io suppongo che s.
Allora portatemi con voi, disse la donna, incamminandosi verso le scale. Il tempo di
cambiarmi dabito e sar pronta.
Esigo di visitare il luogo del delitto e, sempre che gi non riposi nella sua ultima dimora, anche
il cadavere del reverendo padre Montano.
48
Il corpo di Montano da Bagnone era stato riportato a Santa Trnita. In attesa della sepoltura,
giaceva nellala pi fresca dei sotterranei conventuali affinch il caldo della tarda primavera non ne
corrompesse le carni. Bianca si avvicin al tavolo da cerusico su cui era stato riposto, ringraziando il
cielo di trovarlo ancora avvolto nella sua tonaca da vallombrosano. Era il secondo cadavere che vedeva
nel giro di pochi mesi, e si stup di quanto la cosa la lasciasse indifferente. Osserv le mani raccolte in
grembo e la fronte solcata da un diramarsi di rughe che non molto tempo prima avevano suscitato in lei
una profonda ammirazione. Per un attimo desider di poter guardare oltre, sotto gli strati della pelle e
dellosso, per leggere i segreti racchiusi in quella mente sopita nella morte.
Potete notare i segni del cappio, disse Vitelli alle sue spalle.
Aveva lasciato Malacoda in strada, e senza di lui appariva quasi inoffensivo.
La donna scost con delicatezza i lembi del cappuccio sotto il mento della salma e not una
grossa striscia nera sul collo. Per un attimo si chiese se lasceta non si fosse dato alla morte come
lapostolo Giuda, per liberarsi di un cocente rimorso. Siete sicuro che si tratti di omicidio?
La corda a cui  stato appeso non era legata allalbero, rivel il birro. Lomicida lha fatta
passare sopra un ramo, per poi issare la vittima e lasciarla cadere una volta ultimato il lavoro. A
giudicare dallentit del livido, deve aver ripetuto la procedura diverse volte.
Lei si volt interdetta. Non capisco.
Il capo delle guardie si strinse nelle spalle. Di tanto in tanto il monaco veniva calato gi,
perch posasse i piedi a terra e
riprendesse fiato.
Una sevizia, inorrid Bianca.
O un interrogatorio.
Tornando a fissare la salma, la donna not i grani di un rosario spuntare da sotto le dita.
Ritenete che lassassino abbia torturato padre Montano per strappargli qualche segreto?
Mi sembra la spiegazione pi plausibile, osserv Vitelli, assumendo dun tratto un tono
inquisitorio. E a tal riguardo, sono del parere che voi possiate indirizzarmi verso la giusta direzione.
Lei sistem i grani del rosario, affinch la piccola croce risaltasse con grazia tra le mani di
Montano. Perch dovrei confidarmi con voi? ribatt. Quando chiesi il vostro aiuto mi trattaste con
arroganza.
Ancora non avete compreso, sbuff lui. Che questo monaco sia crepato non mimporta un
accidente. La sua morte tuttavia potrebbe fomentare sospetti su certe questioni di cui  meglio non si
sappia nulla.
Suvvia! Padre Montano aveva certo dei segreti, ma crederlo addirittura coinvolto in fatti cos
scottanti da dover essere insabbiati.
Non  necessario che fosse per forza coinvolto, la interruppe lui. La semplice concomitanza
delle circostanze, il luogo a cui apparteneva.
Alludete allabbazia di Santa Trnita?, esclam Bianca, abbagliata da un presentimento.
Allomicidio di mio zio?
Vostro zio? Per carit, no. Lui non centra nulla.
Allora il ladro!.
Quale ladro?
Tigrinus. Quello che avete liberato senza darmi spiegazioni.
Siete stato vago sul suo conto fin dal principio.
Vitelli le si avvicin con fare rapace. Cosa vorreste insinuare?.
La donna mantenne le distanze aggirando il tavolo mortuario.
Il coinvolgimento di Tigrinus nel delitto di Santa Trnita E
ora la morte di un monaco appartenente alla stessa abbazia 
questa la concomitanza a cui alludete, ho ben inteso?
Non vi riguarda, grugn il birro. E a onor del vero, ne ho abbastanza di sentirvi parlare a
sproposito.
Arroccata dietro la salma, quasi godesse di un sacro riparo, lei non si lasci intimidire. Perch
vi spaventa tanto parlare di Tigrinus? Cosa volete tener nascosto?
Non vi riguarda, madonna.
Forse non direttamente. Ma io sospetto che padre Montano fosse coinvolto nella morte di mio
zio Giannotto, e quindi.
Insomma!, protest Vitelli.  una fissazione, la vostra.
La vostra invece  ebetudine, rispose la donna. Non siete capace di vedere a un palmo dal
naso, eppure vorreste zittire gli altri senza dar spiegazioni.
Il capo delle guardie alz le mani, esasperato. Una femmina come voi non lho mai
incontrata, si limit a commentare, per poi dirigersi verso luscita.
Cosa fate?, inve Bianca, gi pronta ad accapigliarsi.
Lui le fece segno di seguirlo. Non desideravate recarvi dov avvenuto lomicidio?.
Raggiunsero il luogo a cavallo, mentre il sole iniziava a descrivere un arco dorato verso
ponente. Bianca smont di sella vicino a una fila di arbusti e segu a piedi il capo delle guardie fino a
un albero rinsecchito, simile a unenorme zampa di gallina. Intorno alle radici il terreno era riarso,
quasi fosse stato prosciugato. La donna si guard alle spalle, oltre il verdeggiare delle colline, per
ritrovare le mura della citt. Porta alla Croce, lultimo varco attraversato da padre Montano da
Bagnone.
Torn allalbero. Molti dei rami parevano abbastanza robusti da reggere il peso di un uomo, ma
non fu difficile individuare quello a cui era stato impiccato il monaco. Era il pi grosso, ritorto verso
lalto quasi a descrivere una U. Sulla parte superiore
presentava un punto privo di corteccia, come se vi ci fosse stato sfregato qualcosa. La corda,
suppose Bianca. Si avvicin per controllare e not che ai suoi piedi, in corrispondenza del ramo, le
sterpaglie erano state schiacciate dal peso della vittima.
Come mai vostro cugino non si  offerto di accompagnarvi?, le chiese Vitelli, appoggiandosi
al tronco.
Angelo  di carattere fragile, spieg lei, e lo  diventato ancor di pi dopo aver subto
laggressione dei briganti.
Voi invece non avete paura?
Di chi?, lo canzon. Di un birro o di un cadavere?.
Luomo non si scompose. Di essere coinvolta in una vicenda pi grande di voi.
Lei continu a guardarsi intorno. Visitando quel luogo aveva sperato di imbattersi in un indizio
o magari in un testimone, invece si trovava nel bel mezzo del nulla. Le case pi vicine si stagliavano
allorizzonte sotto forma di sagome bige, e di torri di guardia non cera nemmeno lombra. Una
vicenda che desiderate occultare a ogni costo, disse per dar sfogo alla sua frustrazione.
Avete mai pescato in acque torbide, madonna?, ribatt Vitelli.
Ebbene, vi assicuro che trovereste soltanto dei pesci marci.
Quindi lassassinio di padre Montano rester impunito, sindign lei. Come quello di mio
zio.
Il birro fece un gesto impotente. Dove dovrei cercare?, si giustific. Ditemelo voi, qui c
solo un maledetto albero. Le persone che hanno trovato la salma non hanno visto nessuno, n
incontrato gente sospetta durante il loro cammino verso la citt.
Bianca non aveva argomenti per contraddirlo, e ci la rendeva furiosa. Ancora una volta era
costretta a tornare sui propri passi senza aver minimamente scostato il velo che celava la verit.
Continu lispezione intorno allalbero per tenersi a distanza dal birro, accorgendosi dun tratto
che iniziava a rabbuiare.
Era stata incauta, si disse, ad avventurarsi lungo la strada diretta alla collina in compagnia di un
losco individuo come Vitelli. Pi
ci rifletteva e pi desiderava di risalire in sella per lanciarsi al galoppo verso Firenze. Prima di
concretizzare quel proposito, tuttavia, not qualcosa tra i ciuffi derba. Era poco distante dal punto in
cui era stato impiccato il monaco, lontano dal sentiero.
Si avvicin facendo finta di nulla e ci mise sopra un piede.
Fuggite da me?, motteggi Vitelli, andandole dietro con un sorrisetto impudico. Se vi ho
condotta fin qui  stato a una precisa condizione, rammentate?
Non avete ancora capito che non so nulla?, simpunt lei.
Perch altrimenti vi avrei domandato il permesso di visitare questi luoghi?
Ditemelo voi, e le si par di fronte fin quasi a sfiorarla.
Anzich indietreggiare, Bianca estrasse da una tasca un piccolo pugnale e glielo punt alla gola.
Io non ho proprio niente da dirvi, messere.
La faccia del birro si contrasse in unespressione di dileggio.
Vi conviene sciogliere la lingua, invece. Le afferr il polso di scatto, disarmandola con
estrema facilit, e poi le si premette addosso senza alcun ritegno. Perch in caso contrario pretender
qualcosaltro in cambio.
La donna tent di ribellarsi, ma si ritrov costretta a lui.
Basta!, grid, mentre sentiva una sua mano farsi strada tra le pieghe dellabito. Basta!.
Dov finito il tuo orgoglio?, motteggi lui, annusandole il collo. Non vuoi pi provocarmi
o darmi dello stolto? Suvvia, bella signora, insultami.
E va bene, va bene!, esclam Bianca, ottenendo un attimo di respiro. Arretr fin quasi a
incespicare e gli fece cenno di star lontano. Se mi riaccompagnerete in citt, vi dir delle perle.
Quali perle?, sbarr gli occhi Vitelli.
Perle dal Malabar, uno scrigno ricolmo.
Quale scrigno?
Salite in sella, continu lei, riacquistando sicurezza. Vi racconter strada facendo.
Attese che luomo annuisse. Poi, non appena lo vide voltarsi per raggiungere i cavalli, si chin e
raccolse loggetto che aveva scorto in mezzo allerba.
Era una chiave.
Una grossa chiave con una croce al centro dellimpugnatura.
49
Messer Cosimo sedeva nella penombra di una stanza segreta di palazzo Medici. Stava ai bordi
di un tavolo ingombro di carte, vasi e alambicchi, intento a mescere una polvere giallastra in un
mortaio che teneva in grembo quasi fosse un infante. Di fronte a lui, un uomo vestito di nero e con il
naso adunco ammirava un astrolabio doro riposto sul davanzale di una finestrella. A dispetto delle
rughe e della canizie seminascosta dallo zuccotto, conservava gli stessi tratti del figlio, Marsilio Ficino.
Quel che vi chiedo  assai poco, stava dicendo il signore di Firenze, senza distogliere lo
sguardo dal proprio lavoro. La scioltezza dei movimenti tradiva una maestria acquisita negli anni,
alloscuro del padre Giovanni di Bicci, che si era sempre domandato perch il suo successore usasse
isolarsi in misteriosi ritiri. Cosimo, cristianissimo e devoto ai santi, non aveva mai trovato il coraggio
di confessargli che, fin da giovane, era stato sedotto dal vento dellOriente. Lo stesso vento di filosofia
e misticismo in cui era stato risucchiato il suo ambiguo gemello.
Pos il mortaio sul tavolo, studiandone il contenuto al lume di candela. Assai poco, ripet.
Diotifeci dAgnolo annu sommessamente. Mi ordinate, in sostanza, di spiare una povera
monaca con il pretesto di curarla dalla tosse.
Spiare  una parola grossa, sdrammatizz il Medici. Mi basterebbe scoprire dove si
nasconde quel bischero che ha tanto a cuore la sua salute.
Il ladro?
Il ladro, s, conferm. Vers quindi la polvere in un contenitore di vetro e, dopo averla
scossa, la dilu con dellacqua.
Qualche giorno fa gli ordinai di imbarcarsi a Livorno, su una
galea ben precisa, ma a prestar ascolto ai miei informatori non sarebbe mai salito a bordo.
Il medico si mostr contrariato. Chi mai avrebbe lardire di disobbedirvi?
Un diavolo dai capelli striati di bianco, rispose Cosimo, quasi lavesse scorto nel fluido giallo
allinterno del contenitore. Un diavolo a cui ogni armigero della citt sta gi dando la caccia, fuori e
dentro le mura, anche se temo non servir a nulla. Ecco perch mi preme tenere sotto controllo la
badessa di Santa Faustina.
Prima che Diotifeci dAgnolo potesse aggiungere un commento, si apr un piccolo passaggio
nascosto dietro un arazzo e una terza persona fece ingresso nella stanza.
Mastro Vitelli, lapostrof il Medici, rannuvolandosi. Mi pareva davervi proibito di
accedere a questo luogo.
Vi prego di perdonarmi, disse il birro, ma temo che la faccenda meriti di essere trattata in
assoluta riservatezza.
Quale faccenda?, lo interrog Cosimo, congedando nel frattempo il medico.
Il capo delle guardie attese che messer Diotifeci sparisse lesto alle sue spalle, quindi inizi:
Vossignoria ha gi saputo del monaco impiccato a un albero?.
50
Palazzo Bruni
5 maggio
Bianca continuava a rigirare la chiave tra le dita. Sedeva su una seggiola di vimini, sotto gli
archi della loggia affacciata sul giardino. Da due giorni non faceva che pensare a quelloggetto,
trascurando le letture, i pasti e persino di redarguire Angelo.
Lunica incombenza a cui non aveva rinunciato era stato prender parte alle esequie di padre
Montano. Le aveva seguite con un distacco a dir poco scandaloso, tra le panche pi arretrate di Santa
Trnita, intrigata a tal punto dallenigma del delitto da aver messo in secondo piano il lutto per il suo
confessore. Le perle del Malabar, i due omicidi legati allabbazia dei vallombrosani e latteggiamento
omertoso di Niccol Vitelli avevano creato una sorta di rete capace dintrappolare ogni suo pensiero,
impedendole di ragionare su qualsiasi altra cosa.
Unossessione, era stato il commento del cugino. Una di quelle smanie che di tanto in tanto
imbalordivano le femmine a causa della loro natura umorale, suscettibile alle evoluzioni della luna e al
succedersi delle stagioni.
Come se proprio Angelo non si trovasse nel medesimo stato. La faccenda delle perle laveva a
dir poco soggiogato, tramutandosi in un delirio che lo tormentava perfino nel sonno. Prima dallora non
era mai capitato di sentirlo camminare per le stanze del palazzo nel cuore della notte, una presenza dai
passi pesanti che si trascinava qua e l, senza darsi requie, fino allo studio del padre. Bianca lo
immaginava chino sulla scrivania, intento a consultare le mappe di Tolomeo, le rotte dei portolani e i
rapporti di viaggio dei coraggiosi che avevano visitato le coste delle Indie.
Non era solo il desiderio di ricchezza a pungolare il cugino. La donna aveva imparato a
conoscere quel sentimento fin dallinfanzia, attraverso i vagheggiamenti dello zio Giannotto e
lirrequietezza di suo padre Teodoro. Era come se il mare, una volta entrato negli occhi di un uomo,
continuasse a reclamarlo per sempre, con le sue maree capaci di lambire i desideri, limmaginazione e
la smania di sapere cosa si estendesse al di l dellorizzonte.
E ora che quel richiamo aveva stregato pure Angelo, Bianca si sentiva inesorabilmente sola.
Soprattutto dopo aver parlato al capo delle guardie delle perle del Malabar. Si era trattato giusto di un
accenno, lo stretto necessario per sopire la sua cupidigia carnale con una promessa di ricchezza. Ci
nondimeno, il vincolo di segretezza che la legava a quelluomo lindisponeva.
Torn a osservare la chiave, mettendo contro luce limpugnatura a forma di anello al cui centro
campeggiava una croce dai bracci uguali. Impossibile stabilire se fosse appartenuta a Montano da
Bagnone o al suo assassino, sempre che non giacesse in mezzo allerba gi prima dellomicidio.
Nessun indizio a cui appigliarsi, in sostanza. Soltanto lipotesi che la croce su quelloggetto indicasse la
provenienza da un luogo sacro, probabilmente una chiesa.
Forse Santa Trnita, si ripet di nuovo la donna.
Ancora una volta non disponeva di alcuna prova, ma era persuasa che Montano da Bagnone
fosse il custode di un segreto riguardante il concatenarsi di eventi a cui aveva alluso, con eccessivo
tatto, il subdolo Vitelli. Altrimenti perch andare incontro a una morte tanto orribile?
Voci dallinterno la distolsero dalle riflessioni.
Si alz dalla seggiola e raggiunse il vestibolo, imbattendosi in un servo alle prese con un ospite
in piedi davanti allingresso. Si trattava di Teofilo Capponi, agghindato con uneleganza che avrebbe
scandalizzato gli interpreti pi audaci delle leggi suntuarie.
Mio cugino non c, esord Bianca, omettendo volutamente di rivolgergli il saluto. Lo
troverete al banco, nel quartiere di Santa Croce.
Ma io non son giunto fin qui per vostro cugino, le sorrise il membro dellArte del Cambio.
Bench abbia ottenuto da lui il permesso.
Lei lo guard avanzare con malcelato disgusto. Il permesso di fare cosa?
Di porgervi omaggio, rispose. E spostando un lembo del pomposo mantello, rivel la
presenza di un cofanetto sulla sua mano destra.
Cosa significa?, arretr la donna.
Un dono.
Bianca non sapeva se essere pi disgustata dal suo insistente sorriso o dal tono di voce. Vi
ringrazio, ma no.
Teofilo Capponi avanz verso di lei. Non siete neppure curiosa?
 ben altro a incuriosirmi.
Lui apr comunque il contenitore, estraendo una collana doro e di rubini che scintillavano di un
lucore sanguigno. Per lei fu come esser presa di mira da una freccia.
Non azzardatevi, messere, esclam.
Madonna, sembrate sconvolta, la schern lui, simulando dolcezza. Le porse il monile adagiato
sul palmo. Nemmeno un cenno di gratitudine?
Gratitudine per cosa?, ribatt. Per quellelegante briglia da cavalla?.
Luomo rimase immobile, il sorriso raggelato in una smorfia contrita. Non avete il diritto di
trattarmi in questo modo.
Siete voi a non avere alcun diritto, invece. Vi trovate in casa mia, eppure avete lardire di
trattarmi alla stregua di uningenua.
Questa non  casa vostra, precis lui, lasciando trapelare un improvviso sentore dostilit.
Voi siete unospite, prima per
cortesia di messer Giannotto Bruni o ora del suo unico erede.
Siete unorfana, una giovane donna non maritata di cui gi in molti, a Firenze, vociferano di un
rapporto morboso con il proprio cugino. Ebbene ditemi, dovrei dar adito a simili insinuazioni o
considerarmi ammesso nelle vostre grazie?.
Anzich intimidirsi, lei approfitt di quellatteggiamento per esprimersi con parole ancor pi
cocenti: Se siete cos stolto da illudervi di piegarmi con qualche calunnia.
Non equivocate, torn a blandirla lui, con aria serpentina. Io sono vittima della vostra
bellezza, e ora son qui, in preda alle emozioni, ad avanzare una legittima proposta.
Proposta che avrete gi concordato con mio cugino, suppongo.
Non  forse cos che si conviene?
Forse per ordire un complotto, lo dileggi Bianca. Era furiosa, ma nutriva anche una
profonda delusione nei confronti di Angelo. Non riusciva a capacitarsi che il cugino lavesse tradita in
modo tanto squallido, cedendola al miglior offerente senza nemmeno disturbarsi a fargliene un cenno.
Da autentico vigliacco. Al solo pensiero, fremeva dalla voglia di trovarselo di fronte e di riempirgli la
faccia di schiaffi.
Ritenete daver diritto di replica?, la riport allattenzione messer Capponi. Il suo volto
olivastro si era contratto per la rabbia. Avrei potuto pretendervi e basta, senza troppe lusinghe,
sentenzi, e invece eccomi a rendermi ridicolo per voi, una femmina irriconoscente verso il privilegio
che le viene concesso.
Fu la goccia che fece traboccare il vaso. In uno scatto dira, Bianca si avvicin alla bocca di un
camino e brand un attizzatoio. Forse sarebbe stato meglio se vi foste comportato con brutalit,
sibil, puntandogli contro il ferro. Se non altro, mi avreste offerto occasione di combattere.
Luomo, imbestialito, spinse a terra un servo che gli si era appena affiancato per accompagnarlo
alluscita. Voi sarete
mia!, esclam. In un modo o nellaltro sarete mia.
Mentre ripiegava verso lingresso, lasci dietro di s una scia nauseante di profumo e sudore.
51
Strada per gli Appennini
Tigrinus aveva lasciato Firenze sul pianale di un carro, legato, imbavagliato e nascosto sotto un
soffocante strato di paglia. In principio si era rassegnato ad assecondare Faleno nella convinzione di
potersi liberare alla prima occasione, ma dopo tre giorni di tentativi frustrati aveva dovuto prendere atto
che il masnadiere sapeva il fatto suo. Non era un maestro solo nel fare i nodi, ma anche nelleludere i
controlli di confine.
Il viaggio era proseguito senza intoppi attraverso le terre del Mugello fino allimbocco di un
passo tra i monti che li avrebbe portati alla valle del Santerno. Disponendo di scarsissime occasioni per
sbirciare allesterno, il ladro non aveva compreso lesatto itinerario. Il gigante gli permetteva di uscire
dal suo nido di paglia soltanto dopo limbrunire, affinch si rifocillasse e sgranchisse le ossa. Mi
rincresce, era solito ripetere, ma non posso fare altrimenti.
Tigrinus non ne dubitava. Faleno gli dava lidea del miliziano della vecchia guardia, quel
genere duomo tenacemente ancorato a un residuo di onore ereditato da una vita da soldato. Mostrare
lealt non rappresentava per lui una banale regola di condotta, bens la garanzia che pur spezzando vite
per conto di spregevoli individui avrebbe conservato un brandello di dignit. Figurarsi, quindi, cosa
significasse per lui eseguire gli ordini di una donna integra come Bianca de Brancacci. Da bravo
cavalier servente, lomone le aveva addirittura chiesto una coppia di piccioni in modo che le potesse
comunicare eventuali contrattempi o variazioni del piano.
Il ladro quasi li invidiava, quei due pennuti. Se ne stavano per tutto il tempo accoccolati nelle
loro gabbie, sulla serpa. Il
masnadiere li accudiva come bambini, curandosi che fossero ben pasciuti e riparati dal freddo.
Che fai?, lo provoc una sera, mentre gli sedeva di fronte davanti al fal. Li metti
allingrasso per farteli poi allo spiedo?
Sarebbe pi facile che mi mangiassi te, ribatt Faleno, masticando una fetta di carne salata.
La tua fedelt verso quella donna  a dir poco stucchevole, sbuff Tigrinus. Ormai aveva
rinunciato ad approfittare di quel genere di occasioni per tentare la fuga. Oltre ad avergli requisito i
denari e la cinquedea, il suo custode lo teneva sempre a portata di pugnale. Quindi, abbassando la voce,
aggiunse: Hai almeno pensato che quelle perle potremmo spartircele tra noi?.
Faleno si strinse nelle spalle. Non  a noi che spettano.
Se  per questo, obiett, non spetterebbero neppure ai tuoi padroni. I Bruni intendono
sottrarle a chi le rivuole indietro di diritto.
Ovvero lassassino, comment con sprezzo il masnadiere.
Il ladro gli rivolse un sorrisetto complice. Allora non sei lento di comprendonio. Hai
ascoltato.
Ogni singola parola, stanne certo. E ho concluso che un assassino non merita nulla.
Devo quindi supporre che tu non ti faccia pagare per i tuoi servigi?
Nel mio caso  diverso. Non sono un cane rabbioso, offro la mia maestria in cambio di un
compenso.
Sei bravo, tu, a lavarti la coscienza.
Quanto te, immagino.
Tigrinus si fece improvvisamente serio. Rimase a fissare lenorme masnadiere oltre il fuoco,
quasi a saggiarne le riflessioni, finch non si convinse che non sarebbe mai riuscito a corromperlo.
Duro e inamovibile come una roccia. Si sarebbe fatto uccidere piuttosto che tradire monna Bianca.
Liberami, non fuggir, gli disse. Sono stanco di viaggiare in mezzo alla paglia. Fa caldo, e ci sono
le pulci.
Faleno scosse il capo.
Potresti almeno tenermi legato alla serpa, insistette il ladro.
Vicino ai piccioni.
Impossibile per il momento, sospir laltro, continuando a mangiucchiare.
Perch mai?.
Il masnadiere non rispose subito. Ingoi lultimo trancio di carne e mand gi il boccone
prendendo una sorsata da un fiasco, quindi si alz in piedi e raccolse una corda. Come ogni notte, si
apprestava a legare il prigioniero a una ruota del carro.
Perch mentre te la ronfavi sotto la paglia ho incrociato della gente sospetta, rivel, assai
incupito. A prima vista sembravano dei semplici viandanti a cavallo, ma non avevano bisacce n muli
carichi di merci. Poi ho notato i foderi delle loro spade e ho capito tutto. Sono armigeri di Firenze.
Tigrinus sent una morsa di ferro stringergli lo stomaco. E
allora?, sobbalz.
Allora, amico mio, qualcuno ti sta cercando.
52
Spedale di Santa Faustina
Suor Assunta si sforz di stare immobile mentre il medico, chino su di lei, le premeva un
orecchio sul petto per auscultare i rumori provenienti dallinterno del suo corpo. Non era stato facile
accettare quella sorta di intimit, specie con un uomo, ma lacuirsi della malattia laveva resa incapace
di opporsi a qualsiasi cosa. Seduta ai margini del letto con indosso una semplice camicia di guarnello,
la monaca si sforzava dunque dignorare il calore e la pressione dellestraneo, che pur sapeva
comportarsi con estremo riguardo.
Per un istante Diotifeci dAgnolo fu un tuttuno con lei, unentit avida di ogni suo respiro. La
invit con una serie di gesti a inspirare, a sillabare qualche parola e poi a tossire, annuendo ogni volta
senza esprimere pareri.
 Asma sicca, sentenzi infine, rialzandosi in piedi.
Lei si ricopr subito le spalle con uno scialle di lana.
 Orthopnea, continu il medico, quasi parlasse tra s.
Non sono avvezza a questo genere di linguaggio, gli fece presente suor Assunta, mentre lo
guardava rovistare in una borsa di pelle posata in fondo al letto.
Messer Diotifeci estrasse una boccetta di vetro e vers qualche goccia ambrata in un cucchiaio
di legno. Sciroppo di violetta, le spieg, accostandoglielo alla bocca. Placher gli spasimi.
Io, esit la monaca. Non ho denari per pagarvi.
Mandate gi, la rassicur lui. La persona che mi manda ha gi saldato ogni spesa.
Quel cocciuto, mormor la donna, inghiottendo il medicamento.
Perch brontolate?, sorrise benevolo. Prendersi cura del
prossimo  cos raro, di questi tempi, che dovreste sentirvi lusingata.
Lo sono, lo sono, ammise lei, schiarendosi la gola. Vorrei soltanto che quel giovane fosse
pi come dire.
Il medico fece cenno di comprendere. Mi ha dato lidea di una persona assai irrequieta, disse,
tradendo il desiderio di approfondire il discorso.
Come ogni qualvolta sentiva parlare di Tigrinus, la monaca gliss con un sospiro stoico. Indic
la boccetta. Credete che
quello sciroppo baster?
Purtroppo no, rispose Diotifeci dAgnolo con aria sfuggente.
Voi soffrite di spiritus angusti, cio di una costrizione al torace aggravata da pertinace
difficolt respiratoria.
Orthopnea, ripet lei, come se volesse esorcizzare il male pronunciandone il nome.
Esattamente.
E quindi?
Secondo i precetti di Giovanni Plateario e di Rogerio Frugardi, dovreste applicare sul petto un
unguento di lauro.
Suor Assunta scosse il capo. Non posso permettermi di.
Ve lo procurer io, le promise il medico. Insieme a un preparato di cumino, pileggio e
mentuccia che dovrete assumere una volta cotto nel vino.
Tanto disturbo per una vecchia, simbronci la monaca. E
impaziente di essere lasciata in pace, fece per rintanarsi sotto le coperte.
Il medico reag come a un insulto. Reputate che Dio Padre voglia vedervi soffrire?,
lammon. Che tragga giovamento dalla vostra infermit?
Messere, io non intendevo.
Lui la zitt. So di certi poveri stolti che accolgono il male come se fosse un dono del Signore,
dimenticandosi che Egli ci cre sani e perfetti. Il nostro dovere  mantenerci tali, per quanto possibile, e
di preservarci dalla corruzione del corpo e dello
spirito.
Con la preghiera, soggiunse la monaca.
Con l ars medicin, la contraddisse Diotifeci.
Lei si prepar a ribattere con uninvettiva sulla superbia dellintelletto umano, ma una crisi di
tosse la costrinse a raggomitolarsi contro la spalliera del letto.
Il medico dovette interpretare quella reazione come la dimostrazione di quanto appena asserito,
quindi si produsse in un inchino di commiato. Unultima cosa, aggiunse.
Trovandosi impedita a proferir verbo, suor Assunta si limit a sbattere gli occhi umidi.
Ho necessit dinterloquire col vostro Tigrinus, spieg messer Diotifeci con una punta di
cautela. Mi son reso conto di essere stato pagato fin troppo per questo servigio, e quindi vorrei
restituirgli il denaro che mi elarg in eccesso. Dopo il nostro ultimo incontro, per, fatico a trovarlo.
Voi sapreste indirizzarmi da qualche parte?
Non saprei proprio cosa rispondervi, ansim la donna, riprendendo finalmente fiato. Stese le
gambe sul pagliericcio e affond la testa nel cuscino. Forse potreste chiedere al suo amico, il nano,
aggiunse infine. Lho visto pi di una volta in sua compagnia, anche se ignoro dove alloggi.
53
Sei uscita di senno?, sbott Angelo, massaggiandosi la guancia arrossata.
Animale!, grid Bianca, continuando a schiaffeggiarlo. Mi hai promesso al tuo compare in
cambio di un vantaggio negli affari?.
Lui batt in ritirata, picchiettando il bastone sul pavimento del vestibolo. Negli ultimi giorni era
ingrassato allinverosimile, e le guance carnose enfatizzavano le occhiaie. Ne parli come se fosse un
crimine.
E non lo ?
Mi sono prodigato per garantirti un futuro, ecco tutto.
Lascia che sia io a provvedere al mio futuro.
In quale modo?, strepit messer Bruni. Tu non possiedi nulla, e ormai sei entrata nellet in
cui una donna prende marito o si fa monaca.
Bianca era incredula. Viveva da anni a fianco di quelluomo e dun tratto si trovava di fronte a
un estraneo. La violenza dellaggressione laveva cambiato pi di quanto avesse immaginato, ma cera
anche dellaltro. La metamorfosi di Angelo doveva spiegarsi con altre ragioni, influenze ignote e
ossessioni covate per lungo tempo. Parli con astio, ribatt. Ti ho forse fatto un torto?
Non capisci, si scherm lui.
Oh, tu invece capisci tutto, lo derise. Ne hai forse abbastanza di avere appresso una donna
che ti rammenti i tuoi doveri?.
Il cugino continu ad arretrare ingobbito, per nascondere lo sguardo. Io lasciami stare.
Invece mi darai una spiegazione, insistette Bianca. Me la devi.
Oggi torner messer Capponi, si limit a dirle, e tu gli chiederai scusa.
Al diavolo messer Capponi!, sibil. Sarai tu a chiedergli scusa, per avergli messo in testa
strane idee.
Angelo trov la forza di guardarla in faccia. La nostra famiglia deve molto a quelluomo. 
grazie a lui se sono riuscito a entrare in un giro daffari pi grosso di quanto mio padre si sarebbe mai
sognato. Presto avr le sostanze sufficienti a rimpinguare le nostre ricchezze, e allora.
Lei lo interruppe con una risata beffarda. Se affermi il vero, perch allora sei ossessionato
dalle perle scomparse?
Credevo lo sapessi, si offese lui.
Dalla a bere a qualcun altro, lo sbugiard Bianca. A te non importa nulla di vendicare
Giannotto. Hai altri interessi, e credo siano legati agli affari a cui accenni.
 complicato da spiegare. E poi una cosa non esclude laltra.
Non fu tanto la risposta ipocrita a urtare la donna, quanto limprovvisa
consapevolezza
che
il
cugino
imitava
latteggiamento di messer Teofilo. Se ne stava ritto allo stesso modo, con un piede proteso in
avanti e un pugno premuto sul fianco. Un ritratto grottesco, se non osceno. Hai contratto dei debiti,
non  vero?, lo accus, provocandogli un fremito.
Sciacalli della risma di Capponi non ti avrebbero mai ammesso nella loro congrega senza
ottenere delle garanzie. E dato che al momento non disponi di sufficienti denari, ti sei venduto a loro.
Angelo si riprese dal colpo sollevando il mento.  facile parlare per te, che non hai nulla da
perdere.
Sei un idiota, continu lei. Cosa gli hai offerto? Il palazzo?
Lusufrutto del banco?
Le nostre terre!, sbrait lui, come per liberarsi di un insetto molesto. I latifondi di Pisa e in
Val dElsa.
Finalmente Bianca vide il rimorso affiorargli sul volto. Lo guard camminare avanti e indietro,
accompagnato dal molesto picchiettio del bastone sul legno. Conosceva quei latifondi, lo zio
laveva portata a visitarli e le aveva raccontato che proprio l era cominciata lascesa dei Bruni.
La leggenda di una famiglia nata dal nulla. Incroci le braccia al petto, amareggiata. Non li riavrai mai
pi.
Sono semplici sicurt, minimizz il cugino.  solo questione di tempo e li riscatter. E se
intanto trovassimo le perle del Malabar.
Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Ti aggrappi a un miraggio!, gli url in faccia. Con
questa ricerca vorresti eguagliare la grandezza di Marco Polo e dei grandi esploratori, quando invece
sei solo un vigliacco che si nasconde dietro le proprie fantasie!.
Taci!, la sovrast Angelo, alzando di scatto il bastone.
Anzich atterrirsi, la donna gli si par di fronte. Suvvia, battimi!, lo sfid.  questo che
desideri?  cos che intendi dar prova del tuo coraggio?.
Lui rest immobile, il ventre prominente e le braccia sollevate, pronto a colpire. Unombra di
cupidigia gli attraversava lo sguardo, come se quella reazione fosse stata dettata non da semplice
rabbia, ma da unemozione assai pi morbosa e profonda. Tentenn a lungo, forse per prolungare
quellillusione di predominanza, infine si ricompose.
Non sono un vigliacco, soggiunse con durezza. Ma ho degli obblighi verso Teofilo Capponi,
e che tu lo voglia o no li onorer. Tutti quanti.
Niccol Vitelli camminava tra la folla del mercato vecchio, sforzandosi di non pensare alle
perle del Malabar. Quella bisbetica di monna Bianca era stata attenta a rivelargli solo lo stretto
necessario per ingraziarselo, ma lui aveva sufficiente esperienza per immaginarsi il resto. Perle legate a
un delitto, o forse a due, caricate nella pancia di una nave scomparsa. La cugina di Angelo Bruni aveva
promesso di donargliene una parte una volta ritrovate, a patto che la morte dello zio Giannotto fosse
stata vendicata. Il capo delle guardie, per, non aveva intenzione di aspettare tanto. Non ce
nera ragione, dal momento che credeva daver intuito il resto della vicenda.
Doveva entrarci in qualche modo Tigrinus.
La sua presenza nella cripta di Santa Trnita mentre Giannotto Bruni veniva ucciso la diceva
lunga, senza contare linteresse dimostrato da monna Bianca verso quel ladro, oltre la brutta fine di
Montano da Bagnone.
Inoltre cera la questione del masnadiere. Perch mai una femmina del genere aveva scelto a
mo di scorta uno sgherro come Faleno?
Pi rimuginava e pi il birro si persuadeva che acciuffando Tigrinus avrebbe scoperto la verit.
E forse pure il nascondiglio delle perle. Ah, se solo avesse avuto pi tempo per interrogarlo quando se
lera trovato di fronte! Se solo avesse sospettato la presenza di un tesoro o di ricchezze nascoste
Poco male, concluse. Fortuna voleva che i suoi interessi coincidessero con quelli di messer
Cosimo de Medici, bench fossero rivolti a fini differenti. Non gli dispiaceva, pertanto, assecondare le
richieste del signore di Firenze.
Si guard intorno, seguendo un rincorrersi di fanciulli in mezzo alla folla. Malacoda, al suo
fianco, emise un breve uggiolio.
Sarebbe stato arduo trovare una persona in quella babele di gente e bancarelle.
Ancor pi se si fosse trattato di una persona sfuggente, e dal corpo delle dimensioni di un
bambino.
Ma Diotifeci dAgnolo era stato chiaro. Aveva comunicato a sua signoria di cercare un nano.
Un nano di nome Caco.
54
Siete sicuro che non appartenga a questa abbazia?, insistette Bianca.
Il monaco osserv la chiave per lennesima volta e gliela restitu. No, madonna, non ne
abbiamo di questo genere, rispose. Mi riferisco alla testa decorata con la croce, vedete? Se ce ne
fossero, me ne rammenterei.
Lei rimase con loggetto sul palmo e guard in alto, in cerca di ispirazione. Si trovava davanti
alla facciata di Santa Trnita e il religioso al suo cospetto non era un vallombrosano qualsiasi, bens il
padre portinaio. In fatto di lucchetti e serrature, la sua parola era vangelo. Ma, indugi. Il vostro
discorso vale anche per mobili, armadi o bauli?.
Il monaco scosse il capo. Questa chiave  senzaltro destinata ad aprire una porta, spieg con
pazienza. A giudicare dal pettine e dalle scanalature, una porta dalla serratura abbastanza importante.
Potreste essere pi specifico?
Be, ridacchi, non potrebbe esserlo nemmeno san Pietro.
Bianca non era in vena di facezie. Le ribolliva ancora il sangue per via dellalterco avuto con
Angelo e lunico modo di fugare i crucci era sforzarsi di procedere nellindagine. Per, simpunt,
converrete con me che appartenga a un complesso claustrale.
La croce sembrerebbe indicarlo, ma non  una garanzia. Forse, se mi diceste dove lavete
trovata.
Sarebbe inutile, gliss la donna.
 comunque una chiave vetusta, aggiunse il religioso, manifestando il sincero desiderio di
esserle daiuto. Di cos grosse se ne vedono ormai poche. Questa, per,  stata usata fino
a tempi recentissimi.
Da cosa lavete stabilito?
La ruggine ha intaccato soltanto lo stelo. La parte terminale, quella che sinfila nella toppa, 
invece rimasta liscia come una moneta passata di mano in mano per decenni. Lo stesso vale per
limpugnatura, o testa.
Be, sospir lei,  gi qualcosa, suppongo.
Il padre portinaio accenn a ritirarsi. Non posso che augurarvi buona fortuna.
La donna fece per congedarlo, poi ebbe un ripensamento.
Unultima domanda, se permettete.
Ancora sulla chiave?, la guard in tralice il religioso.
No, lo tranquillizz. Su un vostro confratello, padre Montano da Bagnone.
A quelle parole, il monaco abbass il capo e si tracci una croce sul petto. Che Dio labbia in
gloria.
Bianca imit il gesto. Mi chiedevo, disse subito dopo, cosa labbia spinto fuori dallabbazia
il giorno del suo sventurato decesso.
Nessun mistero. Era diretto alla pieve di San Salvi, poco fuori da Firenze, per raccogliere le
limosine. Forse dei briganti lhanno aggredito illudendosi di trovargli addosso chiss quali ricchezze.
La risposta coincideva con quanto riferito da Niccol Vitelli, ma la donna si rifiutava di credere
che si fosse trattato di una semplice disgrazia. Padre Montano aveva dei segreti e nei suoi ultimi giorni
di vita aveva faticato a nasconderlo. Bianca rammentava bene laria circospetta con cui laveva
congedata lultima volta. Come se temesse di essere spiato. Ed era uscito solo?, volle sincerarsi.
A lui piaceva cos, si limit a spiegare il padre portinaio, per poi accigliarsi. Ma per quale
motivo vimpicciate di questa storia?
Perdonatemi, si giustific lei con prontezza. Il venerabile
Montano era mio confessore e non riesco a capacitarmi della sua dipartita, n della violenza
che lha cagionata.
Nessun confratello ci riesce, figliola, si addolc il vallombrosano. E tuttavia, non possiamo
che accogliere la volont del Signore.
E dar la caccia agli infami che versano sangue sulla terra, pens Bianca, rivolgendogli un
frettoloso gesto di saluto.
Bianca risal uno stradello a fianco dellabbazia fino a raggiungere un pozzo circondato da
aranci, alla cui ombra aveva lasciato la fantesca. Sopport le lagnanze della serva, irritata per essere
stata abbandonata come un asino al palo, dopodich la convinse ad accompagnarla verso il limite
orientale della citt, alla piazza delle bestie. Tenne per s il motivo che la spingeva fin l e allung il
passo, imboccando la via pi corta senza curarsi della gentaglia in cui simbatteva. Era ben altro a darle
pensiero, ovvero lincapacit di comprendere linteresse di messer Capponi nei suoi confronti. Lei non
era certo una facoltosa ereditiera a cui sarebbe stata concessa una dote principesca, n tantomeno una
femmina di nobili natali. Lunica spiegazione era che Angelo avesse ingolosito quelluomo con una
fantasiosa promessa, magari nella speranza di rafforzare il loro rapporto di affari.
Bianca sperava di poter far leva su simili argomenti per smorzare gli ardori del suo detestabile
spasimante. Lasciata senza alcuna ricchezza da un padre spirato in terra francese, non sarebbe stata una
moglie adatta per un membro dellArte del Cambio, n per qualsiasi altro uomo interessato a farsi
strada nel mondo degli affari. Una condizione quasi drammatica, a onor del vero, se non fosse stata
lunica possibilit per salvarsi da Teofilo Capponi.
Un rivoltante afrore di stalla lavvert che era giunta a destinazione.
Laria era giallastra sotto il sole del tardo mattino, una densa
cortina di polvere e frammenti di paglia. Dietro una serie di recinzioni, ai margini di uno
spiazzo confinante con le mura cittadine, si agitava una gran quantit di buoi, muli e cavalli. A
sollevare ancor pi schiamazzo erano per i mercanti e gli allevatori intenti a radunarsi in gruppi e a
gridare come pazzi per vendere al miglior offerente le loro bestie.
Orientandosi in fretta per non essere presa di mira da qualcuno di quegli ossessi, Bianca rivolse
lattenzione a un gruppo di carrettieri in attesa con le loro vetture davanti al varco delle mura, ovvero
porta alla Croce. Fece dunque segno alla fantesca di aspettare e si diresse verso uno di quelli, per
accordarsi su un breve passaggio fuori citt.
Luomo, uno zotico dai capelli crespi che puzzava di sterco equino, le si avvicin stranito per
farsi ripetere la destinazione.
La pieve di San Salvi, ripet la donna, pensando fiduciosa alla sua misteriosa chiave.
55
Per Angelo era diventata unabitudine mangiare in solitudine.
Consumava il pasto fissando il vuoto, abbrutito e dimentico di ogni forma di contegno. Tutta
colpa della cugina, naturalmente, sempre pi irrispettosa degli orari conviviali, anche se, a onor del
vero, a lui non dispiaceva affatto. Quei momenti gli davano una sensazione simile a quando
simmergeva nella lettura, bench, con le sole pietanze a tenergli compagnia, la mente fosse incline a
vagabondare in avelli assai pi cupi. E a formulare pensieri che sembravano suggeriti da un estraneo.
Del resto fin da quando era bambino non aveva fatto che desiderare di essere un altro, prima per
via del suo aspetto e poi, crescendo, per essersi scoperto un debole. Le imprese del conte Orlando, di
Alessandro Magno e di Ulisse lavevano aiutato per anni a tenere a freno quellansia che di tanto in
tanto, di fronte al padre, cresceva fino a diventare sofferenza. Gli ultimi avvenimenti tuttavia avevano
rotto quellequilibrio, rendendogli impossibile trovar rifugio in una novella o in una chanson de geste.
Ora i suoi modelli erano ben altri. Messer Capponi e il suo circolo di amici gli avevano mostrato un
mondo affascinante, popolato da uomini intraprendenti, sicuri di s e solidali con i loro pari. Uomini
cos lontani dallasprezza e dalla diffidenza di Giannotto da infondere in Angelo il dubbio che il
tracollo finanziario dei Bruni fosse stato determinato, in buona sostanza, da un atteggiamento
eccessivamente scontroso verso quel genere di persone.
Terminato il pasto, si alz dal desco e peregrin fino allo studio.
Buona parte del suo universo immaginario sopravviveva ancora tra gli scaffali e il tavolo
ingombro di carte geografiche. Ignor una pila di scartoffie relative allattivit del banco, troppo
moleste per essere affrontate nel momento della digestione, e prese ad accarezzare il suo
Tolomeo.
I mari di carta e le isole dinchiostro, la sicurezza di viaggiare senza perdersi.
Non le troverai certo l, le tue perle.
Alz gli occhi e vide Bianca.
Stava immobile sulluscio, con le braccia conserte e la fierezza di una divinit antica. Angelo si
oppose a un senso di attrazione mista a disagio, interpretandolo come la pi schietta manifestazione
della sua debolezza. Era diventato succube di lei.
Il solo guardarla lo metteva in soggezione, provocandogli vampate di vergogna. Sembravano
trascorsi eoni da quando la trattava alla stregua di una sorella minore, perdendosi con lei a
chiacchierare e a trastullarsi nella pi beata innocenza. Ora, invece, era diventata una presenza
ingombrante quanto Giannotto. Anzi, ancor peggio, per via della sua avvenenza.
Ho saputo che messer Capponi  venuto a cercarti in mattinata, le disse. Ma tu non ceri.
Meglio per entrambi, motteggi lei, non credi?
Il nostro ultimo discorso non  dunque valso a nulla.
Perch non pensi tu a maritarti, anzich tediarmi?
Non troveresti mai un partito migliore.
 un uomo odioso.
Un uomo sfacciatamente ricco, tent di allettarla. Non ti va proprio a genio?.
La donna pass in rassegna i libri sistemati sugli scaffali, sfiorandone i dorsi con i polpastrelli.
Angelo sapeva quanto fosse sensibile a certi argomenti. Il denaro e gli agi esercitavano da sempre su di
lei una grande attrattiva, e sposare Teofilo Capponi avrebbe significato ottenere entrambe le cose.
Senza il minimo sforzo.
Ma quando riprese la parola, Bianca manifest davere in mente ben altro. Sai dove sono stata
oggi?
A giudicare da come vesti, con il velo scuro e il pendente con
licona della Santa Vergine, suppongo in chiesa.
Prima a Santa Trnita, conferm lei, e poi alla pieve di San Salvi.
Cos lontano?, scatt il cugino. Sei uscita di senno?
Ero con la fantesca, lo plac. E poi, per buona parte del tragitto mi sono fatta accompagnare
da un carrettiere.
Lui inaspr il cipiglio. Perch spingersi fino a San Salvi?
Ero alla ricerca di una serratura che venisse aperta da questa, rispose Bianca, mostrandogli
una vecchia chiave con limpugnatura decorata da una croce. E dato che a Santa Trnita non ho avuto
fortuna, ho reputato saggio spingermi fino alla pieve.
Angelo contempl prima la sua espressione enigmatica, infine loggetto nelle mani della cugina.
Non lho mai vista prima dora.
Lho rinvenuta fuori dalle mura, nel luogo in cui  stato trovato il corpo di padre Montano da
Bagnone.
Mastro Vitelli ne  al corrente?.
Lei scosse il capo.
Ebbene?, la incit Angelo.
Ebbene, ho intuito giusto, rivel la donna, con lo stesso appagamento che era solito affiorare
sul volto di Giannotto ogniqualvolta concludeva un buon affare. Questa chiave serve ad aprire e a
chiudere lingresso di un particolare cubicolo sito nellala pi isolata della pieve di San Salvi. Una
pieve, specific, in cui padre Montano si recava di tanto in tanto in veste di elemosiniere. Durante la
mia visita  che mi  stata concessa solo dopo molte insistenze e il versamento di una sostanziosa
oblazione  ho scoperto che egli era molto benvoluto in quel santo luogo, e soprattutto che luomo
alloggiato nel cubicolo di cui ti parlo era un suo amico. In pratica, fu padre Montano a chiedere ai
monaci della pieve di offrirgli ospitalit.
Non intendo a cosa tu voglia alludere, borbott il cu-gino.
Bianca appoggi le mani sulla scrivania. Al fatto che padre
Montano tenesse nascosta una persona, disse lapidaria. La stessa persona da cui poi, molto
probabilmente, venne ucciso.
Anche se fosse? Di che timporta?
Non capisci? Parliamo dellassassino di tuo padre! Ho ragione di credere che sia stato proprio
Montano da Bagnone a farlo entrare e poi uscire dalla cripta di Santa Trnita il giorno in cui lo zio
Giannotto fu pugnalato. Dopodich sospetto che labbia nascosto e protetto. Ne ignoro il motivo, al
momento Ma se cos non fosse, perch il monaco avrebbe mostrato tanta reticenza? Perch non mi
avrebbe aiutato sul serio a scoprire la verit? Il mio sospetto  che fosse tormentato dal rimorso, o
ancor peggio dalla paura.
Angelo assorb le informazioni in un crescendo di meraviglia.
Non tanto per le rivelazioni, quanto per il trasporto con cui Bianca le esponeva. Ancora una
volta disse a se stesso che sarebbe dovuta essere lei la legittima erede della famiglia Bruni, e subito si
pent. Ti mancano le prove, ribatt apposta per demoralizzarla.
Lei continu a fronteggiarlo con orgoglioso sussiego. Di prove ne ho una sola, ed  sufficiente:
la morte di padre Montano. Per una ragione che ancora mi sfugge, il fatto che nascondesse una persona
a San Salvi e la sua terribile morte sono collegati.
Messer Bruni si sporse verso di lei con un sorrisetto compiaciuto. Proponi di trovare questo
misterioso individuo e dinterrogarlo come abbiamo fatto con Tigrinus?
Magari fosse cos semplice, sospir Bianca. Quando sono giunta a San Salvi, il cubicolo
destinato al nostro uomo era gi stato sgombrato e nessuno dei monaci di quella pieve  stato in grado
di rivelarmi il suo nome.
Un fantasma, concluse Angelo.
Un fantasma che forse ora incombe su di noi.
Parte quarta. La voce del mare
56
Passo dellAppennino
29 maggio
Le bianche pendici dei monti parevano cos vicine da poterle quasi toccare. Tigrinus stentava a
mostrarsi indifferente a un simile spettacolo, nonostante il vento freddo gli mordesse le ossa. Per poco
non rimpiangeva il suo nascondiglio sul retro del carro, in mezzo alla paglia, ma dopo tre tentativi di
fuga e una lite terminata a suon di cazzotti Faleno aveva deciso di farlo sedere accanto a s, con le mani
legate, per tenerlo meglio docchio. Gli inseguitori di messer Cosimo, ammesso che lo fossero stati,
non avevano pi dato alcun segno di presenza e il viaggio era proseguito nel pi agevole dei modi,
intervallato dallincontro con qualche compagnia di mercanti e di monaci raminghi. Il ladro tuttavia
avvertiva una crescente insofferenza per quella situazione. Non era tipo avvezzo allobbedienza, n
tantomeno alla quiete, e lidea di trascorrere un altro mese, se non di pi, al fianco del taciturno
masnadiere lo urtava quanto la prospettiva di ritornare in prigione. Inoltre, con la lontananza di Bianca
si affievoliva anche il sentimento di complicit che laveva in qualche modo avvicinato alla donna.
Restava il desiderio, naturalmente, ma a esso si accompagnava lirrefrenabile tentazione di tornare
libero.
Faleno, daltro canto, aveva ampiamente dimostrato a Tigrinus di saper tenere testa alla sua
furbizia. Fra i due era senzaltro il pi forte, oltre a essere lunico armato, e, particolare non
trascurabile, era in grado di restare vigile anche nelle ore buie.
Unaltra dote acquisita da soldato, supponeva il ladro. In guerra, gli armigeri imparavano a
dormire con un orecchio teso per non restarci secchi in un agguato nel sonno. Il gigante per non
sprecava certo le sue poche parole per parlare di s, n usava far mostra di cimeli provenienti
dal proprio passato.
Disponendo quindi di tempo in eccesso per pensare, Tigrinus si scervellava su come trarre
vantaggio da una situazione allapparenza svantaggiosa. Tanto per cominciare era sfuggito al controllo
di Cosimo de Medici. Sulla nave salpata da Livorno, il ladro sarebbe stato senzaltro seguito da
qualche spia che avrebbe interferito con lui, impedendogli forse di soddisfare la sua curiosit sullabate
nero. Muovendosi per i monti poteva invece dirsi al sicuro. Nessuno lo sapeva in viaggio tra quelle
balze, e una volta giunto a Venezia avrebbe comunque potuto svignarsela da Faleno e imbarcarsi in una
nave diretta alla Morea.
Ormai alla terza settimana di viaggio, raggiunsero il versante affacciato a oriente e si
accamparono a ragionevole distanza da un dirupo che si trasformava in pietraia scendendo a valle.
Sopra di loro, nella direzione opposta, si ergeva una cresta liscia come una scheggia di selce, oltre la
quale baluginava un ultimo languore di luce diurna. Assicurarono il carro ai bordi del sentiero, si
sistemarono dietro di esso per ripararsi dal vento e prepararono un fal.
Per tutto il tragitto, Faleno si era ostinato a evitare gli ospitali per pellegrini e le foresterie dei
monasteri, cos da non dover fornire spiegazioni sulla condizione di prigionia di Tigrinus. Lo
svantaggio era stato quello di restare sempre esposti alle intemperie notturne e di dover razionare il
cibo, con la conseguenza di patire ben pi stenti dei normali viaggiatori.
Entrambi avevano ormai i volti provati, affondati in lunghe barbe da porcospino.
Comunicavano tra loro quasi solo a gesti, riproponendo ogni giorno la medesima cerimonia
dellaccendere il fuoco e spartirsi qualche fetta di pane raffermo e formaggio.
Dopo una cena frugale, Tigrinus si adagi come al solito contro un tronco dalbero, con le mani
legate in grembo, per contemplare la mappa del monte Athos consegnatagli da padre
Lionardo da Pistoia. Si trattava dellunico effetto di cui il masnadiere non laveva privato,
concedendogli di studiarla in pace mentre lui rifocillava i piccioni, sistemati al caldo vicino al fuoco.
Il ladro non riusciva a credere che il monaco avesse potuto illustrare tanti dettagli in un lembo
di pergamena cos piccolo, e sfruttando la debole luce che scaturiva dal fal si sforzava ogni sera di
memorizzarne una porzione. La penisola aveva un aspetto impervio e allungato, solcato da una dorsale
montuosa che sinaspriva sul versante sud-orientale. Padre Lionardo aveva segnato i rilievi con
successioni di triangoli privi di base, evidenziando pure laspetto roccioso  per la maggiore sprovvisto
di attracchi  delle coste. Un autentico deserto per asceti in cerca della fuga mundi, in sostanza. Le
fondazioni monastiche erano sparpagliate un po ovunque. Il ladro aveva imparato a riconoscere le
principali, come quella di Grande Lavra istituita da santAtanasio oltre cinquecento anni prima, ma per
lo pi quei nomi orientali tendevano ad assomigliarsi un po
tutti e a confonderlo.
La sede dellabate nero, per, laveva facilmente identificata. Si trovava a sud, in
corrispondenza di una struttura pi simile a una rocca che un sacro ritiro. Possedeva una forma a ferro
di cavallo, con al centro una torre da cui Tigrinus immaginava occhieggiare le punta di freccia degli
arcieri.
Ora la darai a me, disse allimprovviso Faleno, prendendogli la pergamena di mano.
Questo  un sopruso!. Il ladro si rizz in piedi con fare minaccioso. Finora me lavevi
lasciata tenere senza porre domande. Cos cambiato?
Mi credi un ingenuo?, ribatt lomone. Per tutto questo tempo ti ho studiato e, dato che non
manca molto a Venezia, reputo sia giunto il momento di conoscere la verit su alcune cose. Su questa
carta, per esempio.  per causa sua che di tanto in tanto cerchi di scappare?.
Tigrinus cerc di afferrarla. Ti basti sapere che non centra nulla con le perle.
Dovrai essere ben pi ciarliero, lo avvert laltro, sollevandola di scatto per allontanarla dalla
sua portata.
Ma non fece in tempo a concludere il gesto che un dardo gli sibil a una spanna dal naso,
strappandogli la mappa dalle dita e facendola conficcare su un bordo del carro.
I due uomini si rivolsero allunisono verso la direzione da cui era stato scoccato il tiro e colsero
tre figure scendere dalla cresta di roccia. Nel viluppo di ombre che sispessiva lontano dal fuoco
scorsero soltanto le punte dei loro cappucci e lo scintillio di due lame. Larmigero pi avanzato
impugnava invece una balestra gi pronta a scoccare il secondo colpo.
I finti viandanti, mormor Faleno.
Quasi per dargli conferma, uno di quelli raschi la punta della spada per terra e strapp una
scintilla dal buio. Cerchiamo un infame di nome Tigrinus, voci. Un infame fuggito da Firenze.
Qui non c nessun Tigrinus.
Luomo con la balestra continu ad avanzare verso il fal, raccolse un tizzone e lo sollev verso
la faccia del ladro. Il masnadiere approfitt della sua momentanea incertezza per scagliarsi in avanti e
disarmarlo.
La reazione degli altri fu immediata. Scivolarono gi dalla sommit a spade sollevate,
dividendosi con un grido di battaglia.
Il gigante nel frattempo aveva tramortito il primo armigero con un pugno allo sterno e gi lo
stava sollevando a mezzaria per scagliarlo in fondo alla pietraia, quando dovette rinunciare per evitare
dessere trafitto alla schiena. Si volt con sorprendente leggerezza, sempre tenendo il malcapitato tra le
braccia per usarlo a mo di ariete. Il secondo rivale si vide costretto ad arretrare per evitare la testa del
proprio compare.
Tigrinus intanto cercava di destreggiarsi alla belle meglio con le mani legate. Bench il suo
avversario non sembrasse volerlo
uccidere, mirava di piatto alle gambe per farlo inciampare. Per evitare i suoi attacchi, il ladro si
produsse in unassurda danza fatta di saltelli e capriole, finch non perse lequilibrio ritrovandosi in
ginocchio tra i sassi e gli sterpi.
Arrenditi!, gli ordin lassalitore. Cosimo de Medici ti reclama.
Fingendo di volersi mettere a implorare, Tigrinus lo mand pancia allaria con uno sgambetto,
poi gli balz addosso e lo tramort con una gomitata. Mentre usava la sua spada per liberarsi le mani,
guardava intorno a s pensando in fretta.
A pochi passi da lui, Faleno era ancora impegnato a difendersi.
Dopo aver gettato a terra il primo assalitore, si destreggiava con il secondo, daga in pugno, in
un pressante gioco stretto. Ben presto avrebbe avuto la meglio e tutto sarebbe tornato come prima.
Descrivendo un arco con il busto, il ladro osserv il fal, i piccioni nelle loro gabbie e il carro.
Si precipit dunque in quella direzione, recuper la mappa conficcata dal dardo e balz sulla serpa.
Dove vai maledetto!, grid il masnadiere, cercando di disimpegnarsi dal combattimento. Fu
subito punito da un affondo al fianco destro.
Tigrinus, gi intento ad aizzare con la frusta i cavalli, sent il suo grido perdersi nelloscurit
che sovrastava i monti.
57
Firenze, Burella
Non ne posso pi di stare in questa cloaca!.
Allora pagatemi di pi.
Ti ho gi elargito fin troppi denari, buffa scimmietta.
Caco ribatt con una pernacchia. Sospettava che padre Lionardo nascondesse altre monete, ma
non riusciva a immaginare dove.
Esclusi il cappuccio e le tasche della tonaca  gi controllati mentre laltro dormiva  potava
trattarsi soltanto di un anfratto nelle pareti fra cui il monaco era incatenato, magari dietro un mattone
smosso, o forse un buco scavato per terra. Fatto stava che ogni tanto quel vecchiaccio faceva spuntare
dal nulla del denaro e glielo rifilava in cambio delluno o dellaltro favore.
Procurargli cibo anzitutto, insieme a una lucerna a olio, un catino per le abluzioni e del
materiale per la scrittura. La prigione sotterranea, in sostanza, stava trasformandosi a poco a poco nella
cella di un claustro. E al nano non piaceva. Gli pareva di essere stato preso per i fondelli, non solo da
Lionardo da Pistoia ma soprattutto da Tigrinus. Quel traditore laveva convinto a far da guardiano al
monaco per poi dileguarsi in compagnia di uno sconosciuto. Pazienta, si era limitato a dirgli. Pazienta e
saprai tutto.
Pazientare un corno, pens Caco. Ormai gli era marcita lanima a forza di starsene rintanato in
quelle catacombe, ma a costo di rimetterci di persona non avrebbe trovato un alloggio migliore a padre
Lionardo. Era il suo modo di vendicarsi, lunica ripicca che gli era rimasta. Far soffrire il vegliardo
finch non se ne fosse stufato, dopodich lavrebbe abbandonato l sotto.
Del resto, perch darsi tanta pena? Al ritorno di Tigrinus, avrebbe semplicemente raccontato
che il santuomo era stato
stroncato da unimprovvisa febbre a cui non cera stato modo di porre rimedio. Lennesima
vittima dei miasmi pestiferi di quei sotterranei.
Prima di darsela a gambe, per, il nano voleva sincerarsi di aver prosciugato padre Lionardo
fino allultima moneta. Non mandava gi lidea che il monaco potesse averla vinta su di lui.
Nellattesa, si divertiva a tormentarlo.
Gradite un altro topo, reverendo?, e indic un grumo di carne che arrostiva su uno spiedo.
Il monaco, che se ne stava rincantucciato sotto la sua nicchia, si port la mano alla gola con aria
schifata. Mi pare daverti dato abbastanza denaro per del cibo degno di tal nome.
Il denaro lho speso ieri, lo canzon, per bere alla vostra salute.
Sciagurato! Vuol dire che non sei stato al mercato?
Come no? Ci passo ogni sera per raggiungere il bordell.
Un rumore improvviso gli tolse la voce.
Il nano pens di primo acchito al tonfo di una botola, ma non poteva esserne certo. Rest con i
sensi allerta, poi spense il fuoco e bisbigli al vecchio di non fiatare. Echeggiare di passi.
Difficile stabilire a quale distanza. Caco avanz quatto verso la direzione da cui gli era parso
che provenisse il suono, quando percep anche delle voci. Uomini, forse pi di due. Nessuno con il
timbro di Tigrinus.
Sguain lo stiletto e rimase in attesa, celato nel buio. Gli pareva alquanto insolito che dei
comuni vagabondi si fossero spinti fino a quel settore delle Burella. Era il pi malsano e il pi intricato.
Di chiunque si trattasse, stava di sicuro cercando qualcosa.
Tra il curioso e lallarmato, il piccolo uomo aspett finch non colse il baluginare di una
fiamma, poi delle ombre proiettatesi in controluce su una parete. Quattro, forse cinque individui a circa
venti passi da lui. Listinto gli sugger che fossero armigeri. A fargli gelare il sangue, per, fu
qualcosaltro. Un latrato.
Gir sui tacchi e ritorn di soppiatto dal prigioniero. Svelto,
gli sussurr, aprendo i lucchetti con le mani tremanti. Svelto o ci acciuffano.
Sai chi sono?, chiese padre Lionardo.
No, gli rispose. Per sono in molti e hanno un cane.
Caco odiava i cani. Bestie alte quasi quanto lui, capaci di fissarlo dritto negli occhi e di
sbranargli la faccia al minimo capriccio. Una volta, prima di conoscere Tigrinus, era stato catturato da
dei rustici bastardi, gettato dentro un porcile e costretto a combattere contro dei bracchi. Ne era uscito
vivo per miracolo, senza riportare ferite gravi, ma ancora gli si rivoltava lo stomaco al pensiero di quel
ringhiare sommesso e di quei denti conficcati nella sua carne.
Svelto, svelto, continuava a ripetere.
Ma dopo essere rimasto inattivo per parecchi giorni, padre Lionardo aveva le gambe intorpidite.
Fu necessario aiutarlo a star ritto e tirarlo per un braccio, finch Caco non si chiese perch trascinarsi
appresso una simile palla al piede. Il rumore di passi intanto si faceva sempre pi vicino e il bagliore
delle torce gli sfiorava quasi la schiena. Inoltre incombeva uno zampettio felpato, senzaltro lincedere
di un animale di grossa taglia.
Un animale di cui ormai si coglieva il respiro
In un crescendo di panico, il nano abbandon padre Lionardo a se stesso e si lanci di corsa
verso una galleria che lavrebbe riportato in superficie. Le sue gambe per erano tozze e, con il loro
buffo trotterellare, non fecero che stuzzicare gli istinti del cane. Ben presto Caco lo sent dietro di s.
Continu a correre il pi veloce possibile, incapace di trattenere le lacrime. Le voci nel frattempo erano
diventate grida e si propagavano echeggiando nelle Burella. Chiunque fosse sceso in quellinferno di
tenebra aveva trovato il monaco e forse non si sarebbero spinto oltre. Quel dannato cane s, per!
Ormai il piccolo uomo ne percepiva il fiato sulle spalle. Era rovente, dolciastro. Ancora un attimo e se
lo sarebbe ritrovato addosso.
Fren limpulso di voltarsi, evit per miracolo di scivolare in
una pozzanghera e svolt un angolo, guadagnando abbastanza vantaggio da individuare una via
di fuga. Una nicchia, forse unantica bocca di scolo in cui uno scricciolo come lui avrebbe potuto
intrufolarsi. Detto fatto, ci balz dentro e ritrasse i piedi un attimo prima che il cane potesse azzannarli.
Si accorse solo allora di trovarsi in un vicolo cieco. Quel buco non portava a nulla ed entrava
nella parete solo il giusto per offrirgli riparo. Il nano estrasse immediatamente lo stiletto per difendersi,
ma nemmeno il cuore pi impavido sarebbe stato pronto ad affrontare ci che gli si present davanti.
La testa che sinsinu nel pertugio era grossa quanto quella di un leone, con fauci simili a
unabnorme tagliola. Entrando ostru per intero laccesso, al pari di uneclissi, dopodich ci fu solo
tenebra. Il grido di orrore che usc dalla gola di Caco fu divorato da un ringhio tanto intenso da far
tremare laria. Poi un guaito improvviso e un lampo di luce grigia.
Lo stiletto si era mosso quasi da solo. Il nano lo strinse incredulo tra le dita, ma non fece in
tempo a darsi animo che il cane torn alla carica, entr di scatto e cerc subito di morderlo.
Caco si schiacci contro la parete, menando fendenti agli occhi e al naso senza curarsi dei
filamenti di bava che gli grondavano addosso. Eccitata dal dolore, la bestia ormai non arretrava pi e si
faceva sempre pi audace. Lo sventurato cerc quindi di fare altrettanto, e in uno slancio di coraggio
diresse un affondo allinterno della bocca per trafiggere il palato. La tagliola di denti tuttavia si
richiuse, mozzandogli quasi la mano.
Per Caco fu quasi una liberazione. Il dolore fu atroce, s, ma per una sorta di malia annull la
paura. Soltanto dolore, poi tutto sarebbe finito. Senza doversi pi battere, o temere di essere schiacciati,
umiliati, derisi Ancora un attimo di ferocia e sarebbe sopraggiunta la quiete. O ancor meglio, il buio
eterno.
Dun tratto per il sole nero si ritir, lasciando merc a un fulgore abbacinante da cui spunt
una mano che afferr il nano per i capelli e lo trascin fuori.
Dimmi Malacoda, esult una voce brutale, coshai trovato in questo buco?.
58
Piazza della Signoria
1 giugno
Angelo aggir langolo della chiesa di Santa Cecilia e prosegu a passo spedito verso la Loggia
dei Pisani. Era una giornata luminosa e ledificio baciato dal sole, ai margini della grande piazza, si
offriva al suo sguardo come un segno di buon auspicio.
Per un attimo gli sembr addirittura pi imponente di Palazzo Vecchio, che torreggiava sul lato
opposto, oltre una fiumana di gente. Del resto, quel mattino messer Bruni si trovava in uno stato di
giubilo. Teofilo Capponi laveva convocato con urgenza presso la sede dellArte del Cambio per
informarlo su alcuni sviluppi dellinvestimento in cui laveva coinvolto, mettendogli in corpo un
entusiasmo incontenibile. Di cosa poteva trattarsi?, si domandava avanzando col suo bastone. Le navi
erano salpate da circa due settimane e forse si potevano gi fare stime sulla valutazione delle loro merci
presso i mercati di Maiorca. Se ben rammentava, trasportavano diecimila pezze di seta destinate a
tramutarsi, attraverso un sapiente gioco di scambi, in qualcosa di assai meno ingombrante e pi
prezioso. Angelo sperava in gruzzoli di gemme e casse davorio, a giudicare dalla passione dei
cambiatori fiorentini per quel genere di mercanzie, tuttavia non serbava alcuna aspettativa se non quella
di diventare ricco sfondato.
Avanz col ventre proteso in avanti fino allingresso della loggia, compiacendosi di aver
ritrovato sia la gaiezza di un tempo, sia la sicurezza nel portamento. La gente si scostava al suo
passaggio quasi ne percepisse laura trionfale, e ci non faceva che alimentare il suo stato danimo.
Messer Capponi lattendeva in strada, insieme ai suoi due soci
in affari. Vestiva in modo pi discreto del solito, con un lucco nero e un berretto di feltro dello
stesso colore. Gli rivolse un mezzo inchino e lo invit ad accompagnarlo insieme agli altri lungo una
via coperta da un pergolato al margine della piazza.
Non entriamo?, si stup Angelo, accennando alla Loggia dei Pisani.
Meglio tener segrete le nostre grane, ribatt Teofilo con aria mesta.
Messer Bruni si accorse allora che i tre uomini tenevano facce da funerale. Cos accaduto?.
Capponi esit. Le nostre galee, messere. Non erano ancora giunte a Maiorca che son state
sorprese da un fortunale.
Le galee con la seta?
Ne avete forse inviate altre?, ridacchi aspramente un altro della comitiva, un mercante alto e
magro come un fuso.
Colto allimprovviso da un freddo mortale, Angelo dovette comunque asciugarsi la fronte dal
sudore. Oltre la via coperta, il sole lanciava dardi capaci di stordirlo. Perdonatemi, signori miei,
balbett, ma non afferro Le navi sono affondate?.
Messer Capponi scosse il capo. Sono giunte a destinazione, in verit, e ci solleva il fatto che
gli equipaggi siano sani e salvi.
Nessun danno alle strutture lignee, n ai velami o ai timoni. Per quanto riguarda la nostra seta,
per, lacqua marina  penetrata nelle stive danneggiandola irrimediabilmente.
Non si  salvato proprio nulla?
Nemmeno un rotolo, a quanto pare. Il sale ha rovinato ordito e tintura.
Angelo si appoggi a una parete. Le ginocchia lo reggevano a stento, quasi fossero in procinto
di spezzarsi. Non poteva credere che fosse capitato davvero. Non a lui, che aveva immaginato nel
dettaglio ogni singolo momento della sua ascesa nel mondo degli affari. Unascesa formidabile, alla
faccia del padre che non aveva mai creduto in lui. E tanto era vivida quella fantasia, tanto era cocente il
senso di fallimento. Ora come far?, si chiese,
rendendosi conto di quante poche alternative avesse.
Mi rincresce, messere, gli fu subito al fianco Capponi.
Bruni emise una sorta di singulto. Di quale forma di risarcimento possiamo avvalerci?,
aggiunse, aggrappandosi allimprovvisa speranza di recuperare almeno una parte del denaro. Il nostro
accordo di assicurazione, intendo.
Messer Teofilo si ritrasse, imbarazzato, quasi stentasse a trovare le parole. Il tratto di mare da
affrontare era talmente breve e le garanzie di successo cos alte da indurre i nostri armatori a evitare
spese superflue.
Spese superflue?, trasal. Intendete che non godiamo di alcuna copertura?
Precisamente.
 unassurdit!, sbott Angelo, rizzandosi di colpo. Se vi foste rivolti a me, che sono del
mestiere.
Il mercante alto e magro lo squadr beffardo, per poi rivolgersi ai compagni. Il suo mestiere,
dice costui.
Bruni gli gherm una spalla, costringendolo a guardarlo in faccia. Avreste forse da obiettare?
Obietto sul vostro diritto a metter bocca in questioni che non conoscete, gli rispose
lindividuo con arroganza. Vi rendete almeno conto di cosa siete per noi?  solo per intercessione di
messer Capponi che vi  stato concesso il privilegio di mettervi in affari con noi, i mercanti pi potenti
di Firenze, e alla prima difficolt voi iniziate a sbraitare alla guisa di un marmocchio!.
Forse per voi si tratter di una perdita infima, gli rinfacci Angelo, ma io su questo affare
mi gioco la vita.
Avete fatto il passo pi lungo della gamba e ora incolpate noi?
Be, no, dovette ritrattare, pur carico di livore. Anzi, auspico si appronti una seconda
spedizione per rifarsi della perdita.
Luomo alto sorrise sornione. Si appronter senzaltro, non abbiate tema. Voi per disponete
di altri fiorini da investire?.
Bruni lo fiss incredulo. Avete ancora i miei terreni, non 
sufficiente?
Oh, quelli son bastati a stento per finanziare la prima spedizione. Dovremmo metterli a frutto
per anni se vogliamo rimetterci in pari.
Vorreste dire che.
Che non sono pi vostri, messere.
La rivelazione fu ancor pi scioccante della precedente. Angelo perse il controllo e si mise a
brancolare fra i tre compari come se giocasse a mosca cieca.  assurdo, protest. Cos? Senza che
io possa far nulla?
Potreste riscattarli con del denaro, lo canzon laltro uomo daffari, ma se vi separaste da
quel poco che vi avanza, addio al vostro banco.
Magari cedendoci qualche compagnia affiliata, aggiunse il mercante dritto come un fuso.
Sempre che goda di buona salute,  ovvio.
E poi?, sibil Bruni, attirando lattenzione di qualche passante. Vorreste pure il mio
sangue?
Amico mio, datevi requie, gli si avvicin di nuovo Capponi.
Si trover una soluzione, abbiate fede. E con estrema gentilezza, fece per condurlo verso un
angolo in disparte affinch la gente della piazza non vedesse.
Ma Angelo, sopraffatto comera dalla rabbia e dalla disperazione, croll sulle ginocchia.
Messer Teofilo, mormor con le lacrime agli occhi, come  potuto succedere? Io mi ero fidato,
avevo la vostra parola.
Luomo si chin davanti a lui e gli prese le mani. Le avversit ci inducono a esser forti.
Suvvia, appoggiatevi a me.
Vi ringrazio, e recuper il bastone, ce la faccio da solo.
Capponi attese che Bruni si rialzasse, dopodich apr le braccia per indicare i suoi compagni.
Questi messeri non intendevano offendervi, disse costernato. Sforzatevi di comprendere, amico
mio, essi sono amareggiati quanto voi. A nessuno piace perdere del denaro.
Avete ragione, gli riconobbe Angelo, riprendendo a incedere ingobbito, per io, oggi, ho
perso molto di pi di quello.
59
Stinche
Confessa, schifosetto.
Ve lho gi detto, non so nulla.
Messer Vitelli afferr Caco per i capelli e lo sollev contro il muro finch non pot fissarlo
dritto negli occhi. Il corpicino del nano era un crogiolo di lividi e ferite, la peggiore delle quali gli era
stata provocata da Malacoda alla mano destra. Larto era ridotto a un coagulo di poltiglia rossastra da
cui uscivano le dita ritorte.
Il capo delle guardie fece dondolare quel buffo trofeo, beandosi della sua espressione di dolore.
Significa che ti eri appartato con quel monaco per puro piacere?
Io, mormor Caco. Io non lo so perch lho fatto.
Di unaltra fesseria e ti faccio mangiare una gamba dal mio cane.
No il cane no!.
Parla allora, inve il birro, gettandolo senza riguardo su un tavolaccio. Lo so che c dietro
Tigrinus. Il monaco  stato rapito da lui due mesi fa nelle selve di Marsciano, si chiama Lionardo da
Pistoia e fino a oggi pareva svanito nel nulla.
Be, ridacchi il nano, se conoscete gi tutto a cosa vi servo io?.
Il birro gli si appoggi sul petto con un avambraccio, schiacciandolo con il suo peso. In
effetti, e simul unespressione pensosa,  quello che inizio a chiedermi.
La faccia di Caco divenne paonazza per lo sforzo di respirare.
Cio?, sput a denti stretti.
Vitelli non accenn a spostarsi. Cio, se non mi dici nulla di nuovo, ti lascio marcire qui
dentro finch non crepi.
Sovrastato da quella pressa umana, il piccolo uomo inizi a schiumare dalla bocca. Ma io
non ho fatto nulla.
Tenere un uomo in catene nei sotterranei equivale a nulla per te?
Tigrinus non mi ha detto perch dovevo farlo.
A quelle parole, Vitelli si alz di scatto, liberandolo dalla morsa.
Qualcosa ti avr detto, per.
Il nano si volt di lato, in preda a una crisi di tosse. Sangue e bava sul tavolo, il costato
accartocciato come un cesto di vimini.
Ben poco ve lassicuro.
Ricominciamo da capo allora, tanto per essere certi! Ti ha confidato dovera diretto?
No, no Quante volte devo ripeterlo?
Sicuro che non abbia fatto allusione a un qualche intrigo?
Di nuovo no, messere.
Rivoltandolo in modo brusco, il birro lo mise supino e gli colp la bocca dello stomaco,
facendolo piegare con un verso strozzato. E le perle?, sibil. Ha taciuto persino delle perle?.
Un lampo di stupore attravers la smorfia dolorante di Caco.
Quali perle?.
60
Convento di San Marco in Cafaggio
Cosimo de Medici fece accomodare il monaco allinterno della sua cella privata e conged
larmigero che laveva accompagnato. Richiuso il battente, si appoggi a una parete con le dita
intrecciate dietro la schiena e osserv lospite con un sorriso garbato. Auspico che lambiente sia pi
confortevole di quello in cui vi hanno scovato.
 ameno senzaltro, annu Lionardo da Pistoia, se non fosse per la vostra presenza.
Suvvia, ironizz sua signoria, vi incuto cos tanta paura?.
Il monaco scost un lembo della tonaca lacera e sedette su uno scranno. Io non vi temo,
messere. Per conosco la vostra natura e la disprezzo.
Una citt intera sarebbe pronta a contraddirvi, obiett laltro, senza mostrarsi offeso.
Il popolo minuto  facile da controllare. E in quanto ai filosofi e agli artisti, si dice sian tutti
appesi alla vostra scarsella.
Vi dimenticate dei mercanti, degli artigiani e dei cambiatori.
Siete un burattinaio dai molti fili, gli concesse padre Lionardo, non senza ammirazione. E in
fin dei conti, credo che facendo grande voi stesso stiate davvero facendo del bene a Firenze. Ci non
toglie, tuttavia, che il vostro modo di agire sia poco trasparente. Anzi, criptico.
Cosimo continuava a studiarlo impassibile. Vorreste che esponessi alla luce del sole ogni mio
singolo affare?
Solo quelli riguardanti Firenze, in verit, bench comprenda che nel caso vostro essi
compenetrino a tal punto gli interessi privati da diventare un tuttuno.
Il Medici finalmente si mosse, prese uno scranno e sedette di
fronte a lui. Se vi avessi saputo incline alla morale spicciola vi avrei fatto lasciare l
doveravate. Vorreste forse accusarmi daver plasmato la realt intorno a me affinch non mi fosse
ostile?
Io non son qui per puntare il dito contro nessuno, precis il monaco con sussiego. Ci che
dovevo fare lho fatto.
Alludete allabate nero?
Alludo a Tigrinus.
Cosimo sbuff con sprezzo. Proferite quel nome con tono daccusa, quasi fossi stato io ad aver
mancato alla mia parte dellaccordo. Invece  stato lui a ordire lennesimo inganno. Lui a tradirmi.
Perch inviarvi fin qui con un libro fasullo? E perch una spedizione destinata a Bessarione? Dovevo
essere io lunica persona chiamata in causa, questi erano i patti.
I patti, a quanto mi  dato sapere, consistevano nel preservare Tigrinus dai pericoli e non certo
nel mandarlo ad assaltare un carro alla guisa di un predone. I patti vimponevano di crescere quel
giovane in una Firenze che gli facesse da dolce matrigna, non da nemica.
Siete ben informato, vedo. O per lo meno credete desserlo.
Labate nero mi ha messo al corrente di ogni cosa prima dinviarmi come suo messaggero.
Sospettava che non sareste stato fedele agli accordi e per questo motivo, avvalendosi della complicit
mia e del cardinal Bessarione, ha deciso di saggiare la situazione con una messinscena.
Labate nero non sa nulla, sinnervos Cosimo.  stato Tigrinus a scegliere una vita di
disonest e di scelleratezze, ma come avete potuto appurare  cresciuto sano e forte.
E nellodio della vostra persona, aggiunse padre Lionardo.
Il Medici, che non aveva voglia di perdersi in battibecchi, scatt in piedi con uno slancio
aggressivo. Insomma, si pu sapere dove ho sbagliato?
Labate nero vi ha messo di fronte a una prova, spieg il monaco, per nulla intimidito. Vi
sarebbe bastato inviare il
giovane da Bessarione con un messaggio, e in cambio vi sarebbe stata concessa la Tavola di
Smeraldo. Invece avete agito nel peggiore dei modi.
E io che milludevo, parlando con voi, di accedere a chiss quali segreti!, lo schern sua
signoria, sempre pi scontroso.
Invece non siete che una misera esca.
E voi avete abboccato, gli fece presente laltro.
Cosimo finse di non aver udito e prese a camminare per la stanza. Il suo sguardo sfiorava
scaffali di libri e affreschi senza trarne alcun diletto, finch non si pos su un plico di fogli di
pergamena. Nella prigione sotterranea in cui vi hanno trovato, rivel allora, con rinnovata fermezza,
cerano anche degli scritti. Scritti vostri, suppongo. Parrebbero delle memorie di viaggio.
Padre Lionardo annu. Avevo iniziato ad annotare qualche appunto per distrarmi dalla noia e
da quel maledetto nano.
I testi descrivono un itinerario fino alla Macedonia, continu il Medici, e poi
sinterrompono. Senza un accenno allabate nero.
Questo perch lo incontrai in seguito, chiar il monaco con naturalezza. Mi offr asilo nella
sua dimora e quando scopr che provenivo dalla terra tosca mi chiese di prender parte al suo piano.
Tutto questo dove accadde?
Nella sua dimora, ve lho detto.
Non giocate con me. Intendo sapere dove si nasconde quel serpente ingannatore.
Lionardo da Pistoia aggrott la fronte. Per inviare spie o sicari?
Per recuperare ci che mi spetta, precis Cosimo.
Allora non disturbatevi, messere, rise il monaco. Non mi  concesso rivelare ad anima viva
il luogo in cui si nasconde labate nero, e state pur certo che terr fede al mio giuramento.
Quanto a ci che vi spetta, la Tavola di Smeraldo, c gi una
persona alla sua ricerca. Lunica che ne abbia il diritto.
61
A Tigrinus dispiaceva di aver lasciato Faleno al suo destino, ma tra la possibilit di tornare
libero e quella di salvare un cornuto che laveva tenuto al capestro fino al giorno prima, la scelta gli era
parsa ovvia. Del resto il mondo a cui apparteneva aveva regole severe, quasi ancestrali. Se le norme
sociali inducevano a coltivare le buone maniere e la carit verso il prossimo, chi ne viveva ai margini
non poteva concedersi il lusso di comportarsi da buon samaritano, se non per trarne un qualche
vantaggio. E in fin dei conti, Tigrinus era persuaso che dietro il velo delle apparenze funzionasse
ovunque cos. Sia che ci si conciasse da preti o da banchieri, ogni singolo uomo restava figlio di Caino.
Meglio dunque star dalla parte dei pi schietti, fra i quali una pugnalata alla schiena non
equivaleva a un tradimento, bens a unantichissima consuetudine fondata sulla reciproca diffidenza.
Prosegu quindi senza troppi rimorsi per la strada diretta a valle, conducendo il carro per due
giorni e due notti senza mai chiudere occhio. Voleva interporre pi distanza possibile tra s e gli
inseguitori. Uno di loro aveva fatto il nome di Cosimo, perci non cera alcun dubbio sulle loro
motivazioni. Volevano catturarlo e portarlo da lui, che lo avrebbe punito per la sua presunta fuga, e
magari imbarcarlo a forza sulla prossima nave diretta in Oriente. Il ladro per ne aveva fin sopra i
capelli di piegarsi agli ordini delluno o dellaltro signore. Adesso che era libero, avrebbe fatto di tutto
per restarlo.
Ormai incapace di tenere gli occhi aperti, segu la carrareccia fino allultimo declivio,
attraversando una distesa di verde in direzione di una chiesetta dal tetto sfondato. Riusc a nascondere
carro e cavalli in quel che restava del chiostro e si inoltr con cautela nella sacrestia.
Il luogo pareva abbandonato da decenni. Le erbacce erano cresciute ovunque e ogni genere di
arredo era stato portato via.
Panche, sedie e armadi dovevano ora campeggiare nella casa di qualche rustico, sempre che non
fossero stati usati per accendere il fuoco. Gli oggetti di metallo, i tappeti e gli arazzi dovevano essere
andati incontro a un simile destino.
Tigrinus continu ad aggirarsi in quellambiente spettrale, alla ricerca di un riparo in cui
concedersi qualche ora di sonno.
Super il nartece e, giunto nella navata, si accorse che il pulpito e le travature del tetto erano
stati mangiati dalle fiamme. Il pavimento era cosparso di cenere e foglie secche che di tanto in tanto
vorticavano in piccoli mulinelli a causa del vento.
Quanta tristezza, si disse, mentre camminava verso il portale privo di battenti. Non per il modo
in cui quella chiesa fosse andata in rovina, ma per il senso dabbandono che trasudava da ogni sua
pietra e che si propagava dentro di lui alla guisa di un lamento. Lo stesso senso di abbandono provato
da quando viveva in una Firenze avara daffetti, eppure cos ammaliante da tenerlo incatenato a s, a
dispetto del sogno del mare che affondava nelle sue memorie di fanciullo. Un sogno che ora era a
portata di mano.
Raggiungere Venezia e imbarcarsi per il monte Athos, ecco cosavrebbe fatto. Raggiungere
luomo che aveva inviato Lionardo da Pistoia a mo di ambasciatore, e che pareva conoscere molte
cose su di lui. Fin troppe cose perch una persona senza passato potesse ignorarne linvito.
In quanto alle brame di Cosimo de Medici e di Bianca, che aspettassero pure.
Si coric dentro una nicchia sotto la cui volta, in tempi remoti, doveva aver campeggiato la
statua di un santo, e si copr con il mantello. La stanchezza gli gravava sulle ossa fin quasi a fargli male
e gli rese assai difficile abbandonarsi al sonno. Per ingannare lattesa, il ladro segu un fascio di luce
penetrato dal tetto fino allaffresco sbiadito dellabside. Rappresentava il
martirio del Golgota, con il Cristo crocifisso tra i due ladroni.
Lattenzione di Tigrinus si concentr subito sulla parte destra della scena, su san Disma. Ladro,
brigante e rapitore, eppure accolto tra i beati in paradiso. Le parole di suor Assunta sinsinuarono per
un attimo nel silenzio, e come un balsamo gli distesero la fronte. Le palpebre si abbassarono, il respiro
si affievol.
Ma nella sua mente, Tigrinus continu a fissare laffresco della crocifissione. Finch il sogno
prevalse e alla figura del Salvatore tra i ladroni se ne sovrappose unaltra assai familiare, ovvero la
Madonna in trono tra due santi guaritori, Cosma e Damiano.
Bench il tratto appartenesse inequivocabilmente a Giovanni da Fiesole, le immagini parevano
fremere, quasi che vi fosse stata soffiata dentro la vita.
Come di consueto, uno dei due santi guardava verso lesterno con aria di monito, e ancora una
volta Tigrinus not la sua somiglianza con messer Cosimo.
La cosa pi strana riguardava laltro, Damiano. Non stava pi di spalle bens di tre quarti, in
modo che se ne scorgesse il profilo.
E con fare confidenziale si portava lindice alle labbra, in segno di silenzio.
62
Angelo aveva rimuginato sullaccaduto per due giorni di fila, senza dire nulla a Bianca, finch
allalba del terzo non era giunto alla conclusione di essere stato raggirato. Andasse pure per la storia del
fortunale e della seta rovinata dallacqua salata, ma gli pareva unassurdit che una volpe come messer
Capponi avesse deciso di affidare al mare un carico tanto prezioso senza assicurarlo. Inoltre, ed era
questo a fomentare i suoi maggiori sospetti, non gli era stato esibito uno straccio di prova riguardante
lincidente. Eppure doveva esistere un manifesto di carico stilato al momento dello sbarco o
quantomeno un rapporto dei mercanti di Maiorca ove si descriveva lo stato della merce.
Lui invece aveva ricevuto soltanto chiacchiere condite con qualche frecciata volta a zittirlo,
giusto per chiudere in fretta la questione. Ma adesso che aveva superato lo sconforto, riusciva a
distinguere ogni cosa con chiarezza, e a costo di alzar la voce si sarebbe fatto valere.
Attese il tardo mattino e usc di casa tutto impettito, sentendo crescere la collera a ogni passo.
Ah, lavrebbe sbugiardato per bene quel falso amico di Capponi! Altro che dargli in sposa Bianca e
riverirlo alla guisa di un benefattore. Dopo avergli sputato in faccia quel che si meritava, Angelo
lavrebbe costretto a restituirgli i suoi fondi di famiglia e a chiedere scusa in ginocchio.
Raggiunta la piazza della Signoria, si present alla Loggia dei Pisani con lo sguardo basso di un
toro pronto alla carica. Davanti a lui, uno stuolo di membri dellArte del Cambio era alle prese con
abachi e bilance per stabilire i rapporti di valore tra gemme, metalli preziosi e monete di diverse valute.
Nessuno tra loro aveva unaria familiare, la qual cosa lo mand in bestia.
Cerco messer Capponi!, voci, facendo sobbalzare i pi vicini.
Un uomo vestito con la toga gli si avvicin silenzioso, quasi scivolasse su pantofole di feltro.
Signore, un po di contegno.
Di contegno si parler poi, quando mi sar chiarito con quel lestofante.
Non rivolgetevi a lui in quel modo, ve ne prego.
In tal caso portatelo da me, affinch possa regolar la favella secondo la giusta misura.
Dovrete essere voi a raggiungerlo, obiett luomo, indicando luscita. Suvvia, seguitemi
prima di dar scandalo.
Teofilo Capponi stava giusto uscendo da una locanda a pochi passi dalla Loggia del Grano,
circondato da una schiera di mercanti. Non appena lo vide, Angelo pass in rassegna i volti intorno a
lui e, riconosciuti i suoi cosiddetti soci in affari, sincammin verso linfame con le nuvole di vapore
che uscivano letteralmente dal naso. Voi mi dovete delle spiegazioni, messere!, gli url in faccia
sbarrandogli la strada.
Capponi gli rivolse un sorriso sfrontato. E voi del denaro a questi signori.
Del denaro si parler a tempo debito. Prima esigo che mi diate prova di quanto affermaste
laltro ieri, ovvero che il carico di seta  andato rovinato.
Non vi fidate forse della mia parola?
Tra gente del mestiere  di norma usare correttezza. Dove sono i documenti di carico?
Fra le scartoffie di qualcuno di noi, immagino, rispose scherzoso il membro dellArte del
Cambio. Arretr lievemente, affinch lui e i suoi compagni potessero chiudersi a cerchio intorno a
Bruni, poi scambi qualche occhiata dintesa con gli altri. Li ho forse dati a voi, messer Uguccione?,
chiese al mercante che gli stava alla destra.
No, messere, gli rispose.
Allora a voi, messer Placido?, continu in una sorta di cantilena.
Pu anche darsi, risuon la risposta, ma non rammento.
Capponi alz le spalle, simulando un beffardo rammarico. Da qualche parte si saranno
cacciati, suppongo.
Be, si dovranno cercare, gli fece eco un terzo, incitando le risate.
Angelo strinse limpugnatura del bastone cos forte che gli trem il polso. Credete di potervi
far beffe di me?, e prese a girare in tondo osservando quelle facce odiose che si deformavano in
scimmieschi sghignazzi. Ne indic una a caso, trattenendo limpulso di ghermirla. Osate deridermi?.
E poi unaltra. State zitto!.
E unaltra ancora. Io vi ammazzo!.
A bruciargli, ormai, non era pi la faccenda del denaro e della seta, ma lumiliazione. Se fosse
stato un gigante, avrebbe preso tutti quei maledetti tra le mani e li avrebbe spappolati senza ritegno, per
poi gettarne le viscere al vento. Invece era costretto a sopportarli mentre lo schernivano, consapevole
che appellarsi alle istituzioni di giustizia sarebbe valso soltanto a farsi dei nuovi nemici. Perch
nessuno, a Firenze, era tanto imprudente da opporsi ai signori dellArte del Cambio. Continu quindi a
offrire spettacolo ai passanti, che lo osservavano alla stregua di un orso danzante, finch la vertigine
non crebbe al punto da fargli vedere nero. E allora Bruni si gett nella mischia con un grido soffocato. I
corpi al suo cospetto si scansarono, mandandolo a ruzzolare sul selciato. Le risa si fecero acute.
Angelo si gir di lato con la faccia sporca di polvere, cos sconvolto da non riuscire nemmeno a
riprendere lequilibrio.
Raccolse il bastone e lo mulin nellaria, rotolando carponi mentre gli amici di messer Teofilo
facevano a gara per schivare i suoi colpi.
Infine, quando fu sfinito e accecato dalle lacrime, si sent afferrare per la collottola.
Siete pago?, lo ammon Capponi, autoritario.
Io, fece per protestare Bruni.
Luomo gli rifil uno schiaffo, mandandolo di nuovo a terra.
Siete rovinato, dovete accettarlo, continu senza mezzi termini. Il vostro banco  ormai al
tracollo, e tra poco vi rester soltanto il palazzo in cui abitate. Avete una sola speranza di sopravvivere,
e voi la conoscete bene. Siete daccordo?.
Prostrato al suolo con gli abiti lerci, Angelo strinse i denti per soffocare la collera. Avrebbe
desiderato alzarsi e battersi, gridare improperi, ma dun tratto si sentiva prosciugato di ogni forza. E
tutto ci che pot fare, suo malgrado, fu annuire.
63
Poche ore dopo, Bianca stava affondando le mani in un cesto di mandorle. Un contatto legnoso,
gradevole, a cui si accompagnavano reminiscenze sul significato simbolico di quei frutti. Erotismo,
femminilit, felicit nel matrimonio Fug dimpulso un cattivo presagio e si ritrov tra le botteghe
del Ponte Vecchio, nel baccano della gente che le infuse unidea di spensieratezza cos beata da
suscitarle invidia. Il mercante appostato dietro il banco le indic il cesto con un gesto enfatico.
Mandorle da Tunisi, le disse.
Lei distolse lo sguardo e si allontan, dimentica di cosa lavesse indotta a sostare in quel punto.
Lultima volta in cui aveva passeggiato sul Ponte Vecchio era stato in compagnia di Faleno, e ne aveva
ricavato una piacevole sensazione di sicurezza.
Adesso invece era stanca e arrabbiata. Spingersi fino alla pieve di San Salvi non laveva
condotta a nulla, eccetto alla conclusione che padre Montano fosse spirato portandosi nella tomba un
grande segreto.
Lultima speranza di scoprire la verit dipendeva ormai dalla missione di Tigrinus, ma per
quello sarebbe servito del tempo. E
Bianca era stanca di aspettare. Sentiva la necessit di sfogare nellimmediato limpotenza
accumulatasi negli ultimi mesi. Un pretesto qualsiasi, anche un battibecco con Angelo, le sarebbe
andato bene.
Ma suo cugino non era pi lo stesso. Pareva aver coltivato nellombra una natura cattiva,
contorta, che anzich aiutarlo nella vita pratica lo spingeva ad autodistruggersi.
Bianca si ferm di nuovo, rammentandosi dun tratto cosa lavesse indotta a fingersi interessata
alle mandorle. Luomo con il turbante e il mantello grigio la stava ancora fissando,
seminascosto nella folla. Non molto alto, tarchiato, aveva laria di uno di quei forestieri che, pur
sostando a lungo a Firenze, non vi si adeguavano mai e spuntavano sempre, ovunque, alla guisa di una
mosca bianca. Lei laveva gi notato qualche giorno prima, ma soltanto ora si rendeva conto dessere
seguita.
Per un attimo fu tentata di andargli incontro e chiedergli cosa volesse, poi si accorse che
lindividuo arretrava con fare guardingo. Di primo acchito non cap, poi si sent afferrare per un
braccio.
Madonna, la salut una voce melliflua.
Messer Capponi, trasal lei, voltandosi. Mi state facendo male.
Luomo sorrise. Non capiter pi, e la lasci. Avete meditato sulla mia proposta?
Mi lusinga ma non posso accettare, rispose Bianca. Non le piaceva lidea di parlare con
quella serpe in un luogo tanto affollato, immaginava gi i pettegolezzi che avrebbero fatto il giro della
citt. Loccasione tuttavia era propizia per smorzare lardore dello spasimante. E a esser franchi,
aggiunse, se vi soffermate a riflettere sulla mia condizione, la trovereste alquanto sconveniente per un
uomo della vostra levatura.
Ci che vedono i miei occhi  tuttaltro che sconveniente, la contraddisse Capponi.
Accettate e far di voi una regina.
Messere, no.
Anzich demordere, lui rizz il collo con aria di sdegno.
Sorrideva ancora, tuttavia, quasi traesse diletto dallostinazione della donna. Non sono tipo che
accetta rifiuti, suggeriva il suo sguardo. Io prendo e basta, che vi piaccia oppure no. E a vostro cugino
cosa direte?, aggiunse, quasi fosse realmente preoccupato. Che accettate di lasciarlo cadere in rovina,
lui e il suo buon nome, pur sapendo che sposandomi potreste aiutarlo?.
Bianca lo scrut incredula. A cosa alludete?
Oh, sinaspr lui, dunque siete alloscuro delle sue sventure.
Cosavete fatto ad Angelo?
Io? Proprio nulla, madonna. Ma come ben saprete, quando la sfortuna sintigna a dar di cozzo
a una persona, le cose non possono che andare storte.
Non pu essere cos grave, si sforz di non abbattersi.
Chiedete a vostro cugino, le consigli messer Teofilo, con un ghigno che non prometteva
nulla di buono. Sempre che il caro Angelo abbia il coraggio di raccontarvi la verit.
Lo trov rintanato nellangolo pi buio del palazzo, coperto di polvere e con lo sguardo perso
nel vuoto. La mano stringeva il bracciolo della sedia nel tentativo di bloccare il tremito che gli
squassava lintero corpo. Il respiro era cavernoso, a tratti asmatico.
Angelo, lo chiam con dolcezza. Vuoi dirmi cos successo?.
Lui grugn qualcosa, emanando un fiato che odorava di vino.
Bianca not un fiasco vuoto sul pavimento. Continu ad avvicinarsi con maggior cautela. Ho
incontrato messer Capponi.
Il diaaavolo, ribatt il cugino. Aveva la lingua grossa, ed era intontito.
Riguarda laffare di cui mi accennavi?, continu lei. I terreni di famiglia lasciati in sicurt?
 taaardi sono rovinato.
Hai ancora il banco, cerc di consolarlo.
Il banco non lavooora da settimane. Angelo cerc di rassettarsi facendo leva sui braccioli, ma
scoprendosi incapace di reggere il proprio peso si accasci sullo scranno con un rumore sordo. La
concorreeenza gli amici dei Medici lo osteeeggiano, e gli scapp un singhiozzo. Quando le case
affiliaaate lo scopriranno si slegheranno da noi.
Bianca gli era ormai di fronte. Osserv la faccia lercia, il broncio di un bambino mai cresciuto.
Perch me lhai tenuto nascosto?
Perch sono iiio che dirigo la famiglia!, sibil lui, scattando in piedi. Fece per afferrarla ma
stramazz di nuovo, stavolta sul pavimento. Piagnucol qualcosa, agitandosi come un maiale nel fango.
Vuoi forse defraudaaarmi anche tu?
Non lho mai desiderato, rispose lei, divisa tra il disprezzo e la piet.
Menti, continu lui. Voi tuuutti mentiiite! E vi fate beffe di meee.
Forse si pu trovare un rimedio, riflett Bianca, rivolgendosi pi a se stessa che al relitto
umano ai suoi piedi. Lincubo di diventare la moglie di Teofilo Capponi non era nulla, se paragonato
alla prospettiva di diventare povera. Cosa ne sarebbe stato di lei, senza i fiorini dei Bruni? A quali
bassezze avrebbe dovuto piegarsi pur di sopravvivere? Fug la disperazione e si sforz di ragionare.
Se solo mi consentissi di aiutarti.
Aiutaaarmi?, cantilen lui. Ormai non c pi nulla da faaare Nulla! Persino il sogno delle
perle  sfumato!.
Cosa intendi?.
Il cugino indic un foglio appallottolato sul pavimento. 
giunta oggi stesso.
Si trattava di una lettera.
Bianca la stese sui palmi e lesse dal principio. Proveniva da Famagosta e ancora una volta era
stata scritta da Nikolaos.
Informava in modo assai succinto che il corpo di messer Balduccio Landini era stato rinvenuto
a pochi giorni dalla Pasqua oltre i bastioni del quartiere portuale, con la testa spaccata e la faccia
mangiata dai granchi. Lunico elemento che aveva consentito di riconoscerlo era stato lanello con il
sigillo della compagnia per cui lavorava. Probabilmente chi laveva ucciso e derubato non si era
azzardato a sottrargli anche quelleffetto per timore di essere in seguito collegato alla vittima. Il
messaggio si chiudeva con una preghiera rivolta alla clemenza di Dio e di san Michele.
La donna lasci cadere la lettera, sconcertata.
Se messer Balduccio non aveva mai lasciato lisola di Cipro, era scagionato dai sospetti di aver
portato a Venezia le perle del Malabar. E la trama singarbugliava al punto da tramutarsi in un enigma
irrisolvibile. Forse le perle erano state fatte sparire da un altro affidatario, o magari dalla stessa persona
che aveva derubato e ucciso lagente di Famagosta. Ma di chi poteva trattarsi? Di un ladro? Di un
marinaio in cerca di ricchezze? Di un nemico dei Bruni?
Bianca iniziava a perdersi in quel ginepraio. Dovette concedere una tregua ai pensieri per non
finire a terra a causa di un capogiro, tuttavia non riusciva a smettere di rimuginare. Se Balduccio non
centrava nulla, decadevano anche le ipotesi sul coinvolgimento di padre Montano. E forse pure quelle
che lavevano indotta a inviare Tigrinus a Venezia per indagare
Si appoggi a una parete, incapace di capire in quale stato danimo si trovasse. Dentro di lei si
agitavano rabbia, incredulit e paura. Sent il bisogno di coricarsi nel proprio letto, di estraniarsi da
ogni cosa e di sprofondare nel silenzio.
Ma non ancora pago daver comunicato disgrazie, Angelo si rialz goffamente con una luce
cupa negli occhi. Quasi dimenticaaavo,  arrivato un altro messaggio, biascic aggrappandosi alla
sedia. Un piccione di Faleeeno, ghign.
Tigrinus  fuggiiito.
Bianca si astenne dal replicare. Era ormai diventata apatica, insensibile alle brutte notizie.
Forse perch in cuor suo si stava abituando alla peggiore.
Se avesse voluto spuntarla, le restava ununica possibilit.
Sposare Teofilo Capponi.
64
Porto di Venezia
27 giugno
Tigrinus raggiunse la citt lagunare al calare delle tenebre, dopo aver lasciato il carro presso
Ferrara e proseguito per vie dacqua in unaria satura di nebbia. Le banchine erano in fermento
nonostante lora tarda, a causa di molti navigli in procinto di levare lncora. Camminando nella
foschia che ingrigiva la notte, il ladro osserv le imbarcazioni alla fonda con gli alberi simili a
smisurate picche e i rostri pi neri dellebano  brigantini, galeotte, fuste, galee di ogni sorta 
provando una punta di soggezione. Quei legni avevano visto pi di quanto lui potesse immaginare, e
forse, tagliando i flutti con le loro carene, si erano imbattuti nei mostri abissali di cui parlavano
leggende venute da lontano.
Ad ammaliarlo, per, era la sensazione di libert.
Sedette su un rotolo di cordami alto quanto una cesta e studi il viavai degli operai al lavoro,
sforzandosi dindovinare quali navi fossero dirette in Morea. In principio si bas sulle merci che
venivano caricate, ma essendo per la maggior parte sigillate in botti e in forzieri, non gli fu di alcun
aiuto. Si concentr quindi sulle persone. Ben presto, infatti, si rese conto che non appartenevano tutte
agli equipaggi. Cerano anche uomini in attesa dimbarcarsi come passeggeri.
Passati in rassegna dalmati, schiavoni e tunisini, Tigrinus not un gruppo di greci vestiti alla
turchesca, con barbe appuntite, turbanti e vesti vaporose. Li segu da lontano, finch non li vide
fermarsi presso una galea munita di un imponente castello di poppa. La nave era chiaramente in
procinto di salpare e bast chiedere a un arsenalotto di passaggio per averne conferma. Si
trattava di una spedizione commerciale diretta nel mar Egeo, proprio quel che faceva al caso
suo.
Al ladro non restava dunque che trovare il modo di salire a bordo. Peccato che il denaro
elargitogli da messer Cosimo fosse andato perduto nellagguato sullAppennino.
Messere, voi che siete di Firenze, lo chiam una voce.
Tigrinus si volt di scatto, trovandosi davanti a un uomo che teneva tra le mani un sacco vuoto.
Non fece in tempo a capire cosa stesse accadendo che un secondo individuo lo sorprese alle spalle,
immobilizzandolo. A quel punto il ladro vide il sacco calare sopra la propria testa e, agendo dimpulso,
scalci mandando a terra il tizio al suo cospetto.
Soccors, cerc di gridare, mentre la bocca gli veniva tappata.
Colui che lo tratteneva era forte. Blocc un tentativo di ribellione e lo trascin velocemente
dietro un edificio dalle pareti di legno, lontano dal traffico del porto, mentre il compare si rialzava con
lentezza. Si trattava di sicuro degli sgherri sopravvissuti a Faleno.
Tigrinus assecond i movimenti delluomo che lo teneva bloccato, lasciandogli intendere daver
rinunciato a opporre resistenza. Ma appena ne ebbe occasione spost la nuca allindietro, con violenza,
spaccandogli il naso con un colpo secco. E fu libero di sgattaiolare dentro ledificio.
Varcato lingresso, trov un deposito molto vasto, deserto e pieno di gusci di barche. Sotto i
suoi piedi non cera terra battuta ma sabbia marina, tuttintorno pareti dincannucciata alte almeno sette
braccia. Il ladro si nascose sotto uno scafo e attese di scorgere le sagome degli inseguitori. Non dovette
attendere molto. Adesso impugnavano delle daghe, non avrebbero esitato a uccidere.
Rimase immobile finch non si accorse che i due iniziavano a controllare sotto gli scafi. Allora
raccolse un grosso chiodo dalla rena e, brandendolo a mo di pugnale, strisci verso il retro del
locale, dove degli alberi navali erano stati impilati in verticale, uno contro laltro, fra due pareti.
Tuttintorno non cerano n porte n finestre. Lunica via di fuga consisteva in un oculo aperto molto in
alto, vicino alle travi del tetto.
Giunto in quel punto senza farsi notare, il ladro si chiese se il suo piano potesse funzionare. Ma
non cera altro modo di verificarlo che affidarsi a quei pali, talmente lunghi da toccare il soffitto.
Valut la stabilit del pi grosso, dopodich inizi ad arrampicarsi. Lascesa fu lenta, agevolata
dai fori praticati per tutta la superficie del legno. La cosa pi difficile fu muoversi provocando il minor
numero di cigolii, senza gesti bruschi che rischiassero di farlo scoprire. Nellultimo tratto della scalata,
si accorse infine che il supporto aveva preso a oscillare. Procedette quindi con maggior cautela,
riuscendo infine ad aggrapparsi a una delle travi.
Fu allora che gli sgherri lo videro.
Fermo!, esclam uno di loro, mentre laltro si affrettava a raggiungerlo.
Anzich tentennare, il ladro si fece strada nellintrico di travature, attento a mantenersi in
equilibrio, finch non raggiunse loculo. Il foro era largo abbastanza da consentirgli di passare.
Una volta allesterno, Tigrinus si iss sul tetto. Libero, si disse.
Davanti a s, sotto la notte stellata, si dispiegava una teoria di navi alla fonda incastonate in un
dedalo di banchine portuali. Un dettaglio lo fece trasalire.
La galea diretta in Morea stava salpando.
In uno slancio di disperazione, il ladro scivol sulle tegole e si lasci cadere dabbasso,
stramazzando su un cumulo di sacchi. Si rialz ammaccato, incurante daver attirato lattenzione di
qualche uomo di fatica, e si diresse di corsa verso il mare. Poi prese un respiro e si tuff.
Per un attimo spar nel nero dei flutti. Infine riemerse, dirigendosi a bracciate verso il profilo
oblungo della galea.
65
Firenze, cattedrale di Santa Maria del Fiore 28 giugno
Bianca alz lo sguardo verso le nervature della cupola del Brunelleschi, baciata dal barbaglio
che penetrava dalla lanterna, per poi abbandonarsi a una vertigine di arredi sacri, affreschi e persone
che si raccoglievano tuttintorno a lei. La sontuosit degli spazi si fondeva con un turbinio di forme
capace di stordirla. E lei non cercava altro. Loblio, o per lo meno lottundimento della vittima
sacrificale.
Nascose gli occhi umidi sotto il flammeum, il velo nuziale, e avanz verso laltare senza
guardare luomo che lattendeva.
Non aveva bisogno di farlo per immaginare il suo sorriso beffardo, n tantomeno il viso
olivastro incorniciato dai boccoli grigi.
La sposa pi triste di Firenze.
Quelle parole non erano uscite dalla sua mente, ma dalla bocca di unanziana parente che
laveva appena vista passare. Una goccia di fiele in un mare damarezza. Lei lignor, lasciandosi
sospingere da una brezza simile al torpore del sonno. Nella speranza che tutto finisse in fretta.
Perch quel giorno si sarebbe presto concluso.
E Bianca desiderava serbarne meno ricordi possibile.
66
Sul mare
Un clandestino, patron, esclam il comito, trascinando luomo dai capelli striati di bianco al
centro del ponte.
Il capitano, un individuo alto dagli occhi glauchi, osserv lintruso pi con curiosit che
cattiveria. Dove lhai trovato?
Se ne stava sul tamburetto di prora, dietro la gru per la manovra dellncora.
 gi una fortuna che non se lo siano portato via le onde.
E non sarebbe stato meglio?
Una parola, intervenne Tigrinus, alzando la testa. Un pugno del comito gli tolse il respiro.
Aspetta, ordin il capitano. Sentiamo cosha da dire costui.
Ho dovuto imbarcarmi per forza, tossicchi il ladro, reggendosi sulle ginocchia malferme.
Era fradicio dalla testa ai piedi, il sapore del mare incollato alla gola. Il rumore continuo della voga
lassordava. Per salvarmi la vita.
Un fiorentino, riconobbe lufficiale dalle iridi di ghiaccio. Ti sei macchiato di un qualche
reato?
No, rispose. Sono stato sorpreso dai predoni Mi hanno spogliato di ogni bene, e se non mi
fossi tuffato in acqua ci avrei pure rimesso la pelle.
Il capitano rivolse unocchiata scettica al comito. Predoni sulle banchine di Venezia?,
ridacchi.
Sono sincero, messere mi seguivano da un po.
Fosse anche vero, non pretenderai che torniamo indietro per te.
No davvero, sintende.
Hai dunque da pagare il passaggio? Il primo approdo sar a Durazzo.
Tigrinus allarg le braccia con fare impotente. Ho solo gli stracci che mi vedete addosso.
Allora tanto vale che tu riprenda a nuotare, lo schern il comito, afferrandolo per la collottola.
Sempre che non preferisca cavalcare un qualche grosso pesce.
Bando alla fretta, lo ferm il capitano. Non eravamo in difetto di un vogavanti?
Il turco si  slogato un polso e dovrebbe stare a riposo, ammise il subalterno con poca
convinzione. Ma si tratta di un lavoro eccessivamente duro per questa mezza tacca.
Lufficiale osserv il clandestino con aria di sfida. Be, concluse, se il nostro fiorentino
intende restare a bordo, meglio che sadegui al lavoro duro.
67
Non appena Tigrinus fu informato del compito che avrebbe dovuto svolgere, cap di essere
precipitato in un girone infernale.
I vogavanti non erano semplici vogatori, ma coloro che avevano il ruolo di manovrare
lestremit del remo. Si trattava, in sostanza, della posizione di maggior fatica sui banchi di voga e
anche della pi scomoda, dal momento che la seduta assegnata a quel genere di rematori confinava con
la corsia sottesa tra poppa e prua, ed era quindi soggetta agli urti continui di chiunque fosse di
passaggio.
Fra le oltre duecento postazioni disponibili sulla galea, al ladro era inoltre toccata la terza a
partire da prora, contigua agli spallieri che imprimevano il ritmo e la spinta alla navigazione.
Ci significava che ogni suo singolo errore si sarebbe ripercosso sui vogatori dei banchi
successivi, attirando le nerbate dellaguzzino e il disprezzo della ciurma.
I primi tre giorni furono di una durezza inaudita. Il dolore alle braccia, alle spalle e alla schiena
lo precipitarono pi volte in uno stato allucinato, permettendogli di sognare a occhi aperti in una
costante percezione della fatica. In quei momenti la sua mente vagava libera sui tetti di Firenze, oppure
lungo le plaghe del monte Athos, alla ricerca del misterioso abate nero. Al risveglio, ricadeva in un
incubo di spasimi e sudore, sotto il barbaglio di un sole che non concedeva requie.
Il quarto giorno comprese che non sarebbe sopravvissuto a lungo. Non era certo la forza a
mancargli, bens lesperienza nel dosare le energie assecondando i movimenti come facevano i suoi
compagni. Da voci di sentina aveva udito che per formare un buon vogatore servivano almeno sei mesi
di tempo, affinch le ossa e le membra si abituassero gradualmente a quel compito
disumano. Lui per, alla stregua di certi schiavi mori incatenati al remo poco pi avanti, non
avrebbe beneficiato di alcun apprendistato. Era un bue da mare pagato a misero prezzo, quindi
sacrificabile.
Di tanto in tanto, soprattutto di mattina, incrociava lo sguardo del capitano, ma nello
stordimento dello sforzo non riusciva a comprendere cosa volessero da lui quegli occhi glauchi. A fine
giornata invece era talmente esausto che crollava con la testa sulle ginocchia, mentre gli altri vogatori
approfittavano della frescura serale per scambiare qualche battuta in sabir 2, cantare e lavorare a
maglia. In principio Tigrinus rimase colpito da quel passatempo muliebre, poi comprese che,
trasformando la lana in berretti e brache, i galeotti si procuravano una merce di scambio
 lunica possibile  da barattare con vino, denaro e cibo migliore delle gallette ricevute per il
rancio. Il loro ricettatore era il comito in persona. Prima dellalba lo si vedeva aggirarsi per i banchi e
prendere accordi o ritirare i prodotti finiti, che al primo sbarco sarebbero certo stati messi in vendita su
qualche banchina portuale.
Al quinto giorno, Tigrinus riusc finalmente a comprendere come funzionava la vita di bordo.
Pur lottando senza sosta con il pesantissimo remo, si era abituato a sufficienza da potersi concentrare su
altri dettagli. Il viavai sulla corsia, pi di ogni altra cosa, gli rivel i rapporti gerarchici tra i vari
membri dellequipaggio. Not infine che alcuni vogatori erano destinati a mansioni privilegiate, come
quelli che sedevano vicino a un palco coperto da unampia tenda, sotto la quale il comito e gli altri
ufficiali si radunavano per il pranzo. In tali occasioni, quei galeotti smettevano di remare e servivano i
loro superiori alla stregua di veri e propri famigli, beneficiando degli avanzi di cibo e di un trattamento
meno severo.
Ci che maggiormente interessava al ladro era per il ruolo del camerotto. Si trattava del servo
personale del capitano, uno scrivano pelle e ossa assegnato a un ambiente interno della
carrozza di poppa, detto gavone, dove si custodivano le armi e le carte nautiche. Lo si vedeva
uscire di rado, e in quei momenti attirava su di s gli insulti e linvidia dei vogatori. Pur essendo loro
pari, percepiva una paga pi alta senza consumarsi dalla fatica.
Non appena seppe dellesistenza di una simile mansione, Tigrinus inizi a lambiccarsi la mente
su come ottenerla. Era, a suo avviso, lunica possibilit di non morire di stenti e giungere sano e salvo
in Morea. Ma per quanto si spremesse le meningi, dovette per rassegnarsi ad aspettare il momento
propizio. Che giunse allottavo giorno, dopo lattracco a Durazzo.
In quelloccasione, il comito gli si avvicin dicendo che il debito era saldato e che se intendeva
scendere a terra nessuno glielavrebbe impedito. Con sua grande sorpresa Tigrinus rifiut, chiedendo
semplicemente di poter essere liberato dalle catene per tutto il tempo in cui la galea fosse rimasta alla
fonda.
Come desideri, pazzo dun fiorentino, ridacchi lufficiale.
Sbarc di notte, e invece di seguire i membri della ciurma, in cerca di sollazzi nel cuore della
citt dellAlbania veneta, rimase in attesa sul molo, nascosto dietro lo scheletro di una torre normanna.
La luna era abbastanza limpida da consentirgli di scrutare nel buio, e nonostante riflettesse la sua falce
ambrata su un mare cristiano tradiva un che di orientale. Forse per via delle parlate e delle musiche
trasportate dal vento fino al borgo portuale, o della sensazione, del tutto nuova per lui, di trovarsi al
confine di acque infestate dai turchi.
Tigrinus emerse da quei pensieri non appena colse del movimento presso la galea da cui era
sbarcato. Il capitano, il comito e gli altri ufficiali avevano atteso fino ad allora per scendere a terra,
probabilmente dopo aver messo al sicuro armi, denari e carte nautiche. Li guard allontanarsi, avvolti
nei loro corti mantelli, e li controll a uno a uno. Come previsto, del camerotto non cera traccia.
Quellometto rinsecchito doveva
essere rimasto a bordo, ben serrato nella carrozza.
Il ladro attese un altro po, giusto il tempo di sincerarsi di non essere stato notato da alcuno,
dopodich si affrett a raggiungere la nave. Aggir gli uomini di guardia appostati davanti alla
passerella collegata al ponte e, immergendosi in acqua, si diresse a nuoto verso la spalla di poppa. Da l
fu semplice arrampicarsi e raggiungere gli ambienti interni.
Fino ad allora non era mai penetrato nella carrozza di una nave.
Prov un senso immediato di claustrofobia. Gli ambienti erano angusti, pregni di un odore quasi
irrespirabile di legno e sartiame.
Superata una sorta di vestibolo, cerc di orientarsi in fretta, oltrepassando il piccolo dormitorio
per gli ufficiali e laccesso allambiente in cui si conservavano il vino e la carne essiccata.
Giunse infine nella camera del consiglio, alla cui destra si stagliava un usciolo sprangato da un
battente.
Tigrinus si avvicin con passo lieve, origli finch non percep un rumore, dopodich si fece
coraggio e buss.
Chi postula?, domand una voce garrula.
Chiedo venia, rispose, cerco della lana.
Della lana?, ripet luomo dallaltra parte.
Lana, s, per completare lordito, continu il ladro, memore dei discorsi uditi dai compagni di
voga. Su richiesta del comito.
Risuon lo scatto di una serratura e, apertosi uno spiraglio, fuoriusc la faccia smunta del
camerotto. Vi siete sbagliato, qui non c nessuna.
Per Tigrinus fu un invito a nozze. Gli tapp la bocca senza dargli il tempo di concludere la
frase, spalanc la porta e lo tramort con un colpo alla testa. Un istante dopo stava trascinando il
poveretto allaperto. Lo fece sporgere oltre il parapetto e cadere in mare. Dopodich si tuff a sua volta,
per assicurarsi che non affogasse, e afferrandolo per le vesti lo trasport fino a riva.
Dove mi portate?, biascic il camerotto, sputando acqua salata.
In un posticino dove starete legato e muto fino alla partenza della nave, rispose Tigrinus con
un sorrisetto compiaciuto. Per la mia salvezza.
2Lingua franca parlata in tutti i porti e sulle navi nel Mediterraneo dal Medioevo fino
allOttocento. Pur esistendone diverse varianti, la pi diffusa era composta da un misto di veneziano,
genovese, siculo, provenzale, catalano e arabo.
68
Firenze, palazzo Medici
8 luglio
Niccol, ti vedo inquieto, disse Cosimo de Medici, mentre si accostava a una botte
impolverata per spillare un calice di bianco del Valdarno.
Mastro Vitelli si asciug la fronte lucida di sudore. Si trovava nelle cantine del palazzo della via
Larga, sotto archi ammantati da unombra eterna, ma lui si portava addosso la calura delle strade rese
torride dal sole. Lanci uno sguardo a Malacoda, appiattito a terra per stemperare lafa, poi allunica
persona al suo cospetto. La faccenda del monaco impiccato, spieg brevemente.
Non avevi messo tutto a tacere?
S, in effetti.
Sua signoria saggi il vino, scrutandolo con sospetto. Dalla morte di Montano da Bagnone a
quella di Giannotto Bruni il passo  breve, disse, e se qualcuno dovesse risalire al coinvolgimento di
Tigrinus, o meglio alla sua immediata scarcerazione, potrebbe porsi domande assai sconvenienti.
Per esempio, su una vostra intromissione nella vicenda, conferm il capo delle guardie. E in
effetti Bianca de
Brancacci c andata vicino.
Quella donna non rappresenta un problema.  andata in sposa a un mio sodale, messer Teofilo
Capponi, che sapr frenare i suoi bollenti spiriti. In quanto al cugino,  caduto in disgrazia e avr ben
altro a cui pensare.
Ci nondimeno, sottoline Vitelli, lassassino resta a piede libero.
Un solo assassino per due delitti?, si stup il Medici.
Monna Bianca suppone che suo zio e il reverendo monaco siano stati uccisi dalla medesima
persona.
Messer Cosimo fece un gesto disinteressato. E da quando timporta di una canaglia in libert?
Io parlo per voi, eccellenza. Chiunque egli sia, lomicida potrebbe aver ficcato il naso in affari
che non lo riguardano.
Affari vostri, per essere precisi.
Sua signoria inizi a passeggiare per la cantina, quasi a voler prendere distanza da simili parole.
Col calice mezzo pieno, il polso fermo, si concesse un attimo di silenzio, dopodich ammise: Tanta
apprensione mi suona strana, trattandosi di te, ma hai comunque ragione. Bisogna trovare quelluomo.
Tento da settimane, sbuff il birro, senza alcun risultato.
Se  per questo, ci ho fatto il callo. Anche Tigrinus ti  sfuggito di mano.
Vitelli si morse la lingua. Aveva appena ricevuto un messaggio da coloro che avevano seguito il
ladro fino a Venezia, e si vergognava di rimarcare lovvio. Qui non si tratta di un fuggiasco, ma di una
vicenda delittuosa assai ingarbugliata, disse a propria discolpa. Non dispongo n di testimonianze n
di spiate, capite? Forse lunico a sapere qualcosa  proprio Tigrinus.
E il nano?
Quello scherzo della natura  alloscuro di tutto, ci metto la mano sul fuoco. Il birro schiv
unaltra occhiata inquisitoria, imponendosi di non pensare alle perle. Come molti a Firenze, aveva il
sentore che il Medici fosse talmente accorto da cogliere anche una riflessione non espressa. Specie se si
trattava di ricchezze. Listinto mi suggerisce che dovrei indagare allabbazia di Santa Trnita, presso i
monaci vallombrosani, confess per togliersi dallimpaccio. Ma non dispongo di sufficiente autorit
per varcare quelle mura.
Senza contare che interrogando i monaci susciteresti un vespaio, soggiunse laltro. Meglio
usare discrezione.
Sapreste suggerirmi in quale modo?.
Cosimo pos la coppa su un trespolo, ormai disinteressato al vino. Di certo non sguinzagliando
degli armigeri. Va alla taverna del Passero e chiedi di Bilia.
La meretrice senza un occhio?, chiese il birro, contrariato.
 una mia spia, lo rassicur Cosimo con aria complice.
Sapr aiutarti.
69
La nave salp da Durazzo. Ripresentatosi a bordo di sua spontanea volont, Tigrinus scopr che
il galeotto che aveva sostituito era guarito e di conseguenza fu spostato su un banco pi avanzato verso
prua. La fatica risult subito dimezzata. Ora che non era pi un vogavanti, il ladro poteva manovrare il
remo seguendo il ritmo e la scia di chi gli stava alle spalle. Quasi gli dispiaceva per il camerotto
abbandonato sulla rena, legato come un salame. Ma dopo poche ore di voga, se nera gi dimenticato.
Trascorse cos la prima mattina, dopodich il movimento in corsia indic che gli ufficiali si
preparavano a radunarsi per il pranzo. Diversamente dal solito, per, il capitano si ferm sulla rembata
e ordin al comito di far alzare i remi.
Chi fra questi scarafaggi sa leggere e scrivere?, chiese.
Tigrinus tacque. Attese che i galeotti si guardassero tra loro, scambiandosi occhiate
interrogative.
Siete sordi?, reiter lufficiale con un piglio dimpazienza.
C qualcuno che sappia leggere e scrivere?.
A quel punto il ladro si decise ad alzare la testa. Io messere!, voci.
Il capitano si accarezz il mento e scambi qualche parola col comito, che ripet invano:
Nessun altro?, dopodich sincammin con lui verso lunico che aveva risposto.
Guarda guarda, il fiorentino, mormor con tono burlesco.
Mintendo dalfabeto e dabaco, conferm Tigrinus, restando con le braccia tese per
mantenere il remo sollevato.
Quellesercizio costava uno sforzo enorme, ragion per cui tuttintorno i vogatori ruminavano
imprecazioni a denti stretti.
Il capitano lo squadr con sprezzo. Non intendo aver nulla a che fare con chi farfuglia in
lingua tosca.
Il ladro sostenne il suo sguardo. So di latino, patron.
E com successo? Hai studiato da prete?
Presso i domenicani di Firenze, al convento di San Marco.
Pur serbando la protervia dipinta sul volto, luomo non pot che restarne colpito. Liberate
costui, ordin dopo un attimo di esitazione.
Ma
signore,
obiett
il
comito,
non
sappiamo
nemmeno.
Vorresti farmi tu da camerotto?, lo sferz il capitano, afferrandolo per un orecchio. Tu, che
pur essendo fra i pi dotti su questo naviglio, non sapresti tracciare una o nemmeno usando il fondo
dun bicchiere?.
Anzich trovar difesa a simili ingiurie, lufficiale ingoi lumiliazione, attir a s un milite
munito di martelletto e indic lanello di ferro che fissava la caviglia di Tigrinus al banco di voga. Un
paio di colpi ben assestati bastarono ad aprilo.
Il ladro, ancora immobile, ricevette lordine di lasciare il remo e di alzarsi.
Sar davvero un uomo dintelletto, costui?, lapostrof il capitano, tra il provocatorio e il
diffidente. Ebbene, lo si vedr presto.
Impegnato a nascondere lesultanza, Tigrinus fren limpulso di rispondere a tono. In quale
modo, patron?
Lhai udito, fiorentino, mi serve un camerotto, gli rispose.
Quel che avevo prima ha ben pensato di restare a terra e ora il gavone di poppa abbisogna di
uno spirito abbastanza accorto da tenere in ordine registri e carte nautiche. Ti senti in grado?
Perfettamente.
Ordunque, fatti dare una spugna bagnata e togliti di dosso sudore e lerciume, quindi recati
davanti alla carrozza. Dopo pranzo verrai informato sulle tue nuove mansioni, e soprattutto sui castighi
a cui andrai incontro in caso di errore o di tradimento.
70
Tigrinus fu condotto nel gavone di poppa e relegato in un ambiente assai angusto, dove avrebbe
dovuto dormire, rifocillarsi e svolgere il proprio lavoro. Si trattava del cubicolo in cui aveva fatto
irruzione la notte precedente per tramortire il suo predecessore, ma in quelloccasione non si era certo
premurato di contemplarne larredo. Ora invece poteva soffermarsi su ogni oggetto che gli veniva
mostrato, a partire dai manifesti di carico, dal diario di bordo e dalle carte di navigazione. Queste
ultime erano raggruppate in due registri. Il primo, dedicato alle pi pregiate, era talmente ampio da
occupare, quando veniva aperto, il poco spazio disponibile nel gavone, mentre il secondo, detto
portolano, era maneggevole e fitto di appunti. Il capitano glielo affid come il pi prezioso dei suoi
tesori, dopodich gli consegn le chiavi di un ambiente attiguo, destinato a deposito armi.
Il ladro fu poi lasciato solo a prendere confidenza con le sue nuove mansioni. In fondo non gli
veniva chiesto nulla di complicato, ma la responsabilit che gravava su di lui era enorme. Non solo era
tenuto recluso al pari di un prigioniero, ma se avesse rovinato le carte, smarrito i documenti o sbagliato
nel redigere qualche annotazione, gli sarebbero stati mozzati il naso e le orecchie.
Dopo il primo giorno di pratica, si accorse che il rischio maggiore consisteva nelluso della
lucerna. In un ambiente occupato per intero da materiali infiammabili, linsidia era di appiccare il fuoco
alla minima distrazione. Fortuna voleva che linfanzia trascorsa nella bottega di fra Giovanni da
Fiesole e nello scriptorium dei domenicani lavesse abituato a servirsi con accortezza sia dei lumi, sia
del materiale per la scrittura.
Dovette inoltre prendere confidenza con il capitano. In quanto suo servo personale, Tigrinus
avrebbe avuto a che fare con lui per tutta la durata della navigazione. Scopr che si chiamava Alban e
che era di origini istriane, con un passato da fante da mar alle spalle. Le sue occhiate azzurre erano
continue rasoiate di diffidenza, al punto che il ladro dovette mostrare il massimo impegno per
conquistarne la fiducia.
Alban tuttavia era anche uno spirito curioso e di tanto in tanto, mentre sul far della sera dettava
appunti per il diario di bordo, cambiava discorso per rivolgere delle domande al nuovo camerotto. Alle
quali Tigrinus, prontamente, mentiva. Gli raccont di essere il figlio di un mercante di perle, diretto in
Morea per raggiungere il padre che non vedeva da anni. Insistette ancora sulla scusa dessere stato
derubato alle banchine di Venezia, restando sempre assai vago sui particolari.
Non avreste potuto sbarcare a Durazzo, indag il capitano durante uno di quei discorsi,
inziando a dargli del voi, e scrivere al vostro genitore affinch vinviasse della pecunia per
proseguire il viaggio con maggior comodo?
Egli non sa che sto arrivando, gli rispose Tigrinus, lasciando trapelare pi ardimento di
quanto avesse voluto.
Alban lo fiss con unintensit quasi pungente, poi sorrise con fare cameratesco. Era un gesto
solidale, il primo che gli avesse rivolto da quando lo conosceva. A prescindere dalle menzogne che
mavete raccontato, disse infine, voglio mettervi in guardia sulle plaghe che vi accingete a esplorare,
fiorentino.
Lungi da me il voler cercare rogna presso gli infedeli, gli assicur il ladro, cogliendo il
significato di quellavvertimento.
Oh, ma sono loro a cercare rogna, precis. Col malanimo diffuso dal concilio di Mantova e
delle smanie di chi vuol bandire una nuova crociata, ogni turco che veleggia sul mare ha giurato guerra
alla cristianit tutta.
Tigrinus annu. Quelle voci non gli erano nuove, le aveva gi udite a Firenze, ma appartenevano
a un mondo cos alieno dal
suo da non aver fomentato in lui alcun sentimento dangoscia.
Fortuna, comment, che metter presto piede sulla terraferma, allora.
Chiamate pur terraferma i feudi di Parigi o le lande dei germani, ribatt con sprezzo Alban.
Ma state pur certo che qualsiasi cala, isola o penisola, a prescindere dallestensione, si trova in balia di
chi solca le acque che le lambiscono.
71
Firenze, Lungarno
22 luglio
Bilia stava sotto la chioma di un albero, a un passo dal Ponte Novo attraversato da nugoli di
carri. La luce cremisi del cielo, insieme allallungarsi delle ombre, disegnava sul suo volto una
maschera luciferina ravvivata dallo squarcio dellunico occhio.
Non ho scoperto nulla riguardo lassassino di padre Montano da Bagnone, bisbigli, ma sul
conto di questultimo potrei stupirvi assai.
Coshai saputo?, la incalz mastro Vitelli, appoggiato al tronco con la schiena rivolta alla
strada.
Fu proprio lui a far entrare Giannotto Bruni nella cripta in cui trov la morte.
Ne sei sicura?.
La meretrice annu. Anche i monaci hanno le loro debolezze, lasci intendere con malizia, e
con le giuste lusinghe son presti a sciogliere la lingua. Attese un cenno di consenso, poi continu:
Finch  rimasto in vita, padre Montano ha scongiurato i suoi confratelli di tener la bocca chiusa
riguardo il suo coinvolgimento nella vicenda.
Perch mai?
Il motivo non lo conosco. Sappiate per che messer Giannotto non fu lunico a cui il monaco
concesse di scendere nei sotterranei, quel giorno. Il banchiere era in compagnia di unaltra persona, un
uomo con un turbante grigio di cui nessuno conosce il nome.
Il fatto  assai strano, comment il birro. Se corrispondesse al vero, perch i guardiani di
Santa Trnita avrebbero catturato soltanto Tigrinus?
Presto detto: padre Montano aiut lo sconosciuto a uscire dalla cripta subito dopo che Bruni fu
pugnalato.
Hai certezza anche su questinformazione?
Si tratta di una verit conosciuta da pochi, rispose Bilia con una punta dorgoglio, ma non
ho alcun motivo di dubitare della mia fonte.
Vitelli mal tollerava quellatteggiamento al limite della saccenteria, che suonava come
unimplicita accusa dinettitudine nei suoi confronti. Daltro canto la baldracca lo stava mettendo al
corrente di un intrigo di cui lui non aveva neppure osato immaginare il profilo. La tua fonte ti ha
anche rivelato cosavrebbe indotto Montano da Bagnone a comportarsi in quel modo?.
Lei si ritrasse. Ora chiedete troppo, messere.
Quel monaco doveva ben avere i suoi interessi, sentenzi lui, interrogandosi su un possibile
nesso con la questione delle perle.
Gli pareva strano accostare la figura di un uomo di Dio a un delitto consumatosi per via di una
ricchezza terrena, ma pi si addentrava nel caso e pi era costretto ad accogliere lipotesi di Bianca.
Padre Montano aveva sicuramente agito in combutta con lassassino, aiutandolo prima a fuggire e poi
diventandone lui stesso vittima.
O forse era stato minacciato, propose Bilia.
Forse s, fu sul punto di concederle il capo delle guardie. Per si guard bene dallincoraggiarla.
Sai altro?
Non  abbastanza?
Non mi hai fornito alcuna traccia da seguire!.
Accontentatevi, ribatt lei, scontrosa. Vi ho fornito elementi di cui non sareste mai giunto a
conoscenza.
Il birro fu tentato di afferrarla per il collo, ma si fren al pensiero di quel che aveva udito su
quella donna. Si diceva tenesse sempre, celata tra le vesti, una lama avvelenata pronta a colpire. Non
far tanto la superba, la schern, dacch con tutta la tua furbizia ti devi comunque accontentare di far
da strumento
ad altri.
Soltanto finch mi converr, non si scompose Bilia, rivolgendogli un grazioso cenno di
congedo.
72
Bianca non avrebbe mai immaginato di abituarsi cos in fretta alla vita matrimoniale, anche se
nel suo caso non si trattava di rassegnazione. Messer Capponi poteva forse possederla sotto le coltri del
talamo, o illudersi di soggiogarla con la sua melliflua brutalit, ma non era certo riuscito a domarla.
Forte dellastuzia ereditata dallo zio, lei aveva presto imparato ad assecondarlo quel tanto che le
permetteva di ottenere pi libert possibile e di ritemprarsi in lunghe passeggiate per le vie ricche di
Firenze.
Erano quelli i momenti in cui trovava pace, lontano dal marito e dalla sua soffocante dimora, a
dispetto delle occhiate astiose della gente. Anzi, dopo quel che aveva passato, suscitare invidia la
divertiva. Sempre vestita con abiti sfarzosi e adorna di gioielli che sfidavano le norme suntuarie ispirate
alla modestia, cercava ogni giorno di trattenersi il pi possibile fuori casa, con la scusa di frequentare la
chiesa o di visitare il mercato. E alimentando la propria convinzione di attraversare una condizione
transitoria.
Presto si sarebbe liberata di quelluomo. Non sapeva ancora in quale modo, ma attizzare la
fiamma della speranza laiutava ad affrontare ogni sordido aspetto della quotidianit, dai momenti in
cui Teofilo faceva sfoggio di lei davanti agli ospiti a quando, di notte, la violava nellintimit. Se
ucciderlo sarebbe forse stato troppo, poteva sempre tentare di rovinarlo, farlo sbattere in prigione o
costringerlo a compiere un lungo viaggio. Si trattava solo di prendere confidenza con i suoi giri
daffari, con i suoi libri mastri e con i suoi rapporti di clientela, dopodich avrebbe elaborato un piano.
Per esperienza, sapeva che uomini del genere hanno sempre dei nemici o qualche punto debole.
Sarebbe bastato individuarne uno per manovrarlo al pari di un burattino, e fargliela pagare per ogni
singola umiliazione a cui laveva
sottoposta.
Bianca stava giusto fantasticando su uno di quei momenti di rivalsa, aggirandosi fra i tendoni
del mercato di porta Santa Maria, quando vide venirle incontro un uomo dalle fattezze orsine
accompagnato da un grosso cane.
Mastro Vitelli, lo salut, attendendo che lui le rivolgesse un gesto di omaggio. Essere riverita
rientrava in quel genere di benefici che laiutavano a sopportare la sua nuova condizione.
Perdonate lardire, madonna, disse il birro, in tono ben pi dimesso di quando le si era rivolto
lultima volta, mi occorre il vostro consiglio.
Intendete mostrarmi altri cadaveri?, ironizz lei, altezzosa.
Per carit, no.
Quindi cosa volete?
Anzitutto, informarvi che ho fatto progressi sul caso di vostro zio.
Bianca cambi espressione. Vi ascolto.
Non qui, disse Vitelli, e dopo essersi guardato intorno indic un punto in disparte, lontano dal
cicaleccio del mercato.
Seguitemi.
Aspettate, indugi la donna, non allertiamo i servi di mio marito. Quindi si volt di spalle,
indirizz un gesto a due famigli che la seguivano a qualche passo di distanza, dopodich segu il capo
delle guardie. Ebbene?, chiese non appena fu al riparo da sguardi indiscreti.
Avevate ragione, esord Vitelli. Padre Montano  coinvolto nella vicenda. Fu lui a far
entrare messer Giannotto nella cripta di Santa Trnita, insieme a unaltra persona che probabilmente
luccise.
Tanto bast perch la donna tornasse allo stato danimo precedente alle nozze. Lastio verso
messer Capponi svan al riemergere dellansia di sapere cosa fosse accaduto allo zio. Ora tutto
acquista un senso, esclam.
Il birro non era altrettanto euforico. Tranne il movente del
monaco.
Quello dellassassino invece  chiaro, continu Bianca.
Voleva le perle del Malabar, come asserisce Tigrinus. Ma proseguite avete scoperto altro?
Purtroppo no, le rispose. Lidentit dellomicida resta ancora avvolta nel mistero.
Lei sput unimprecazione assai poco appropriata a una signora, dopodich riprese il controllo e
si sofferm sulluomo che aveva di fronte. Non era certo la sete di giustizia a trapelare dal suo sguardo,
n tantomeno il desiderio di compiacere una femmina bramosa di vendetta. Si trattava piuttosto di una
forma di cupidigia che Bianca riconobbe facilmente, dacch era stata proprio lei a fomentarla. Trovare
non lassassino, bens le perle.
Un tesoro dal candore lunare in grado di cambiare la vita e forse il destino di chiunque ne fosse
entrato in possesso. Forse posso aiutarvi, profer, ma lo far solo in base alla risposta che darete a
questa domanda:  vostra opinione che padre Montano sia stato impiccato dal medesimo assassino di
mio zio?
Mi pare la spiegazione pi plausibile, ammise il capo delle guardie. Il monaco deve aver
tradito il complice. O forse, tormentato dal rimorso, stava per confessare le proprie colpe a qualcuno.
A me, sospir Bianca, incapace di nascondere il dispiacere.
Lo tormentavo da giorni affinch mi svelasse il suo segreto.
Probabilmente lassassino se n accorto e ha estirpato il problema alla radice.
Lei annu. Era responsabile della morte di padre Montano, ora ne aveva la piena certezza, ma il
risentimento adombr solo per un istante il desiderio di vendetta. Vi dar una pista da seguire, rivel,
estraendo da una tasca dellabito una chiave con limpugnatura a forma di croce. Per tutto quel tempo
non aveva mai smesso di portarla con s, quasi si trattasse di vestigia della sua vita precedente.
Provate a cercare nella chiesa da cui proviene. Io non ho avuto fortuna. Ma pu darsi che voi,
messere, riusciate a essere pi persuasivo.
73
Il pievano di San Salvi usciva una volta al mese dal claustro per recarsi in visita ai vitigni estesi
ai confini dei suoi possedimenti.
Comodamente seduto su una portantina sorretta da due famigli, si faceva condurre lungo i filari
per ammirare i grappoli maturi e la vigoria delle piante, quindi interrogava i contadini sulle aspettative
del raccolto. Era sempre accompagnato da una coppia di monaci a piedi, muniti di bisacce con dei soldi
dargento. Al pievano non dispiaceva apparire prodigo, e in simili occasioni elargiva qualche piccolo
dono alle famiglie dei rustici, per ingraziarsene la fedelt.
Quel giorno tuttavia stava facendo ritorno alla pieve col cuore pesante. Le piogge insistenti
dellinverno e limprovviso caldo sembravano aver compromesso la crescita delle viti. I contadini si
erano detti mortificati, ma alle bizze della natura si doveva sottostare come alla volont del Signore. E
il pievano non aveva potuto far altro che proferire un amen.
In fondo alla strada, oltre la curva di un rilievo, le campane di San Salvi battevano lora dei
vespri quando la portantina si ferm bruscamente. Sballottato sul seggio, il religioso riprese lequilibrio
e si affacci allesterno.
Ordunque?, protest. Si batte la fiacca?.
Per tutta risposta, gli si par di fronte un armigero avvolto in un mantello nero con un cappuccio
dello stesso colore. I miei omaggi, reverendo padre, e afferrandolo per le vesti, lo fece cadere
sullerba.
Il pievano sput una zolla di terra e si freg il viso, pi offeso che spaventato. Misericordia!,
esclam, rialzandosi a quattro zampe. Not allora altri quattro sgherri intenti a tener fermi i suoi
accompagnatori. Volete i denari?
Tenetevi i vostri soldi, ribatt lindividuo che laveva scaraventato a terra. Io bramo
informazioni.
Informazioni su cosa?
Su un uomo a cui offriste asilo presso la vostra pieve.
Be, ci sono tanti pellegrini.
Non era un pellegrino, linterruppe larmigero, ma uno scellerato della peggior specie.
Ottenne la vostra protezione su richiesta di padre Montano da Bagnone.
E cosa dimostrerebbe tutto ci, a parte la vostra parola?
Questa. Luomo gli mostr una chiave con limpugnatura adorna da una croce. La
riconoscete?
Nella mia pieve se ne utilizzano di eguali, dovette concedere il religioso, senza perdere il suo
piglio autoritario.
Ebbene, lo incalz lestraneo, questa fu trovata accanto al cadavere di padre Montano.
Non comprendo dove vogliate arrivare.
La chiave spar sotto il mantello, e al suo posto comparve un pugnale. Ditemi di quelluomo,
dannazione!.
Il pievano si ritrov pancia allaria senza nemmeno accorgersene. Io, balbett, finalmente
spaventato. Io non posso!.
Tenete cos poco alla vostra vita?
Fraintendete, messere Non posso perch ignoro il suo nome!.
E offrireste asilo a uno sconosciuto? In una pieve consacrata a Dio?
Questi furono i patti con Montano da Bagnone, rispose senza staccare gli occhi dallarma.
Ma se allora avessi saputo.
Saputo cosa?
Di dover andare incontro a tante grane.
Larmigero era ben lungi dallimpietosirsi. Si pieg sul religioso e gli sfregi appena la guancia.
Vorreste darmi a bere di non sapere nulla?
Nulla, nulla, fremette il pievano. Ormai non cera pi
traccia dorgoglio nel suo volto. Gi altre persone vennero a chiedermi di quellindividuo dopo
che se nera andato e pure a quelle dovetti rispondere allo stesso modo.
Quali persone?
Be lultima fu una donna, una tal Bianca di Firenze mi pare Non le concessi udienza
perch era femmina, ma permisi che parlasse con i miei monaci.
Laltra persona, invece?, lo torchi lo sgherro, infilandogli la punta del pugnale in una narice.
Un viaggiatore giunto da lontano, piagnucol il pievano.
Rammento le vesti e la barba incolta.
Con lui parlaste di persona, dunque.
S, s. Mi disse di essere in cerca di un amico che aveva trovato asilo nella mia pieve. Disse di
essere stato indirizzato al mio uscio da padre Montano, la qual cosa in seguito mi parve assai strana,
dacch il giorno dopo padre Montano fu trovato morto.
E perch non vi siete rivolto ai birri?.
Il religioso lo fiss stupito. Come fate a saperlo? Siete forse un birro di Firenze?
Tacete, dannazione!, sbott luomo. Ritrasse larma e gliela premette alla gola. Cosaltro
rammentate di quel viandante?
Nientaltro, messere A parte il nome.
Sotto il cappuccio nero che gli nascondeva il viso, mastro Vitelli si concesse un sorriso
compiaciuto. Rivelatemelo, suvvia!, ordin. E prometto che tornerete sano e salvo ai vostri uffici.
74
Mar Egeo
Tra luglio e agosto
Tigrinus comprese troppo tardi lavvertimento di Alban. Il mondo delle genti che parlavano
greco si rivel assai pi vasto di quanto avesse lontanamente immaginato, espandendosi sul mare, in
uno zodiaco di isole e penisole intessute su un arazzo di leggende. Lerrore pi grave, tuttavia, fu
illudersi che il viaggio si sarebbe concluso in Morea.
Negli ultimi giorni di luglio attraccarono a Modone, la fortezza del Peloponneso chiamata
Venetiarum ocell, gli occhi di Venezia puntati su acque infestate da pirati di ogni etnia. Il porto era
zeppo di navi levantine e di pellegrini immersi in un brulicare di mercati che partivano dalla battigia
fino allinterno delle mura. Dopo tanti giorni di navigazione, il ladro era ansioso di visitare quel famoso
approdo. Prima di sbarcare, per, dovette assistere il capitano nel solito compito di tracciare la rotta dei
giorni successivi. E fu allora che comprese dessersi ingannato.
Secondo le carte nautiche, infatti, la lingua di terra che conduceva al monte Athos non si
trovava in Morea, come aveva inteso a Firenze, bens pi a oriente, allestremit della penisola
calcidica.
Svolti i propri doveri con Alban, Tigrinus sintrattenne dunque nella carrozza con la scusa di
mettere in ordine, e in preda a una crescente preoccupazione confront la mappa di padre Lionardo da
Pistoia con i portolani custoditi nel gavone. Uno in particolare gli fu assai utile, offrendogli il prospetto
delle coste comprese tra Salonicco e Bisanzio. Il ladro non prov nemmeno a impararlo a memoria,
tantera complicato. Calcol la distanza che ancora lo separava dalla meta e poi lo mise da parte,
ripromettendosi di
rubarlo a tempo debito.
La navigazione riprese la mattina successiva con la prora rivolta a nord-est, super il porto di
Laconia e lisola di Citera per poi avventurarsi in arcipelaghi dalle coste verdeggianti fino a Chio.
Fu allora che Alban disse addio al nuovo camerotto. Lo fece a malincuore, manifestando uno
spirito daffiatamento che stava nascendo tra i due. La mia galea proseguir fino a Rodi, spieg,
mentre voi, se ho ben inteso, dovrete far vela verso la direzione opposta.
Tigrinus fremeva per leccitazione, ma al contempo dissimulava il nervosismo per il suo futuro
incerto. Vi sono grato di tutto, patron.
Alban sorrise. A Chio dispongo di qualche amicizia, vi dir a chi rivolgervi per un imbarco
sicuro, e gli porse un pugnale.
Bench parlar di sicurezza, in certi casi, sia sempre un azzardo.
Quello stesso giorno, in tarda mattinata, il ladro sbarcava su unisola ignota con indosso una
schiavina di bigello tessuta dai buonavoglia veneziani e una bisaccia in cui aveva nascosto qualche
moneta, il pugnale del capitano e il portolano rubato dal gavone. Dopo lunghe settimane trascorse
dentro la carrozza di poppa, camminare allaria aperta gli fece un gran bene, distraendolo per un po
dalla consapevolezza di essere alla ventura in un mondo straniero, senza alcuna nave ad attenderlo alla
fonda. And a zonzo per le strade sassose del porto, ammirando un viavai di carri, cortei di monaci con
le insegne di santIsidoro e fanciulle dalla pelle del colore del dattero. Finch, iniziando a sentirsi a
disagio, gir i tacchi per far ritorno al molo.
Lesperienza maturata durante i precedenti sbarchi laiut a orientarsi in fretta per le banchine
di Chio, dove mettendo in fila qualche parola in sabir riusc a trovare lamico di cui gli aveva accennato
Alban. Si trattava di un contrabbandiere bulgaro di nome Bulaq, un tipo segaligno in grado di
comprendere qualsiasi
lingua e con il petto decorato da uninfinit di ciondoli, ognuno dei quali recante i segni di una
religione diversa. Per convincerlo ad assicurargli un posto sulla sua fusta, Tigrinus dovette ripetere pi
volte il nome del capitano veneziano.
Quindi il viaggio riprese.
Dopo aver caricato altri passeggeri di dubbia rispettabilit, Bulaq risal le sponde dellAsia
minore, toccando prima Mitilene e poi Lemno, dove il ladro fu costretto a nascondersi sottocoperta per
sfuggire ai controlli dei turchi divenuti padroni dellisola. La paura di essere tradito e fatto schiavo
laccompagn finch lo scafo non tagli il mare verso ponente, lasciandosi alle spalle un susseguirsi di
fari e cale infestate da sciami di kadirga 3 della Mezzaluna.
Anche il contrabbandiere bulgaro parve finalmente rilassarsi.
Per la prima volta da quandera salpato si concesse un sorso di vino e, durante le interminabili
notti stellate, sempre ben saldo al timone, si perse a conversare con il fiorentino. Gli confess di
conoscere Alban da tempi immemori, quanderano entrambi soldati, per poi divagare in storie di
violenza, di rapina e di nascondigli su isole segrete. Tre giorni dopo, senza annunciare alcunch, vir di
tribordo e imbocc uninsenatura dalle alte falesie che scendevano a strapiombo per inabissarsi
nellazzurro.
Sopra di esse, tra le folte macchie della vegetazione che ondeggiava al vento, svettavano le torri
di un monastero.
Bulaq veleggi lungo le coste di quel paradiso terrestre fino a trovare un attracco presso un
borgo portuale affiorato allimprovviso tra bianche scogliere. Uranopolis, si limit a dire.
A Tigrinus non serv altro.
Aveva gi letto quel nome sulla mappa di padre Lionardo. Era la localit pi vicina al monte
sacro.
Il monte su cui, narrava la leggenda, il sole non tramontava mai.
3Galea in lingua turca.
75
Livorno, taverna del Fanale
4 agosto
Mastro Vitelli varc lingresso portando con s un alito di vento salmastro. Ormai rabbuiava, e
allinterno del locale un buon numero di avventori cercava riparo dallafa giocando ai dadi e bevendo
vino. Il birro era uno dei pochi a non indossare abiti che rivelassero una vita trascorsa a contatto col
mare, ma era stato abbastanza accorto da lasciare a Firenze la sopravveste delle milizie cittadine e
qualsiasi effetto  a partire dalla spada  che potesse tradire la sua identit. Agli sguardi altrui, si
presentava come un viandante in farsetto con il mantello arrotolato sottobraccio.
Studi con discrezione le facce intorno a s finch non not due compari seduti accanto a una
parete, sotto una pittoresca collana daglio. Il pi robusto indossava una tonaca grigia e un turbante
dello stesso colore, alla guisa dei pellegrini giunti dallOriente.
Laltro, assai distinto e dallaria clericale, aveva le spalle coperte da una cappa pluviale.
Senza fare complimenti, il capo delle guardie trascin uno sgabello fino al loro desco e prese
posto.
Non cerchiamo compagnia, lavvert il chierico, continuando a piluccare da una scodella
piena di sugo e di molliche di pane.
Il tizio col turbante, invece, si fece scontroso. Costui non cerca compagnia, grugn, ma un
collo per la forca.
Conosci questo messere?, fece laltro, sempre impassibile.
Lho visto a Firenze. Indaga sui delitti.
Vitelli rimase con i gomiti piantati sul tavolo, in attesa che lo scambio di battute volgesse al
termine. Dopo tanto brigare, non si sarebbe perso quel momento per nulla al mondo. Erano
finalmente al suo cospetto, il braccio e il cervello. Il duplice volto dellassassino a cui aveva
dato la caccia.
Dopo poco, il chierico torn a rivolgergli la parola. Come ci avete scovati?, si limit a
chiedere.
Per quanto un povero diavolo sia bravo a nascondersi, rispose con prontezza il birro, prima
o poi ci simbatte sempre in qualcuno che si ricorda di lui, e che magari lha riconosciuto o visto
passare di recente. Basta aver pazienza e conoscere il suo nome.
Luomo apparve quasi divertito. Non immaginavo di godere di una simile fama.
Ringraziate il passato che vi siete lasciato alle spalle. Nel darvi la caccia vi assicuro dessermi
imbattuto in molta gente che vi tiene in odio, pur non incontrandovi da anni. Specie in queste terre.
Se avessi soggiornato a Firenze sarebbe stato peggio, sospir il chierico.
Ora capisco perch vi siete servito di uno sgherro.
Non sono uno sgherro, si stizz luomo col turbante. Sono il suo famiglio, e fece scivolare
una mano sotto il desco.
Frenate la foga, lo plac Vitelli, presagendo che quel tizio volesse impugnare unarma. Non
son qui per mettere ai ceppi nessuno.
Era palese, messere, comment il chierico, girando un dito sullorlo della ciotola. Vi
faranno gola le perle, suppongo.
Le perle del Malabar, sottoline il capo delle guardie. Le avete sempre avute voi, non 
vero? Fin dallinizio.
Luomo con la cappa annu sornione. Anche Giannotto Bruni doveva averlo intuito subito. Del
resto mea culpa. Quella vecchia volpe era sin troppo ferrata in questioni del genere per bersi la storia
del naufragio.
Vitelli non riusciva a capacitarsi di una simile schiettezza.
Entrando in quella taverna si era aspettato dimbattersi in gente che avrebbe negato a oltranza,
invece eccolo a confrontarsi con
una situazione assai pi disarmante: la verit. Lindividuo al suo cospetto non aveva n paura n
bisogno di nascondersi dietro alcuna maschera.
Il birro si guard alle spalle, per sincerarsi di non aver suscitato linteresse di qualche
avventore. In sostanza, ricapitol, voi intendevate riscuotere lassicurazione di una merce non
smarrita, bens giunta a destinazione.
Presa da questo verso, la faccenda appare oltremodo squallida, si adombr luomo. Cera in
gioco anche dellaltro, sapete? Una rivalsa personale vagheggiata per lungo tempo.
Messer Bruni era tutto fuorch uno stinco di santo.
Be, ora che  morto sarete pago.
Bruci allinferno quel fariseo. Io per volevo superarlo in astuzia, defraudarlo a mo di ripicca
per tutto quel che mi aveva fatto tribolare. E certi uomini, come ben saprete, preferirebbero farsi cavare
il sangue dalle vene piuttosto che il denaro dalle tasche.
Quindi, prosegu Vitelli, lattiraste a Santa Trnita con lintento dingannarlo.
Il chierico annu. Se fossi andato di persona, Bruni mi avrebbe riconosciuto, spieg. Perci
mandai il mio famiglio. Lo istruii a dovere su come fingersi il legittimo proprietario delle perle e
rendere credibile la farsa.
Peccato che il vecchio non abbia scucito un soldo, lo punzecchi Vitelli.
Si fosse trattato soltanto di quello, brontol luomo col turbante. Si  imbizzarrito come
un cavallo, quel taccagno, costringendomi a be, lo sapete.
E il monaco?, soggiunse il birro. Cosa centra padre Montano da Bagnone in questa
vicenda?.
Pur serbando la sua smorfia di cinismo, il chierico tracci una croce sul petto. Il pi delle
volte, disse enigmatico, sono proprio le facce dangelo a ingannare meglio il prossimo.
Vitelli cap che non avrebbe ricevuto altre risposte. Del resto, il
tenore di quella conversazione iniziava a disorientarlo. Stava parlando con due assassini,
ramment a se stesso. Meglio tagliar corto e andare al sodo. Tenetevi pure i vostri segreti, sentenzi.
Ma per quel che mi riguarda, seppellire tutto questo marciume avr un prezzo.
Finalmente si parla daffari, ghign lindividuo con la cappa.
Ebbene, quale sarebbe il vostro onorario?
Non meno della terza parte.
La
terza
parte
delle
perle,
precis
il
chierico,
accondiscendente.
Il capo delle guardie annu.
Mi pare ragionevole, disse luomo. Al momento, tuttavia, le perle si trovano lontano da qui,
in un luogo sicuro. Un luogo in cui attendono da quando ho messo piede sulla terraferma e da cui
usciranno soltanto dopo che avr la certezza di non essere braccato da nessuno. Voi capirete,
messere Gli sgradevoli impicci seguiti alla morte di Giannotto Bruni vanno risolti. Ed ecco perch
non  solo del vostro silenzio che ho bisogno.
Sono un armigero di Firenze, si scherm Vitelli. Reputo dessermi esposto fin troppo, e di
avervi elargito gi troppi favori.
Non pretendo da voi nulla di sconveniente, lo tranquillizz il chierico. Mi occorre soltanto
che pecchiate dignavia.
Siate meno oscuro.
Dovrete voltarvi dallaltra parte al momento opportuno.
Il birro si aggrapp ai bordi del tavolo. Un altro delitto?
Lultimo.
Vi renderete conto, lavvert dopo un attimo di silenzio, che la mia risposta dipende molto
dalla vittima designata.
Un nonnulla, parve suggerire il chierico con unalzata di spalle.
Si tratta di una donna che ha scavato troppo.
La nipote di Giannotto Bruni, precis il famiglio.
Vitelli torse la bocca. Gli dispiaceva per Bianca, ma a dispetto di quel bel faccino doveva
ammettere che la sua scomparsa
avrebbe fatto comodo pure a lui. Specie adesso che era venuto a patti con i responsabili della
morte del banchiere. Non sar facile, disse.  andata in sposa a un uomo potente, un alto membro
dellArte del Cambio e amico di Cosimo de Medici.
Oh, ma noi non abbiamo fretta, ridacchi il chierico.
Resteremo ben nascosti finch quellimpicciona non si trover senza difese. E allora servir
soltanto il giusto pretesto per attirare la sua attenzione.
Parte quinta. Secretum
76
Rubato un mulo e qualche provvista per il viaggio, Tigrinus abbandon il borgo portuale e si
avventur in una foresta di pini.
Il paesaggio era diverso dalle selve tosche, sia per le asperit del terreno che della luce solare,
capace di donare alla natura e alle rocce dei colori vividi, quasi abbacinanti. Limprovvisa ansia di
giungere a destinazione gli imped tuttavia di cogliere altri particolari. Per la prima volta, da quando
aveva lasciato Firenze, la sua mente era sgombra da pensieri su Cosimo de Medici, su Bianca e
dallansia di sopravvivere in mare. Restava solo lobiettivo da raggiungere. Scoprire chi fosse labate
nero e cosa avesse a che fare con lui.
Grazie alla mappa di padre Lionardo si orient con facilit, inerpicandosi per sentieri pressoch
deserti, eccetto per la presenza di qualche capra o pennuto. Lunica traccia dellessere umano era
rappresentata dai monumentali monasteri eretti fra gli alberi o in cima ai rilievi. Ma erano cos
immobili, cos silenziosi, che in pi di unoccasione diedero al ladro limpressione di trovarsi di fronte
a un miraggio, o a vestigia di una civilt monastica estinta da secoli.
Infine, superata una strettoia in fondo a una gola di pietra, simbatt in un edificio differente da
tutti quelli visti fino ad allora. Lungi dal somigliare a un eremo, presentava una facciata coronata da
merlature ed era cinto ai lati da pareti rocciose che precludevano ogni accesso laterale. Tigrinus si
ferm ad ammirarlo, dopodich consult la mappa. Non aveva commesso errori, era giunto a
destinazione.
Stratton il mulo per avanzare, ma in un batter di ciglio si arrest di nuovo. Gli era sembrato di
scorgere il baluginare di un elmo fra le merlature. Forse singannava, medit, ma prefer
comportarsi con prudenza. Stava a circa venti passi dallingresso, e nel caso lass ci fosse stato
un arciere, sarebbe stato meglio non dargli motivo dirritarsi.
Alz le mani, accennando un saluto che voleva essere anche un segno di resa. Vengo da
Firenze!, grid. Su invito del reverendo Lionardo da Pistoia!.
Chiunque fosse appollaiato fra quelle merlature non era certo pratico della lingua dei latini.
Lunica speranza era che, pur trattandosi di un soldato incolto, conoscesse il nome della citt dei
mercanti e dei banchieri pi ricchi dellecumene.
Tigrinus rimase in attesa, pronto a fuggire alla minima avvisaglia di pericolo, finch non scorse
di nuovo lo scintillare dellelmo. Si scherm gli occhi dal sole per guardare meglio, infine comprese
quel che stava accadendo.
Un uomo in cima alledificio gli faceva cenno di procedere.
77
Fu accolto da un monaco vestito di bianco e condotto attraverso un ambulacro fino a un chiostro
interno delimitato da colonne, dove fu lasciato solo ad aspettare. Lunica fonte di luce proveniva
dallalto, attraverso un quadrato aperto nel soffitto in corrispondenza del pavimento. Nessuna icona
sacra nei dintorni, nessun arredo tipico delle chiese orientali. Soltanto pietre, mattoni, e il sempre pi
irritante sentore di trovarsi in una specie di fortezza.
Tigrinus passeggi come un animale in gabbia in quel riquadro indorato dal sole, spiando le
ombre che brulicavano tuttintorno.
Aveva la bisaccia con il pugnale, ma ci non bastava a farlo sentire al sicuro. Inoltre era ansioso
di sapere. Dopo tanto viaggiare, stava per scoprire a chi appartenesse lingegno che laveva guidato fin
l, oltre le frontiere del piccolo mondo da cui proveniva. E iniziava a chiedersi se non fosse stato troppo
ingenuo, o avventato.
Dun tratto percep un movimento tra le colonne e scorse tre figure uscire dalla semioscurit. Al
centro camminava un uomo alto, avvolto in una tonaca scura. Il viso era occultato da un ampio
cappuccio calato fin sotto il mento e munito di due fori per gli occhi, alla guisa dei battuti neri che si
flagellavano nelle piazze delle citt. Non vi era nulla del penitente, tuttavia, in lui.
Altero, quasi regale, avanzava tra i due accoliti che gli facevano ala. Questi ultimi erano vestiti
come i frati guerrieri in cui Tigrinus si era imbattuto nelle selve di Marsciano. Lo avevano messo subito
in soggezione.
Luomo in nero se ne accorse e fece cenno ai due di tornare indietro, dopodich si pose a
braccia conserte al centro del chiostro. Ormai avevo riposto ogni speranza di rivedervi,
disse. Si esprimeva in sabir, con linflessione asprigna dei naviganti del mar Egeo. La sua voce
per era calma, quasi rassicurante.
Parlate come se mi conosceste, ribatt il ladro, guardingo.
Vi conosco, infatti, chiar labate nero. Da prima di Firenze.
Prima che il mare ci dividesse.
Tigrinus pos una mano sulla bisaccia e scrut i due frati in arme ai margini del chiostro. Se
credete daver di fronte uno sprovveduto.
Luomo scosse il capo. Al contrario, lo rassicur, alzando il tono di unottava. Prese a
camminargli intorno, studiandolo attraverso i buchi del cappuccio. Immagino siate qui in nome di
Cosimo de Medici.
Non necessariamente, rispose, dal momento che messer Cosimo ignora lubicazione di
questo luogo.
Ci fu un fremito sotto la tonaca dellabate nero. Siete davvero riuscito a raggirarlo?.
Il ladro annu. Con laiuto di Lionardo da Pistoia.  stato lui a parlarmi di voi. Il Medici,
invece,  semplicemente attratto dalla Tavola di Smeraldo.
Luomo assorb quelle parole a capo chino, quasi ne volesse saggiare la schiettezza, poi si
rifugi in un breve silenzio. Lo  sempre stato, rivel, e dopo poco continu: Promettendo a
Cosimo quel libro, ottenni da lui limpegno che vi tutelasse e vi crescesse nellanonimato, lontano dal
pericolo.
Tigrinus ebbe la sensazione di annaspare in un sogno. Agognava la verit da troppo tempo per
restare indifferente, ma non si era certo aspettato di conoscerla in maniera tanto diretta, quasi brutale.
Luomo al suo cospetto appariva combattuto, nondimeno. Se da un lato lasciava trapelare lo sforzo nel
dar fiato alla voce, dallaltro pareva essersi liberato di un enorme peso. Il ladro fren le emozioni,
reagendo con diffidenza. Non amo mi si parli a viso coperto.
A tempo debito vedrete i miei lineamenti, gli promise labate
nero, sfiorandosi i bordi del cappuccio. Prima, per, rivelatemi come siete giunto fin qui. Vi ha
accompagnato padre Lionardo?
O una galea del cardinale Bessarione?
Mi rincresce deludervi ma son giunto da solo, incatenato al remo di un naviglio.
Un attimo fa diceste dessere stato aiutato!.
A parole, intendevo, e soltanto dal reverendo Lionardo.
Riguardo Bessarione, non so neppure che faccia abbia.
Lo stupore delluomo era palese. Bessarione  lunica persona di cui mi fidi in Occidente,
ammise con un accenno dindignazione. Si tratta di un fuggiasco, proprio come me. Mi aveva
promesso che sarebbe stato lui, insieme a padre Lionardo, a convincere Cosimo a mandarvi al mio
cospetto.
Gli eventi non si sono svolti in questo modo, spieg Tigrinus.
Per limpazienza dimpossessarsi della Tavola di Smeraldo, il Medici mi ha ordinato di rapire
padre Lionardo prima che raggiungesse il vostro amico cardinale.  cos che sono rimasto invischiato
nella vicenda.
Cosimo vi avrebbe esposto di proposito a un simile rischio?, sibil labate nero.
Il ladro arretr, tenendo a bada le mosse dei frati armati. Non so con chi villudiate di parlare,
ribatt, ma io non sono certo un fiore delicato. Cos come voi non siete un abate.
Non lo sono, in effetti. Riacquistato il suo contegno, luomo sciolse un piccolo nodo che
teneva allacciato il suo cappuccio alla base del collo. Nacqui a Firenze, ma ancora infante fui
allontanato dalle sue dolci terre per essere allevato in Oriente sotto falso nome.
Tigrinus segu con trepidazione i movimenti delle sue dita. Mi sfugge come tutto questo si
colleghi al mio passato.
Questo  il vostro passato. O meglio, la storia delle vostre origini. Cos dicendo, labate nero
gett il cappuccio sulle spalle, scoprendo un volto dai lineamenti nobili incorniciati da una chioma
trattenuta da una coda di cavallo. I capelli erano del
colore del piombo, striati da ciocche pi candide della neve. Il mio nome  Damiano, rivel
con fierezza. Sono figlio di Giovanni di Bicci de Medici e di Piccarda Bueri, gemello di Cosimo de
Medici. Quandero ancora in fasce scampai per miracolo a una congiura ordita dai nemici della mia
famiglia e fui allontanato in gran segreto, affinch, se le ostilit si fossero inasprite, almeno uno degli
eredi dei Medici sarebbe potuto crescere al sicuro. In seguito mio padre simpose su chi lavversava,
ma era ormai troppo tardi per richiamarmi in patria.
Allevato come un greco e introdotto alla corte del basileus, mi ero ormai acclimatato a
Costantinopoli. Dopo anni di studio conquistai la fama di sapiente e divenni consigliere dellimperatore
Giovanni Paleologo, poi del suo successore Costantino. E ottenni potere, ricchezza, rispetto. Di
colpo si adombr. Fino allarrivo dei turchi.
Il ladro contempl lespressione di disprezzo apparsa su un viso identico a quello del signore di
Firenze. Gli sarebbe stato impossibile fugare lidea di trovarsi al cospetto di Cosimo, e non del suo
gemello, se non fosse stato per quei capelli striati di bianco. Capelli fin troppo simili ai propri per non
suscitargli enormi interrogativi. E in quella vertigine di sbalordimento afferr limmagine dei due santi
guaritori dipinti da fra
Giovanni da Fiesole nella chiesa di San Marco  Cosma e Damiano  penetrando senza quasi
accorgersene un segreto sconvolgente. I santi protettori della famiglia Medici! I gemelli tra cui uno solo
mostrava il volto! Sembrava una follia, ma forse la chiave di quel mistero diviso tra Oriente e
Occidente era celata nellopera del suo amato mentore. Che Cosimo gliene avesse fatto parola?
Bisanzio cadde, aggiunse, giusto per indurre labate a riprendere il discorso.
Cadde sei anni or sono, s, conferm luomo, con una nota di tristezza. Ma io avevo previsto
con anticipo quella calamit e, appena mi fu possibile, mi adoperai per tutelare la mia discendenza. Il
figlio della mia unica figlia.
Tigrinus avvert una fitta alla bocca dello stomaco. Intendete che.
Damiano annu. La tristezza, diventata dolore, gli inumidiva gli occhi. Eravate tutto ci che mi
restava, nipote mio, e gli mise una mano sulla spalla. Col pretesto del concilio ecumenico di Firenze
mi imbarcai con voi sulla prima galea diretta in Occidente e vi affidai a mio fratello, con la richiesta di
tenervi al sicuro.
Ecco!, pens il ladro. Ecco perch i tutori nella sua infanzia, la sfuggente presenza del Medici e
lalone dintoccabilit che laveva circondato anche quando, da adulto, aveva scelto di ribellarsi alla
legge e di condurre una vita randagia. E mia madre?, trasal. Mio padre?.
Apparvero altri segni di tormento sul volto di Damiano. Vostra madre, Elena, fu la gemma pi
preziosa che coron la mia esistenza. Una gemma che perse la sua luce poco dopo la vostra nascita, a
causa di una malattia incurabile. Vostro padre, invece, rappresenta la causa per cui mi nascondo in
questo romitorio.
Dunque lui vive ancora!.
Il diavolo non pu certo esser reclamato dallinferno, ironizz con amarezza labate nero.
Vostro padre non  un cristiano dOriente e nemmeno dOccidente.  uno dei pirati turchi pi feroci a
guardia delle acque a ponente del Bosforo. Uno degli assassini di Costantinopoli E per quanto abbia
tentato di proteggere la mia adorata Elena da quel maledetto, nulla potei fare contro il sentimento che
provava per lui.
Me ne infischio del vostro disprezzo, intervenne Tigrinus.
Voglio il suo nome.
Non lo saprete mai, nipote caro, rispose Damiano, asciugandosi le gote. Non da me, per lo
meno. Egli vi reclama, vi cerca, non perch spinto dallaffetto paterno ma dal valore del vostro sangue.
Siete un Medici, dopotutto, capite? Lerede di un impero di ricchezze.
Figurarsi! A me non interessa un fico secco delloro dei
Medici.
Vostro padre non ragiona certo allo stesso modo. Quel demone mi d la caccia da anni, per
costringermi a rivelargli dove vi nascondete. Avete compreso, ora?  per questo motivo che, dopo la
caduta di Costantinopoli, mi sono ritirato sulla penisola del monte Athos e celato dietro la maschera
dellabate nero.
Il ladro rimase a fissarlo in preda a un turbine di emozioni. La storia che gli era stata raccontata
aveva dellincredibile, eppure, similmente alla radice di un albero che riprende vita, si allacciava ai
brandelli di ricordi appartenuti alla sua infanzia. Il mare, le parlate esotiche, lodore di spezie Arretr
dun passo, incapace di trattenere la diffidenza di fronte a un volto identico a quello di messer Cosimo.
A riprova di quanto affermate, volle mettere in chiaro, otterr soltanto altre parole?.
Damiano non si risent. Vi dir di un luogo segreto in cui viene custodita la verit. Un luogo in
cui troverete la prova concreta di quanto affermo, scritta su carta. Ma per raggiungerlo dovrete
affrontare di nuovo il mare e tornare da dove siete venuto.
Tigrinus dissimul la sorpresa dietro una smorfia beffarda.
Villudevate forse che sarei rimasto per sempre con voi, in questo monastero?
Non oserei mai trattenervi, lo rassicur. Avete appena scoperto chi siete. Ora  vostro diritto
trovare il posto che vi spetta nel mondo.
E la Tavola di Smeraldo?, si ramment dun tratto il ladro.
Se volessi rimettere piede a Firenze, non potrei mai farlo senza portarla con me. Cosimo de
Medici la pretende, ha stretto un patto con me.
La Tavola sar vostra a una condizione, rispose Damiano, rivolgendo un cenno autoritario ai
frati in arme. Attese che si allontanassero, poi torn di nuovo al nipote. Usatela come ho fatto io in
questi anni, ovvero per ottenere da Cosimo quel che maggiormente desiderate. Ma non
consegnategliela mai, a meno che non ne siate costretto.
Perdonate la mia diffidenza, soggiunse il ladro, ma non riesco a capacitarmi che un libro
possa avere un simile valore.
Un libro qualsiasi non lavrebbe, in effetti, sorrise Damiano.
Questo per fu scritto da un dio fattosi uomo, un dio pagano venerato dagli egizi e dai greci
prima che gli alchimisti riconoscessero in lui lo splendore di Michele arcangelo. Alludo a Thoth, lo
scriba degli di, noto pure come Ermete o Mercurio.
Lunico in grado di viaggiare nelloltretomba e di penetrare i segreti pi profondi della
creazione.
E tutto questo interesserebbe a Cosimo?.
Labate nero attese che i frati facessero ritorno e gli porgessero un volume rilegato in una
coperta di pelle borchiata doro. Pi di quanto immaginiate, rispose.
Tigrinus osserv il manufatto, curioso di saperne di pi sulla divina sapienza di cui gli era stato
accennato, e su cosa spingesse il Medici a volerla possedere.
Damiano parve intuire la sua perplessit, e per tutta risposta recit:  Dio, o Tat, riemp
dellintelletto un grande cratere e lo mand quaggi, assegnandovi un araldo al quale ordin di
annunciare le seguenti parole agli uomini: Tu che puoi, immergiti in questo cratere, tu che credi che
risalirai verso colui che ha inviato quaggi il creatore, tu che riconosci per quale fine sei nato .
Sorrise enigmatico e spieg: Cosimo brama questo, capite? Il nos, il battesimo dellintelletto
attraverso cui poter conseguire ci che gli iniziati chiamano gnosi, ovvero la conoscenza del tutto. Lo
brama da molti anni, ovvero da quando scopr che la ricchezza e lacume negli affari non bastano a
conseguire la grandezza. E nonostante egli faccia erigere chiese, accolga filosofi, consulti alchimisti e
indovini, sa bene che la verit pi pura, il mistero che lega lUno al Tutto, viene svelata soltanto fra le
sacre pagine della Tavola di Smeraldo.
La gnosi, rimugin il ladro. Voi dunque sareste un iniziato? Un custode di questi
misteri?
Lo sono, s, rispose labate nero. Lo divenni a Bisanzio,
quandero ancora giovane, e attraverso il tempo e lo studio accedetti a gradi di sapienza sempre
pi elevati.
Sapienza che non giov soltanto, suppongo, al vostro intelletto.
Fu grazie a essa, infatti, che giunsi alla carica di consigliere del basileus.
Ora capisco, concluse Tigrinus con tono sagace. Capisco al punto, messere mio, da
sospettare cha siate stato voi a instillare lossessione del libro di Ermete in Cosimo. Per controllarlo, o
forse addirittura per vendicarvi di essere stato escluso dalla vita che egli condusse in seno alla famiglia
e tra le vie di una Firenze che ora  diventata sua Quel che ancora non capisco, invece,  perch
condurmi fin qui. Perch compiacermi a tal punto.
Luomo dai capelli striati gli porse il libro. Ve lho gi detto.
Perch siete mio nipote, il mio unico nipote.
In tal caso seguir i vostri consigli, concluse Tigrinus, accettando il dono. Aveva ancora
mille domande da porre a Damiano, ma la pi importante gli bruciava dentro da troppo tempo per
poterla ancora trattenere. Adesso per, se non vi arreca troppo cordoglio, mormor, vi prego,
parlatemi di mia madre.
78
Firenze, via dei Neri
4 novembre (tre mesi dopo)
Bianca si lasci alle spalle la sede del bargello e prosegu per la via dei Neri, senza curarsi di
percorrere la strada battuta di consueto dai condannati a morte. Lassillavano pensieri assai pi cupi del
cielo autunnale, ma ancor peggio era lansia di trovare giustizia, almeno per lo zio defunto. Dopo la
bancarotta, Angelo si era rintanato fra le ombre di palazzo Bruni, vinto dalle disgrazie e roso da una
rabbia impossibile da estinguere. Quanto a lei, si ritrovava invischiata in una vita dapparenze,
dominata da un uomo talmente innamorato di se stesso da dedicarle 
unica consolazione  sempre meno attenzioni. Era incredibile come dopo pochi mesi si sentisse
invecchiata, stanca, amareggiata. E soprattutto ora, mentre camminava nel suo costoso mantello di
broccato, temeva che col trascorrere dellinverno sarebbe sfiorita fino a diventare un involucro svuotato
di ogni passione.
Il messaggio di mastro Vitelli, per, aveva riacceso in lei una scintilla dardore. Secondo quel
biglietto, il capo delle guardie aveva finalmente smascherato lassassino di Giannotto Bruni e le dava
appuntamento per svelargliene il nome. Lincontro, scriveva il birro, doveva per forza tenersi in un
luogo appartato a causa dellidentit del criminale, che a quanto pareva si era rivelato un personaggio
assai in vista di Firenze.
A Bianca non importava affatto di usare discrezione. Si fosse pure trattato di Sua Santit il papa
o di messer Cosimo de
Medici, avrebbe trovato il modo di fargliela pagare il pi aspramente possibile. Prosegu quindi,
come da istruzioni, fino a un androne che la condusse davanti a un cancello coperto di
ruggine, appena accostato al muro. Lapr e pass oltre in un crescendo deccitazione. Suo
marito lavrebbe battuta come una serva se avesse saputo di una simile iniziativa. Il caso per aveva
voluto che il messaggio di Vitelli fosse giunto mentre Teofilo era in viaggio a Roma per sbrigare degli
affari.
Superato il cancello, Bianca si trov in un passaggio coperto da una volta, poi in un cortiletto
delimitato da mura. Bench fosse solo primo pomeriggio, loscurit iniziava gi a posarsi su ogni cosa.
La donna si guard intorno fra gli alberi spogli, cercando la figura imponente del birro, ma si rese conto
di essere sola.
Villano!, imprec dentro di s. Come si permetteva Vitelli di farla aspettare?
Un cigolio di cardini la fece sobbalzare. Colta da un infausto presagio, si volt verso il cancello
da cui era provenuta e scorse due uomini avanzare nella sua direzione.
Il primo indossava una cappa e aveva laria di essere un religioso.
Laltro, taurino, portava un turbante e un mantello grigi.
Chi siete?, li interrog.
La faccia da prete si deform in una smorfia sardonica.
Davvero non limmaginate?
Vi manda mastro Vitelli?
Non siate sciocca.
Bianca scrut lindividuo col turbante ed ebbe un sussulto.
Io io vi ho gi visto!.
Luomo si rivolse al compare. Ve lavevo detto che ha un occhio acuto.
Fin troppo, osserv laltro.
Ormai le stavano di fronte, fermi a pochi passi. Tenevano le mani sui fianchi, nessun accenno di
minaccia. Eppure la donna presag di aver poche speranze di uscire viva da quellincontro.
Lasciatemi andare, disse senza tradire la paura che la divorava.
Impossibile, sospir il chierico. Avete scavato troppo a fondo, e ora vi ritrovate in una
tomba.
Lei non colse subito il significato di quelle parole, poi fu scossa da un fremito. Grida, si disse.
Grida e forse qualcuno ti udir. Ma cera anche unaltra voce dentro di lei. Una voce che le comandava
di affrontare il rischio e di guardare in faccia la verit, anche se oscena. Anche se fosse stata lultima
cosa su cui avrebbe posato lo sguardo. Dunque, fremette, siete voi il bastardo che vado
cercando!.
Temo di s, le rispose luomo, indirizzando un cenno al compare col turbante. Tanto bast
perch questultimo allungasse le mani per afferrarla.
Aspettate!, arretr Bianca, picchiando la schiena contro un tronco dalbero. La morte era l, al
suo cospetto, eppure dun tratto rimpiangeva soltanto di non possedere una forza sufficiente a uccidere
almeno uno di quegli sciagurati.
Rivelatemi il vostro nom. Dita di ferro le si strinsero sotto il mento, troncandole un conato
tra la gola e lo stomaco. Ancora un attimo, pens lei, e avrebbe udito il rumore del suo collo che si
spezzava.
Ma dopo una fuggevole esitazione, lindividuo con la cappa tocc la spalla dello scagnozzo,
fermandolo. Il mio nome lo conoscete gi, ripose, degnandosi di fare una concessione alla vittima.
Balduccio Landini.
La donna cadde sulle ginocchia, avida di respirare. Era come se il suo petto fosse invaso da una
sostanza acida. Non  possibile, mormor non appena pot parlare. Balduccio Landini 
morto.
Alludete al cadavere trovato a Famagosta?, ghign il chierico, torreggiando davanti a lei.
Unottima messinscena, non credete?
 bastato infilargli allindice lanello della mia compagnia per fugare ogni dubbio sulla sua
identit. E naturalmente ho dovuto deturpargli la faccia per renderlo irriconoscibile.
A che pro fingervi morto?
Mi son visto costretto a improvvisare. Luomo che uccisi a Cipro era un mercante tedesco
appena entrato in possesso di un
notevole gruzzolo di perle. Fortuna ha voluto che si sia rivolto proprio a me per assicurarne il
trasferimento a Firenze. E come dire di fronte a un simile tesoro, non ho resistito alla tentazione.
Lei si rialz in piedi. Quindi depredaste quel poveretto, gli toglieste la vita e prendeste il suo
posto su una nave diretta in Occidente.
La Saturnia, s. Unoccasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Voi forse non
comprenderete, madonna, ma ero stanco di far stanza a Famagosta per servire vostro zio. Ed ero pure
stanco di vedermi passare davanti agli occhi tanti beni inestimabili che assicuravo per un ben magro
compenso.
Preferivate essere un frate trinitario, ribatt Bianca, e mercanteggiare in schiavi con i
turchi?
Oh, dunque avete scoperto proprio tutto, si compliment messer Balduccio, canzonatorio. E
pensare che quel cocciuto di padre Montano ha sostenuto di non avervi raccontato nulla
fino alla morte. Un vero osso duro, lammetto.
Lo sapevo!, esclam lei. Sapevo che lassassino era sempre lo stesso! Mio zio, il mio
confessore Tutta opera vostra.
Luomo scosse il capo. Io sono solo la mente, rispose, per poi indicare il suo compare.  lui
il braccio.
Bianca traboccava di disprezzo. Temevate di sporcarvi le mani col sangue di un innocente?
Illusa, rise Balduccio. Padre Montano non era il santuomo che tutti credono. Se aiut il mio
servo a uscire, non visto, dalla cripta di Santa Trnita, fu in cambio di un compenso.
Mentite! A padre Montano non interessavano le ricchezze mondane.
Avete ragione. Me lo confess anni fa, insieme a uno scandaloso peccato che si industriava di
tener celato in ogni modo. Ve ne fece mai menzione? Non credo proprio, madonna!
Io stesso, allepoca, lo convinsi a parlarmene con molta fatica, dopo una grande opera di
persuasione. Del resto, riguardava il
motivo per cui fu scacciato dai gesuati di Montenero e si un ai monaci di Vallombrosa. E lui
temeva troppo che i suoi nuovi confratelli ne venissero a conoscenza. Ora intendete? Bast la minaccia
di gridare ai quattro venti quel segreto per costringerlo ad aiutarmi.
Forse padre Montano non era uno spirito eletto, ve lo concedo, ma mi rifiuto di credere che si
sia reso complice di un crimine.
Non aveva scelta, rise Balduccio. Altrimenti tutti, a Firenze, avrebbero saputo che dietro la
sua venerabile figura si nascondeva una persona accusata in passato di sodomia.
Bianca non riusc a trattenere lo sgomento. Montano da Bagnone, il mistico forgiato da anni di
privazioni un sodomita! Ripens ai lunghi pomeriggi trascorsi con lui nel confessionale e alla
gentilezza virile, sempre riservata, con cui lui laveva aiutata a crescere nella fede e nel rigore morale.
Ripens pure allattrazione provata nei suoi confronti in alcune occasioni, e alla vergogna piena
di malizia che ne era scaturita.
Ora invece, con grande sconcerto, si ritrovava a provare ribrezzo davanti allimmagine di quel
monaco tra le braccia di un altro uomo. Non  vero, balbett.
Non ho ragione di mentirvi, si limit a ribattere lagente di Famagosta. Pur di preservare la
sua figura dasceta, padre Montano accett di aiutarmi a defraudare Giannotto Bruni. Il suo ruolo fu
impedire a terzi dintromettersi nella discussione tra il banchiere e il mio servo. Di vigilare, in sostanza,
sugli accessi alla cripta di Santa Trnita in quel delicato momento.
Alludete a una frode Ma ancora una volta avete ucciso!.
Si  trattato di un incidente, sbuff luomo col turbante.
La vera rivincita su Giannotto, conferm messer Landini,
sarebbe stata informarlo in seguito  dopo averlo gabbato con la storia delle perle  che prima
dandarmene da Cipro avevo mandato in bancarotta la filiale di Famagosta, compromettendo per
sempre il suo principale sbocco daffari sul mercato dOriente. Sappiate infatti che i resoconti
dellultimo anno sono
tutti fasulli, vergati apposta per non indurre in lui alcun sospetto.
E che quellingenuo del mio ex socio, Nikolaos, non ne sa nulla.
La donna fremeva per lindignazione. Se solo vi foste accontentato di quel che avevate rubato
al mercante tedesco, continu.
Oh, ma non mi bastava!, si oppose Balduccio. Portare a termine la vendetta ha un valore
immenso, e voi dovreste saperlo bene.
Io sono giustificata. Ma voi Si pu sapere cosa avrebbe alimentato tanto odio nei confronti
di mio zio?
 molto semplice, madonna. Mi ricattava. Ogni qual volta tentavo di mettere da parte i
guadagni della mia filiale, lui mi costringeva a investirli nel suo banco di Firenze, impedendomi di
arricchirmi. In caso contrario, mi avrebbe denunciato alle autorit ecclesiastiche rivelando il mio
scomodo passato.
E magari lavesse fatto!, inve Bianca. In preda alla rabbia, si scagli in avanti per graffiargli
la faccia.
Balduccio le afferr i polsi e, con una risata oscena, la rigett a terra. Ora basta, sentenzi,
rivolgendosi al compare. Falla tacere.
Ma proprio in quellattimo, lo sgherro arretr di scatto con le mani strette alla gola.
Approfittando della distrazione generale, qualcuno gli aveva gettato un cappio al collo e lo stava
trascinando contro una delle pareti che recintavano il giardino.
Troppo sgomenta per muoversi, Bianca pot soltanto guardare verso lalto. E vide un uomo
seduto a cavalcioni sul muro, contro il cielo cupo. Indossava una cappa color vinaccia e teneva il volto
coperto dal cappuccio.
Incurante dessere stato scoperto, lo sconosciuto continu a issare il servo di messer Balduccio
come se fosse un pesce catturato allamo e, non appena lebbe sollevato abbastanza da fargli toccare il
suolo unicamente con la punta dei calzari, leg la cima a una sporgenza della parete perch il
malcapitato restasse
appeso. Poi balz gi con leleganza di un gatto.
Voi?, trasal la donna, vedendolo in faccia.
Tigrinus disegn un inchino burlesco. Io, s.
Balduccio Landini non poteva credere ai propri occhi.
Sbalordito e scosso da una rabbia cieca, sguain uno stiletto con lintento dinfilzare Bianca. Il
ladro, pi veloce, gli scagli un pugnale trafiggendogli la spalla.
Luomo cadde riverso con una smorfia di follia.
Non, mormor la donna. Non capisco.
Vi spiegher ogni cosa, le si avvicin Tigrinus, spavaldo.
Ma state ben certa, le perle del Malabar resteranno tutte a me.
79
Tigrinus tramort luomo col turbante con una botta in testa e lo adagi a terra affinch non si
strozzasse, poi trascin Balduccio Landini ai piedi di un albero. La pugnalata alla spalla pareva aver
messo fuori gioco lagente di Famagosta, ma per maggior cautela il ladro gli leg i polsi dietro il
tronco. Si rivolse poi a Bianca che, superate la sorpresa e la paura, si era seduta su una panca di legno
ai margini del giardino.
Dopo essere sfuggito al vostro Faleno, inizi a raccontare Tigrinus, presi il mare per
sbrigare un affare personale in una terra lontana e, trascorsa lestate, feci ritorno a Venezia. Fu allora
che, pur soddisfatto della piega degli eventi, mi rammentai delle perle. Chiamatelo istinto, spirito
davventura o scelleratezza, ma lidea di mettere le mani su una ricchezza non mia e nascosta chiss
dove mispirava assai. Mintrufolai quindi negli archivi portuali della Serenissima e vi rimasi per tutta
una notte, spulciando fra elenchi, registri e manifesti di carico. Catturato linteresse della donna, gett
i lembi della cappa dietro le spalle e le sedette accanto. Come vi dissi al nostro primo incontro,
riprese, conoscevo il nome della galea su cui era stato imbarcato il tesoro vagheggiato da vostro
cugino. Si chiamava Saturnia, lavevo udito dalla bocca dellassassino di vostro zio e mai lavrei
scordato. Quel nome rappresentava lunica prova della mia innocenza e, nel caso fossi stato di nuovo
accusato dellomicidio di Giannotto Bruni, speravo di poterlo usare per scagionarmi o per sbugiardare
il vero responsabile del delitto.
Veniamo per al dunque, cio alle perle, disse sornione. Dopo essermi consumato le pupille
nellombra dellarchivio, scovai quel che cercavo. La Saturnia non era n naufragata n finita nelle
mani dei pirati, ma aveva regolarmente gettato lncora
presso le banchine di Venezia nellanno Domini 1459, cio il corrente, la sera del 28 gennaio.
Quel che pi conta, tuttavia,  che secondo le carte darchivio una minima parte del carico riposava
ancora in un deposito presso lArsenale, nellattesa che il proprietario la ritirasse. Fiss Bianca con
unespressione grave. Immaginate di chi si trattava?
Balduccio Landini, rispose lei, senza distogliere gli occhi dai suoi.
Tigrinus resistette alla tentazione di accarezzarle i capelli.
Nonostante fosse stata a un passo dalla morte, la donna appariva a suo agio, rapita dal racconto.
Quello era il nome scritto sui fogli che trovai, le conferm, perci compresi subito due cose: che
avevo trovato le perle e che voi eravate in pericolo.
Quindi andaste al deposito? Rubaste le perle?
Ovviamente. Son quello che sono e non me ne vergogno affatto.
Per nessuno vi obbligava a tornare a Firenze, obiett Bianca, ammirata. N tantomeno a
soccorrermi.
Un sorriso da farabutto balen nel buio. Anche un ladro ha una coscienza, madonna.
Non mi avete raccontato tutto, protest, quasi indispettita.
Il poco che vi ho rivelato  veritiero, ribatt Tigrinus,
dunque accontentatevi. E piegandosi su di lei, la baci.
In principio Bianca si oppose. Quel gesto era un affronto, e batt i pugni sulle spalle del
brigante finch non si accorse che lui se ne compiaceva. Perch quei colpi, a onor del vero, eran tutto
fuorch un tentativo di resistenza. Parevano anzi spronarlo, aizzare uno spirito ribelle verso cui la
donna si era sentita attratta fin dal primo momento. Lo stesso spirito che in fondo albergava anche in
lei, sotto strati di maschere affastellatesi nel corso degli anni per nascondere una natura insofferente
alle regole del mondo.
E rispose al bacio.
Ora che avete le perle, sussurr, cosa farete?.
Lui si alz in piedi e, celato il volto sotto il cappuccio, accenn un cortese saluto. Quel che ho
sempre fatto, rispose. Anche se adesso so chi sono, e quali sono i miei nemici.
Raggiunse la corda rimasta appesa alla parete, si arrampic fino alla cima e spar oltre la
sommit del muro.
Bianca rimase seduta a lungo, a respirare lodore della notte, immersa in una vertigine di
sensazioni proibite che finalmente, dopo mesi, la facevano sentire di nuovo viva. Pens alla maschera
donatale quandera bambina dallo zio Giannotto, alle mille paure che avrebbe desiderato nascondere
dietro di essa.
Poi, con il sapore del bacio di Tigrinus ancora sulle labbra, si alz in piedi, raccolse il pugnale
che il ladro aveva lasciato a terra e cammin fino al corpo esanime di Balduccio Landini.
Per mio zio, messere.
E gli conficc la lama nel cuore.
Epilogo
Il ladro entr nella cripta di una chiesa sconsacrata e, muovendosi al lume di una fiaccola, si
orient lungo un percorso familiare. Quel luogo era assai pi temuto delle Burella o di qualsiasi altro
anfratto di Firenze, a causa di unantica maledizione che si diceva aleggiasse fra le sue mura. Se lui
laveva scelto per custodire un bottino accumulato in anni di ruberie, per, era per la presenza di un
passaggio segreto che aveva scoperto per caso, quandera ancora fanciullo.
Lo raggiunse senza fretta, facendo scivolare le dita sulle pareti di tufo fino a trovare il punto in
cui, con una semplice pressione, azion un meccanismo in grado di aprire laccesso a un sotterraneo.
Risuon uno scatto sordo e una porzione di parete si scost di un pollice. Il ladro la spinse con una
spallata per aprire del tutto il varco.
Entr dunque in quella che a suo giudizio era stata la tomba di un re vissuto in unepoca remota.
Unepoca pagana di cui gli aveva accennato Giovanni da Fiesole, biasimandone sia lusanza di scindere
la morale dalla religione, sia gli uomini che, alla stregua dei loro di, non chiedevano assoluzione per
aver desiderato la roba o la donna daltri. Tigrinus non condivideva quel disprezzo. Anzi, preferiva di
gran lunga i costumi degli antichi allipocrisia dei tempi in cui viveva. Tempi in cui si mortificava il
popolo promettendogli linferno.
Super una breve galleria e raggiunse un altare di pietra ricoperto di monete, monili doro e
gioielli di varia foggia.
Ammir ogni cosa con una punta di soddisfazione  il frutto delle sue imprese solitarie  poi
fece spazio al centro, sistemandovi un piccolo scrigno di legno.
Lintarsio non era nulla di particolare, il semplice lavoro di un
artigiano. Ma una volta sollevato il coperchio, Tigrinus rimase incantato dal candore che
baluginava al fuoco.
Un candore sbocciato in fondo al mare, in recessi violati soltanto dai pi folli e dai pi
coraggiosi. Un candore a cui lingegno di un alchimista non avrebbe mai potuto aspirare.
Richiuse lo scrigno e, dopo aver frugato nella bisaccia, pose sullaltare il libro portato dal monte
Athos. La Tavola di Smeraldo. Durante il viaggio di ritorno, sempre per nave, Tigrinus aveva tentato
pi volte di decifrarne il testo, ma trattandosi di parole scritte in lingua greca aveva dovuto rinunciare.
E accontentarsi di quel che aveva saputo dallabate nero, suo nonno.
Messer Damiano de Medici.
Saggi quel nome a fior di labbra, poi infil il manico della torcia in una cavit della parete e
sedette su uno scranno rubato un paio danni addietro dallabitazione di un diacono. Gli ultimi mesi si
erano succeduti veloci, al pari di nembi rapiti dal vento, lasciandolo esausto eppure pago.
Dellesperienza del monte Athos restavano ricordi simili a un sogno, accompagnati dalla voglia di
ripercorrere le vie del mare e di sfidarne i pericoli. Per scoprire di pi sul sangue che gli scorreva nelle
vene.
Del resto, pens, lui apparteneva a Firenze quanto a quel mondo.
Si accarezz la fronte, tornando indietro coi ricordi di tre settimane circa. Appena sbarcato a
Venezia, aveva seguito i consigli di Damiano e si era fatto traghettare fino allisola di San Giorgio
Maggiore. L, secondo labate nero, avrebbe trovato la risposta alle proprie domande in una chiesa
dotata di una biblioteca edificata su ordine di Cosimo de Medici al tempo del suo esilio. Un luogo
ameno per le menti assetate di sapere, donato dal signore di Firenze a coloro che lavevano accolto
quandera stato costretto a vivere fuggiasco, lontano dalla patria e dagli amici.
Il ladro vi era penetrato col favore della notte e aveva vagato tra
armaria colmi di libri, in un ambiente vasto quanto una basilica.
Con le sole indicazioni di Damiano a fargli da guida. Ed era stato proprio grazie a esse che
aveva reperito, ben nascosto dietro unicona dei santi Cosma e Damiano, un documento risalente a
settantanni prima.
Latto di nascita di due gemelli.
I figli di messer Giovanni di Bicci de Medici.
Cosimo e Damiano.
Il crepitio della fiamma lo riport alla realt, allontanando dalle sue narici il fetore di una
discendenza che avrebbe barattato per pochi scudi. Davanti ai suoi occhi cera un tesoro degno del re
deposto in quella tomba, eppure lui non sapeva che farsene.
Perle, ori e fiorini si traducevano al suo sguardo in ricordi di sfide affrontate soltanto per il
gusto di sentirsi vivo. Per convincere se stesso di esistere al di l delle regole che schiacciavano ogni
povero diavolo sotto il giogo chiamato ordine. E per cercare di rimediare alla bugia che aveva
raccontato a Bianca.
Ancora adesso, lui non sapeva chi era.
Non aveva idea di chi fosse luomo chiamato Tigrinus.
Sapeva soltanto di doversi recare prima del mattino a SantEufemia, per portare visita alla cara
suor Assunta. E poi penetrare nelle Stinche, per liberare un nano finito in gattabuia.
Infine avrebbe ripreso a vagare per le vie oscure di Firenze.
Pago daver gabbato messer Cosimo de Medici. E aspettando, come un cavaliere errante,
lennesima prova da superare.
...
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FINE.
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Nota dellautore.
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Che Cosimo il Vecchio avesse un fratello gemello, ce ne offre testimonianza un antiquario
vissuto nellOttocento, il conte Pompeo Litta Biumi. Nella tavola ottava del suo Famiglie celebri
dItalia  opera pubblicata in dispense a partire dal 1819
e proseguita postuma da diversi curatori  si ritrova infatti, sotto il nome di Giovanni di Bicci
de Medici, un albero genealogico in cui, a fianco del nome di Cosimo, figura quello di un Damiano
nato lo stesso giorno e perito lanno successivo, il 1390. Di sicuro la leggenda (o verit) si tramandava
gi da molto tempo, allacciandosi sia alla devozione della famiglia medicea verso i santi Cosma e
Damiano  in cui certuni vedrebbero unallusione ai gemelli Medici  sia allusanza di Cosimo il
Vecchio di festeggiare la propria data di nascita non il 10 aprile, quando effettivamente egli venne alla
luce, ma il 27 settembre, ricorrenza liturgica dei martiri suddetti. Peccato che le fonti utilizzate dal Litta
siano oggi irreperibili.
Riguardo allinteresse di Cosimo per le filosofie occulte, ne farebbe invece menzione
lambasciatore veneto Andrea Gussoni, che lo descrive dedito a lavorare di lambicchi, formando
molte acque e sublimati atti a medicar molte infermit. Ma risulta assai pi significativa la passione
sviluppata da questuomo per i mysteria platonica, per la metafisica dellimmortalit dellanima e per
la tradizione gnostico-esoterica rappresentata massimamente dal corpus attribuito a Ermete
Trismegisto, che giunse nelle mani di Cosimo stesso in testo greco e fu tradotto in latino da Marsilio Ficino.
Di materiale che potesse far da sfondo a un romanzo davventura, in sostanza, ce nera a
bizzeffe. Non ho quindi esitato a tuffarmi in una Firenze quattrocentesca spesso (e a giusta ragione) descritta dalla
narrativa nei suoi aspetti artistici, ma raramente seguendo il profilo di un Umanesimo del tutto
particolare  quello notarile, bancario e commerciale  che fece la storia dellEuropa e del mondo.
Oltre a una mole di imponenti monografie  in primis Cosimo de Medici il Vecchio di Curt Gutkind
(Giunti Martello ed., Firenze 1982) e la raccolta di saggi Unaltra Firenze. Lepoca di Cosimo il
Vecchio (Vallecchi ed., Firenze1971)  mi  stato daiuto studiare la Pratica della mercatura di
Francesco Balducci Pegoletti, agente della compagnia dei fiorentini Bardi tra il 1310 e il 1340 circa. 
stato soprattutto grazie a questo testo che mi sono ritrovato a navigare fra unit di peso, elenchi di
merci, calcoli di partita doppia e rotte navali in una rete dinteressi sottesi tra Maiorca e lAsia, fino a
terre ancora inesplorate, fatta eccezione per le mirabolanti descrizioni di Marco Polo.
Altro genere di viaggio  stato quello nei quartieri fiorentini allepoca della criptosignoria di
Cosimo il Vecchio, a partire dalle chiese, dai ponti sullArno e dalle prigioni, fino ai bordelli di cui ci
parlano il Panormita nell Hermaphroditus (una raccolta di epigrammi erotici composta nel 1425) e,
pi di recente, Jacques Rossiaud in Amori venali. La prostituzione nellepoca medievale (Laterza ed.,
Bari 2013). Il nome Burella (probabilmente derivato dal latino volgare burium, buio) designa invece
nel Medioevo, gi al tempo di Dante, dei sotterranei a volta ubicati presso la zona dellanfiteatro
romano e serviti nel 1298 per rinchiudere gli aretini sconfitti nella battaglia di Campaldino. In seguito
quel nome design delle carceri ben precise, sempre in quella zona, e poi la strada in cui erano situate.
Di mia invenzione, invece, sono la taverna del Passero e lo spedale di Santa Faustina.
 poi doveroso un riferimento alla biblioteca eretta per volont
di Cosimo presso il monastero veneziano di San Giorgio Maggiore, di cui si accenna in un bel
saggio di Giorgio Ravegnani ( Le biblioteche del monastero di San Giorgio Maggiore, Leo S. Olschki
ed., Firenze 1976). Ledificio, attribuito al Michelozzo, rappresenterebbe il primo esempio di biblioteca
rinascimentale della storia e, secondo Le vite dei pi eccellenti pittori, scultori e architetti di Giorgio
Vasari, fu portato a termine durante lesilio di Cosimo, ovvero tra il 1433 e il 1434. Stando agli storici
di San Giorgio, tuttavia, la sua costruzione andrebbe postdatata a una quarantina danni pi tardi, e
sarebbe da attribuire a Giovanni Lanfredini. Fu realizzata, probabilmente, partendo da un primo lascito
in denari e libri attribuibile proprio al signore di Firenze.
Concludo con una precisazione riguardante i personaggi di questo romanzo. Tigrinus, Angelo
Bruni, Giannotto Bruni, Bianca de Brancacci, Faleno, Caco, Bilia e Balduccio Landini non sono mai
esistiti. Mi sono divertito a plasmarli secondo convenzioni e stereotipi dellepoca, giocando intorno alla
figura di fra Giovanni da Fiesole, noto ai posteri come Beato Angelico, e a quel che di buono e di
cattivo si  tramandato su ladri e banchieri in unepoca che fece grande lumanit.
Specchio cronologico degli eventi storici citati nel romanzo
1433-34 Cosimo de Medici viene esiliato da Firenze.
1439 Concilio ecumenico di Firenze / Cosimo ricopre la carica di gonfaloniere.
1453 I turchi ottomani prendono Costantinopoli.
1459 Papa Pio II convoca il concilio di Mantova per organizzare una spedizione contro i turchi /
Lionardo da Pistoia torna dallOriente con il Corpus Hermeticum.
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Ringraziamenti.
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Grazie allamico romanziere Carlo A. Martigli per un paio di dritte che mi hanno consentito di
rendere pi veritiero questo romanzo. Alla Fondazione Giorgio Cini onlus, per la cortesia dimostrata
nel procurarmi un libro prezioso per la fase di ricerca su Venezia. Ai reverendi padri di Santa Trnita di
Firenze, con i quali ho scambiato qualche chiacchiera al telefono per ottenere delle informazioni che
non reperivo in nessun testo scritto.
Grazie alla mia agente letteraria, Roberta Oliva, alla mia editor, Alessandra Penna e al mio
editore, Raffaello Avanzini.
Grazie infine a mia moglie Giorgia perch c sempre, anche nei momenti pi difficili. Quelli in
cui saper scrivere bene non basta.
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FINE.